Scopri tutto sull’imposizione fiscale in Spagna

Di Enza Petruzziello

Abbiamo più volte parlato sulle pagine del nostro Magazine di quanto sia conveniente vivere in Spagna. Per pensionati, giovani, famiglie e anche imprenditori. Tutte le statistiche ufficiali, d’altronde, ci dicono che ogni anno sono sempre più numerosi gli italiani che scelgono la vicina penisola iberica come loro nuova patria.

Il rapporto della Fondazione Migrantes parla chiaro: nell’ultimo decennio proprio in Spagna c’è stato l’incremento più sostanzioso dei nostri connazionali con +155,2 per cento. Andare a lavorare all’estero non è una novità, ma è lavorare in Spagna che sembra piacere sempre di più agli expat di casa nostra. La penisola iberica, inoltre, risulta il 9º tra i paesi di maggiore emigrazione italiana nel mondo.

Le località spagnole che hanno fatto registrare il maggior incremento di connazionali residenti sono ovviamente le Canarie e le Baleari. In particolare le Canarie sono considerate il paradiso fiscale della Spagna dal momento che le tasse e la tassazione delle isole Canarie è nettamente favorevole.

Chi sceglie Tenerife piuttosto che Gran Canaria, o ancora Maiorca nelle Baleari, lo fa per trascorrere gli anni della pensione, certo, ma anche per investire e trovare fortuna grazie a incentivi fiscali che spingono molti imprenditori a delocalizzare le loro aziende o a crearne di nuove. Le tasse e la tassazione a Tenerife, ad esempio, sono molto vantaggiose per gli imprenditori grazie al regime fiscale delle Canarie, di cui parleremo in seguito.

Ma esattamente quanto si paga di tasse in Spagna? In questo articolo cercheremo di fare il punto della situazione sul regime fiscale iberico e su quello delle sue isole che godono di speciali agevolazioni. Vi forniremo l’attuale situazione della tassazione in Spagna proponendovi un inevitabile confronto di tasse tra Italia e Spagna.

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Pressione fiscale in Spagna e la convenzione sulla doppia imposizione Italia-Spagna

Iniziamo subito col dire che in Spagna la pressione fiscale è nettamente inferiore rispetto all’Italia. Senza contare il basso costo della vita. Il clima mite di molte isole spagnole, inoltre, rende praticamente inutile l’utilizzo dei riscaldamenti e di conseguenza il pagamento delle relative tasse. E già questo è un bel vantaggio. Per pagare le tasse in Spagna bisogna essere residenti fiscali. Per diventarlo è necessario trascorrere qui più di 183 giorni in un anno.

Grazie alla convenzione firmata dal governo spagnolo con l’Italia si evita la doppia tassazione. Quindi per via della convenzione Italia-Spagna sulla tassazione, si pagheranno solo le imposte del Paese in cui si ha la residenza.

In Spagna sono considerati residenti fiscali tutti coloro che esercitano una professione e percepiscono un salario. Dato che la penisola è composta da 17 comunità autonome, le aliquote fiscali possono variare da una regione all’altra.

L’imposta sul reddito viene di solito prelevata alla fonte e include anche la quota dell’assistenza sociale. Ogni contribuente è tenuto a compilare una dichiarazione d’imposta da spedire prima del 30 giugno. Detrazioni e deduzioni sono possibili secondo le situazioni personali come il numero di figli a carico, o professionali (deduzione delle spese di trasferta ecc).

Per quanto riguarda le aliquote Irpef in Spagna, possono essere modificate dai governi regionali anche se la struttura conserva la progressione e la suddivisione in scaglioni di imposta. Il ricavato delle imposte sulla tassa di successione in Spagna e sulle donazioni, l’imposta di registro e le tasse sulle lotterie e gioco d’azzardo è interamente assegnato ai governi territoriali. Nel caso in cui la spesa stimata dovesse superare i potenziali ricavi, il governo regionale riceve un trasferimento compensativo da parte del governo centrale.

IVA in Spagna: come si chiama e a quanto ammonta

Come in Italia, anche in Spagna l’IVA si chiama uguale ed è una tassa indiretta che viene pagata quando si utilizza un determinato servizio o si acquista un bene. Si tratta di un’imposta indiretta, poiché non incide sul reddito, ma sulla produzione e vendita delle società e sull’acquisto di tali prodotti, pagata dai consumatori finali che comprano il prodotto una volta finito. Attualmente la percentuale dell’IVA in Spagna è al 21% mentre l’IVA alle Canarie è al 6,5%.

Ci sono poi aliquote ridotte al 10% ad esempio per medicine veterinarie, trasporto passeggeri, eventi culturali, sportivi e di spettacolo; e al 4% per tra l’altro farmaci per uso umano, alimenti e giornali.

L’ aliquota IVA vigente in Spagna è regolata dalla legge 37/1992 del 29 dicembre 1992. Questa legge è stata poi modificata varie volte. L’ultima modifica è del 1 gennaio 2015. In Spagna l’Iva è amministrata dalla Agencia de Administración Tributaria (o AEAT). La registrazione presso l’agenzia tributaria spagnola è obbligatoria per le società o le persone che vendono prodotti di servizi che rientrano nell’ambito di applicazione di questa tassa.

È importante sottolineare che, a differenza di alcuni paesi, le imprese che forniscono beni o servizi soggetti all’IVA devono registrarsi dall’inizio del commercio, poiché non esiste un limite minimo di soglia.

Novità 2019 sull’IVA in Spagna

I decreti reali 1512/2018, 26/2018 o 27/2018 hanno modificato il regolamento sull’IVA e la regolamentazione degli obblighi di fatturazione, insieme alle norme europee come la direttiva (UE) 2018/2057 o la direttiva 2048/2057. In sintesi, queste sono alcune delle novità più importanti dell’Iva in Spagna oggi:

  • I servizi di telecomunicazioni, trasmissione e televisione online devono includere l’IVA del paese in cui risiede il cliente.
  • Emissione obbligatoria e specifica di fatture per servizi che coinvolgono agenzie di viaggio come mediatori.
  • Proroga per il 2019 sui limiti dei regimi semplificati e speciali per il bestiame, la pesca e l’agricoltura nell’IVA.
  • Tasso ridotto del 10% ai servizi culturali (interpreti, artisti, registi, produttori e tecnici) e agli organizzatori di opere e musical.
  • Regime doganale speciale per merci destinate alla celebrazione della UEFA Champions League 2019 (Madrid) e UEFA EURO 2020 (Bilbao).
  • Meccanismo d’investimento generalizzato soggetto alla fornitura di beni e servizi quando la base supera € 1750.

Regime fiscale spagnolo per le persone fisiche

Alle persone fisiche residenti in Spagna si applica l’imposta sul reddito delle persone fisiche secondo il principio del worldwide income. Sulle persone fisiche non residenti grava l’imposta sul reddito dei non residenti (Impuesto sobre la Renta de los No Residentes, Irnr) che incide soltanto sul reddito prodotto nel territorio dello Stato.

L’imposta sul reddito delle persone fisiche è un tributo personale e diretto ispirato ai principi di uguaglianza, generalità e progressività. Il reddito tassabile delle persone fisiche comprende i salari, gli stipendi, i redditi d’impresa o da attività professionale e il reddito passivo come dividendi, interessi e plusvalenze.

Aprire un’attività in Spagna: le tasse da pagare

Molti si chiedono: “Aprire un attività in Spagna conviene?”. Diciamo che la Spagna rappresenta uno dei più interessanti Paesi europei per un imprenditore. Oltre all’aliquota IRES inferiore non vi sono infatti ulteriori imposte come ad esempio l’IRAP.

Le due forme più popolari di aziende spagnole sono: Società per azioni (S.A.) e Società a responsabilità limitata (S.L.). La prima rappresenta la struttura standard delle grandi imprese, il capitale sociale minimo di 60mila euro, di cui almeno il 25% versato.

Una società a responsabilità limitata, invece, è di solito quella scelta dalle piccole e medie società e deve avere un capitale non inferiore ai 3mila euro. In una SL l’aliquota delle imposte è fissa; sopra l’utile fino a 300.000,00 euro si paga, per il 2015, il 25% e sul resto il 28%.
Per i primi due anni di utile l’aliquota del 25% è ridotta al 15%.

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Vat Spagna

Il VAT identification number è uno strumento elettronico che serve per l’identificazione, controllo e verifica del numero di Partita IVA delle imprese registrate ai fini IVA all’interno dell’Unione Europea. In Spagna, il CIF ossia il codice identificazione fiscale, corrisponde alla nostra Partita Iva ed è composta da una lettera iniziale e da 8 numeri.

Come in Italia, in Spagna le aziende e gli operatori commerciali devono possedere la Partita Iva Comunitaria per potere operare in ambito intracomunitario. Le aziende commerciali in ambito UE sono obbligate per essere identificate a possedere la partita Iva che gli viene attribuita dalle rispettive amministrazioni nazionali, nel nostro caso in Spagna.

Isole Canarie: la tassazione per le imprese

Discorso a parte per le Canarie. Le isole godono infatti dello status di “zona ultraperiferica” concesso dall’Unione Europea e che ha consentito al governo centrale spagnolo di dare all’arcipelago un’autonomia in positivo molto più alta rispetto alle altre regioni. Questo spiega anche il successo di queste isole che ha portato molti concittadini a vivere e/o lavorare alle Canarie. Tanti anche i pensionati alle Canarie o gli imprenditori che hanno deciso di investire e comprare casa, magari per affittarla ai turisti.

Nelle Canarie, come abbiamo detto all’inizio di questo articolo, vige il REF, il Regime Economico e Fiscale delle Canarie, che si va a inserire nella legislazione fiscale normale spagnola e che permette tante agevolazioni. Qui ad esempio chi decide di investire l’utile realizzato, fino al massimo del 90% sull’utile non paga le tasse. Se in un anno faccio un ordine di 100 e decido di investirne 60 nella mia attività, su questo 60 non ho imposte.

E quindi ecco perché la tassazione diventa il più grande incentivo per fare business alle Canarie. Il costo del lavoro, inoltre, è molto più basso e va a incidere solo per il 40% rispetto al 100% dell’Italia. Come ci spiega Renato Spizzichino che alle Canarie ha uno studio di consulenza fiscale e legale: «Ci sono tante opportunità, a partire dal settore immobiliare che grazie al turismo è un settore sicuro e sempre più in crescita”.

Molti decidono di venire qui anche per aprire un’attività di carattere commerciale che sia un negozio di vendita piuttosto che un bar o ristorante, oppure perché intendono delocalizzare le loro imprese perché in Italia non riescono più a sopportare la tassazione. Le aliquote Irpef alle Canarie si suddividono in due parti, quella che viene incassata dall’Agenzia delle Entrate nazionale e quella che resta nella comunità autonoma.

Alle Canarie, inoltre, la vita costa molto meno. Le tasse sono molto più basse e, quindi, a chi ha già un’impresa conviene spostarsi qui. E poi ci sono coloro che hanno un’attività che possono svolgere ovunque: pensiamo a chi lavora con il web, con il commercio online (guadagnando soldi con internet), con il web marketing o si occupa di posizionamento siti».

Tassazione sulla pensione italiana in Spagna

Le tasse sulle pensioni in Spagna sono più basse dell’Italia. I pensionati residenti in Spagna godono di una serie di agevolazioni e pagano in media molte meno di tasse rispetto a chi risiede in Italia. Ciò significa che percepiscono un assegno mensile più alto e questo naturalmente rende il sistema pensionistico spagnolo più attraente. Un esempio su tutti: per una pensione di 1500 euro pari a 3 volte il minimo Inps, il prelievo fiscale da noi è del 20,73%, in Spagna solo del 9,5%. Quindi su una pensione di 1.500 euro si pagano in Italia 4.000 euro annui contro 1.700 in Spagna.

Attraversare il confine e prendere la residenza fiscale per un ex lavoratore italiano significa quindi recuperare anche oltre il 30% dell’assegno previdenziale lordo senza subire la doppia imposizione fiscale grazie all’accordo bilatere, usufruendo così del sistema previdenziale spagnolo.

Il sistema pensionistico in Spagna non è uguale ovunque. La tassazione delle pensione nelle Canarie ad esempio è un’eccezione. Nell’arcipelago – dove sempre più pensionati italiani decidono di stabilirsi (ormai sono più di 20mila solo quelli iscritti all’Aire) – grazie al regime fiscale accordato con Decreto regio alla «Zona especial Canaria», ne prende mille e sono mille. Non c’è alcuna tassazione. Senza contare che sotto i 22 mila euro all’anno alle Canarie non si fa la dichiarazione dei redditi.

E poi alle Canarie sulla tassazione delle persone fisiche interviene tutta una serie di agevolazioni che abbattono ulteriormente gli oneri del contribuente. Ci sono bonus per chi ha figli o il coniuge a carico e importanti sconti per chi apre un’impresa. In più, sono previsti sgravi per l’affitto di case che aumentano nel caso di chi abbia superato i 65 anni.

Tassazione in Spagna per i privati

La tassazione in Spagna del lavoro dipendente varia a seconda dello stipendio percepito. L’imposta sul reddito dei dipendenti è trattenuta alla fonte dai datori di lavoro in un “pay-as-you-guadagnare” sistema.

Il contributo fiscale dovrebbe essere accuratamente ritirato tutto l’anno, quindi non c’è niente da pagare al momento di dichiarare. L’agenzia tributaria nazionale calcola che cosa dovete o che cosa è dovuto e vi manda una forma (105) per verificare, firmare e restituire, a causa di eventuali rimborsi si è effettuato entro la fine di aprile.

I lavoratori autonomi, invece, pagano le tasse sul reddito trimestrale secondo le aliquote previste dalle imposte sul reddito. L’imposta sul reddito è una tassa personale, che prende in considerazione molti elementi personali, quindi è difficile determinare in modo generico quanto deve pagare un autonomo.

In generale loro sono responsabili del versamento dell’imposta sul reddito e dei propri contributi assicurativi. Un lavoratore autonomo, così come gli imprenditori del resto, deve pagare l’assistenza sanitaria. Mentre per gli amministratori non è previsto nessuno sconto e pagano la quota mensile di circa 310 euro, per i lavoratori autonomi che aprono una nuova posizione c’è uno sconto speciale: la famosa tarifa plana. Per i primi sei mesi la rata è di circa 50 euro al mese, i successi sei ammonta a circa 135 euro, i terzi sei mesi circa 190 euro.

Trascorsi i 18 mesi si entrerà nel regime pieno e la quota intera corrisponde a circa 285 euro al mese.

L’ultimo aspetto da considerare è relativo all’IVA, l’Imposta sul Valore Aggiunto, che si applica nella penisola iberica, nelle isole Baleari e in quelle adiacenti, ma non nell’arcipelago delle Canarie dove troviamo una tassa locale simile, nel senso del suo funzionamento, conosciuta come l’IGIC, ovvero l’Impuesto General Indirecto Canario, un regime particolare dedicato a questo territorio.

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L’aliquota normale dell’IGIC – Impuesto General Indirecto Canario – è del 7%, quella più alta è del 13,50% usata soprattutto per i beni di lusso, quella più bassa è del 3%, e addirittura abbiamo l’aliquota pari allo zero sui prodotti di prima necessità. Insomma il risparmio sulle tasse c’è, ovviamente tutto dipende dalla propria posizione lavorativa.

Dichiarazione dei redditi in Spagna

Che abbiate qualsiasi tipo di reddito in Spagna, che siate lavoratori dipendenti o abbiate un’azienda in proprio, che siate in pensione o disoccupati, che siate residenti o non residenti in Spagna, dovrete presentare una dichiarazione fiscale, il Cud spagnolo. Si fa tutto online, basterà andare sul sito dell’Agenzia tributaria spagnola.

Comprare casa in Spagna: tasse

Chi sceglie la Spagna, lo sappiamo, non lo fa solo per trovare lavoro. Tanti anche i pensionati in Spagna oppure imprenditori che decidono di comprare casa in Spagna magari come investimento immobiliare.

Per chi sta pensando di comprare casa in una delle città iberiche, possiamo dire che i tassi dei mutui in Spagna sono molto vantaggiosi. A dirlo è un’analisi di Mutui.it e Facile.it (dati 2018). Se in Italia un mutuo a tasso fisso costa oggi in media oggi l’1,85%, ci sono Paesi dove costa ancora meno. In Francia i fissi costano l’1,65% e in Germania l’1,68%. Ma è la Spagna a piazzarsi al primo posto con un costo medio dell’1,5%.

Per quanto riguarda la tassazione degli immobili in Spagna sono la Ley Reguladora de las Haciendas Locales e la Ley del Catastro Inmobiliario a disciplinare l’imposta sugli immobili dovuta dalle persone fisiche e giuridiche proprietarie di immobili. L’aliquota stabilita varia a seconda del comune interessato. La tassa sulla proprietà più sostanziosa è l’ITPImpuesto de Transmisiones Patrimoniales – che viene pagata al momento della rivendita di un immobile.

E poi c’è l’IBI (simile alla nostra IMU) ovvero l’Imposta sul patrimonio immobiliare: indipendentemente dal fatto che siamo registrati come residenti spagnoli o meno, bisogna pagare questa tassa di proprietà. Il calcolo si basa sul valore catastale regionale, una percentuale del valore del terreno che di norma è inferiore al valore di mercato. Ciò significa pagare tra i 400 e i 1.000 euro all’anno.

La tassazione degli immobili in Spagna per non residenti comprende anche la IRNR: Imposta sul reddito dei non residenti. Questa tassa annuale è applicabile solo per le persone che possiedono proprietà in Spagna, ma non sono risiedono ufficialmente nel paese. Supponendo che non venga guadagnato alcun tipo di reddito da affitto sul territorio spagnolo, la tassa sarà calcolata in base al valore della casa.

Qualora si tratti di un soggetto residente nell’UE questi sarà gravato da un’aliquota del 19% la cui base imponibile è il 2% del valore catastale del bene stesso. Nel caso invece in cui il contribuente non sia residente dentro i confini territoriali sopra definiti l’aliquota sarà del 24%. Naturalmente, il valore esatto dipenderà dal valore catastale dell’immobile, che si puoi conoscere andando all’Ufficio del Catasto.

Qualora invece il bene immobile venga dato in locazione, il reddito ottenuto – ovvero i canoni di locazione – dovrà essere dichiarato in maniera integrale senza la possibilità di dedurre alcun costo, tranne che per i soggetti residenti nell’ Unione europea e nello Spazio economico europeo che hanno facoltà di dedurre i costi previsti per l’IRPEF. Anche in questo caso l’aliquota applicabile sarà del 19% per i soggetti residenti nell’Unione Europea e nello Spazio Economico Europeo e del 24% negli altri casi. In entrambe le circostanze il versamento dell’IRNR deve essere effettuato tramite Modello 210.

Per ulteriori informazioni e per le ultimissime novità consigliamo di tenere d’occhio il sito dell’Agenzia delle Entrate spagnola a questo indirizzo:

www.agenciatributaria.es.