Come investire in Brasile

È tra i paesi al mondo con una maggiore presenza di expat italiani. Se andate a Rio de Janeiro in vacanza, non sarà difficile trovare qualche nostro connazionale. Oggi il Brasile conta ben 415mila italiani espatriati. In particolare è San Paolo, lo stato più popoloso del Paese sudamericano, ad avere la più grande popolazione di origini italiane.

Più che una tendenza, vivere in Brasile è ormai una realtà consolidata. Del resto l’economia carioca ha registrato nel 2019 una crescita del PIL. In Brasile, tra l’altro, la riforma del sistema pensionistico è ben avviata e questa è una notizia positiva per gli over 65 che vogliono trascorrere gli anni della pensione qui.

Diverse le opportunità anche per chi decide di investire soldi in Brasile e aprire un’attività. Per investire in Brasile ci vuole una cifra minima di circa 60mila euro e la costituzione di una società con socio brasiliano (o straniero residente) per avere il permesso di soggiorno. In questo caso cercare un socio è praticamente indispensabile.

Se invece il permesso di soggiorno non è prioritario, e desiderate semplicemente investire ma non viverci, allora è possibile impiegare qualunque cifra, anche investire 20000 euro. In Brasile, infatti, ci sono attività interessanti per tutte le tasche.

Perché investire in Brasile conviene

Dagli ultimi dati emerge che sono sempre più numerose le aziende italiane che investono in Brasile. Basti pensare che l’Italia tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019 è stato il primo investitore nel Paese carioca. Si contano 972 presenze di società italiane che hanno investito qui e sono presenti con succursali o filiali in loco, guardando alle opportunità di questo grande mercato con una visione di medio-lungo periodo, piuttosto che con strategie speculative mordi e fuggi.

La conseguenza è stato lo sviluppo di un tessuto imprenditoriale italiano in Brasile numericamente e qualitativamente importante, malgrado la grave crisi economica che ha colpito questo Paese nel 2015-2016.

Agli italiani, e non solo, investire all’estero piace soprattutto per gli sgravi fiscali e per le opportunità offerte. Il Brasile rappresenta un “hub” per l´ingresso in tutta l´America Latina ed è un polo di riferimento per il livello di sviluppo della sua economia e le ulteriori potenzialità di crescita.

MAPPA BRASILE

Secondo Infomercatiesteri.it, investire in Brasile oggi conviene soprattutto nel settore tecnologico. Ma sono anche altre le strade da percorrere per investire soldi. Chi sta pensando infatti a degli investimenti da fare in Brasile, può scegliere ad esempio di iniziare a investire a piccoli passi, acquistando immobili e quindi seguendo le orme di quanti hanno deciso di comprare casa all’estero, oppure investendo nel settore finanziario, o aprendo un’attività.

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Settori su cui puntare

Su cosa investire in Brasile? I settori interessanti sono molti. Per esempio, quello delle energie rinnovabili è un comparto che sta crescendo del 600%. Il mercato digitale è in estrema crescita e le stime di Goldman Sachs indicano in 24 miliardi di dollari il volume di mercato da qui ai prossimi 10 anni. Vi sono opportunità nel settore farmaceutico, nell’automotive, in quello energetico anche lato rinnovabili. Crescono parecchio anche la sicurezza digitale e la domotica.

Senza dimenticarci il settore agroalimentare, dal momento che il Brasile è il primo produttore mondiale di carne, pollo, zucchero, succo d’arancia e caffè. Ma vediamo nel dettaglio le opportunità di investimento in Brasile.

Investimenti in real brasiliano

Tra gli investimenti redditizi da fare in Brasile, un posto interessante è occupato dal real brasiliano, ovvero all’andamento della moneta. La bilancia dei pagamenti del Brasile è positiva e in buon equilibrio, con investimenti diretti esteri netti in attivo, e il real anche nel 2019 sembra per questo essere a buon mercato.

L’investimento diretto in real brasiliano o altre valute locali consente all’investitore di diversificare il suo patrimonio, spesso concentrato in Europa, contribuendo anche a metterlo al riparo dal processo ormai consolidato di depauperamento della moneta unica europea.

Investimenti in banca in Brasile

Il sistema bancario brasiliano è il più grande dell’America Latina. Le prime 10 banche brasiliane (su un totale di circa 250) controllano quasi l’80% dell’attività totale: le pubbliche Banco do Brasil, BNDES e Caixa più le private nazionali Bradesco e Itau-Unibanco praticamente quasi il 70%: chiudono il cerchio le straniere Santander e HSBC con insieme poco più del 10%.

La borsa brasiliana è una delle più rialziste nel 2019 e l’ascesa degli ultimi mesi ha riportato l’indice Bovespa sui massimi storici. L’indice azionario della Borsa di San Paolo si rivaluta di quasi il 20% dall’inizio dell’anno. Nonostante ciò, le prospettive degli utili conseguibili dalle società brasiliane sono tali da poter continuare a valutare positivamente il potenziale inespresso dell’equity domestico. Per l’investitore in euro che abbia destinato risorse alla Borsa brasiliana, le soddisfazioni arrivano anche dall’evoluzione del tasso di cambio del real (che dall’inizio dell’anno recupera più del 5% rispetto alla divisa unica europea).

Turismo

Dopo l’aumento dei turisti verificatosi negli ultimi anni, sono sempre più le imprese turistiche che investono in Brasile. Aprire un’attività in questo settore, oppure nel commercio o ancora nel comparto ricettivo, potrebbe essere conveniente oggi più che mai.

Agroalimentare

Un altro settore sempre molto popolare è quello agroalimentare. Come abbiamo detto il Brasile è un importante produttore di carne, di cacao e di caffè.

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La domanda di legname nel mondo cresce in modo verticale, e le stime dicono che nel 2030 supererà la soglia dei 2,5 miliardi di metri cubi l’anno. Investire in alberi in Brasile potrebbe dunque essere una buona idea, soprattutto nel lungo termine.

Dove investire

San Paolo è uno stato molto industrializzato dove si produce la gran parte del Pil brasiliano. Ottime prospettive anche nel sud del Paese, dove ad esempio si è insediata la Azimut, azienda italiana che produce barche.

Un’altra località interessante dove investire, soprattutto in immobili, è Maceio, con un lungomare particolarmente amato dai turisti. E a proposito di immobili, molto gettonate sono anche Fortaleza e Porto Seguro.

Risorse utili per investire in Brasile

L’ambasciata italiana a Brasilia ha lanciato una guida per le aziende europee interessate ad investire nel mercato brasiliano. Chiamata “Doing Business in Brasile”, la guida include una mappatura delle opportunità di investimento nel paese, suddivise per area geografica e settore, una descrizione del ruolo di accompagnamento svolto dall’Ambasciata e dal “Sistema Italia”, consulenza sulla strategia di accesso al mercato brasiliano e molto altro.

Il documento presenta anche le opzioni di finanziamento offerte dal gruppo Cassa Depositi e Prestiti (CDP), una sorta di BNDES dall’Italia. C’è anche un capitolo sulle opportunità create dall’accordo commerciale tra il Mercosur e l’Unione europea. Il Brasile, inoltre, offre la possibilità di ottenere finanziamenti ed agevolazioni per le piccole, grandi e medie imprese interessate ad insediare unità di assemblaggio e produttive sul territorio. Un altro valido aiuto in questa direzione è la Camera di Commercio italo brasiliana.

Aprire un’attività in Brasile

Un altro ottimo modo per investire all’estero è aprire una propria attività. Per aprire una società in Brasile è possibile scegliere fra tre differenti modelli societari.

  1. Il primo è la “Sociedad Limitada” equivalente alla nostra SRL. Per costituire tale impresa, dovrete essere almeno due soci. Inoltre, non è previsto un capitale minimo. Questa modalità è ottima per l’apertura di piccole e medie imprese.
  2. Il secondo è la “Sociedad por Acciones” (la nostra SPA). Questa società la si costituisce in presenza di un notaio e si versa almeno il 10% del capitale.
  3. Il terzo è l’Eireli, impresa individuale che appunto prevede un solo proprietario. In questo documento è possibile trovare tutte le informazioni sulla società individuale.

Come aprire una società

La burocrazia del paese non è snella, anzi spesso ricorda quella italiana. In media, per aprire un’attività in Brasile ci vogliono infatti 5 mesi circa. La mole dei documenti da presentare dipende dal tipo di attività o di impresa, dallo Stato in cui si decide di avviare il business e alle volte da un comune all’altro.

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I principali passaggi per aprire una società in Brasile sono:

  1. Registrare l’attività presso la Junta Commercial o nel rispettivo organo di registro delle imprese, e includere la stessa nel DNRC (Departamento Nacional de Registro do Comercio). Il Registro rappresenta l’atto di nascita dell’attività nel senso che l’azienda inizia ad esistere da quel momento, anche se questo non significa che già può cominciare ad operare.
  2. Iscrivere l’azienda nella Receita Federal, vale a dire il registro nazionale delle persone giuridiche (CNPJ) e anche presso la Secretaria da Fazenda Estadual (IE). L’azienda è anche obbligata ad avere l’iscrizione municipale. Queste iscrizioni devono essere fatte dopo la Junta Comercial. Questi due registri servono per dire al governo che l’azienda ha già le qualità per poter pagare le tasse.
  3. Iscrizione presso la Previdencia Social se si hanno dipendenti. Il termine per la registrazione è di 30 giorni dopo l’inizio dell’attività.
  4. L’azienda deve ottenere gli Alvaras e le Licenze di funzionamento necessaria per quello che riguarda il ramo d’attività svolta.

Visto brasiliano permanente per investimenti

C’è poi il capitolo permessi di soggiorno e visti, dedicato soprattutto a coloro che vogliono aprire un’azienda in Brasile e trasferirsi. Una volta ottenuto il visto brasiliano permanente per investimenti non potrete, infatti, allontanarvi dal paese per oltre due anni consecutivi.

Secondo la legge brasiliana lo straniero non in possesso del permesso di residenza (RNE) non può essere titolare di impresa individuale o legale rappresentante di una società commerciale: gli è concesso essere socio o anche detenere tutto il capitale di una società limitata (LTDA oppure SA), ma non può esserne il legale rappresentante (amministratore).

Per poterne essere il titolare dovrà richiedere il visto per investimento, che è individuale per ogni socio della società che si andrà a creare. Quindi ognuno di questi dovrà innanzitutto richiedere il codice fiscale brasiliano, che si può richiedere anche dall’Italia recandosi all’ambasciata brasiliana. Solo quando tutti i soci avranno ottenuto il codice fiscale brasiliano (CPF) potrete procedere alla costituzione di una società.

Una volta costituita la società e aver depositato il capitale minimo di 500.000 Real Brasiliani, si acquisisce il diritto a richiedere il visto brasiliano permanente.

Attività redditizie in Brasile

Quali attività aprire in Brasile per avere successo? Dal ristorante alla posada fino all’e-commerce, le idee sono tante, e se studiate bene possono risultare decisamente vincenti.

Aprire un ristorante in Brasile

È tra le attività preferite dagli expat di casa nostra: aprire un ristorante italiano all’estero è una scelta sicura. In alternativa si potrebbe pensare di aprire una pizzeria o una panineria. Dal punto di vista economico, una soluzione vantaggiosa potrebbe essere quella di puntare sulla ristrutturazione di un vecchio ristorante, anche per ridurre le problematiche burocratiche in cui è facile imbattersi.

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Aprire una pousada

Se vi state chiedendo che cos’è una pousada (o posada), sappiate che si tratta dell’equivalente di un nostro B&B. Attualmente rappresentano il 68% delle strutture alberghiere, presenti in tutto il territorio brasiliano. Aprire una posada in Brasile, comprarne una tra quelle in vendita o prenderla in gestione potrebbe rivelarsi un ottimo affare, soprattutto se avete un bel gruzzolo da parte. Il turismo in Brasile è in crescita e sempre più viaggiatori preferiscono soggiornare in queste strutture piuttosto che in grandi alberghi.

Aprire un chiringuito

Alzi la mano chi non ha mai pensato di aprire un chiringuito sulla spiaggia in un luogo esotico. Aprire un bar sulla spiaggia in Brasile potrebbe essere un’idea vincente, offrendo ai clienti i tipici prodotti da bar italiani: caffè, aperitivi, panini, eccetera. In alternativa se volete essere più settoriali, un’altra opzione è l’apertura di una birreria.

Aprire una gelateria in Brasile

Sono tanti coloro che decidono di trasferirsi in Brasile per aprire una gelateria. I brasiliani vanno pazzi per il gelato, e ovviamente anche i turisti. Negli ultimi anni il mercato brasiliano del gelato è letteralmente esploso. Tutte le nuove aperture vedono come protagonista il vero gelato italiano. Ottima idea anche l’apertura di una pasticceria.

Avviare un e-commerce

Infine potreste pensare di aprire un e-commerce, dal momento che comprare tramite Internet in Brasile è una pratica molto diffusa.

In conclusione

Investire o aprire una piccola attività in Brasile, per quanto allettante, può rivelarsi un’impresa piuttosto problematica da un punto di vista burocratico, soprattutto se non si ha una buona conoscenza del paese e delle sue leggi.

Il consiglio come sempre è di affidarsi ad esperti finanziari e legali per non incappare in spiacevoli sorprese.