Partita IVA negli USA: come funziona?

Da sempre terra di opportunità, gli Stati Uniti sono un terreno fertile anche per le imprese. Pensiamo a quanti imprenditori italiani in America hanno trovato fortuna avviando un ristorante piuttosto che una piccola attività commerciale.

Del resto, aprire un’attività negli Stati Uniti è molto allettante da tutti i punti di vista. Non solo perché il mercato statunitense è vasto, ma anche perché qui le nuove idee sono sempre premiate. In tanti si chiedono: per lavorare autonomamente negli USA occorre aprire una partita IVA?

In questo articolo cercheremo di rispondere a questa domanda, aiutandovi a capire meglio come funziona il regime fiscale americano per le imprese e i lavoratori autonomi che hanno intenzione di trasferirsi negli USA .

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Partita IVA negli USA: come funziona

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Negli Stati Uniti c’è la partita IVA?

Negli USA non esiste l’IVA e di conseguenza non c’è la partita IVA così come la conosciamo noi. Nel nostro paese, come sappiamo, essere un lavoratore autonomo e avere un’impresa, grande o piccola, equivale ad aprire la partita IVA. L’apertura di una partita IVA, infatti, è un passaggio cruciale per qualsiasi imprenditore e libero professionista per essere in regola con il sistema contributivo dello Stato italiano.

Gli Stati Uniti non applicano l’imposta sul valore aggiunto, ma ogni Stato richiede il pagamento di una tassa sulle vendite, la Sales Tax, che varia da Stato a Stato. Quindi, se decidete ad esempio di vivere in California e aprire un’azienda, dovrete informarvi sulle regole fiscali di questo Stato.

Sales Tax, l’equivalente della partita IVA in USA: cos’è e come funziona

La Sales Tax, che potremmo considerare l’equivalente della partita IVA in USA, è applicabile solamente se esistono due presupposti, uno territoriale e uno di uso o scopo:

  1. Solamente se la vendita è per consegna delle merci o del servizio all’interno dei confini geografici dello Stato o degli Stati in cui il venditore ha una presenza fisica (substancial presence), e varia tra l’1% e 11% max. Quindi, se il venditore e il compratore si trovano nello stesso Stato si applicherà la sales tax, mentre se la vendita avviene per corrispondenza e i due attori della transazione si trovano in due Stati differenti non ne è previsto il pagamento.
  2. Il secondo requisito riguarda lo scopo della transazione: la tassa si applica se il compratore è anche il consumatore finale, ovvero l’utilizzatore del prodotto venduto. In caso contrario, si ha bisogno di un certificato (resale certificate) che testimonia che il prodotto è destinato ad essere rivenduto.

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Se il venditore ed il compratore si trovano nello stesso Stato. allora quest’ultimo sarà tassato. Se invece la vendita avviene a distanza e i due attori della transazione si trovano in due stati differenti, non è previsto il pagamento della sales tax.

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 La sentenza del 22 giugno 2018 della Corte Suprema

Nonostante ciò, a seguito di una sentenza del 2018 della Corte Suprema, sempre più Stati dell’America hanno cominciato a imporre il pagamento della sales tax anche sulle vendite online da parte di negozi che non hanno una presenza fisica nello stato.

Questa eccezione riguarda soprattutto aziende con una determinata soglia di fatturato minima. Ad esempio, in South Dakota il venditore deve avere almeno 100.000$ di vendite annue o, se l’importo è minore, aver concluso almeno 200 ordini annuali nel territorio dello Stato.

In seguito alla sentenza della Corte Suprema anche Amazon, che era già sottoposta al pagamento, ha cambiato il modo in cui gestisce la Sales Tax. Adesso è l’azienda stessa a raccogliere dai suoi venditori l’imposta e pagarla.

I principali numeri fiscali negli Stati Uniti

Negli Stati Uniti, dunque, le aziende non hanno la partita IVA ma utilizzano dei codici. I principali sono:

  1. EINEmployer Identification Number: deve averlo ogni società che potenzialmente assume lavoratori e guadagna dei soldi in America. Questo codice, infatti, identifica fiscalmente la società. Viene richiesto al fisco federale appena dopo la costituzione della società. In USA l’EIN non va riportato nelle fatture e, di fatto, ha un uso strettamente privato.
  2. ITINIndividual Taxpayer Identification Number: deve averlo qualunque persona fisica che, pur non essendo americana, guadagna dei soldi in America. È il codice per i non residenti americani, coloro che sono negli USA di passaggio per lavoro.
  3. SSN – Social Security Number: è l’equivalente del Codice Fiscale Italiano ed è assegnato alle persone fisiche (alla nascita) oppure alle società di persone.
  4. Sales Tax Number – Numero del Certificato di Autorizzazione: se in America ci fosse l’IVA, questo sarebbe il numero corrispondente alla Partita IVA. Il Sales Tax Number serve alle società che devono raccogliere e pagare allo Stato la sales tax. Come abbiamo detto viene richiesto a livello statale, poiché ogni Stato determina e gestisce la propria sales tax.

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Aprire una società negli USA: quali codici richiedere

Le aziende Usa non hanno la partita IVA. Per aprire un’azienda negli Stati Uniti, la scelta della corretta dimensione societaria è indispensabile. Le più diffuse tipologie sono:

  1. Le Corporation, equiparabili ad una società per azioni.
  2. Le Limited Liability Company, molto simili alle nostre Srl.

Prima di avviare definitivamente l’attività, bisognerà richiedere al fisco americano l’Internal Revenue Service, quello che in Italia corrisponde al codice identificativo dell’azienda.

Una volta aperta la ditta o società più conveniente per le proprie esigenze, si potrà ottenere l’Employer Identification Number, un numero fiscale che, per molti versi, ha la stessa funzione ed utilità della partita IVA italiana.

Conclusioni

La burocrazia, lo sappiamo, può spaventare in Italia e a maggior ragione se decidiamo di investire all’estero.Aprire un’azienda nel nostro Paese è diverso dal farlo negli Stati Uniti, che come abbiamo detto non prevedono una partita IVA, ma altri numeri identificativi.

Fortunatamente esistono diversi enti informativi che possono aiutarvi a districarvi tra uffici e compilazioni di moduli. Un buon contatto è la Camera di Commercio Italo-Americana, che offre diversi servizi e assistenza a quanti ne hanno bisogno.