Aprire una pizzeria all’estero

di Enza Petruzziello

Se c’è una cosa che noi italiani sappiamo fare è la pizza. Scontato, ma vero. È una delle eccellenze gastronomiche che meglio ci rappresentano al mondo. Simbolo dell’italianità e del Bel Paese. Amata proprio da tutti: da nord a sud, da est a ovest del pianeta. Nessuno meglio di noi conosce l’arte di questa antica tradizione culinaria che rappresenta un business in costante crescita. Basti pensare che il volume di affari generato dalla vendita di pizza ammonta a ben 12 miliardi solo in Italia dove ci sono circa 12 mila pizzerie al taglio e con servizio a domicilio, 14 mila pizzerie tradizionali con servizio al tavolo, 12,5 mila tra ristoranti/pizzerie e bar/pizzerie e 13 mila panetterie, rosticcerie e gastronomie, per un totale di 51 con 200mila addetti che lavorano nel comporto.

Un mercato forse saturo e che per questo porta a guardare altrove. I nostri prodotti sono già apprezzati e ricercatissimi fuori dai confini nazionali, e il più amato e famoso di questi è proprio la pizza. Quindi quale migliore occasione per mettersi in proprio e aprirne una in un altro Paese? Se state pensando a un trasferimento e avete dei soldi da parte questa è l’idea che fa per voi.

Il primo passo naturalmente sarà la scelta del luogo dove si deciderà di andare, dove si pensa possa avere fortuna l’impresa e dove naturalmente ci piacerebbe vivere. Tra gli aspetti da non sottovalutare quelli riguardanti le normative e la burocrazia da affrontare per l’apertura di una nuova attività. È importante conoscere tutte le regole dal momento che le leggi potrebbero essere anche molto differenti rispetto a quelle italiane. Altra buona regola è informarsi sul costo del personale e delle attrezzature, in modo tale che si possa fare un preventivo delle spese da sostenere.

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Ci sono naturalmente dei posti dove il mercato è ormai saturo. L’Europa e gli Stati Uniti sono sicuramente le aree con la maggiore domanda di pizza. Gli europei e gli statunitensi la amano, ed è per questo che qui sono già presenti varie pizzerie di tutti i tipi che soddisfanno ampiamente la domanda. Se però non si vuole abbandonare il Vecchio Continente, i paesi migliori sono sicuramente quelli del Nord Europa: Germania e Scandinavia in primis, dove è possibile puntare sulla qualità dei prodotti e della pizza autentica, insieme a un marketing aggressivo, per raggiungere il successo. Anche l’Europa dell’est potrebbe essere una buona scelta, per esempio la Polonia. Secondo la Banca Mondiale la nazione è uno dei migliori paesi emergenti dove aprire una nuova attività. Qui operano circa 2 mila piccole e grandi aziende italiane. Merito della posizione strategica della Polonia e dei costi energetici del 30-40% inferiori a quelli italiani. Uno dei vantaggi per un’impresa italiana intenzionata a investire qui è la semplificazione burocratica: si può registrare una società in pochi giorni e con meno di 2 mila euro. Anche l’Inghilterra continua a essere una meta ideale per aprire un’attività di questo genere. I costi di avvio in Regno Unito sono molto bassi e la burocrazia semplice e lineare: tutte cose che puoi fare da solo con un minimo d’impegno. I casi di successo sono diversi, alcuni imprenditori italiani in un paio di anni sono riusciti addirittura ad avviare una propria catena di pizzerie. La spesa per aprire una pizzeria a Londra può variare da poche decine di migliaia di euro fino ad arrivare al mezzo milione. Per tenere bassi i costi, una tipologia di locale che richiede un investimento minore è la classica pizzeria al taglio per pranzi veloci. Inoltre, un buona strategia potrebbe essere quella di allestire il locale acquistando le attrezzature in Italia. I costi di trasporto europeo si sono abbassati notevolmente e con il cambio sterlina euro, conviene comprare attrezzatura nel nostro paesi.

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Tra i mercati emergenti dove poter avviare una pizzeria troviamo l’Asia, uno dei continenti in più forte espansione. Qui in alcuni stati potreste trovare davvero poca concorrenza. In più il prezzo del personale e delle attrezzature sarà sicuramente minore. I migliori paesi dove investire sono quelli già ricchi o in via di sviluppo come Cina, India, Singapore, Kuwait, Qatar, Filippine, Indonesia, Vietnam, Uzbekistan.

Da non sottovalutare l’Africa. Se vi piace il caldo, potete tentare la fortuna anche in questo continente, sopratutto nelle zone meridionali o più turistiche come Sud Africa – soprattutto nella zona di Cape Town -, Tanzania, Mozambico e Kenya. Bene anche posti come l’America centrale e il Sud America: Messico, Panama e Costa Rica, Brasile, Colombia. Qui sono residenti moltissimi italiani e non troverete difficoltà almeno all’inizio per avviare la vostra pizzeria. E poi c’è l’Australia, terra di nuova emigrazione italiana, anche se un po’ più complessa dal punto di vista burocratico. Per aprire una pizzeria qui bisogna richiedere o uno Standard Business Sponsorship o il Visto Business. Si tratta di una doppia possibilità tra cui scegliere in maniera alternativa. Il primo tipo di visto ha una durata di 4 anni e viene rilasciato da un imprenditore che sponsorizza la vostra attività e in un certo senso garantisce per voi. Dà diritto a richiedere una residenza permanente. Il secondo tipo di visto necessita la presentazione di un preciso piano di sviluppo della propria attività imprenditoriale, si dovrà essere a posto non solo dal punto di vista imprenditoria ma anche garantire la buona riuscita del proprio progetto.

Una volta stabilito dove aprirla sarà necessario innanzitutto decidere che tipo di locale si vuole avviare: se una pizzeria da asporto, oppure una pizzeria-ristorante dove i clienti si possano sedere e consumare. La prima ha infatti costi più contenuti rispetto alla seconda dal momento che le esigenze sono totalmente diverse. Nel primo caso è necessario un locale piccolo allestito con un semplice forno a legna, un banco ingredienti e tutto quello necessario per fare la pizza ed ovviamente un pizzaiolo di qualità e qualificato. Se invece si opta per un locale, ovvero un vero e proprio ristorante dove i clienti possono consumare sul posto la propria pizza e le bevande, i costi sono leggermente superiori in quanto lo spazio dovrà essere più grande, ci sarà bisogno di acquistare tavoli, sedie ed arredare l’ambiente, aggiungere i costi per il forno a legna, ingredienti e personale.

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Un’altra buona idea, se non si vogliono affrontare i costi iniziali quali affitto del locale e l’attrezzatura, è di prendere in gestione una pizzeria già avviata oppure pensare a un franchising. Non mancano all’estero le grandi catene di pizzerie in franchising, una formula che consente, con investimenti moderati di avere in poco tempo un locale moderno e attrezzato. Quindi prima di trasferirvi definitivamente e fare il grande passo, potreste sondare il terreno soggiornando qualche settimana o mese nel Paese prescelto e capire così se vale la pena investirci.

In linea generale, comunque, aprire una pizzeria può ancora considerarsi un investimento abbastanza sicuro. Il settore, come abbiamo visto, non conosce crisi e la pizza non smette di perdere interesse, grazie alla sua bontà ed economicità. Il segreto del suo successo rimane infatti la qualità. Quindi ovunque decidiate di aprire la vostra pizzeria, fondamentale sarà scegliere ingredienti di prima qualità per combattere la concorrenza. Questo, insieme a un po’ di coraggio, originalità e determinazione, potrà garantirvi una ricetta vincente.

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