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VIVERE A TENERIFE, NELL'ISOLA DELL'ETERNA PRIMAVERA

15/10/2012



Ho cominciato, sebbene a piccoli passi, a girare il mondo a quattordici anni. All'inizio, per imparare l'inglese in una vacanza studio. Era tutto organizzato, in gruppo, per un periodo limitato. Poi, ho pensato che il tempo a disposizione fosse limitato per imparare una lingua e conoscere meglio un luogo. Così, ho progettato la vacanza successiva per un periodo più lungo, tre mesi. Ho sentito parlare di vacanze - lavoro. Esperienze interessanti. In seguito ho capito che puoi anche fare a meno degli intermediari, agenzie, scuole, associazioni. Tutto sembra difficile, finché non parti. Ti accorgi a quel punto che puoi fare anche da solo”.

Tenerife, isola Canarie

E’ la storia di Maria Sica, bresciana che, a 28 anni, parla quattro lingue e ha vissuto in Australia, Thailandia, Germania, Spagna. Da due risiede nelle Canarie. Non aveva progettato di lasciare l’Italia.

Ma allora a cosa attribuire il destino di giramondo? “Non avevo voglia di andare ma mi era più difficile restare. Ero insoddisfatta, pressata dall’attesa, da un'ansia quotidiana. Prima è la stanza con la sorella che ti diventa stretta, poi la casa. E la città, la nazione. Di qui il desiderio sempre più forte di conoscere il mondo, che diventa fame insaziabile dell'anima. Quando ho lasciato l'Italia per la prima volta a tempo ‘indeterminato’ e' stato soprattutto perché non riuscivo a comunicare con i miei amici, compagni, colleghi. I piccoli e grandi viaggi che facevo ogni volta mi mostravano una realtà diversa, un diverso modo di pensare, vivere, considerare il tempo e organizzare lo spazio. Cominciava a diventare difficile stabilire cosa era ‘giusto’ e cosa ‘sbagliato’. Saltavano i parametri consueti e si allargavano troppo le vedute, si aggiungevano troppe considerazioni, tanti dubbi. Non riuscivo a rimanere negli schemi abituali. Accumulavo via via esperienze, che mi distanziavano sempre di più dai miei amici. Non c’erano litigi. Né avevamo modi diversi di divertirci. Non c’erano antipatie o divergenze di opinioni”.

E cosa?

Era qualcosa di più profondo. Mi accorgevo che nonostante un linguaggio comune, c’era assenza di comunicazione, perché le esperienze erano diverse.

Quale la più interessante, che rivivrebbe?

E’ assai difficile da dire. Diciamo che ognuna mi ha fatto scoprire qualcosa di me, a volte con grande sorpresa, a volte con vergogna o con orgoglio. Forse indicherei l'Australia, perché è stata la più spettacolare. Ero ancora giovane e tutto richiedeva più coraggio. Adesso il mondo e' la mia casa, non c'e' luogo che mi paia tanto strano, troppo lontano o irraggiungibile. Una volta era diverso, l'altro capo del mondo era un mistero. E affrontare il mistero e' l'esperienza più grande. A poco a poco ti abitui perfino a confrontarti con l’ignoto che comincia a diventare gestibile nella sua imprevedibilità.

Perché si è fermata nelle Isole Canarie?

Stavo vivendo da circa due anni a Berlino, la città del mio cuore. Mentre ero lì, quasi per scherzo, un giorno ho cominciato a fissare le condizioni più importanti per cercare un posto, in cui fermarmi.

In Germania non le aveva trovate?

Beh, quando viaggi molto, il mondo sembra consigliarti di fermarti. Ti convince che è venuto il momento di cercare una fissa dimora. Così cominciai a pensare di dire stop. Volevo stabilirmi in Europa, perché la burocrazia internazionale mi aveva esaurito. Desideravo un posto al caldo, perché due anni a Berlino mi avevano fatto capire quanto siano importanti la luce e il calore, fanno bene all’anima, influenzano la visione delle cose. Volevo fosse un luogo dove poter parlare una lingua che conoscessi. Allora avevo anche la necessità di lavorare subito e non perdere altro tempo.

A quel punto?

Con queste premesse le Canarie risultavano il posto perfetto. Non avevo voglia di ricominciare da zero. E per me cominciare da zero significava documenti, lingua, cultura, casa nuovi. Al contrario, volevo rilassarmi, giocare facile. Conoscevo la lingua, la cultura, i siti internet e i principali quotidiani del Paese, avevo gia' il Nie (documento di identificazione dello straniero in Spagna). Avevo optato per una vita da pigra, un’esistenza slow, ma avventurosa. L'obiettivo dichiarato era fermarmi per sempre.

Tenerife, isole Canarie

Ma?

Non penso di restarci per sempre. In Italia non tornerò più. Avevo troppe aspettative, lì. Tutte deluse. Certo passerò sempre dal Belpaese, c'e' la mia famiglia. E poi l’Italia e' la mia casa. Ma ho troppa rabbia. Sono disillusa. Troppe le cose guaste che ho visto. Ora posso fare tanti confronti. C’è attaccamento alla mia casa. Niente altro. Non e' per parlare male, io ci soffro. Ma in Italia si arranca, si soffoca, si sta bene, finché non ci si fa troppe domande. Sino a quando ci si adegua a quello che c'e'. In questo e' simile alla Spagna, dove spesso ti dicono: “Es lo que hay”. In Germania, invece, se c'e' qualcosa di migliorabile, lo si migliora o si cerca di farlo. E lo si fa col tuo contributo. Questo ti fa sentire parte attiva.

In Italia?

Nello stivale le tue idee o le tue critiche sono materiale per conversazione da bar. Nascono e muoiono subito, tra eventuali attacchi che sempre, ma proprio sempre, hanno risvolti politici. Non riusciamo ad uscire dagli schemi, fatichiamo a darci un modello diverso di vivere, non ci interessa abbastanza cambiare. Ci diciamo: ‘di sicuro qualcuno ci penserà al posto nostro’. Questo, per una persona come me che, per vivere ha bisogno di sentirsi attiva, rappresenta una piccola morte quotidiana.

E quindi?

E' più facile essere una straniera in un Paese straniero, che sola nel proprio Paese. Qualcuno mi definirebbe codarda. E' possibile, ci ho pensato, ma e' una guerra troppo difficile da affrontare. Come dicevo e' la speranza che mi manca, non tanto il coraggio.

In quale comune vive?

Prima di tutto, risiedo a Tenerife, ma ho viaggiato molto per Gran Canaria e Fuerteventura, anche per periodi medio- lunghi. Prima vivevo nel sud, a Las Americas. Non ero mai stata a Tenerife, mentre conoscevo Las Palmas. All'inizio sarei dovuta andare lì, ma all'ultimo secondo, nel fare il biglietto, ho pensato: ‘beh, ma Gran Canaria la conosco, vado a Tenerife’. Cercavo un posto non troppo piccolo, con tutte le infrastrutture necessarie per vivere bene, senza macchina. Desideravo gestire la quotidianità, restando nei paraggi. E poi cercavo opportunità di lavoro. Bene. Ho preso in affitto una casa su loquo per due mesi a 400 euro, dicendo alla proprietaria che non ero turista.

Tenerife, isole Canarie

Perché questa precisazione?

In caso contrario i prezzi si elevano. Le ho detto che volevo viverci, ma che non potendo vedere la casa, l’avrei presa solo per due mesi rinnovabili. La signora era una splendida e gentile quarantenne, che diciassette anni prima aveva fatto la stessa cosa. E’ stata, per questo, disponibile e comprensiva e mi ha anche dato tanti consigli.

Com’è andata?

La prima notte a Las Americas e' stata una doccia fredda. Nulla era come avevo immaginato. Mi sentivo in un immenso villaggio turistico di seconda classe: solo hotel, aparthotel, centri commerciali. Un posto senz'anima.

A quel punto cosa ha pensato?

Che avevo fatto un errore di valutazione. Un villaggio turistico non era il posto, in cui mi sarebbe piaciuto vivere. Ho capito che avrei dovuto coltivare una passione e, ovvio, non potevo far altro che scegliere il surf. Il posto e' pieno di surfisti. Quindi ho cominciato a provare a praticare questo sport. Cercavo, soprattutto, una ragione per rimanerci, un elemento che avrebbe potuto legarmi ad un luogo di passaggio.

Dunque, all’inizio, una grande delusione!

Beninteso non e' mia intenzione parlare male del sud di Tenerife. Ma nulla coincideva con le mie aspettative.

Dopo alcuni mesi mi sono trasferita al nord, dove c'e' la capitale Santa Cruz. Avevo bisogno di una città vicina, dove vivono i canari, c'e' meno turismo e la vita e' più normale. Ho trovato una casa bellissima con vista sul mare in un piccolo comune vicino alla capitale. Pago 300 euro, ho 210 euro di aiuto governativo per pagare l'affitto. In Italia con 300 euro pagavo un letto in una tripla di un appartamento vecchio di Milano, quando andavo all'Università e lavoravo come commessa. Allo stesso potevo permettermi un monolocale ultramoderno e attrezzato nel centro di Berlino, lavorando in Ebay con assegnazione di progetti individuali speciali. Come potrei pensare di tornare in Italia, che non mi offre ne' la stessa vita culturale in un caso, ne' lo stesso sole e mare nell'altro e mi fa spendere il doppio per una casa?

Santa Cruz de Tenerife

Non c’è altro che possa convincerla a tornare?

Il mio Paese mi contatta solo per lavori in call center, nonostante abbia quasi due lauree e parli quattro lingue. L'Italia non vuole che io torni, sarebbe per me ormai impensabile dividere una casa con altre persone, pagando comunque un prezzo elevato.

Di cosa si occupa ora?

Di information technology per una grossa azienda internazionale in spagnolo e tedesco.

Come vive nelle Canarie?

Si vive bene, nel senso che puoi avere una buona casa ad un ottimo prezzo, che non metti mai un cappotto e che sei circondato dal mare. Si vive bene, tutti stanno qui per godersi la vita, surfare, trascorrere le vacanze, farsi una stagione, vivere in modo tranquillo la pensione.

Perché?

Il clima generale e' rilassato, i prezzi di tutto sono bassissimi, i divertimenti te li offre la natura. Surf, camminate per i monti, grigliate con gli amici nelle zone attrezzate sul vulcano, campeggio in zone deserte. Non devi per forza trovare il tuo momento di sfogo nell'aperitivo, al cinema o in discoteca. Il relax e il divertimento sono in gran parte gratis, sono intorno a te o te li crei tu. Questo e' vivere bene.

A chi consiglia le Canarie?

Beh, ogni isola richiederebbe una distinzione. Le Canarie sono tra loro differenti. Di sicuro, le consiglio ai pensionati che possono avere la loro villetta con giardino, stare sempre al caldo e vivere con agi. Ma sono il posto giusto anche per i giovani che vogliano fare un'esperienza di lavoro all'estero e imparare la lingua. Nei mesi estivi si triplicano le opportunità di impiego e si possono frequentare scuole di lingua gratis. Le raccomando a coloro che cercano la tranquillità e amano la natura ancora vergine.

Natura a Tenerife 

A cosa si rinuncia vivendo lì?

A poter essere in poche ore in una qualsiasi altra metropoli europea. Si rinuncia alla cultura con la C maiuscola, all'arte, ai concerti degni di nota. Si rinuncia all'efficienza. Tutto e' un po' ‘improvvisato’ . Il consolato riceve solo due giorni a settimana e su appuntamento, chiamando un numero a pagamento, costosissimo.

Altri lati negativi?

Omologare il titolo universitario può richiedere anni e nessuno ti dà spiegazioni, devi abituarti a lottare con l'indifferenza, la noncuranza, la burocrazia lenta, i sistemi illogici e dispendiosi, i mezzi di trasporto scomodi e mal organizzati. Parlo in generale di tutte le isole. Poi ognuna ha caratteristiche specifiche.

Un esempio?

Per seguire un corso il mio ragazzo ha dovuto fare la parte teorica su un'isola, quella pratica su un'altra e lo stage su una terza. Per completare un solo corso devi stare su tre isole diverse e nessuno si preoccupa del costo dei viaggi o del fatto che se hai casa su un'isola, non puoi averla sull'altra. In quel caso si paga un altro alloggio o puoi dormire in tenda per un mese. Diciamo che non sono le isole dell'efficienza, della logica, ne' dell'ottimizzazione. Se hai la tua macchina, se non vuoi fare corsi o l’Università, se non hai bisogno di documenti e non hai progetti particolari, come aprire un locale, produrre qualcosa, puoi vivere in modo tranquillo.

Cosa si guadagna?

Il sole, il mare. Non devi pensare a come ti vesti, puoi uscire senza truccarti. Grande è il senso di libertà, la natura ancora vergine, il relax.

Come sono le persone?

In genere molto disponibili. Per la maggior parte si tratta di turisti. Stanno qui per vivere bene. O sono persone che trascorrono l'inverno, seguono le onde, cercano lavoro nel turismo, sono ‘alternativi’ che vivono nelle grotte al mare e cercano solo pace e natura.

Anche i locali hanno in genere un passato da emigranti o immigranti. Moltissimi sono i venezuelani. Altri vengono da: Uruguay, Bolivia, Messico. C'e' una fitta storia di intrecci, esodi e controesodi tra le Canarie e le Americhe. Per cui la maggior parte della gente e' aperta all'altro, nessuno e' straniero, perché qui in fondo lo sono tutti.

Anche se non mancano gruppi ristretti di locali, che cercano di proteggere le loro zone. Non sono rare le scritte "only locals" nei posti più sperduti. Queste persone non vogliono che certi luoghi siano scoperti e "infestati". Certo, le cose andranno peggio se non cambierà il modo di fare turismo. Spesso selvaggio.

Spiagge di Tenerife

Al nord?

Forse al nord i "locali" sono un po' guardinghi all'inizio. E' come se ti studiassero da lontano per vedere se sarai un altro di passaggio. I turisti sono in numero inferiore e sono visti come bestie rare. Quando, però, i locali cominciano a vederti ogni giorno, capiscono che non sei uno di passaggio, e ti considerano uno di loro.

Il loro più grande difetto?

Forse la superficialità, se dobbiamo parlare in generale. Una superficialità data dal continuo flusso e riflusso di gente. Magari diventi amica di una persona, che dopo alcuni mesi viene chiamata a lavorare su un'altra isola. E che non vedrai più. Oppure hai amici che sono lì da anni, ma che poi decidono di andare in Costa Rica, o alle Hawaii, a seguire l'onda. Oppure gente che ha turni di lavoro compartido, cioè completo, e che diventa impossibile vedere. Alla fine tutti si conoscono in poco tempo, di persona, di vista, per sentito dire.

In generale, sui canari cosa mi dice?

C'e' un livello culturale medio basso. Camerieri, ragazzi che hanno lasciato gli studi e cercano fortuna, alcuni ex delinquenti in cerca di pace lontano dal loro Paese, o giovani che inseguono il sogno della "IBIZA sempre al sole". C'e' di tutto. E’ l'isola dei pensionati, dei turisti e di quelli in cerca di fortuna, senza specializzazione, buttafuori, addetti alle pr, animatori, muratori. I canari doc sono in genere aperti, solari ma di rado viaggiatori, molti non visitano nemmeno le altre isole. Sono piuttosto statici e contenti di ciò che hanno, poco curiosi.

Il loro pregio?

Prendono la vita in modo semplice, nessuna particolare macchinazione o implicazione.

Come vedono gli italiani?

Siamo visti dagli spagnoli come cugini in generale. C'e' un’ affinità elettiva tra i due popoli. Nelle Canarie gli italiani sono tanti e ben inseriti, direi che sono sentiti come figli adottivi. Lo straniero e' in genere il tedesco o l'olandese, ‘l'uomo del nord’. Italiani, spagnoli e sudamericani fanno una combriccola spensierata.

Quale il posto che consiglia per vivere bene, in modo economico e senza il caos dei turisti?

Tutte le Isole Canarie sono economiche. Io sceglierei Tenerife o Gran Canarie, solo perché hanno almeno una città di riferimento, degna di nota. Parlo di: numero di abitanti, servizi, infrastrutture. E' sempre meglio vivere in modo più o meno isolato, ma avere un punto di riferimento abbastanza sviluppato, raggiungibile a prescindere dalle condizioni del mare, dagli orari e dai prezzi degli aerei.

Per evitare il caos dei turisti, non sceglierei il sud di Tenerife, il sud di Gran Canaria e il sud di Fuerteventura. Tutto, comunque, dipende dal periodo dell'anno, da cosa si vuole fare, dai gusti, dai propri valori, dall'età.

Tramonto alle isole Canarie

C'e' lavoro e in quali settori?

La stampa dice che non c'e 'lavoro, ma tutto dipende, come al solito, da alcune variabili. Se si conoscono tante lingue ci sono tante possibilità di lavoro in: hotel, piscine, parchi, musei. Il settore principale e' il turismo. Ma anche l'informatica. Sono previste ottime agevolazioni fiscali per coloro che aprono un' azienda qui. Le imprese spagnole, per esempio, sono avvantaggiate. Il problema e' che spesso non trovano personale specializzato e lo assumono direttamente in altri Paesi: Olanda, Svezia, Germania.

Altri settori in evoluzione?

Quello dell'edilizia. Adesso, però, e' un pò in crisi. Hanno costruito in modo spropositato e ora si vedono i risultati di una politica sbagliata.

Consigli ad un italiano che voglia venire a vivere lì?

Cominciare da una zona servita e sviluppata, anche se non corrisponde alle proprie aspettative. E' l'unico modo per risolvere i primi problemini burocratici (nie, documento di viaggio seguridad social) in modo più rapido. Una volta sul luogo si può capire meglio cosa si desidera. Affittare una casa da loquo o dagli annunci locali (el baul, ebay etc..), cosi' da poterla avere a prezzi non turistici e prima di stabilirsi qui. I siti utili per il lavoro sono infojobs.net (selezioni l'isola che preferisci) o infoempleo. Ci sono le offerte di adecco, activa. Poi consiglio di informarsi sempre ed essere attivi. E’ bene visitare i siti del governo di Canaria in modo periodico. E appena possibile, meglio procurarsi una macchina.

La possibilità di muoversi nelle isole e' essenziale e spesso l'auto e' indispensabile. Senza auto perdi in opportunità, e poi non puoi esplorare zone inaccessibili e meravigliose.

Foto particolari Canarie

Di bello e poco noto le Canarie cos’hanno?

Ci sono molte spiagge ‘segrete’, che non sono indicate sule guide turistiche, raggiungibili solo dopo lunghe e, a volte, faticose camminate. Come Antequera, le spiagge di Anaga dopo Taganana, Guigui in Gran Canaria, Fuertevenura nella costa nord ovest quasi abbandonata e inesplorata.

I sentieri di montagna sono magici, trovi grotte, laghetti, fiumiciattoli, nidi di falco, conigli che si nascondono. Per chilometri e chilometri puoi sentirti libero. C'e' ancora una vasta zona selvaggia e solitaria da esplorare. Di intermedio tra le camminate chilometriche in solitudine, le spiagge isolate ad ore ed ore di cammino dalla civiltà e i soliti luoghi del turismo, indicherei le piscine di Bajamar e Jovier, Punta Teno e Taganana a Tenerife, la Costa Nord e Nord Ovest di Gran Canaria, la Piccola isola di La Palma, la zona di Fuerteventura, subito dopo Corralejo. Vi si accede per una strada sterrata, che sembra condurre al nulla, dietro le pale del depuratore d'acqua. Dietro c'e' un mondo solitario e fantastico. Spiagge bianchissime e acqua cristallina.

E ancora?

Vale la pena anche scendere a Roque del moro a Fuerteventura. L’iter, però, e' assai pericoloso, soprattutto nel tratto in discesa. Sembra di essere in un altro mondo.

C'è un piccolo, ma interessante museo a Gran Canaria, vicino a Las Palmas. Si chiama la Cueva Pintada. Visitate El bollullo e Los Patos o Playa del Socorro. Una sorpresa.

Tradizioni?

Ogni paesino celebra la sua festa. Soprattutto ad agosto, ci sono le varie Romeria e Los Corazones Di Tejina (festa dei cuori). Il comune si riempie di cuori, torte, giardini, piante, decorazione. Tutto a forma di cuore.

Ancora, la festa di Punta del Hidalgo con le figure acquatiche di barche e surfisti attorno alla madonna. Ci sono feste di paese molto carine, per cui i canari si vestono con i loro abiti locali. E poi tornei di ‘lotta canaria’, uno sport simile alla lotta libera, ma tipico del luogo, con le sue regole e i suoi rituali. Inoltre, il Palo Canario, che usavano i pastori per superare i ‘barrancos’, i burroni, e saltare praticamente da una montagna all'altra, appoggiandosi a questi enormi pali di legno. E’ un’ attività ancora praticata anche dai giovani. Da ricordare il rinomato Sibilo Gomero, un modo di comunicare tramite fischi degli abitanti della piccola isola de "la Gomera".

La cucina?

Beh, il piatto tipico e' il mojo rojo o il mojo verde. Si tratta di salsine speciali, che mettono in genere sulle patate bollite. Ci sono alcuni ristoranti canari che servono carne, in gran parte importata. Sono pochissimi gli allevamenti di bestiame. A Fuerteventura regnano le capre. Viene consumato molto il loro latte per farne formaggi. Consistente la cultura del vino. Vari i percorsi gastronomici, segnalati anche sulle guide turistiche, con cascine private che vendono direttamente il loro vino al consumatore. Le viti sono piccole, basse. Lo strato di terreno che viene prima della roccia e' piuttosto basso e quindi le viti non possono svilupparsi. Comunque, il vino è ottimo.

Vivere a Tenerife

Il clima?

Lanzarote e Fuerteventura sono isole molto aride e ventose, con gli alisei. Lanzarote e' molto spesso nuvolosa per tutti i mesi e in tutte le stagioni. Non piove quasi mai e le temperature si aggirano tra i 26 e i 27 gradi. Variabili di poco. Non fa mai freddo, ma il vento può essere molto forte e ed è difficile sentire il calore del sole. Nella parte interna di Fuerteventura, i rilievi bloccano il vento e in certi periodi si brucia. Si toccano i 36, 37 gradi di sole infuocato. Il vento manca del tutto. Nell'entroterra di Fuertevenura c'e' praticamente il deserto e qualche piccolissimo paesino. Gran Canaria ha una parte sud molto arida. Nella zona di Maspalomas, un vero e proprio deserto di dune che sfocia nel mare. In inverno si toccano i 18- 19 gradi. In estate la temperatura oscilla tra i 28 e i 30. E' la zona più calda in assoluto.

In modo periodico soffia il vento di calima, che colpisce anche il sud di Tenerife. E' un vento caldissimo d'Africa. Sembra di essere sotto un mega-phon accesso, tira vento, ma manca l'aria nello stesso tempo. Per fortuna non capita spesso e in genere dura solo pochi giorni. Las Palmas, è spesso ventosa e nuvolosa. Il sud di Tenerife si puo' paragonare al sud di Gran canaria. Il nord, invece, e' molto più umido, in inverno piove, si riempiono i canali e i letti dei fiumi, che in estate sono secchi. Nel 2009 c'è stato un nubifragio, lo stesso che causò morti a Madeira. Questo permette al nord di essere più verde, fiorito, pieno di alberi e coltivazioni.

La temperatura dipende anche dall'altitudine. Ricordiamo che sia Gran Canaria che Tenerife raggiungono quote considerevoli. Il Teide, vulcano di Tenerife, raggiunge quasi i 4000 metri.

In inverno cosa succede?

Si copre di neve ed e' uno spettacolo incredibile. La Laguna, la citta' più bella di tutta Tenerife, e' in realtà assai fresca, spesso nuvolosa, o meglio ancora, letteralmente avvolta nelle nuvole.

Come si trascorrono le giornate nel posto in cui vive?

La mattina si va al lavoro, ma non alle 8. In genere si comincia alle 9 o anche più tardi. E' frequente il tempo "partido". Parlo della siesta, una fascia oraria ‘spenta’. Si riprende nel tardo pomeriggio fino a sera.

Poi ci sono delle splendide piscine naturali, si va a nuotare, c'è’ un bel campo per fare skate, illuminato fino a tarda notte, campo da pallavolo e da basket.

Oppure si va a pescare sugli scogli, soprattutto polpi.

Di sera?

Le serate si possono trascorrere alla Laguna, che è città universitaria, piena di locali. Oppure si cena sulla spiaggia, o si beve birra al tramonto su qualche spiaggia o scogliera isolata (Los Dos Hermanos, Punta Del Hidalgo). Non ho la televisione e non mi manca affatto. Dietro la mia casa, a pochi passi, ci sono una montagna rosso ruggine piena di grotte e insenature, alberi e palme che svettano solitarie in altezza. Proprio sotto casa comincia un sentiero che sale su questa montagna e arriva fino alla valle successiva. Di fronte ho il mare. Vedo lo spettacolo per me più bello dell'isola.

Quale?

Le onde si infrangono sul frangionde attorno al faro che protegge una piccola spiaggia. Gli schizzi possono arrivare molto in alto e superare tutti i palazzi.

Quando le condizioni sono favorevoli tutto il comune si ritrova nella piazzetta. Ci riuniamo a guardare per interminabili minuti questo spettacolo.

Prima si vedeva tutto il centro dall'alto. Ora no. Colpa di un enorme hotel costruito e mai aperto.

Panorama di Tenerife

Cosa le manca?

Mi mancano: l'eccentricita' di Londra, l'efficienza di Berlino e la sua arte. Definisco la città tedesca il magico mondo dell'universo riassunto. E poi, i colori e la vitalita' di Barcellona, la spontaneita' fragorosa e sincera del Messico, gli spazi australiani. In determinati periodi lì con un po' d'impegno e volonta' puoi vedere ogni angolo sperduto delle varie isole. Mi manca il caffe' buono. Andare al bar e bere un caffe' sembrano un lusso remoto e lontano. Il caffe caracol canario e' davvero orribile. Mi manca il buon cibo. E ancora, le panetterie col pane caldo di ogni forma e colore, le pizzette fresche, le focacce. La delizia del gusto, dell'olfatto e dalla vista. Ah, e la storia. I palazzi medievali, neoclassici, barocchi che ti circondano, noncuranti, mentre sbadato cammini per l'italia.

Collegamenti con l'Italia?

Essendo residente delle Canarie, beneficio di uno sconto. Pago i collegamenti con la Spagna a metà prezzo. Per questo devo in genere fare scalo, se possibile, o fermarmi una notte, a Girona o Barcellona. Se prendo un volo diretto per l'Italia devo pagare interamente le tasse. Ryanair parte dall’aeroporto sud, Vueling e Easyjet a volte dal nord, altre dal sud. Faccio sempre scalo in Spagna e sfrutto l’ occasione per visitare nuove città, come Valencia o Malaga.

E’ molto economico, pago in media 60-70 euro, ma e' un po' scomodo. Inoltre, con le compagnie low cost ci sono molte restrizioni sui bagagli, e' difficile portarsi dietro tante cose e risparmiare allo stesso tempo.

Comunque, queste compagnie offrono ottimi prezzi anche a chi non e' residente. Occorre, però, prenotare con anticipo. Per i collegamenti tra le isole uso Islas o Binter oppure prendo la nave con Navierasarmas.

C'è qualche elemento in comune tra le varie terre che l’ hanno ospitata? E tra queste e l'Italia?

E’ una domanda complessa, anche perché io sono nata a Brescia, ma ho genitori e parenti napoletani. Già l'Italia per me non e' un concetto omogeneo, ma ricco di variabili e contraddizioni. Più viaggi e più ti accorgi che tutto e' relativo.

Cosa vuole dire?

A volte diamo cose per scontate, solo perché sono la nostra normalità. Ma la nostra normalità non e' che una goccia nel mare. Forse e' per questo che più viaggi più sei aperto. E sa perché? Assapori al di là di ogni parola, l'essenza dell'uomo, uguale e diversa in ogni luogo. Impari a vederla e riconoscerla. L'abitudine rende ciechi. Conoscere la molteplicità rende umili.

 

Il blog di Maria:


http://nolandsgirl.blogspot.it/

 

Siti interessanti:

www.fuerteventura-wetter.info/

Forum canarie italiani nel mondo

www.italiansonline.net/forum3.php?sezione=109&thread=212

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Tutte le webcam canarie e meteo

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