Lavorare in proprio: aprire la Partita IVA 

Sei un imprenditore o hai finalmente preso la decisione di dare vita alle tue idee? Allora è arrivato per te il momento di metterti in proprio. Niente paura: diventare un lavoratore freelance o un libero professionista è più facile di quanto pensi.

Il primo passo da compiere è aprire la Partita IVA in Italia. Il nostro Paese, infatti, prevede per i lavoratori autonomi l’apertura della Partita IVA ai fini fiscali: per emettere fatture, per pagare i contributi dovuti al fisco e alla previdenza sociale.

In questo articolo vogliamo fornirti tutte le informazioni utili su quanto costa la Partita IVA, su cosa serve per aprire una Partita IVA, come funziona, i vantaggi e le principali caratteristiche.

Cos’è esattamente una Partita IVA

La Partita IVA è un numero di 11 cifre necessario per identificare il contribuente. Queste 11 cifre sono suddivise in tre parti:

  1. Le prime 7 cifre servono per identificare il nome o la denominazione del titolare;
  2. Le 3 cifre successive corrispondono ad un codice che identifica l’Agenzia delle Entrate presso la quale è stata iscritta la Partita IVA;
  3. L’ultimo numero ha una funzione di controllo.

Quando bisogna aprire la Partita IVA

La Partita IVA non è sempre necessaria. Se svolgi un lavoro occasionale per un’azienda o per un privato, non sei tenuto ad aprire una Partita IVA se:

  • l’attività di collaborazione non supera i 30 giorni in un anno per ciascuna delle collaborazioni.
  • la retribuzione non supera i 5000 euro annui (in questo caso il pagamento viene effettuato tramite ritenuta d’acconto).

Se questi due requisiti non sono soddisfatti, sei obbligato ad aprire una Partita IVA che regoli la tua situazione fiscale.

Quanto costa aprire la Partita IVA

Il costo di apertura di una Partita IVA varia a seconda del tipo di attività svolta. Vediamo nel dettaglio le diverse opzioni.

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  • Liberi professionisti

Per chi ha scelto di essere un libero professionista i costi per aprire una Partita IVA sono praticamente nulli. Mettersi in regola con il fisco è facile e gratuito: la procedura si svolge online, attraverso il portale web dell’Agenzia delle Entrate, e non richiede spese iniziali di alcun genere.

Discorso diverso invece riguarda i costi annuali per la Partita IVA di un libero professionista, come vedremo nel paragrafo successivo.

  • Ditta individuale

Nel caso delle attività che prevedono un inquadramento da ditta individuale (ad esempio per gli artigiani e i commercianti), l’iter da seguire è differente: bisogna, infatti, presentare una pratica telematica nota come “ComUnica”, che ha la funzione di informare contemporaneamente tutti gli enti competenti.

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I costi per aprire una Partita IVA come ditta individuale oscillano tra i 130 e i 150  euro  comprensivi delle spese di iscrizione al Registro delle Imprese che comprendono:

  • diritti camerali;
  • imposte di segreteria;
  • imposte di bollo.

La procedura burocratica, nel caso soprattutto delle ditte individuali, può spaventare e per questo motivo in tanti si rivolgono ad un professionista. Il costo del commercialista per l’apertura della Partita IVA può essere piuttosto alto e far crescere di molto la cifra iniziale.

In entrambi i casi (libero professionista o ditta individuale) per evitare un’ulteriore spesa e per essere assistito fin dal momento dell’apertura, ti consigliamo di aprire la Partita IVA con un “assistente fiscale 2.0”. Tra i migliori c’è Fiscozen:

  • se sei un libero professionista con una tariffa fissa – pari a 299  euro + IVA – potrai avere a disposizione un consulente fiscale dedicato che ti accompagnerà nella gestione della Partita IVA a, dall’apertura  alla dichiarazione dei redditi.
  • Se sei una ditta individuale oltre alla tariffa fissa sarà necessario sostenere delle spese per l’apertura della Partita IVA  pari a 200 euro + IVA questo comprende tutti i costi burocratici (bolli, diritti camerali, imposte) e la completa gestione della pratica di apertura.

In entrambi i casi, Voglio vivere così! ti da la possibilità di usufruire di uno sconto di 50€ sul costo del primo anno di servizio.

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Partita IVA: costi annuali

Diverso, il discorso del costo annuale di una Partita IVA, ovvero del suo mantenimento che comprende le imposte, i contributi previdenziali e i costi del commercialista.

  • Le imposte 

La tassazione segue regole specifiche che derivano dal regime fiscale applicato e che concernono le aliquote, le scadenze per i pagamenti, le eventuali forme di agevolazione, le rateizzazioni, ecc.: tali regole valgono per tutti i contribuenti, a prescindere dall’attività esercitata.

Tra i vari regimi fiscali, per i giovani e le nuove attività la soluzione migliore è il regime forfettario (che ha sostituito il Regime dei Minimi) grazie alla sua tassazione vantaggiosa e alla semplicità di gestione, contabilità e fatture.

I costi della Partita IVA per il regime forfettario comprendo l’applicazione di un’imposta sostitutiva del 15% (5% per le nuove attività per i primi 5 anni di attività) che si applica sul reddito imponibile e non sull’intero fatturato. Ovviamente dovremo aggiungere le spese relative ai contributi.

Non ci sono costi deducibili nel caso di Partita IVA a regime forfettario dal momento che viene detratto automaticamente un forfait fisso, in base alla propria categoria professionale definita dal codice ATECO.

  • Contributi previdenziali 

Il calcolo dei contributi, invece, dipende dalla Cassa o Gestione alla quale si è iscritti: ciascuna di esse stabilisce le proprie aliquote, nonché le date entro cui effettuare i versamenti e molti altri aspetti. In ambito previdenziale, quindi, i costi della Partita IVA aumentano o diminuiscono in relazione all’inquadramento applicato.

  • Per i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata dell’INPS, il versamento avviene solo in proporzione al volume d’affari effettivamente prodotto. I contributi, infatti, si calcolano sul reddito imponibile, con aliquota al 25,72%.
  • Le cose cambiano per le ditte individuali, per le quali la Cassa di riferimento è la Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS. Per loro è previsto un contributo fisso, da versare anche in caso di reddito zero, che corrisponde a circa 3.850 euro annui. A questi si aggiunge un contributo “extra”, applicato solamente sull’eventuale parte che eccede il “reddito minimo INPS” (attualmente pari a 15.953 euro), con aliquota al 24% (o al 21,90% per gli under 21).

I contributi, spesso, sono un deterrente, in particolare per i giovani che vorrebbero aprire Partita IVA. È bene sapere, però, che ad alcune categorie di lavoratori autonomi, sono concesse delle agevolazioni legate anche all’età anagrafica. 

Anche alcune Casse Previdenziali riservate ai professionisti prevedono agevolazioni per i giovani e/o per i nuovi iscritti che possono beneficiare di aliquote ridotte o versare solo una percentuale dei contributi fissi. In questo modo il costo della Partita IVA per i giovani si riduce.

  • Costo del commercialista

A questi costi va aggiunto anche l’onorario del commercialista. Il costo del commercialista per la tenuta della contabilità ha un costo medio che va dai 1000 ai 1200 euro. Anche in questo caso, per ridurre le spese, è possibile servirsi di un commercialista online.

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Cosa serve per aprire una Partita IVA

Cosa bisogna fare per aprire la Partita IVA in Italia? Innanzitutto è necessario contattare l’Agenzia delle Entrate e presentare il modello AA9/12 (ditta individuale e lavoratore autonomo) con il quale comunichi di aver iniziato una nuova attività.

È importante presentare questo modello entro i primi 30 giorni dall’inizio dell’attività. Puoi scaricarlo gratuitamente e stamparlo dal sito dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Il modello AA92/12 può essere consegnato:

  • In duplice copia direttamente in un ufficio dell’Agenzia delle Entrate.
  • In un’unica copia tramite posta certificata allegando copia del documento di identità. Può essere inviato a qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate.
  • Per via telematica attraverso il tuo profilo se lo possiedi.

La corretta compilazione del modulo AA9/12 è molto importante poiché definirà il regime fiscale che ti verrà applicato negli anni e tutte le informazioni legali riguardanti la tua attività.

Una volta consegnato il modulo AA9/121, ti verrà rilasciato il “Certificato di attribuzione di Partita IVA” che conferma che l’iter è andato a buon fine e si attiverà istantaneamente in modo da iniziare a lavorare. Non tutte le professioni e le ditte prevedono gli stessi passaggi. Nel caso, ad esempio, di artigiani e agricoltori le procedure sono più lunghe e dispendiose. Vediamole nel dettaglio.

Cosa serve per aprire una Partita IVA come artigiano

Per aprire una Partita IVA come artigiano e avviare una tua impresa, oltre alla semplice apertura della Partita IVA da artigiano, occorre effettuare l’iscrizione al Registro delle Imprese, alla sezione dell’Albo degli Artigiani, nonché alla Gestione Artigiani dell’INPS e all’INAIL, allegando – dove necessario – l’eventuale documentazione (qualifiche, attestati, diploma di laurea, ecc.) a prova del possesso dei requisiti professionali richiesti ai nuovi artigiani.

Per tutti questi passaggi, dal 2010, si utilizza esclusivamente una procedura telematica, che consiste nella compilazione e nell’invio della cosiddetta “ComUnica”.

Cosa serve per aprire una Partita IVA agricola

Per aprire una Partita IVA agricola bisogna recarsi alla Coldiretti del luogo di residenza con una serie di documenti di riconoscimento, dopodiché bisogna compilare uno o più moduli in base al tipo di impresa che si desidera avviare.

Non è necessario possedere un terreno o una fattoria, poiché è anche possibile prenderli eventualmente in affitto o in comodato, ma se si possiede un terreno è necessario allegare alla richiesta per la Partita IVA agricola anche una visura e il titolo di possesso del terreno stesso.

Conclusioni 

Regolarizzare la propria posizione fiscale è importante per svolgere un’attività economica continuativa come libero professionista, ditta individuale o azienda. Come abbiamo visto i costi per aprire e mantenere una Partita IVA cambiano a seconda del tipo di attività svolta, allo stesso modo i documenti da presentare.

Il consiglio come sempre, per non incappare in errori, è rivolgersi ad un professionista o un assistente fiscale, magari 2.0 così da risparmiare sulle spese.