Tenerife, Fuerteventura, Gran Canaria, Lanzarote, La Palma, La Gomera, El Hierro sono le isole che compongono uno degli arcipelaghi più belli al mondo: le Canarie, conosciute anche come le “isole felici”. Ideali per qualsiasi tipo di vacanza si desideri e non solo. Infatti, sono numerosi gli italiani che decidono di trasferirvisi definitivamente o di investire i propri risparmi in questi luoghi. Qui, uno dei settori maggiormente sviluppati dell’economia è quello dell’edilizia. Gli anni ’80 hanno registrato una vertiginosa crescita del settore, provocando poi quella che è conosciuta come la “bolla immobiliare” del 2008, molto probabilmente legata anche al fenomeno di un massiccio investimento nel settore dell’edilizia, che ha spinto molti investitori esteri ad investire i propri risparmi in immobili sulle isole Canarie.

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Tutto questo ha portato alla costruzione di immobili ubicati in contesti urbanistici strategicamente ben posizionati, acquistati ad un prezzo “fuori mercato”; ma anche a soluzioni abitative o turistico/residenziali, costruite in contesti sicuramente non privilegiati e messe sul mercato per soddisfare le richieste di una fascia di mercato con bassa potenzialità economica che, in ogni caso, ha fatto ricorso alle banche per ottenere un finanziamento perché i prezzi erano comunque alti. Questa situazione, in concomitanza con la crisi del settore, ha portato ad un abbassamento del valore degli immobili sia nelle acquisizioni dirette che nella rivendita, generando non solo mancati guadagni per gli speculatori, ma anche grossi problemi per tutti coloro che non erano in grado di affrontare il prestito bancario.

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Questa situazione di crisi, negli ultimi 5 anni, ha fatto un passo indietro, soprattutto grazie alla presenza di investitori dell’Est Europa, oltre che a nuovi meccanismi fiscali che mirano a premiare coloro che decidono di investire in queste proprietà ormai delle banche. I principali fattori che hanno generato l’interesse da parte degli investitori stranieri sono i seguenti: il clima, godibile durante tutto l’arco dell’anno in quanto queste isole sono situate nella fascia subtropicale; buoni collegamenti sia navali che aerei; buoni servizi e infrastrutture; un luogo adatto a soddisfare le aspettative e le esigenze dei turisti, delle persone di mezza età e di coloro che soffrono di determinate patologie; un regime fiscale molto interessante e con oneri contenuti.

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Infatti, la politica scelta dal Governo delle Canarie e, in particolar modo, da alcune amministrazioni locali, ha portato in questi ultimi anni a ridurre le licenze per la costruzione di nuove strutture ricettive e a creare degli strumenti per l’ammodernamento e il recupero immobiliare proprio in ambito turistico come anche in ambito civile e residenziale. Grazie alla riforma del Regime Economico e Fiscale delle Canarie (REF Canario), entrato in vigore dal primo gennaio 2015, le nuove aziende che operano nell’ambito delle ristrutturazione, dell’adeguamento sia normativo che infrastrutturale, hanno la possibilità di creare un’azienda che, se rispondente ai criteri e ai requisiti previsti dalla ZEC (Zona Especial Canaria), può essere soggetta ad una tassazione del solo 4%.

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Mentre le aziende che già operano e/o vogliono operare in questo settore senza dover per forza ottemperare ai requisiti previsti dalla ZEC (investimenti e creazione posti di lavoro), possono fruire di soluzioni alternative di ottimizzazione fiscale molto interessanti, tra le quali spicca la RIC (Reserva para Inversiones en Canarias).

Per poter accedere al ventaglio di soluzioni fiscali sopra elencate è opportuno affidarsi sempre a professionisti del settore che possano fornire utili suggerimenti e valide indicazioni su come procedere a livello burocratico ed amministrativo.

InfoCanarie dal 1999 rappresenta una di queste realtà.

Fabio Chinellato CEO InfoCanarie

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A cura di Nicole Cascione