Berardino: chiunque può trovare un buon lavoro in Olanda

A cura di Maricla Pannocchia

Quando ha deciso di lasciare l’Italia, Berardino, originario della provincia di Foggia ma milanese di adozione, lo ha fatto proprio perché il capoluogo lombardo cominciava ad andargli stretto. L’uomo, inoltre, cercava un lavoro che gli permettesse di lavorare al di fuori dei confini nazionali. Da agosto 2018, Berardino vive in Olanda, precisamente a Leiderdorp (ma c’è un trasferimento alle porte), con la sua ragazza, dove lavora come Legal CounselContract Management per un’azienda.

“La vita qui mi sembra più semplice rispetto a quella che una persona può avere in Italia”, racconta l’uomo, “per esempio, generalmente ho sempre fatto tutto, come la dichiarazione dei redditi, online. Le persone, inoltre, qui sono felici e non ho ancora conosciuto un olandese invidioso di un altro, proprio perché qui ci sono così tante opportunità che tutti si sentono incoraggiati e sanno di poter avere una chance.”

berardino tizzani

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Ciao Berardino, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…

Ciao, mi chiamo Berardino Tizzani, anche se sono più conosciuto come Dino. Sono un ragazzo originario di Manfredonia, in provincia di Foggia, ma milanese di adozione visto che ho vissuto nel capoluogo lombardo per quasi 12, con un intermezzo a Londra durato un anno.

Avvocato, da 5 anni vivo in Olanda e da due anni vivo con la mia compagna, Solafa, fieramente cittadina olandese e originaria del Sudan del Sud. Direi che ho due passioni, imparare cose nuove e la barca a vela, anche se l’ultima non la pratico da un po’.

Quando e perché hai lasciato l’Italia?

Ho lasciato l’Italia nel 2018 perché Milano iniziava a starmi stretta.

Avevo voglia di una nuova sfida personale, un’ambiente internazionale con un lavoro che mi permettesse di lavorare fuori dai confini nazionali.

Dopo un paio di anni di ricerca, non ero riuscito a trovare niente che combaciasse con quello che volevo.

Adesso abiti in Olanda. Dove, precisamente?

Da agosto 2018 vivo a Leiderdorp ma in questi anni ho vissuto prima a Leiden, città bellissima e meta perfetta per qualcuno che ha passato l’ultimo decennio a Milano, e Rotterdam anche se, purtroppo, durante il Covid. A settembre, mi trasferirò a Breda.

Di cosa ti occupi?

Sono il Legal CounselContract Management per una società che fornisce servizi per la catena del freddo, NewCold.In altre parole, sono il responsabile dal punto di vista legale di tutta la contrattualistica per i progetti in Europa e in Asia. Mi occupo dei contratti per l’acquisto dei terreni e, successivamente, per la costruzione dei magazzini refrigerati e completamente automatizzati.

Il tipo di azienda, lavoro ma anche l’atmosfera in ufficio, il capo e i colleghi, mi sono piaciuti così tanto che, dopo un anno e mezzo, mi sono convinto a trasferirmi a 120km da Leiderdorp. Questo vuol dire allontanarsi dai miei amici o, come ci chiamiamo, dalla mia famiglia locale, un gruppo composto da italiani, brasiliani, olandesi e iraniani con cui ho condiviso tutto in questi 5 anni.

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Nonostante avessi piena flessibilità nel poter decidere dove lavorare, l’ambiente lavorativo ti fa venire voglia di passare più tempo in ufficio e i treni, nel fine-settimana, viaggiano quasi tutta la notte.

Come sei finito proprio in Olanda?

Devo dire grazie alla Illy che, nel 2017, ha pubblicato la lista dei Paesi più felici del mondo e l’Olanda, all’epoca, era al numero 4. Mi è sembrata una buona opzione. Nel resto del mondo, inoltre, si parlava di Brexit e Trump. Altre opzioni erano troppo fredde o lontane.

L’Olanda mi è sembrata la meta giusta soprattutto considerando che cercavo un lavoro in inglese e qui ci sono tantissime società internazionali che fanno affari al di fuori dei confini nazionali e la lingua in ufficio è l’inglese.

Come hanno reagito amici, parenti e conoscenti davanti alla tua scelta?

Onestamente, tutti hanno condiviso fin da subito la mia scelta, soprattutto perché è stata una ponderata, frutto di ricerche e pianificazioni. Quando ho informato la mia famiglia, avevo già un piano abbastanza sviluppato.

La mia famiglia e molti amici sono stati particolarmente importanti poche settimane prima dalla partenza, quando il timore di lasciare tutto per l’ignoto un po’ spaventava, ma avere loro al mio fianco mi ha aiutato tanto.

Come ti sei organizzato prima della partenza?

Ho cercato un corso, un LL.M., che mi piacesse, così da poter avere più tempo per cercare lavoro.

Mentre completavo l’iter di accettazione dell’Università di Leiden per l’Advanced LL.M in International Civil and Commercial Law, ho contatto alcuni italiani che vivevano in Olanda.

In particolare,devo ringraziare avvocato che ho contattato via e-mail, Raffaela Amato. Lei si è trasferita in Olanda alcuni anni prima di me e mi ha fornito una descrizione veritiera di come sarebbe stata la carriera legale qui.

Quando mi hanno comunicato l’accettazione al LL.M., sono andato con un amico a Leiden per cercare casa. Sono stato fortunato perché ho trovato casa in una settimana. Quando sono ritornato, alcune settimane dopo,per iniziare gli studi, non c’erano più case disponibili in tutta la città. Ricordo che alcuni studenti dormivano in campeggio o a Rotterdam.

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Avevi dei dubbi o delle paure, prima di partire? Se sì, si sono rivelati fondati?

Ovviamente, prima di un trasferimento all’estero, è normale avere mille dubbi e mille paure. Io, personalmente, non avevo mai completato un corso giuridico in inglese. Senza scordarsi il motivo per cui andavo via dall’Italia che mi poneva il dubbio “e se fossi io il problema”?

Qual è stata la parte più difficile del tuo trasferimento?

Il Covid, senza dubbio! Era gennaio 2020, mi ero appena trasferito a Rotterdam e iniziavo un nuovo lavoro. Due mesi dopo avrebbero chiuso la città. È stato un anno duro ma, con un po’ di fortuna, è andata bene. Devo dire grazie a Olga che, conosciuta due settimane prima del lockdown, si è rivelata un’amica per la vita.

L’Olanda ti ha stupito (in positivo o negativo) in qualche aspetto?

Questo Paese mi ha sicuramente stupito in positivo. Qui sembra tutto più semplice da un punto di vista lavorativo e personale, sempre se si è disposti a sacrificare qualcosa, perché comunque l’Italia è sempre l’Italia. Per strada in Olanda è possibile percepire un’atmosfera diversa, la gente è quasi sempre più disponibile e sorridente rispetto a quella che puoi incontrare in Italia. Gli sconosciuti ti salutano per strada. Ad oggi, non ho conosciuto un olandese invidioso di un’altra persona.

Il numero di opportunità è così alto che genera sicurezza e fiducia nel futuro e, conseguentemente, la gente sembra felice, ma non la felicità da social, dei selfie e delle sfide. Qui la gente è felice per aver pedalato nel fine-settimana.

Come ti sei mosso per trovare un alloggio? Quali sono i costi medi?

Come detto prima, ho iniziato a cercare casa a Leiden un mese prima e sono stato fortunato. Oggi mi sentirei di dire che la casa andrebbe cercata con alcuni mesi di anticipo. I costi variano ovviamente a seconda dell’area, dalla città, dai quartieri, e poi dal numero di stanze.

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Nel Randstad (nel triangolo con vertici Amsterdam, Rotterdam, Den Hague), le case sono più care che nel resto dell’Olanda ma quella è anche la zona con più collegamenti e opportunità di lavoro. Delle tre, Den Hague è la piùeconomica, seguita da Rotterdam e, infine, Amsterdam. In quest’area, direi che una persona è fortunata a trovare un monolocale con affitto di circa 800 Euro mensili in zona centrale, se incluso di utenze allora è una doppia fortuna.

Superati i 1.700/2000 Euro al mese, si possono avere decisamente case più grandi e magari con un piccolo giardino. Il Sud ed il Nord dell’Olanda sono generalmente più economici.

Come valuteresti servizi come sanità, mezzi pubblici e burocrazia?

Caro, efficiente, tecnologico e semplice.

Qui tutto è un po’ più caro ma ciò che paghi ti torna indietro. Gran parte dei servizi sono forniti con le ultime tecnologie e, per fare due esempi, le barelle dell’ospedale di Leiden sono motorizzate così come, al di là della prima registrazione come residente in Olanda, non sono mai dovuto andare in un ufficio pubblico. Ho sempre fatto tutto online, dalle dichiarazioni dei redditi ai cambi di residenza.

Ci possono essere un po’ di disguidi con i treni, ma niente di drammatico e, comunque, in caso di ritardo dovuto al treno, i colleghi (e il capo) sono solitamente più che comprensivi.

Che consigli daresti a chi vorrebbe trasferirsi in Olanda?

Controllare come funziona il 30% ruling e cercare di venire con un piano. La lingua inglese èil primo requisito ma bisogna ricordarsi che parlare l’olandese apre molte più porte.

Ci sono dei suggerimenti che hai ricevuto una volta sul posto e che avresti voluto ricevere prima della partenza?

Il 30% ruling.

Come funziona, dal punto di vista burocratico, per vivere e lavorare lì?

Da cittadini europei, bisogna prima trovare una casa, dopodiché si può procedere per la registrazione del BSN, il codice fiscale olandese, e dopo si può aprire il conto bancario. Non mi ricordo esattamente quanto tempo mi ci è voluto, ma, se non sbaglio, in una città di media grandezza come Leiden il procedimento si completa in 2 settimane.

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I cittadini extraeuropei hanno bisogno del permesso di soggiorno per vivere in Olanda. Qui non vi è il timore di assumere stranieri e, in questi anni, ho lavorato con persone provenienti da tutti i continenti.

È importante conoscere l’olandese?

Non è fondamentale ma fa la differenza. Conosco persone che non parlano l’olandese dopo 20 anni vissuti qui mentre la mia ragazza lo ha imparato il primo anno e ti posso garantire che gli olandesi apprezzano quando scoprono che uno straniero parla olandese, ma non è escluso che si complimentino in inglese.

Come sei stato accolto dalla gente del posto?

Benissimo, anche se devo ammettere che una città piccola come Leiden (e un carattere come il mio) aiuta(no) tanto. Il primo anno i professori c’invitavano per un caffè o un pranzo. Due anni fa sono stato invitato a un concerto di 4 ore, era la festa di matrimonio di Guido e Laura (olandesi dai nomi italiani). Guido è un musicista (Alien Vampire e Shiiren), digital editor e barista per passione. È tra i primi baristi che ho conosciuto a Leiden e con cui ho stretto un legame particolare. Durante il Covid, mi invitava a casa sua per bere con i suoi amici olandesi.

Qualche mese fa sono andato a casa del responsabile di tutti i corsi di giurisprudenza di quando studiavo a Leiden per congratularmi della nascita del figlio. Amir parla 7 lingue, una persona interessantissima.

Quali sono i settori lavorativi in cui è più facile, per un italiano, trovare lavoro?

Sicuramente la ristorazione ma mi sentirei di dire che qui la nazionalità conta principalmente per il cibo che una persona è in grado di cucinare. Se hai un carattere aperto, sei onesto e hai voglia d’imparare, chiunque può trovare un buon lavoro in Olanda.

Progetti futuri?

A settembre mi trasferirò con Solafa a Breda, più vicino al lavoro. Vorrei imparare l’olandese e possibilmente metter su famiglia.

Per seguire e contattare Berardino:

Linkedin: https://www.linkedin.com/in/berardino-tizzani/

Indirizzo e-mail: btizzani@gmail.com