Stefano – negli Stati Uniti, dove vivo da 20 anni, ho ricoperto ruoli lavorativi che in Italia non avrei neanche osato sognare

Nato a Roma ma cresciuto a Napoli, Stefano si è trasferito a Venezia all’età di 23 anni e, 10 anni dopo, è andato a vivere negli Stati Uniti. Oggi Stefano, che ha 52 anni, vive in Florida con la moglie americana e i loro 4 figli, tutti nati in Kentucky. Anche sua mamma di 81 anni vive con loro.

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Stefano abita vicino a Fort Myers da 4 anni ma aveva già vissuto in Florida in passato. Appena arrivato negli Stati Uniti, nel 2006, l’uomo è andato a vivere a Danville, Kentucky, dov’è rimasto per quasi 7 anni e dove ha conosciuto sua moglie, che vi ha partorito i bambini.

In seguito Stefano e la sua famiglia hanno vissuto un anno a Dallas (Texas), due anni a Dickson (Tennessee), un anno a Farmville (Virginia), un anno a Port Saint Lucy (Florida) e un altro anno a Haines City, sempre in Florida. Infine, Stefano e i suoi cari hanno vissuto per due anni a Hickory (North Carolina) e per quattro anni a Lehigh Acres (Florida).

Stefano Paternuosto Florida

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Stefano è arrivato negli Stati Uniti per via del suo lavoro nel settore della produzione. L’uomo lavorava per una grande azienda veneta, dove aveva iniziato come operaio. Dopo qualche anno, dato il suo impegno, gli hanno proposto di fare formazione e start-up di una fabbrica che l’azienda aveva aperto a Danville Ky. Dopo due mesi lì, l’azienda gli ha chiesto di restare e seguire lo sviluppo dello stabilimento.

Da allora, Stefano ha continuato a crescere professionalmente, cambiando aziende e settori. Oggi l’uomo è plant manager per un grosso gruppo americano leader nel settore del cemento ma prima ha ricoperto ruoli anche più alti in altri settori.

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La vita negli Stati Uniti è relativamente semplice, con una burocrazia snella e praticamente gratuita, ma secondo Stefano andrebbe cambiato il modo in cui è gestita la sanità. Se sei povero, hai la Medicaid che copre quasi tutte le prestazioni sanitarie mentre se hai più di 62 anni hai la Medicare che, anche in questo caso, copre quasi tutti i servizi del settore sanitario.

Se hai un impiego, il tuo datore di lavoro ti paga metà del premium dell’assicurazione. Ci sono anche delle aziende che pagano il premium in toto ma sono molto rare. Il costo del premium varia da Stato a Stato e, per la Florida, corrisponde a 300 USD il mese per una persona single e 1.200 USD il mese per una famiglia.

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Stefano Paternuosto Florida

Devi sostenere anche un deducibile e un out of pocket, sui 5.000 – 10.000 USD, che paghi di tasca tua nonostante tu già paghi parte del premium. Una volta raggiunto il deducibile, l’assicurazione copre l’80% delle spese e quando hai raggiunto anche la cifra dell’out of pocket, l’assicurazione copre il 100% delle spese.

Gli ospedali sono come delle cliniche private, all’avanguardia e molto validi, ma i costi sono davvero alti. Se in famiglia qualcuno sviluppa una grave malattia, spesso sono guai seri, anche dal punto di vista economico.

Un’altra cosa da cambiare, secondo lui, è il costo dell’università. Uno studente deve fare una sorta di mutuo per studiare (student loan), che può arrivare anche a 250.000 USD, mentre in Italia è possibile frequentare l’università pagando poche migliaia di euro.

I mezzi pubblici sono disponibili solo in grandi città come New York o Los Angeles, altrimenti, è necessario spostarsi in auto.

Per quanto riguarda l’alloggio, appena arrivato Stefano ha soggiornato in un albergo pagatogli dall’azienda, poi ha affittato un appartamento e, infine, ha comprato casa.

L’uomo si è inserito nel nuovo contesto con facilità, visto che fare amicizia gli viene naturale e, in più, gli americani sono cordiali, con vite semplici e focalizzate sul lavoro. La loro cultura, a differenza della nostra, che è radicata nel sapere, si basa sul fare.

Stefano Paternuosto Florida

Se, da single, Stefano ha girato il Paese in lungo e in largo, da quando ha famiglia il suo scopo è vederla crescere bene. Come tutti gli americani (Stefano ha la cittadinanza americana), lavora molto e, siccome è salariato, viene pagato a prescindere dalle ore di lavoro che fa (ora sono circa 50 a settimana).

Da quando è arrivato negli Stati Uniti, Stefano ha visto molti cambiamenti generazionali e, senza entrare troppo in un discorso politico, ha visto le persone peggiorare non solo dal punto di vista lavorativo, ma anche da quello umano, generazione dopo generazione. Nonostante questo, gli Stati Uniti restano ancora il “Paese dei lavoratori”, dove va avanti chi merita di farlo.

Su questa scia, Stefano consiglia ad altri italiani ambiziosi, che non hanno paura di lavorare sodo, di trasferirsi negli Stati Uniti, se è quello che vogliono. Il trasferimento in realtà non è facile ma, appunto, vale la pena provare se non si ha paura di darsi daffare.

A chi sogna di andarci in vacanza, invece, Stefano ricorda che gli Stati Uniti offrono di tutto e molto dipende dal tipo di viaggio che una persona desidera fare. Lui ha visto alcuni parchi nazionali, le spiagge, le montagne, Las Vegas… e conferma che, appunto, il Paese è in grado di soddisfare le esigenze di tutti. L’unica cosa che Stefano si sente di dire è quella di non correre da un posto all’altro ma di godersi i luoghi con lentezza.

Vivendo lì, Stefano ha avuto l’opportunità di ricoprire ruoli che in Italia non avrebbe mai neanche osato sognare e, in più, ha imparato l’inglese e lo spagnolo. Dal suo trasferimento negli Stati Uniti, Stefano è tornato in Italia tre volte. Ora sono 15 anni che non ci torna ma sta pianificando un viaggio lì con la sua famiglia.

Guardando al futuro, Stefano vuole andare in pensione a 58 anni e godersela in Italia.

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