Ristoranti campani a New York

A cura di Matteo Melani

Intraprendenza; credere in se stessi; avere accanto persone che ti vogliono bene: tutti ingredienti per una vita felice sotto l’aspetto personale, e che uniti al saper fare possono dare gioie nella professione. Come ad Agostino Cangiano, ristoratore originario di Bacoli e titolare di Mandolino Ristorante a New York.

Agostino Cangiano

Respira il profumo delle pietanze da giovanissimo tanto che appena quattordicenne inizia a lavorare nei ristoranti di Pozzuoli. Non si diploma, ma segue la sua passione per la cucina lavorando tre anni in un panificio e poi in pizzeria. Ad Agostino piace il suo lavoro e la Campania in fatto di piatti è una delle terre più rinomate. In estate i turisti che arrivano da ogni parte del mondo si fermano per mangiare una pizza, gustarsi un piatto di scialatielli o sorseggiare un limoncello. A 26 anni però decide che è il momento di cambiare aria. “Stavo bene e non avevo bisogno di andare via”, ricorda a Voglioviverecosi.com. “Però -continua- in Italia non cresci mai e da solo sono partito per New York. Avevo paura solo del freddo”. Chi possiede un mestiere (know-how per gli americani) può sfruttare le proprie competenze dappertutto. Circondato da grattacieli e lontano dalle temperature più calde della Campania, riesce a trovare lavoro dopo 5 giorni dal suo arrivo. “Sono stato anche fortunato – spiega- perché febbraio non è il miglior periodo per trovare un impiego”. Il luogo non può essere che un ristorante italiano, il cui proprietario è di Salerno. La Grande Mela è la nuova casa di Agostino Cangiano, dove nel frattempo conosce nuovi amici e in metrò conosce Caterina, che sposerà nel maggio del 2016.

★ Un MUST! ★ Leggi la nostra guida su come lavorare nella ristorazione in Italia e all'estero

Il freddo non fa più paura e si attiva per aprire un ristorante tutto suo. “E’ stata più un’idea di mia moglie-afferma-, io avevo un po’ di paura”. In questa avventura si butta anche un amico di Agostino che poi diverrà il suo socio. Ma è nel giorno del compleanno che Agostino si rende conto dell’affetto della moglie e del compagno di avventura: quel giorno gli consegnano le chiavi del futuro ristorante. La zona prescelta è East Street, zona turistica vicino Union Square, piazza circondata da alberi e palazzoni. Scelgono il nome “Mandolino” perché ricorda Napoli e per gli americani è facile da ricordare. La cucina non può essere che quella italiana e napoletana e piatti di Mandolino vanno sulla specialità di pesce, ma anche di altri generi come la bistecca e mozzarella. “Il locale è molto grande e conta 50 posti a sedere”. D’altronde non è un fast-food, ma un ristorante dove si va per gustare del cibo raffinato.

☆ Scopri la nostra Guida Completa per trasferirsi a vivere a New York

Così con il giusto entusiasmo Agostino Cangiani inizia a dirigere la sua attività, ma l’inizio è stato duro. “Molti pensano -osserva- che se sei in America è tutto facile, ma non è così”. “Qui -continua- è difficile portare avanti un ristorante ma se sei bravo ce la puoi fare”. Mandolino Ristorante riesce a ingranare e ogni giorno arrivano newyorkesi sia a pranzo che a cena per concedere al proprio palato un pizzico di Italia e, in molti, diventano clienti fissi. Per sistemare le tavole e portare cibo e bevande ai tanti desiderosi, Agostino assume uno chef calabrese, un manager napoletano che già conosceva e 8 dipendenti. L’amministrazione è curata dal suo socio.

Oggi Agostino può dire di aver vinto la sua sfida, grazie all’aiuto delle persone care e della sua conoscenza culinaria. Chi va al Mandolino di solito chiede come primo gli spaghetti alle vongole e di secondo i paccheri ai profumi di mare. Non tutti hanno la possibilità di recarsi al ristorante: c’è chi il giorno è impegnato in ufficio o chi la sera non esce perché deve guardare ai bambini. Per somministrare un piatto fuori dai pasti da East Street fanno servizio di consegne a domicilio percorrendo le avenues di New York. Da tre anni Agostino non è torna in Italia, ma “appena ho la possibilità voglio tornare”. “Oggi che ho aperto il ristorante-conclude- sono concentrato sul presente. Voglio vedere come va”.