Michelle: Dal Sud Africa al Vietnam
A cura di Maricla Pnnocchia
Sin da piccola Michelle, originaria del Sud Africa, sapeva di voler lavorare nel settore dell’ospitalità. Una volta conclusi gli studi in questo campo, la donna è partita alla scoperta del mondo. Il lavoro l’ha portata a vivere in Scozia, in Tanzania e a Dubai ma è stato solo quando ha ricevuto una proposta di lavoro a Hoi An, cittadina del Vietnam, che Michelle – già in cerca di un luogo più piccolo e tranquillo – ha deciso di provarci.
La donna si è detta che si sarebbe fermata lì per un anno e invece, beh, ci vive da ben 20 anni! Michelle è il direttore generale di Namia River Retreat e la fondatrice di Lumina Wellbeing (il wellness operator su cui si basa il resort di lusso). Namia River Retreat, infatti, è un resort di lusso ubicato in una posizione invidiabile, su un isolotto lungo il fiume Thu Bon, ad appena 15 minuti di pedalata dalla meraviglia città vecchia, unico nel suo genere. La struttura, infatti, è l’unica, in zona, ad avere solo ville con piscina privata.
A disposizione degli ospiti ci sono anche escursioni complimentari, pensate per avvicinarli alla vita delle persone del posto, e 90 minuti di trattamenti benessere a persona, a notte. Quello del wellness, infatti, è un mondo a cui Michelle si è avvicinata per crescere a livello personale e, avenone scoperto le potenzialità, ha deciso di metterlo al centro della mission dell’hotel.
In questa intervista, Michelle ci racconta i punti salienti della sua carriera – dando anche consigli a chi, fra voi, vorrebbe lavorare in questo settore, magari proprio in Vietnam – e ci presenta più da vicino l’incredibile Namia River Retreat, senza dimenticare le persone del posto, che parlano un linguaggio d’amore che arriva a tutti, ospiti compresi.

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Ciao Michelle, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…
Ciao a tutti. Mi chiamo Michelle e sono originaria di una cittadina in Sud Africa. Ho studiato per lavorare nel campo dell’ospitalità e, una volta terminati gli studi, ho deciso di lasciare il mio Paese natale per viaggiare e scoprire il mondo.
Vivi a Hoi An, in Vietnam, da 20 anni. Cosa ti ha portata proprio lì?
All’inizio, è stata l’apertura di un hotel indipendente che è stato poi comprato dal Minor Group e che ora è l’Anantara. A quel tempo, vivevo a Dubai e stavo cercando una città di piccole dimensioni, che fosse autentica e dove il focus fosse sulla comunità. Inoltre, volevo imparare dal settore dell’ospitalità asiatico, visto che era molto conosciuto nell’ambiente. Nella mia mente c’erano la Thailandia o Bali ma quando ho avuto l’opportunità di andare in Vietnam mi sono detta che avrei provato a viverci per un anno. Allora non ne avevo idea, ma qui ho trovato la mia casa.
Hai appena accenato di aver vissuto per un periodo a Dubai. Hai abitato in altri Paesi esteri? Se sì in che modo quest esperienze si paragonano alla vita che hai a Hoi An?
Dopo il mio percorso di studi nel settore dell’hotel managing, ho avuto l’opportunità di vivere in Scozia, in Tanzania e a Dubai. Quello che ho trovato in Vietnam, e che credo sia ciò che, più di ogni altra cosa, lo differenzia dalle altre nazioni in cui ho abitato, è la bellezza nella semplicità, nell’autenticità, nella connessione con le persone. Ho come la sensazione che i vietnamiti ed io parliamo lo stesso linguaggio, quello dell’amore. Questo è qualcosa che non ho mai sperimentato negli altri Paesi in cui ho vissuto.
Hai un background nel settore del wellness. Ti va di parlarcene?
Certamente. Sì, è vero che ho un background nel settore del wellness, anche se sono cresciuta senza saperne niente di Spa e simili. È stato solo quando sono arrivata in Asia che ho cominciato a esplorare le varie Spa e a imparare di più sui trattamenti olistici. Direi che sono smossa principalmente da un bisogno personale di crescita e benessere piuttosto che dal voler essere considerata un’esperta o di avere una sorta di background in questo settore.
Il mio è stato una sorta di viaggio introspettivo, partendo dalla mia conoscenza di queste pratiche, che era praticamente nulla. Direi che questo mio viaggio è lo stesso di quello di altre persone che si avvicinano al mondo del wellness con i miei stessi obiettivi. Non importa se i nostri ospiti sono principianti o già avanti nel percorso, possiamo accompagnarli a qualunque punto siano.

Come descriveresti Hoi An a qualcuno che non vi è mai stato?
Hoi An è una cittadina molto affascinante, pacifica, con una forte connessione alla terra e alla gente del posto. Le persone di Hoi An sono molto gentili e il focus è sulla comunità. In più, Hoi An offre spiagge bellissime, il caffè più buono del mondo e del cibo fresco!
Sei direttore generale del Namia River Retreat, che si trova proprio a Hoi An. Di cosa ti occupi, nello specifico?
Sì e sono anche la fondatrice di Lumina Wellbeing, la Spa che è il cuore pulsante della struttura. Nel mio lavoro quotidiano, m’impegno per far sì che l’aspetto wellness sia sempre al centro di quello che facciamo. Mi prendo cura dello staff, per trasmettere la nostra cultura e offrire ai nostri ospiti esperienze autentiche, e lavoro duro per far sì che il business cresca costruendo una comunità di sostenitori. Per questo, condivido le nostre storie, sviluppo delle esperienze uniche, sempre guidata dalla visione che sta alla base di Namia River Retreat che ruota intorno all’autenticità, alla connessione con la cultura locale e al benessere.
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Parliamo meglio di Namia River Retreat. Come lo descriveresti?
Namia River Retreat si trova in una pacifica isoletta sul fiume Thu Bon River, ad appena 15 minuti di bicicletta di bambù dal cuore della città vecchia di Hoi An. Sull’isolotto, abbiamo 60 ville, tutte con la piscina privata. Ogni ospite che soggiorna nella nostra struttura riceve 90 minuti di trattamenti wellness omaggio a notte, a persona. Questi comprendono la Southern Herbology, ispirata alla terapia tradizionale vietnamita.
In più, offriamo varie attività omaggio e una crociera serale sul fiume per ammirare il tramonto.
Cosa differenzia Namia River Retrat da altri hotels nella sua categoria?
La nostra struttura è l’unica presente nell’incantevole isolotto situato sul Thu Bon River e l’unica composta esclusivamente da ville private con piscina in tutta Hoi An. Come ho accennato in una risposta precedente, il cuore della città è raggiungibile in appena 15 minuti di pedalata con una bicicletta in bambù. Al ritorno al resort, gli ospiti possono lasciarsi alle spalle il mondo esterno e ritirarsi in quello che è, in tutto e per tutto, una sorta di retreat privato.
Infine, ma non certo per importanza, Namia River Retreat è immerso nella natura e vibra in un’atmosfera di calma e serenità.
Ci piace far conoscere ai nostri lettori strutture che supportano le comunità locali e promuovono il turismo sostenibile. Namia River Retreat è una di queste strutture. Puoi parlarci meglio di questo aspetto?
Naturalmente. Sì, siamo parte della Considerate Collection of Small Luxury Hotels e i valori sopra menzionati – benessere, comunità e sostenibilità – fanno sicuramente parte della nostra mission. Cerchiamo di fare acquisti dalle persone del posto il più spesso possibile e, allo stesso tempo, quando possiamo, assumiamo persone che fanno parte della comunità locale, investendo nel miglioramento delle loro competenze.
Abbiamo stretto delle partnerships anche con altri progetti, come Reform (attraverso il quale ricicliamo la plastica, trasformandola in pannelli per l’arredamento) e Glassia (tramite questo progetto, invece, abbiamo un programma di acqua in bottiglie di vetro a ciclo chiuso e le nostre stazioni di ricarica dell’acqua in loco).

Quali sono le tue priorità principali al Namia River Retreat?
Vogliamo offrire ai nostri ospiti delle esperienze profonde che permettano loro d’immergersi nella cultura locale e anche di esplorare la zona al di là dei sentieri più battuti. Facciamo questo creando delle connessioni con luoghi poco visitati dai turisti e divulgando le storie delle persone di Hoi An.
La maggior parte delle persone ha delle vite piene d’impegni, che sono piuttosto stressanti, quindi, presto particolare attenzione ai nostri programmi wellness, assicurandomi che ogni ospite che lo desidera abbia del tempo per prendersi cura di sè, incluso del supporto per godersi una sana notte di sonno rigeneratore!
Che consigli daresti a chi vorrebbe visitare Hoi An per la prima volta?
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Il mio consiglio è quello di andare presto alla città antica (Old Town), quando i venditori sistemano le bancarelle al mercato in vista di una giornata di lavoro e le strade si animano pian piano con l’avanzare della mattinata. In questo modo, eviterete le calche che ci sono nelle ore principali.
In più, suggerisco di fermarsi a Hoi An per almeno tre giorni di modo da abbinare facilmente l’esplorazione e del tempo libero per rilassarvi e prendervi cura di voi.
Che consigli hai, invece, per chi sogna di trasferirsi lì?
Fatelo! Come ho raccontato all’inizio dell’intervista, pensavo che sarei rimasta qui solo per un anno e, in un batter d’occhio, mi sono accorta di viverci da ben 20 anni. In un certo senso, questa mia esperienza è la riprova di quanto Hoi An sia valida come città da chiamare “casa”, oltre al proprio posto di origine.
Consiglio il trasferimento qui a chi vuole avere uno stile di vita più lento e vuole far parte di una comunità. Inoltre, se siete persone creative, qui c’è ancora molto potenziale per le nuove idee. Infine, Hoi An è vicina a un aeroporto internazionale.
Hai avuto l’occasione di esplorare altre zone del Vietnam? Se sì, cosa rende Hoi An così speciale?
Sì, nel corso dei miei 20 anni di vita in questo Paese ho avuto modo di esplorare molti dei suoi luoghi, da nord a sud. Quello che, per me, rende il Vietnam speciale, è la differenza dei suoi paesaggi – dalla nebbiosa e bellissima baia di Halong alle montagne di Sapa passando per il maestoso Mekong.
Amo Hoi An perchè questa cittadina ti fa sentire come se tu stessi vivendo in un villaggio. Al tempo stesso, hai sia la meravigliosa città vecchia sie le splendide spiagge da esplorare. Sono sempre stata un’amante del tè ma, da quando vivo qui, sono diventata un’amante del caffé – posso dire che è il migliore al mondo?
Puoi suggerire ai nostri lettori un’esperienza poco conosciuta dai turisti o un posto poco frequentato dai visitatori a Hoi An?
Provate la “Secret Cocktail Experience”. Passerete una notte divertente in giro per la città, alla scoperta di locali che non avreste mai trovato da soli. Io vivo nel villaggio di Tra Que e c’è un delizioso negozio di caffè che si chiama, appunto, Slow (piano). Il nome in sè vi dà già un’idea dell’atmosfera che vi troverete!
Altre opzioni sono Mua Dining, per una cena un po’ più ricercata, o Baby Mustard per un pasto local a base di verdure. Il tutto nel “mio” villaggio!

Quali difficoltà o problemi hai dovuto affrontare e come li hai superati?
Mi ci è voluto un po’ di tempo a capire cosa mi piace in termini di ambiente in cui vivere e lavorare. Penso che, una volta in cui capisci cosa fa al caso tuo, prendere le decisioni sia più facile. Mi reputo fortunata perchè, sin da piccola, ho sempre saputo in quale settore avrei voluto lavorare. Viaggiando e vivendo all’estero, ho imparato a “creare la mia casa” ovunque fossi.
Un aspetto non proprio facile di questo stile di vita è la transitorietà delle amicizie che si formano nelle comunità di espatriati. Dall’altro lato, però, quando viaggi puoi rivedere vecchi amici sparsi per il mondo.
Se potessi tornare indietro, faresti qualcosa diversamente? Se sì, cosa?
In generale, non sono una persona che tende a guardare indietro. So che tutto quello che è accaduto nella mia vita aveva una ragione di esistere per farmi arrivare dove sono ora. I vietnamiti un po’ rispecchiano questa mia filosofia, perchè vengono da un passato scandito dall’incertezza e basato su questo pensiero: “oggi è tutto ciò che abbiamo.” Alla base di questo modo di vivere e vedere la vita c’è la voglia di godersi il momento presente.
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Che consigli daresti ai nostri lettori che sono interessati a lavorare nel settore dell’ospitalità fuori dall’Europa e, magari, proprio in Vietnam?
Penso che il tuo stile di leadership sia molto importante. Devi essere in grado di dare quello che vorresti ricevere. In più, in quanto esseri umani tutti vogliamo imparare, crescere e siamo in qualche modo dotati per lavorare nel settore dell’ospitalità. Lavorando qui, la chiave sta nel fare nostro questo stile vietnamita – asiatico di lavorare in questo ambito, senza volerlo modellare secondo gli standard europei. Il mio consiglio chiave, quindi, è quello d’imparare dalle persone del posto e di abbracciare la cultura locale.
Cos’hai imparato, finora, lavorando al Namia River Retreat e vivendo a Hoi An?
A volte penso che vivere in Vientam mi renda una “persona migliore.” Mi spiego meglio: vivere qui mi tiene con i piedi per terra, mi fa abbracciare uno stile di vita semplice e mi ricorda cosa conta davvero nella vita. In più, posso praticare la mindfulness e diventare più consapevole del mio mondo interiore e non solo, appoggiandomi agli insegnamenti di Thich Nhat Hanh.
Al Namia River Retreat, abbiamo applicato tali insegnamenti per ogni decisione da prendere, arricchendo ogni storia e la struttura in generale di diverse armonie. Il mio team ed io speriamo che gli ospiti lo notino durante il loro soggiorno.
Progetti futuri?
Il nostro obiettivo è posizionare Namia River Retreat al centro di un nuovo stile di ospitalità in Vietnam. Sto parlando di un tipo di ospitalità che celebra la cultura locale, facendola andare di pari passo con i comfort della modernità e adattandoci costantemente ai bisogni dei viaggiatori, che sono sempre in cambiamento.
Vorrei che la nostra filosofia del wellness-inclusive diventasse, in futuro “l’unico modo di viaggiare.” Il benessere e il prendersi cura di noi stessi non rientrano più nel lusso, ormai, ma sono tanto essenziali quanto la nostra colazione giornaliera.
Per seguire e contattare Michelle:
Hotel – www.namiariverretreat.com
Spa & Wellness Operator – www.lumina-wellbeing.com
Profilo personale su LinkedIn – https://www.linkedin.com/in/michelle-ford-aa69438/
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