Dal caos italiano alla tranquillità caraibica

A cura di Maricla Pannocchia

Le vite di Massimo e di sua moglie in Italia erano frenetiche e, data l’esperienza dell’uomo di numerosi viaggi all’estero per lavoro, presto la coppia ha iniziato a sentire il bisogno di “cambiare aria.” Dopo un primo viaggio esplorativo in Repubblica Dominicana, avvenuto nel 2013, Massimo e la consorte hanno sentito sempre più forte il bisogno di lasciare l’Italia.

“Il fatto che non abbiamo figli sicuramente ci ha permesso di trasferirci con più leggerezza” racconta l’uomo, “tuttavia, a chi volesse far lo stesso, consiglio di passare almeno un anno nel Paese, per iniziare a capirlo e a farsi un’idea delle sue leggi e delle regole.”

Un aspetto importante, secondo l’uomo, è imparare lo spagnolo, “Noi ci siamo iscritti a una scuola una settimana dopo l’arrivo e l’abbiamo frequentata per due anni. Ora parliamo la lingua locale piuttosto bene. Pensate che mia moglie la insegna, a livello base, agli italiani che sono qui!”

Massimo rimarca l’importanza di questo aspetto, spesso preso sottogamba, e non solo dagli italiani, perché è l’unico modo per comunicare con le persone del posto, creare legami autentici ed evitare fregature. “Adesso, anche grazie all’informazione online, cadere nelle truffe non è più facile come un tempo, ma molte sono ancora ben congeniate” dice Massimo, “Noi, per esempio, siamo arrivati senza sapere niente, e ci siamo affidati a degli italiani che, invece, hanno fatto solo i loro interessi. Per fortuna, grazie alla nostra conoscenza dello spagnolo, ci siamo rapportati con dei dominicani che ci hanno aiutati.”

MASSIMO GUGLIELMI

Ciao Massimo, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…

Buongiorno a tutti, sono Massimo Guglielmi, classe 1972, mi sono trasferito in Repubblica Dominicana con mia moglie nel 2015. Sono originario di Torino, ho sempre lavorato nel campo elettronico informatico delle macchine utensili, sia come dipendente sia come lavoratore autonomo. Il mio lavoro mi ha portato spesso in giro per il mondo, da oriente a occidente. Avendo avuto esperienze di viaggi all’estero per lavoro, quindi assolutamente fuori dai circuiti turistici, sia in me sia in mia moglie è maturata l’idea di provare a vivere al di fuori del nostro Bel Paese.

Quando e perché hai deciso di lasciare l’Italia?

Sia io sia mia moglie in Italia eravamo lavoratori autonomi, perciò diciamo che la vita non era proprio tranquilla. Gli affari andavano bene, ma il carico di stress era notevole, così riflettendo sul nostro futuro, e cercando di proiettare la nostra vita da “adulti”, è maturata in noi l’idea di “cambiare aria”, dovuta anche alla crisi economica che stava e che tuttora sta vivendo il nostro Paese. Abbiamo iniziato a cercare un Paese dove trasferirci e vivere più tranquilli. Dobbiamo dire che, non avendo figli, la responsabilità di un trasferimento era per noi più leggera.

Dopo qualche ricerca, la scelta è caduta sulla Repubblica Dominicana così, nel 2013 siamo partiti per un primo viaggio “esplorativo”, viaggio che ha confermato le nostre ricerche e ha consolidato la voglia di trasferirci lì.

Sono 9 anni che vivi in Repubblica Dominicana con tua moglie. Quando hai deciso che era arrivato il momento di trasferirti?

Tornati dal primo viaggio esplorativo del 2013, la voglia di tornare in Repubblica Dominicana era molto forte, così abbiamo iniziato a pensare seriamente al trasferimento, iniziando a cercare informazioni su come ottenere il permesso di residenza, cos’avrebbe voluto dire fare un trasloco internazionale, facendo un piano su come vendere le nostre proprietà in Italia, il trasferimento del denaro in RD e, ovviamente, abbiamo anche iniziato a pensare ad acquistare una casa in Repubblica Dominicana… insomma, iniziavamo a fare sul serio! Nel 2014, abbiamo fatto un altro viaggio, con noi è venuto anche mio padre, ormai vedovo da anni, che si è poi trasferito con noi.

Durante quell’esperienza, abbiamo approfondito tutte le informazioni e deciso dove costruire la nostra nuova casa! Ormai eravamo certi, tutto stava prendendo forma….

Dove abiti precisamente?

Abitiamo a Sosúa, una cittadina sulla costa nord-est della Repubblica Dominicana, in provincia di Puerto Plata. Sosúa è una cittadina di circa 40.000 abitanti, molti dei quali stranieri (di diverse nazionalità) residenti qui, per noi è stato un buon compromesso, tra i servizi offerti e il luogo turistico.

La vicinanza con Puerto Plata, capoluogo dell’omonima provincia, amplifica i servizi offerti, importantissimi se si vuole vivere in un Paese caraibico. Parlo di ospedali, supermercati, linee di trasporto pubblico ecc… molte cose che da occidentali diamo per scontate, ma che non sempre è facile trovare nel resto del mondo. Inoltre, Sosúa ha spiagge bellissime, oceaniche e anche la splendida barriera corallina di Playa Sosua o, come a noi piace chiamarla, “la spiaggia sotto casa”.

Di cosa ti occupi?

Dopo un primo periodo di adattamento, ci ha raggiunto anche mio cognato e, insieme, abbiamo fondato un’azienda che si occupa di allarmi, videosorveglianza, automazioni e cerchiamo il più possibile d’installare prodotti made in Italy, anche qui sinonimo di qualità assoluta.

Mia moglie ha mantenuto la sua professione. In Italia, lei insegnava e aveva un’accademia di danza. Arrivata in Repubblica Dominicana, data la sua professionalità, è stata assunta da un’accademia a Puerto Plata, con la quale ormai collabora da 8 anni, opportunità che le ha portato anche diversi riconoscimenti da parte delle autorità pubbliche, per aver contribuito allo sviluppo dell’arte e della cultura in questo Paese.

Da qualche anno, abbiamo anche aperto un’altra società , che si occupa di trasferimenti e investimenti qui in RD, la“ Se Crea SRL .” Quest’attività è nata quasi spontaneamente, perché da sempre abbiamo messo a disposizione dei connazionali e non, la nostra esperienza maturata in questi anni di vita all’estero, da qui l’idea di farlo in modo più professionale avvalendoci della collaborazione di professionisti dominicani di comprovata serietà. Quello che ci ha motivato più di tutto ad aprire questa società è il fatto che eravamo veramente stanchi dei falsi miti e delle informazioni distorte che circolano sulla Repubblica Dominicana, a causa dei “venditori di sogni” che mettono solo in difficoltà le persone che si trasferiscono. Cerchiamo, prima di tutto, di fare buona informazione, dare un aiuto concreto a chi vuole vivere qui nel Paese o a persone che già sono residenti.

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Inoltre abbiamo costituito una fondazione denominata A.S.S.IT. ( Aiuto Solidarietà Soccorso Italiana), che si occupa principalmente di aiutare e sostenere i connazionali qualora si trovassero in gravi problemi economici e che possa aiutarli a districarsi con la burocrazia sia nei confronti dell’Ambasciata italiana sia con le istituzioni dominicane.

Come hanno reagito amici, parenti e conoscenti davanti alla tua scelta?

Direi che hanno avuto reazioni differenti. All’inizio incredulità, poi stupore, poi hanno tentato di dissuaderci. Le persone più vicine a noi ci hanno detto: “Lo sapevamo che prima o poi l’avreste fatto!”.

Hai una casa tua o sei in affitto? Come ti sei mosso per trovare un alloggio?

Abbiamo fatto costruire una casa, sulle colline di Sosúa , vista oceano… se si cambia lo si fa per migliorare.Ad oggi posso dire che, con l’inesperienza che avevamo, è stato un azzardo, ci siamo fidati e nonostante i problemi, che ci hanno forgiato da subito, è andata bene. Fortunatamente abbiamo conosciuto persone dominicane oneste, che hanno saputo consigliarci per il meglio su come muoverci e, per risolvere i vari problemi insorti con la proprietà, oggi possiamo dire che ci è andata di lusso, ma abbiamo passato dei brutti momenti, che con il senno di poi, come ho scritto prima, ci hanno forgiato, ci hanno aiutato a capire sin da subito meccanismi e le leggi dominicane, e quindi alla fine, ne siamo usciti bene…

Pensi che sia facile, per un italiano, acquistare o affittare una casa/appartamento lì? Quali sono i costi medi?

Acquistare è facilissimo, com’è facilissimo cadere in “truffe” a volte ben congeniate. Purtroppo qui è pieno di connazionali, e non solo, con pseudo agenzie immobiliari che, sfruttando l’entusiasmo e la poca conoscenza, regalano sogni che poi si trasformano in incubi! Oggi la situazione, grazie all’informazione sulle reti social e sul web, è notevolmente migliorata, ma le persone devono imparare ad ascoltare chi ha un po’ più di esperienza di loro anche se, come dico, io purtroppo “il grillo parlante è noioso, meglio il gatto e la volpe “, e qui accadono le brutte esperienze.

In RD, rispetto all’Italia, è tutto semplice, forse a volte troppo semplice, ma si devono conoscere alcuni termini e alcune procedure, si deve essere sicuri di ciò che si sta facendo e non si deve avere paura di chiedere. Abbiamo i social con decine di gruppi e pagine su cui confrontarsi e chiedere informazioni e poi, se si è veramente a digiuno d’informazioni, meglio affidarsi a qualcuno, per esempio in una compravendita a una terza parte in causa, di comprovata onestà, che veramente faccia i nostri interessi e ci aiuti. I costi in RD ormai sono medio /alti, specialmente nelle zone turistiche, ma un appartamento o una villa, se acquistati con criterio, possono rappresentare un ottimo investimento. Dobbiamo sempre tenere presente che la Repubblica Dominicana ormai offre servizi turistici di alto livello e ciò ha comportato, negli ultimi anni, un notevole aumento dei costi della vita.

Come sei stato accolto dalla gente del posto?

Fin da subito abbiamo cercato d’integrarci il più possibile, prima di tutto studiando la lingua. Una settimana dopo il nostro arrivo, infatti, ci siamo iscritti a scuola di spagnolo, che abbiamo frequentato per circa due anni. Possiamo dire che, adesso, dopo tutto questo tempo, lo parliamo bene e oggi mia moglie insegna lo spagnolo livello base agli italiani che si sono trasferiti qui.

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Il conoscere la lingua ci ha permesso di ampliare le nostre amicizie e di creare legami con le famiglie dominicane. Non dobbiamo dimenticare che siamo ospiti in questo Paese e che dobbiamo imparare e rispettare la loro cultura, questa è la chiave, rispettare per essere rispettati .

La vita in un nuovo Paese inizia con la costruzione di nuove relazioni, con il cambiamento del proprio punto di vista e l’apprendere un modo di vivere che è diverso da quello a cui si è abituati. La parola cruciale è “integrazione” e questa comincia, secondo me, dall’imparare la lingua del Paese dove ci si trasferisce. Questo è un aspetto molto sottovalutato, non solo dagli italiani, ma parlare la lingua del posto aiuta a capire e farsi capire e, di conseguenza, evita moltissimi problemi.

Pensi che sia facile, per un italiano, avviare un’impresa lì? Com’è necessario muoversi?

Avviare un’impresa qui è estremamente facile, per esempio, la burocrazia e i costi per aprire una SRL rispetto all’Italia sono minimi, con circa 1.000 Euro si costituisce un’azienda. La procedura è semplice, ci si reca in uno studio di un commercialista, è sufficiente fornire il passaporto o un documento dominicano e lui s’incaricherà dei vari passi per la costituzione.

Farla funzionare, invece, è un’altra cosa. L’economia dominicana e i modi di relazionarsi con le persone sono assai diversi rispetto all’Italia, guadagnarsi la fiducia della gente non è semplice, chi è straniero non ha un passato nel Paese, perciò, per chiunque voglia fare impresa qui, indipendentemente dal fatto che il tipo di business scelto possa essere proficuo o no, il consiglio è venire nel Paese e investire il proprio tempo, possibilmente un anno, solo per iniziare a capire “come funziona” la Repubblica Dominicana, per creare relazioni e, dopo aver appreso a relazionarsi e aver compreso il modo di fare dominicano, si potrà valutare la fattibilità dell’attività.

Le imposte e i costi del personale sono molto ridotti in relazione all’Italia, abbiamo un’IVA (ITBIS) al 18%, le aliquote delle imposte sono circa al 30% sui guadagni netti, un dipendente costa circa il 20% in più rispetto al salario. Il fisco non è così opprimente, tutte le procedure sono veramente semplificate ed è stata fatta un’informatizzazione all’avanguardia che veramente aiuta il contribuente.

E per quanto riguarda il lavoro? È semplice, per un italiano, trovare un impiego lì?

Per poter lavorare come dipendente e poter guadagnare in modo adeguato, bisogna avere delle specializzazioni e competenze particolari. In genere il lavoro da dipendente non è ben pagato, salvo particolari mansioni, per esempio chef professionisti che lavorano in ristoranti di lusso. Per poter lavorare è necessario avere la residenza dominicana (permesso di soggiorno) o il permesso di lavoro. Per ottener quest’ultimo, l’azienda che assume dovrà fare una domanda specifica presso il ministero degli affari esteri dominicano. La persona interessata dovrà poi produrre tutta una serie di documenti in Italia.

Quali sono i salari medi?

I salari medi sono bassi, si parla di circa 20.000 pesos dominicani al mese, ovvero meno di 350 Euro, e con questa cifra non si vive, perché comunque la vita è cara, specialmente per noi occidentali che abbiamo standard di vita più alti. Ovviamente ci sono lavori che permettono di guadagnare anche 40/50.000 pesos RD al mese (circa 800€), senza avere chissà quale specializzazione, per esempio un cameriere di un buon ristorante, con le mance e altri bonus, può arrivare a tali cifre, ma restano salari che non permettono una vita agiata.

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Molti si chiederanno, “ma come fanno i dominicani a vivere ?” Prima di tutto, le necessità sono diverse, rispetto alle nostre, poi l’abitudine del Paese è unire le forze, le famiglie uniscono le risorse e quindi in questo modo riescono ad affrontare tutte le spese quotidiane.

Esistono comunque impieghi dirigenziali e di alto livello in cui i salari raggiungono cifre molto più alte.

Quanti soldi sono necessari, al mese, per vivere bene lì?

La risposta a questa domanda è molto soggettiva ma mi atterrò alla media.

Molto dipende se uno ha o meno la casa di proprietà, perché gli affitti, specialmente in zone turistiche, e quindi più vicine agli standard a cui siamo abituati, sono cari.

Fatta questa premessa, possiamo dire che a una persona single, di circa 40/50 anni, con casa di proprietà servono circa 1.200€ al mese per vivere bene. Se non ha una casa di proprietà, dobbiamo aggiungere almeno 350/400€ il mese per il costo dell’affitto.

Queste cifre ovviamente sono molto indicative, perché ognuno ha una propria idea su come vivere e i costi variano molto anche rispetto alle varie zone.

Fare una media è alquanto difficile. Nelle cifre che ho indicato, ho tenuto conto di diversi tipi di spese, automobile e assicurazione, polizza sanitaria di buon livello, minimo un’uscita settimanale. Insomma, una vita senza troppe rinunce e limitazioni.

Come valuteresti servizi come la sanità, la burocrazia e i mezzi pubblici?

In Repubblica Dominicana esiste la sanità pubblica, ma il servizio dato, salvo particolari eccezioni, è molto discutibile e ci si deve rivolgere, quindi, alla sanità privata.

Il servizio sanitario privato è facilmente accessibile attraverso i piani assicurativi sanitari, che hanno costi differenti a seconda delle coperture. Mediamente, una buona copertura per una persona tra i 40 e 50 anni in salute, si aggira sui 50/60€ mensili. La qualità dei servizi offerti è in genere alta e, come in qualunque altro Paese, ci sono livelli differenti di competenze. Nella scelta di un buon medico, come sempre, vale il passaparola.

La burocrazia, se la relazioniamo all’Italia, è inesistente. L’impiegato dell’ufficio pubblico, se sarai capace di relazionarti, farà di tutto per aiutarti a risolvere il problema. Negli ultimi anni molti servizi sono informatizzati e molte volte si ottiene il documento necessario senza uscire di casa.

Mezzi pubblici …. qui si apre un mondo! Ci sono:

  • Linee di autobus Granturismo a lunga percorrenza, che uniscono le varie province;
  • Taxi privati o Uber ;
  • Taxi a tratta fissa condivisi detti “carritos”, 4 posti ma ne caricano 6 !
  • Pulmini a tratta fissa detti “guagua” , pulmini a 8 /12 posti ma si entra fino a quando c’è spazio!
  • I famosi “motoconchos” usatissimi da chiunque , si tratta di moto taxi usati in genere per tratte brevi, ma anche per svolgere commissioni.

Nella capitale, Santo Domingo, c’è la metropolitana e una linea aerea di cabinovie mentre è in costruzione una monorotaia. In genere, nonostante i pittoreschi mezzi di trasporto, il servizio fornito è capillare e attivo ininterrottamente quasi 24h al giorno.

Ti sei mai sentito in pericolo?

Fortunatamente no. Uno dei consigli che mi sento di dare è di non ostentare mai e di essere sempre rispettosi del luogo e della cultura. In generale, la Repubblica Dominicana è sicura, salvo alcune zone, come per esempio nelle grandi città, tipo Santo Domingo.

Quali sono le principali difficoltà che gli italiani devono affrontare se vogliono vivere stabilmente lì?

La principale difficoltà è capire che la Repubblica Dominicana non è l’Italia, ma un Paese che ha leggi, regole e abitudini diverse, anche dal punto di vista gastronomico!

Molti credono che qui tutto sia concesso, che qui sia tutto facile, e alla fine si trovano a vivere delle esperienze spiacevoli e incolpano il Paese dei loro problemi, senza rendersi conto delle proprie responsabilità.

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Per esempio, una delle principali difficoltà è far capire che devono imparare la lingua del posto e che non basta aggiungere la “s” alla fine delle parole italiane per parlare spagnolo. La maggior parte dei problemi nasce proprio dall’errata comunicazione.

Un altro dei problemi è la fretta, molte persone straniere hanno premura di fare business, di aprire un’attività, senza essersi prese il tempo necessario per valutare e iniziare a capire un po’ il Paese.

Come vive la popolazione locale?

I dominicani sono un popolo che affronta qualunque avversità con il sorriso e gli individui sono molto solidali. Le cose che comunque aiutano ad affrontare molte avversità sono il clima e la generosità della terra.

Che consigli daresti ad altri italiani che vorrebbero trasferirsi lì?

Chiaramente di verificare se si hanno i requisiti per ottenere la residenza e poi prendersi del tempo per vivere veramente il Paese e valutare le differenti zone. Suggerisco un periodo sabbatico, che è imprescindibile. Si deve vivere qui per toccare con mano la realtà e iniziare capire il Paese.

Cos’è necessario avere, dal punto di vista burocratico, per vivere e lavorare in Repubblica Dominicana?

Per vivere in Repubblica Dominicana è necessario avere il permesso di soggiorno, la cosiddetta residenza dominicana. Sembra scontato dirlo, ma purtroppo moltissimi stranieri vivono qui senza i permessi necessari, questo perché le maglie dell’immigrazione sono molto lasse e quindi si ha l’idea che tutto è permesso. Non esiste un vero e proprio reato di clandestinità, ma in genere, se tutto va bene, si paga una multa all’uscita dal Paese, in base ai mesi trascorsi senza visto di permanenza. Ora vi chiederete, “Ma allora perché fare la residenza ?” Senza residenza o permesso di lavoro non si può lavorare, si può aprire una società ma non si può lavorarci dal punto di vista pratico. Senza residenza praticamente si è senza patente di guida, che è valida al massimo 90 giorni se sostenuta da un visto di soggiorno, per cui, in caso di incidente, si avrebbero seri problemi. Senza residenza, inoltre, la banca dominicana potrebbe bloccarti il conto… e comunque, in caso di controlli migratori, si potrebbero passare dei brutti momenti. Ottenere la residenza dominicana non è così facile, oggigiorno le leggi sono un po’ più restrittive di quando l’abbiamo presa noi. Serve avere uno dei seguenti requisiti:

– Una pensione di almeno 1.500 Usd mensili (ogni 250US$ in più si garantisce per un’altra persona)

– Una rendita nazionale o estera di almeno 2.000 Usd mensili (ogni 250US$ in più si garantisce per un’altra persona).

– Un capitale di 200.000US$ investito in una società dominicana

– Essere sposati con un/a local o avere figli dominicani

Ovviamente, la domanda di residenza dovrà essere corredata da una serie di documenti da produrre in Italia.

Per il permesso di lavoro, l’azienda che vuole assumervi dovrà presentare una richiesta al ministero degli affari esteri dominicano e seguire un certo iter, poi si dovrà produrre tutta una serie di documenti.

Come vedete non è semplice ma nemmeno impossibile. Possiamo affermare che ogni richiesta di residenza è a sé, l’immigrazione dominicana si riserva il diritto di ammettere o non ammettere il richiedente, quindi, se si vuole fare domanda per la residenza, è caldamente consigliato avere un colloquio con un professionista che valuti nello specifico la situazione, anche se non in possesso al 100% dei requisiti sopra elencati, perché il professionista del settore potrebbe aiutarvi a valutare situazioni che voi non avevate considerato.

Che suggerimenti hai per chi sta pianificando una vacanza lì?

La Repubblica Dominicana è famosa per i resorts, i villaggi turistici, ma se volete conoscere veramente il Paese e la cultura dominicana, vi consigliamo di affittare un appartamento e girare l’isola. Se siete smaliziati potete affittare un’auto e muovervi in libertà, oppure potete sempre usare o i mezzi pubblici o noleggiare un’auto con conducente.

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Puoi consigliare ai nostri lettori dei posti poco conosciuti che, secondo te, valgono una visita?

La parte sud est dell’isola è meravigliosa, ancora molto incontaminata, come per esempio la Bahia del las Aguila, ritenuta uno dei posti più belli del Paese.

Consiglio anche la parte est/nord est, la penisola di Samanà, las Galeras e il parco naturale de Los Haitises. A nord troviamo Punta Rucia, Cayo Arena e i canali nelle mangrovie di Montecristi.

Se potessi tornare indietro, faresti qualcosa diversamente?

Se tornassi indietro vorrei trovare una società di consulenza come la nostra che ci guidi a fare le scelte giuste. Noi eravamo soli, ci siamo fidati di alcuni italiani che dicevano di sapere tutto ma in realtà facevano solo i loro interessi. Nonostante tutto, ci siamo difesi e, ripeto, grazie alla conoscenza della lingua, abbiamo conosciuti dominicani che ci hanno guidato per affrontare le nostre difficoltà e non cadere in situazioni spiacevoli. Oggi, se guardiamo indietro, pensiamo che sì, ne è valsa la pena .

Cos’hai imparato, finora, vivendo lì?

Abbiamo imparato che si può vivere in un mondo multiculturale senza pregiudizi, dove persone di culture diverse e di diverse religioni convivono in pace. Si può vivere senza una burocrazia che ti stressa ogni giorno ed è possibile avere una vita fatta di lavoro ma anche di divertimento. Questo è un Paese di solidarietà, dove chiunque, secondo le proprie possibilità, fa qualcosa per qualcun altro.

I sorrisi non mancano mai e, qualunque cosa accada, si ha la certezza che i dominicani non ti lasceranno mai solo nel momento del bisogno. Sono un popolo incredibile!

Com’è cambiato il Paese nei 9 anni in cui ci vivi?

Devo dire che il Paese è in continua evoluzione: strade nuove, servizi, informatizzazione… ovviamente restano delle difficoltà, i black out sono abbastanza frequenti e l’acqua non è potabile e viene somministrata qualche giorno a settimana in base alle zone ma, se dovessi tornare a 9 anni fa, per esempio, l’energia elettrica mancava circa 2 giorni a settimana, oggi non è più così… (ovviamente abbiamo dei sistemi a energia solare o generatori per sopperire a tali mancanze) .

Teniamo presente che la Repubblica Dominicana ha un PIL con una crescita media del 10%.

Progetti futuri?

Mia moglie ed io siamo sempre in fermento nel creare nuovi progetti però abbiamo imparato che non è possibile sapere cosa ti offre il domani, ogni giorno è una scoperta. Per il momento rimaniamo qui, sperando di affrontare in salute la nostra vita adulta. Stiamo facendo i documenti per la cittadinanza e direi che, a questo punto, il nostro cuore è anche dominicano.

Per seguire e contattare Massimo:

E-mail : secrea.srl@gmail.com

Sito web : https://www.secrea-dominicanrepublic.com/

Facebook: https://www.facebook.com/SeCreaSRL