Fare impresa in Brasile

Di Enza Petruzziello

Mollare tutto per “tropicalizzarsi”. Quanti di noi abbiamo sognato di lasciare casa, lavoro, stress per fuggire in un paradiso tropicale? Inutile negarlo, a tutti almeno una volta nella vita è successo. Ebbene c’è chi ci è riuscito, realizzando il sogno di abbandonare ogni cosa per trasferirsi in un posto caldo e bellissimo. Lei è Carlotta, originaria di Vicenza, e da alcuni anni vive in Brasile, più precisamente a Fortaleza tra le mete più popolari del Paese per gli amanti della spiaggia. Merito delle sue acque tiepide, degli sport acquatici, di una vivace vita notturna e di un’interessante scena culturale. Qui Carlotta ha aperto un’agenzia di turismo ricettivo, Eco Viagens Brasil, diventando ciò che avrebbe voluto sempre essere: un’imprenditrice in infradito. Collabora con varie realtà locali, con connazionali che qui fanno business, e aiuta tutti gli italiani che, proprio come lei, vorrebbero fare il “salto tropicale”.

Occhi azzurri, capelli biondi e un deciso accento vicentino, Carlotta si è trasferita in Brasile nel 2014, prima a San Paolo e poi a Fortaleza. «Adesso la mia vita è più abbronzata e colorata», ci dice sorridendo.

carlotta brasile

Carlotta quando e perché hai deciso di mollare tutto e partire per il Brasile?

«La mia storia parte da lontano. Nel 2004 ho deciso di fare un viaggio di volontariato “zaino in spalla” in Brasile. Mi sono fermata 3 mesi, tra case famiglia con bambini abbandonati, volontariato in favelas e in carcere, ed è qui che il Brasile mi è entrato nel cuore. Il conoscere la lingua mi ha aperto poi negli anni successivi anche possibilità lavorative presso aziende italiane. A metà del 2011 ero insoddisfatta del lavoro veneto che stavo facendo e mi stavo guardando attorno. Per caso è sorta la possibilità di fare un colloquio in un’azienda del vicentino che cercava un’Area Manager che parlasse portoghese per seguire il mercato brasiliano. Sono andata al colloquio più per curiosità che altro, e ne sono uscita con un: “Lei è confermata, quando può iniziare?”. Da questo momento è partita la mia avventura lavorativa brasiliana. Dal 2011 al 2013 con continui viaggi in Brasile, nel 2014 trasferimento a San Paolo. A fine del 2014 ho deciso di lasciare questa azienda per cogliere una nuova opportunità di Sales Manager per un’azienda veneta con filiale a Fortaleza. E quindi a inizio 2015 mi sono trasferita da San Paolo a Fortaleza. Fortaleza è una città sul mare con un litorale molto ampio che ha fatto crescere in me la curiosità di scoprire spiagge e luoghi poco conosciuti. Ogni weekend era dedicato a questo. Viste le potenzialità non ancora offerte al mercato turistico, mi sono detta: “Perché non fare l’imprenditrice tropicale in infradito?”. E da questa “illuminazione” ho aperto la mia azienda di turismo ricettivo “ Eco Viagens Brasil”».

Che cosa, della tua vita in Italia, ti andava stretta?

«In realtà non lo so se ci fosse qualcosa in particolare. Avevo sicuramente voglia di fare nuove esperienze, entrare in contatto con altre culture, viaggiare, e perché no, fare un’esperienza di vita all’estero. Ritengo che questa tipologia di esperienze ti spinga a metterti alla prova e a migliorarti come persona».

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Mollare tutto, certo per un posto incredibile come Fortaleza, non è mai una decisione facile. I tuoi amici, i tuoi famigliari, ti hanno sostenuta oppure hanno pensato fossi una folle?

«Diciamo che sono circondata da amici abbastanza folli da sostenermi e incoraggiarmi in questa scelta. La famiglia un po’ meno. I genitori delle generazioni passate vorrebbero i figli sposati sotto casa. In realtà incontro molte più persone che vorrebbero fare il salto ma non hanno abbastanza coraggio, o motivazione, per farlo e continuano a stare all’interno di vite che non gli proporzionano soddisfazione e felicità».

Sei partita sola?

«Nel 2014, al mio primo trasferimento in Brasile, a San Paolo, il mio ex compagno ha scelto di venire con me. Poi, pur essendo brasiliano, non si è abituato, e abbiamo deciso di lasciarci così lui è tornato a vivere in Europa».

Una nuova lingua e nuove usanze. Come sono stati i primi tempi in Brasile? Penso all’accoglienza della gente, alla ricerca di una casa, di un lavoro ecc

«La mia “acclimatazione brasiliana” è durata vari anni, dapprima come viaggiatrice, poi con un lavoro con base in Italia e continui viaggi in Brasile. Questo mi ha portato a conoscere questo vasto e variegato mondo pian piano. Entrare in realtà lavorative brasiliane mi ha messo alla prova, ma è stata una sfida accattivante attraverso la quale sento di essere migliorata come persona».

Dal 2015 vivi a Fortaleza, conoscevi già questa località?

«Fortaleza l’ho conosciuta nel 2012 durante un viaggio per lavoro, ma non avrei mai immaginato che mi avrebbe “ospitata”. Nel 2015 quando mi sono trasferita avevo “di sicuro” un lavoro e una casa, il resto si è costruito nel tempo».

Fortaleza è conosciuta in tutto il mondo per il suo mare splendido e le sue spiagge incredibili. Meta ogni anno di tantissimi turisti e amanti degli sport acquatici, vanta anche una vita notturna molto vivace. Ma come è vivere qui?

«La medaglia ha due facce: la prima è vivere in un luogo dove gli altri vengono in vacanza, l’altra è l’inefficienza dei servizi in generale per chi ci vive tutti i giorni. Pur essendo una grande città, Fortaleza è comunque nel nord-est del Brasile, area più povera e più arretrata rispetto a San Paolo o Rio de Janeiro. Per avere una certa sicurezza a livello di sanità è necessario stipulare una assicurazione sanitaria privata, per fornire ai propri figli una buona educazione è necessario scegliere scuole private (con rette mensili alte) e non le pubbliche, non si ha la libertà di uscire con orologio e cellulare alla mano per strada. Questi purtroppo sono alcuni dei prezzi da pagare per vivere dove gli altri vengono in vacanza. Poi ce ne sono altri che un italiano (specialmente se del nord) avrebbe difficoltà ad accettare: esempio la cassiera al supermercato passa i prodotti con molta calma e tranquillità, nel mezzo mandando un messaggio dal cellulare agli amici, e chiedendoti se acquisti un determinato prodotto, come lo cucini o come lo usi… Insomma non devi aver fretta quando vai a fare la spesa, ma essere disposto al dialogo e alla comunicazione».

Qual è l’iter burocratico da seguire per chi decide di trasferirsi definitivamente in Brasile?

«La legge sull’immigrazione è stata aggiornata a fine del 2017. C’è la possibilità di entrare con visto da investitore, quindi creando un’azienda, oppure con visto di lavoro attraverso una chiamata formale da parte di un’azienda brasiliana, oppure per ricongiungimento familiare: matrimonio con cittadino brasiliano o genitore di cittadino brasiliano. Ci sono poi altre tipologie di visti che possono essere consultati a questo link: http://milao.itamaraty.gov.br/it/visti.xml».

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Nel 2015 hai aperto la tua agenzia di turismo ricettivo, Eco Viagens Brasil. L’obiettivo è offrire al viaggiatore un’esperienza unica di cooperazione e iterazione con l’ambiente e con i popoli locali. Parlaci della tua agenzia e dei servizi che offri.

«Eco Viagens Brasil è nata poco prima del Natale del 2015, con l’idea di applicare i valori di un viaggiatore italiano, o in generale europeo qui nel nord-est. Un viaggiatore non è interessato a rimanere 10 giorni su una spiaggia ad abbronzarsi e bere birra e caipirinha, ma vuole conoscere, scoprire, toccare con mano la realtà, per tornare a casa internamente più ricco di come è partito. Quindi con questa linea propongo un viaggio fatto di esperienze: visite e assaggi presso fazende coloniale ricche di storia e cultura, visita ed eventuale alloggio presso le comunità litoranea di pescatori e di indios, trekking all’interno del meraviglioso Parco delle Lencois Maranhenses, turismo di avventura e off-road per vivere un semplice transfer in un reale viaggio con paesaggi mozzafiato, turismo sportivo attraverso il kite surf, e in generale un turismo naturalistico ed ecologico».

A chi si rivolge Eco Viagens Brasil e, viceversa, quali sono i clienti che si rivolgono a te?

«Tutti coloro che amano viaggiare, che sono curiosi e interessati a vivere esperienze diverse all’interno di un unico viaggio. Quindi dai viaggiatori in solitaria alle coppie, anche in luna di miele, dai gruppi di amici alle famiglie fino agli anziani. Insomma sia chi è alla cerca di relax sia chi vuole qualcosa di più emozionante e avventuroso».

In Italia a porre un freno alla nascita di nuove attività è spesso una burocrazia lenta. Per non parlare delle tasse troppo alte. In base alla tua esperienza come è la situazione in Brasile? Hai avuto difficoltà ad aprire l’agenzia? E per quanto riguarda i costi?

«Dipende ovviamente dal tipo di attività e dal tipologia di azienda, ma in generale è più facile. Un piccolo esempio: la tassazione è mensile ed è una percentuale (che varia a seconda dell’attività) sul fatturato del mese. Se fatturi paghi, se non fatturi non paghi. I costi sono assolutamente più bassi rispetto che all’Italia, l’unico ostacolo ad oggi, collegato al Visto per Investitore, è la cifra che deve essere investita, che con la nuova riforma è pari a 500.000 reais, circa 120.000 euro».

Il Brasile ha molto da offrire. Un solo viaggio non può bastare per scoprirne la diversità. Quali sono i posti più belli da visitare e che consiglieresti ai nostri lettori?

«Ovviamente tifo per la casa, quindi direi il Nord-est attraverso gli stati del Cearà, Piaui’ e Maranhao con Jericoacoara, Il delta del fiume Parnaiba e le Lencois Maranhenses. A livello naturalistico poi Foz de Iguazu, il Pantanal, le isole di Fernando de Noronha, Porto de Galinhas, Morro de San Paolo e l’isola di Boipeba, tutti unici e da vedere una volta nella vita. Come città: imperdibili Rio de Janeiro e Salvador de Bahia».

Proprio come te, sempre più giovani e adulti decidono di lasciare l’Italia per cercare nuove occasioni lavorative all’estero. In Brasile quali sono le opportunità occupazionali e di investimento che possono trovare?

«Seguo varie pagine e blog che parlano di questo e leggo le molte idee e domande di chi sta cercando di espatriare. Il Brasile non è per tutti, prima di pensare di trasferirvi, fateci un salto per capire se può essere un posto adatto a voi. Non pensate di fare il cameriere, o il barista, o qualsiasi lavoro da dipendente senza una professione medio-alta (medico, ingegnere, ecc.): gli stipendi sono bassissimi e se non avete un gruzzoletto messo da una parte in euro, fate realmente la fame. Quindi potete valutare impieghi in aziende europee che hanno filiali qui e riconoscano correttamente la vostra professionalità. Solo così potrete avere uno stipendio degno della vostra professionalità. Oppure aprite una vostra attività gestendola personalmente. In questo modo potete avere successo e anche una buona qualità di vita».

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A proposito di questo, come è cambiata la tua vita da quando vivi in Brasile?

«La mia vita è più abbronzata, o meglio è più colorata. Ringrazio tutti i giorni la cicogna per avermi posizionata in Italia come luogo di nascita: la cultura, la società e in generale l’ambito italiano ti dona e ti fa assorbire qualità, insegnamenti , lezioni che sono perle preziose e che ti aiutano ad affrontare meglio la vita in qualsiasi altra parte del mondo. Il Brasile ha modellato e migliorato la mia vita mostrandomi sfaccettature diverse, modi di vita diversi, a volte più poveri fuori ma più ricchi dentro, che mi hanno portato a integrare due tipologie di vita in una sola e farmi apprezzare le cose semplici di ogni giorno».

Ti manca l’Italia e hai mai pensato di tornare definitivamente?

«L’Italia è sempre con me, sono orgogliosa della nostra cultura e delle nostre immense conoscenze. Abbiamo grandi potenzialità che purtroppo i nostri governi non sanno sfruttare e ampliare. Oggi mi vedo divisa fra due Paesi: un tempo in Brasile e un tempo in Italia. Forse un giorno, con nuovi progetti potrei trascorrere la maggior parte del tempo in Italia e meno in Brasile. Vedrò cosa mi riserva il futuro».

carlotta fortaleza

Uno dei tuoi sogni si è realizzato, fare l’imprenditrice in infradito. Quali sono i tuoi prossimi progetti?

«Esatto, oggi continuo nel mio cammino di imprenditrice tropicale in infradito, realizzando i sogni degli italiani e degli europei che desiderano un viaggio nel nord-est del Brasile. Il prossimo progetto, in collaborazione con alcuni tour operator è di portare i brasiliani in Italia con viaggi a tema dedicati alle perle italiane come l’arte e la cultura, l’enogastronomia, lo sport invernale, e i tour naturalistici. Ho in cantiere, inoltre, un progetto con cui intendo dedicare una parte del proventi della mia azienda a una fondazione-associazione da me creata che, in collaborazione con le scuole pubbliche brasiliane, possa dare la possibilità ai bambini brasiliani delle classi più povere di fare delle gite fuori porta così da farli entrare in contatto con realtà a loro sconosciute, come fattorie, permettere loro di imparare a praticare uno sport acquatico e, per chi abita nelle zone più interne, di vedere l’oceano. Credo realmente che il viaggiare possa aprire le menti dei più piccoli e illuminarli, rendendoli curiosi e desiderosi di fare un qualcosa di buono per essere qualcuno in questo mondo».

Per contattare Carlotta questo il sito web della sua agenzia

www.ecoviagensbrasil.com/.

Per scriverle questo l’indirizzo e-mail:

ecoviagensbrasil@gmail.com.

La pagina Facebook: @ecoviagensbrasil.

E l’account Instagram: ecoviagensbrasil oppure charlie_traveller.