La storia di Novella, psicologa diventata ristoratrice

Di Enza Petruzziello

Dalle sponde del Lago Maggiore alle spiagge di Palma di Maiorca. Novella Medina, 43enne di Arona, in provincia di Novara, si è trasferita nella bellissima isola delle Baleari dopo aver vissuto più di 3 anni a Barcellona.

Laureata in psicologia clinica, da pochi mesi insieme a Jacopo, suo socio e compagno di vita da ormai 11 anni, ha inaugurato a Santa Catalina la pizzeria “Dadalìa Pizza & Pasta Bar”.

Da sempre amante del cambiamento, Novella di stare ferma proprio non ci pensa. Ha aperto la sua prima attività a 27 anni mentre ancora studiava, poi conosce Jacopo e di pizzerie ne apre ben 2. Stanchi dell’Italia, quattro anni fa lasciano in rent to buy la loro attività e partono per la Spagna. Ecco la sua storia.

Dall'Italia a Maiorca: la storia di Novella, psicologa diventata ristoratrice

Novella come mai la scelta di lasciare l’Italia e trasferirti all’estero?

«Non riesco a rintracciare un motivo forte e univoco, però quello che posso dire è che a me più di tutto piace cambiare, anche a costo di perdere tempo energie e soldi. La pizzeria che avevamo in Italia andava molto bene, ma era sempre la stessa e io invece ero cambiata. Forse è stato anche un discorso di clima, lo ammetto, a me piace il mare ma vivevo su un lago, il Maggiore, che se pur bello vede pioggia a catinelle e arsure estive con umidità alle stelle».

Insieme al tuo compagno Jacopo hai vissuto 3 anni a Barcellona. Di che cosa ti occupavi qui e che tipo di esperienza è stata?

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«Io e Jacopo siamo partiti appena prima del Covid, con una macchina carica e 2 cani. Destinazione: Spagna, forse Barcellona ma non ne eravamo certi, in fondo non l’avevamo mai vista. Quando arriviamo, ci piace da matti ma decidiamo di vedere anche Valencia che no, non fa proprio per noi. Così torniamo a Barcellona dove viviamo felicemente Covid permettendo. Ci mettiamo a vendere telefoni ricondizionati e sbarcare il lunario. Jacopo, visto il periodo storico che stavamo attraversando, non ne vuole sapere di aprire di nuovo un ristorante; in Italia, come anche qui adesso, si occupava dei conti oltre a fare il pizzaiolo e i conti si sa ti stressano parecchio. Tuttavia a me il lavoro di vendita dispositivi telefonici proprio non piaceva quindi ricomincio ad accarezzare l’idea di aprire un ristorante. Anche a lui sembra tornare la voglia, soprattutto dopo una breve permanenza in Italia durante la quale rimette le mani in pasta. Io, in questo periodo, faccio un corso a Roma di cucina e nel frattempo ritroviamo anche Pietro il nostro socio più giovane, rientrato dalle sue esperienze in USA Messico e Svizzera».

E così ritornate in Spagna, questa volta a Palma di Maiorca. Perché la scelta è ricaduta sulle Baleari?

«Dopo la parentesi italiana, decidiamo di partire di nuovo insieme a Pietro per Barcellona, trattiamo 3 locali nell’arco di 4 mesi ma con un nulla di fatto. Così si fa strada l’idea di Maiorca dove io e Jacopo eravamo già stati in vacanza due volte. Ci sembrava ben collegata a Barcellona per quanto riguarda le materie prime di qualità. Insomma a gennaio prendiamo baracca e burattini e ci trasferiamo a Magaluf e Santa Ponsa (posti meno costosi ) noi 3 più il cane (purtroppo uno ci ha lasciati)».

Come sono stati gli inizi e l’accoglienza del popolo maiorchino?

«Maiorca dopo l’esperienza di Barcellona ci è sembrata più easy e in effetti siamo riusciti a trovare il locale adatto a noi: piccolo e di passaggio. Riguardo ai maiorchini avevo dei racconti discordanti, rispetto alla mia esperienza posso dire che non li trovo chiusi, giustamente sono a casa loro e questo brulicare di gente proveniente da ogni parte del mondo deve essere anche per loro un po’ confondente. Ho trovato anche persone molto molto disponibili ad aiutarmi in modo pratico facendomi dei favori».

Come si vive a Maiorca? Penso alla qualità della vita, ai costi, ai servizi, alle infrastrutture, divertimenti ecc.

«Difficile rispondere, io faccio casa e lavoro, le persone che però lavorano normalmente qui dicono di stare meglio a Maiorca che in Italia. Spero di arrivarci anche io presto ad avere una vita fatta di mare e passeggiate, meno di vita notturna che qui non manca!».

pizza di novella

A proposito del tuo lavoro. Da 3 mesi hai aperto a Santa Catalina il “Dadalìa Pizza & Pasta Bar”. Da psicologa a ristoratrice: come è nata la tua passione per la cucina?

«Per quanto riguarda la mia passione per la cucina vorrei farvi un racconto più romantico, in realtà amo mangiare in maniera quasi imbarazzante. Mi ricordo esattamente piatti con cui ho cenato o pranzato anche solo una volta a distanza di decenni! Ho un buon palato in grado di discriminare bene i sapori, una delle cose che mi è sempre piaciuta fare è “scoprire cosa c’è nel piatto”, parlando con i cuochi e i camerieri. Mi piace il vino e ho fatto il corso di Sommelier; mi piacciono i fritti alla “romana” come i supplì di pasta carbonara e cacio e pepe e ho imparato a farli seguendo un bellissimo corso di 4 giorni a Roma; mi piace la cucina napoletana e così ho avuto la fortuna di stare qualche tempo in cucina con un grande chef di Aversa, Antonio Gravino, lo cito con grandissimo affetto l’ho seguito negli anni e l’ho visto diventare sempre più bravo. Sono dell’opinione che la passione nasce, poi devi saperla coltivare e avere la fortuna di incontrare situazioni davvero creative e stimolanti. Ad esempio io e Jacopo abbiamo passato 5 giorni a cucinare pasta e preparare pizze in Kuwait, ho trovato buoni spunti per alcune ricette che sono prettamente di quel posto e che mai mi sarebbero venute in mente».

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Il locale va molto bene e tutte le recensioni sono davvero entusiaste. Ti va di parlarci del tuo ristorante?

«Si tratta di una finca anni ‘50, carrer Sant Magi 54. Lo stile è rustico-industriale con sedie vintage. Il ristorante si chiama Dadalìa con chiaro riferimento al Dadaismo, adesso prima del periodo natalizio dovremmo inserire dei richiami al movimento, che siano sulle pareti e sui tavoli, in modo da offrire anche un’esperienza oltre che culinaria anche “ludica”. Le immagini dadaiste sono davvero coloratissime e non convenzionali, credo sarà bello per i clienti fissarsi su alcuni dettagli intanto che aspettano l’uscita dei loro piatti.

Quali sono i piatti che proponete ai clienti e che tipo di clientela si rivolge a voi?

«Innanzitutto la pasta fresca fatta a mano. Poi c’è la pizza è napoletana contemporanea. Alcuni dei piatti e delle pizze della nostra tradizione sono rivisitati, altri invece seguono la ricetta originale come la Gricia o l’Amatriciana. La pasta aglio e olio, invece, la faccio con un olio in infusione all’aglio zeste di limone e crumble di pane e peperoncino in crema, non è la solita insomma. La pizza ha un cornicione alto molto arioso dentro, mentre fuori – a differenza della napoletana classica (che ci ha un po’ stufato ) – ha il bordo che fa un po’ di crunch. Sugli abbinamenti delle pizze giochiamo con la fantasia, abbiamo rivisitato la pizza barbacoa, che in Spagna viene molto chiesta ma su cui spesso mettono di tutto senza equilibrio, la salsa che usiamo noi è una salsa barbecue totalmente Homemade!! Non abbiamo ancora una clientela e non la vogliamo selezionare; la pizza e la pasta sono piatti popolari ma noi li facciamo dì qualità e ci interessa rivolgerci a chi la qualità la ricerca e la riconosce».

Insomma sono davvero tanti i piatti della nostra tradizione enogastronomica che proponi ogni giorno. La cucina italiana piace ai turisti e alla gente del posto?

«La cucina italiana piace ovunque, ma mai come in Italia! Questo è bene ricordarselo prima di partire, una persona a Maiorca può decidere nell’arco di 200 metri di cambiare idea rispetto a ciò che vuol mangiare. In più da noi italiani si aspettano di trovare determinati piatti e se non ci sono nel menù molti rimangono interdetti, devi quindi convincerli che la tua proposta è valida o ti trovi a fare la carbonara con la panna».

In Italia a porre un freno alla nascita di nuove imprese spesso è proprio la burocrazia. Come è la situazione burocratica a Maiorca? Dal punto di vista pratico quali sono stati i passaggi necessari che avete dovuto affrontare per aprire la vostra attività?

«Noi abbiamo prima fatto il NIE, poi abbiamo aperto la società e poi abbiamo inaugurato il locale, niente di difficile a mio avviso. Ad ogni modo sono lenti come in Italia».

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NOVELLA MEDINA MAIORCA PIZZERIA

È stato costoso aprire un ristorante qui?

«Il costo dipende molto da quello che sai fare, molti lavori all’interno li abbiamo fatti noi, con i preventivi di elettricisti e idraulica abbiamo sforato di un bel po’, quindi abbiamo messo a punto l’essenziale e ora aspettiamo di avere un po’ di risparmi per abbellire il tutto. Bancone, pareti, mensole e scaffali li abbiamo realizzati noi. Jacopo, tra le tante cose che ha imparato a fare, sa saldare il ferro, se lo avesse fatto qualcun altro non so a quanto sarebbero saliti i costi».

Tante le persone – giovani e pensionati – che come te decidono di partire e trovare fortuna all’estero. Quali opportunità possono trovare a Maiorca e che consigli daresti loro?

«Rispetto all’Italia dove non sei nessuno qui sei ancora di più un signor nessuno! Serve fiducia in se stessi, (ovviamente competenza e bravura), se sei titubante in qualcosa rischi ancora di più. Se vuoi essere, invece, un lavoratore senza rischio di impresa qui il lavoro in ristorazione si trova, soprattutto conoscendo e parlando le lingue».

Come è cambiata la tua vita da quando ti sei trasferita?

«A me la vita sembra non cambiare mai abbastanza, quindi quando ho una casa (qualsiasi) la mia cagnolina e Jacopo diciamo che è tutto nella norma. I panorami sono davvero belli appena usciti da Palma di Maiorca. Ecco, vivere a Palma di Maiorca è come essere in una città di provincia, con traffico medio alto e concentrazione demografica, io ho scelto questa città per un discorso di business, non la sceglierei per qualità di vita».

Progetti per il futuro?

«Progetti? Proprio ora i miei soci sono andati a vedere un locale situato verso l’interno. Per adesso, infatti, una bella pizzeria vista mare ancora non possiamo permettercela, magari chissà un giorno…».

Per contattare Novella Medina ecco i suoi recapiti:

Email:  info@dadalia.es

Instagram: dadaliapizzabar

Facebook: dadaliapizzabar

Sito web: www.dadalia.es (in fase di ristrutturazione)