Vivere e lavorare in Irlanda con i servizi di EazyCity

 

L’Irlanda è una meta da sogno per molti italiani.

C’è chi ama passarci le vacanze, alla scoperta delle sue tradizioni e dei suoi paesaggi, e c’è chi invece sogna un trasferimento. Proprio per venire incontro alle persone che vogliono trasferirsi a vivere e lavorare in Irlanda, nel 2004 nasce EazyCity, l’agenzia che offre servizi d’alloggio, corsi di lingua, tirocini, servizi per le ragazze alla pari e molto altro.

Gli uffici di EazyCity si trovano a Cork e a Dublino (ma anche fuori dall’Irlanda, a Londra, Cagliari e Milano), e nel corso degli anni sono diventati un punto di riferimento per chi vuole trasferirsi in Irlanda, magari in cerca di un lavoro o anche solo per un breve periodo durante il quale studiare la lingua inglese.

Uno dei punti di forza è il team, i cui membri arrivano dall’Irlanda, dall’Italia, dalla Spagna, dalla Francia… Parlano le lingue dei propri clienti perchè proprio come loro, si sono trasferiti in cerca di un’esperienza nuova. Ma come sono arrivati in Irlanda? Ecco le esperienze di alcuni membri italiani del team di EazyCity. Enrico è il co-fondatore di EazyCity ed è arrivato in Irlanda 15 anni fa, Francesco è a Cork da 12 anni, Diana da 2 e Alessandra è appena arrivata, vive a Cork da soli 2 mesi.

ALESSANDRA

lavorare in irlanda

☞☞ Ecco tutto quello che devi sapere per trasferirsi a vivere in Irlanda

Come sei arrivata in Irlanda? E cosa facevi prima?

Ho avuto un incidente a gennaio e son rimasta bloccata a casa con clavicola rotta e tanta voglia di fare. Ho cominciato a cercare lavoro su internet, l’unica possibilità a mia disposizione. Non pensavo di finire qui! La mia meta estera semmai era altrove, poi invece la magia ha voluto l’Irlanda, da tempo lì nel cassetto dei viaggi che sognavo di fare.
Quale miglior modo di visitarla se non lavorando direttamente sul posto?! Il mio ultimo lavoro è stato presso un’agenzia turistica a Roma.

Perché hai deciso di vivere un’esperienza all’estero?

La mia casa è ad Anzio, a un’ora dalla Città Eterna, lungo la costa laziale e diciamo che il caos della capitale non ha mai fatto al caso mio.  Peccato però che la mia bella cittadina portuale non disponga di molte possibilità e che la maggior parte dei lavori più interessanti abbiano sede proprio nella capitale. Affatto confortevole il viaggio in treno non per la durata quanto per la qualità, così mi son detta: ne deve proprio valere la pena questo lavoro a Roma. Ed eccomi qui.

Quali sono le differenze tra il lavorare in Italia e in Irlanda?

Al momento, per quello che sto sperimentando, c’è una migliore qualità a portata di tutti. Quindi se si ha voglia di fare c’è spazio per crescere professionalmente, ma soprattutto personalmente.

C’è stato un momento in cui ti sei innamorata dell’Irlanda?

L’Irlanda e la sua verde natura? Quello è amore da sempre!

Cosa ti piace di più del vivere all’estero?

Per la mia esperienza, c’è una maggiore flessibilità e si può davvero accedere più facilmente alla realizzazione concreta di un progetto.

Cosa pensi che serva per andare all’estero? Di quali qualità ha bisogno chi si trasferisce?

Mi è capitato di vivere all’estero in altri momenti e in età diverse e sicuramente tutte le esperienze sono accomunate da uno stesso denominatore: la forza! Quella di affrontare il cambiamento che comunque, anche se lo si sceglie, consuma tante energie.

Ripensando al tuo trasferimento all’estero, c’è qualcosa che faresti diversamente? Cosa avresti voluto sapere prima di partire?

Nel mio caso specifico, che non sarebbe stato cosi facile trovare casa.

Quale consiglio daresti al tuo io passato in procinto di lasciare l’Italia?

Prepara una valigia molto più piccola e porta solo la voglia di vivere una nuova esperienza.

DIANA

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Come sei arrivata in Irlanda? E cosa facevi prima?

In Italia lavoravo come freelancer, scrivevo articoli promozionali per diversi prodotti e nel frattempo cercavo un lavoro più stabile, ma senza gran successo. Ho trovato un annuncio per un tirocinio a Cork, che pubblicizzava esattamente il lavoro che volevo fare. Ho iniziato il tirocinio con EazyCity, al termine del quale sono stata assunta dall’azienda.

Perché hai deciso di vivere un’esperienza all’estero?

Volevo cambiare prospettiva.

Quali sono le differenze tra il lavorare in Italia e in Irlanda?

La frase più comune che un tirocinante si sente dire alla fine del suo tirocinio in Italia inizia con: “Sei stato molto bravo e vorremmo assumerti, ma…[inserire scusa di circostanza]”. In Irlanda le persone valide vengono tenute e premiate dalle aziende, in qualsiasi campo.

C’è stato un momento in cui ti sei innamorata dell’Irlanda?

Io ho amato l’Irlanda da lontano, per i suoi paesaggi, ma soprattutto per i suoi scrittori e la sua cultura.

▷▷▷ Scopri la nostra guida su come lavorare in Irlanda! ✍

Cosa ti piace di più del vivere all’estero?

La cordialità delle persone, che riescono ad essere gentili senza risultare invadenti. E poi la vivacità culturale che si respira e, uscendo dalla città, gli spazi. L’Italia è stupenda, ma è sovrappopolata e molti degli ambienti lavorativi sono stagnanti.

Cosa pensi che serva per andare all’estero? Di quali qualità ha bisogno chi si trasferisce?

Per trovarsi in un Paese straniero serve flessibilità e apertura mentale. Sembra sciocco dirlo, ma aspettarsi di trovare le cose come erano a casa propria è l’errore in cui incorrono tutti. Per vivere felici bisogna essere in grado di mettere in dubbio le proprie conoscenze e aver voglia di imparare cose nuove.

Ripensando al tuo trasferimento all’estero, c’è qualcosa che faresti diversamente? Cosa avresti voluto sapere prima di partire?

Ripensando al mio trasferimento, avrei voluto prendere prima la decisione, con meno paure del futuro. Sarei voluta partire qualche anno prima. Inoltre, avrei voluto sapere prima che per ordinare mezza pinta di birra devi chiedere un “glass”. Avrei evitato problemi di incomprensione con il povero publican di turno.

Quale consiglio daresti al tuo io passato in procinto di lasciare l’Italia?

Parti. Preoccuparsi di non riuscire non serve a nulla.

FRANCESCO

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Come sei arrivato all’estero? E cosa facevi prima?

Svolgevo lavori che non mi interessavano e mal pagati. Ho deciso così di venire a Cork con un amico per cercare alternative.

Perché hai deciso di vivere un’esperienza all’estero?

Non ero contento delle prospettive che avevo in Italia.

Quali sono le differenze tra il lavorare in Italia e all’estero?

In Irlanda esiste la meritocrazia, in Italia no.

C’è stato un momento in cui ti sei innamorato dell’Irlanda?

No.

Cosa ti piace di più del vivere all’estero?

Mi piace vivere in una città multiculturale. Non tornerei in Italia per la politica, per gli stipendi e per la mentalità.

Cosa pensi che serva per andare all’estero? Di quali qualità ha bisogno chi si trasferisce?

Buona volontà, spirito di adattamento, ambizione.

Ripensando al tuo trasferimento all’estero, c’è qualcosa che faresti diversamente? Cosa avresti voluto sapere prima di partire?

In realtà no. Rifarei tutto allo stesso modo, forse sarei dovuto partire ancora prima.

Quale consiglio daresti al tuo io passato in procinto di lasciare l’Italia?

Fallo e basta. Hai tutto da guadagnarci sotto tutti i punti di vista, eccetto il clima e il cibo.

ENRICO

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Come sei arrivato in Irlanda? E cosa facevi prima?

Dublino è stata la mia prima tappa. Prima della partenza facevo il servizio militare nel Centro Addestramento Alpino ad Aosta.

Perché hai deciso di vivere un’esperienza all’estero?

Per crescere come uomo, perché sono curioso, per ambizione, per amore, per vivere in libertà. Ero troppo giovane per avere altri motivi.

Quali sono le differenze tra il lavorare in Italia e all’estero?

Dove andare a vivere in Irlanda? Leggi la nostra guida per trasferirsi a Dublino ☜☜

Non ho lavorato molto in Italia, a parte vendere prodotti porta a porta (ottima palestra di vita), prima di ricevere la “cartolina militare”. All’estero ho vissuto la mia crescita professionale. In Irlanda e nel Regno Unito ho potuto concretizzare l’obiettivo che mi ero prefissato. Il semplice fatto di poter “concretizzare” è la differenza più grande tra l’Irlanda/Regno Unito e l’Italia di oggi.

C’è stato un momento in cui ti sei innamorato dell’Irlanda?

Quando sono arrivato a Dublino nel 2001 avevo gli occhi di un ragazzino curioso e dopo pochi mesi ho detto a mia madre: “Mamma, mi sa che mi fermo almeno un anno.” Ne sono passati 15 di anni nel frattempo. E’ stato facile innamorarsi del popolo Irish.

Cosa ti piace di più del vivere all’estero?

L’Irlanda è diventata la mia casa tanti anni fa. Forse in passato avrei escluso il rientro in Italia, ora con l’apertura degli uffici a Milano, Firenze e Cagliari spero di passarci più tempo per lavoro, ma anche con la famiglia e gli amici. Non mi definisco un italiano all’estero che snobba e/o critica l’Italia, semplicemente sono partito per fare un’esperienza di vita e, per vicissitudini varie, non sono più rientrato… a parte per le vacanze.

Cosa pensi che serva per andare all’estero? Di quali qualità ha bisogno chi si trasferisce?

L’ambizione (e non solo purtroppo la necessità di partire), la flessibilità e tanta grinta/energia. Do per scontato lo spirito di adattamento. Chi parte con un buon inglese ed esperienze professionali rilevanti (es. ingegnere informatico) e aggiunge gli ingredienti che ho menzionato qui sopra, parte alla grande, altrimenti bisogna avere pazienza e iniziare dal settore ristorativo o dai call-center.

Ripensando al tuo trasferimento all’estero, c’è qualcosa che faresti diversamente? Cosa avresti voluto sapere prima di partire?

Sono partito per Dublino piuttosto giovane e mi reputo fortunato ad essere partito a 20 anni. Ripensandoci però, un livello più alto d’inglese (ero messo male quando sono arrivato) mi avrebbe evitato di perdermi la prima notte a Dublino.

Quale consiglio daresti al tuo io passato in procinto di lasciare l’Italia?

Analizza il tuo potenziale, parti preparato, fai i bagagli e vai, e naturalmente contatta EazyCity…l’ultimo consiglio non poteva mancare!

Il sito di EazyCity: www.eazycity.com

A cura di Nicole Cascione