Fare impresa alle Isole Canarie

A cura di Enza Petruzziello

Un giovane professionista che ha fatto della tecnologia il suo percorso lavorativo. Una società che è cresciuta negli anni e che ora può considerarsi una piccola Silicon Valley delle Canarie. Sono questi gli ingredienti del successo di Code Island, software factory situata nel Parco Tecnologico dell’Università di Las Palmas di Gran Canaria, nel meraviglioso arcipelago spagnolo. Guidata da Alessandro Sasia, Code Island è composta da ingegneri del software che lavorano per la realizzazione di applicazioni in ambito web e mobile. Qui si commissionano anche analisi e studi di interfaccia utente (più nota come User Interface o UI) ed esperienza d’uso (più nota come User Experience o UX).

Laureato in Ingegneria al Politecnico di Torino, Alessandro Sasia ha fatto dell’innovazione la sua arma vincente. Dopo la laurea, collabora inizialmente con diverse società multinazionali del settore industriale e manifatturiero, per poi focalizzare la sua esperienza professionale nell’ambito dell’ICT, dove ricopre incarichi dirigenziali soprattutto nel coordinamento di aree di sviluppo software e delivery. Nel 2009 fonda FactoryMind che attualmente amministra come presidente del CDA. Nata come fabbrica di terziarizzazione del Gruppo 24Ore – per il quale realizzano software verticali, applicazioni web e mobile -, la compagine FactoryMind subisce in poco tempo un notevole incremento di attività andando a collaborare con altri gruppi di stampo industriale. Ad oggi la compagine è composta da software architect e ingegneri del software con un volume di affari di oltre un milione di euro all’anno sempre crescente.

L’attività principale consiste nella reingegnerizzazione di applicazioni presenti già sul mercato ma tecnologicamente un po’ datate. In questo caso si interviene andando ad ammodernare il codice, rivedere l’architettura, rifare le interfacce. Laddove questo ammodernamento non fosse possibile, si interviene nella riscrittura totale dell’applicazione. Altro ambito di specializzazione è la realizzazione di applicazioni mobile e consulenze mirate di natura tecnologica per svolgere interventi di audit o semplice evangelizzazione su clienti di stampo enterprise.

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Ed è proprio all’interno di FactoryMind che nasce e opera Code Island, polo tecnologico all’avanguardia delle Canarie. Mission della società è creare strumenti e servizi progettati per superare la sfida più grande che ogni azienda oggi deve affrontare: l’innovazione. Perché proprio Gran Canaria? «Per un mix vincente tra eccellenza delle infrastrutture, stabilità del quadro politico, competitività della forza lavoro e contenimento degli oneri fiscali», spiega il suo CEO Alessandro Sasia.

Dottor Sasia, di cosa si occupa nello specifico Code Island?

«Code Island SL è una software factory che opera tipicamente realizzando applicazioni conto terzi di fascia enterprise ovvero rivolte ad una clientela con esigenze elevate in termini di scalabilità, sicurezza, prestazioni e qualità dell’applicazione. Guidiamo le aziende nella trasformazione digitale supportandole attraverso tecnologie innovative e ottimizzando la gestione dell’intera infrastruttura Cloud».

Qual è la vostra strategia di business?

«Code Island opera a stretto contatto con alcuni selezionati partner europei coi quali collaboriamo per lo sviluppo di progetti di digitalizzazione in mercati che spaziano dalla Manifattura all’Editoria, dal Retail all’Engineering & Construction, dalla Logistica al Fashion. Con i nostri partner abbiamo quindi creato un team multidisciplinare composto da oltre 50 professionisti, tra cui designer, progettisti, analisti, software architect, project manager e sviluppatori con sedi operative in Italia (a Trento e Cesena) e, grazie a Code Island, ora anche in Gran Canaria (Las Palmas).

Perché avete scelto Gran Canaria?

«Per scelte strategiche e industriali: avevamo la necessità di creare una software factory formata da progettisti e sviluppatori in grado di operare in un contesto multinazionale, in quello che viene definito “processo di sviluppo software in gruppi di lavoro complessi”. Abbiamo quindi analizzato diverse opzioni e territori nella Comunità Europea, ma alla fine abbiamo scelto le Isole Canarie per un mix vincente tra eccellenza delle infrastrutture, stabilità del quadro politico, competitività della forza lavoro e contenimento degli oneri fiscali. In particolare la nostra scelta è caduta su Gran Canaria per la presenza di un polo universitario d’eccellenza (“Universidad de Las Palmas de Gran Canaria”) che sta si sta distinguendo per la qualità dei laureati che sta formando e per uno specifico piano di investimento in ricerca e sviluppo – nelle tecnologie digitali in primis – che sta attuando anche con importanti sinergie col mondo industriale di cui facciamo parte».

Da chi è stato supportato nelle scelte strategiche e nelle successive fasi per la realizzazione del progetto?

«Sin dai primi passi siamo stati supportati da InfoCanarie Promotion and Consulting SL che di fatto ha agito verso di noi come un “Global Service Provider”. Il mio personale ringraziamento va a Fabio Chinellato e alla sua collaboratrice “in loco” Patrizia Coin che, partendo dall’analisi delle nostre esigenze, hanno saputo guidarci “passo passo” in tutto il processo di creazione e avvio della società. In particolare Fabio e Patrizia hanno agito con esperienza e maestria nel creare tutti i presupporti necessari per avviare, in tempi record, collaborazioni efficaci con Enti ed Istituzioni Locali, Università e Parchi Tecnologici».

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Come siete stati accolti dall’isola?

«Accoglienza davvero esemplare sia sotto il profilo professionale che personale. I vari interlocutori con cui abbiamo interagito ci hanno sempre agevolati nel fornirci le informazioni di cui avevamo bisogno per realizzare il nostro progetto imprenditoriale, aiutandoci a superare quegli ostacoli che inevitabilmente bisogna affrontare quando si “parte da zero” all’estero. Sono stato anche molto colpito dall’ospitalità della popolazione dell’isola che ha reso piacevole una missione di lavoro che spesso si è trasformata in occasione di svago e arricchimento culturale».

Ci sono quindi prospettive occupazionali per i tanti giovani, anche italiani, che stentano a trovare lavoro?

«Personalmente ritengo che giovani preparati e motivati possano trovare buone prospettive occupazionali anche in Italia soprattutto per ruoli tecnico-scientifici, ma alla base ci deve essere una buona preparazione di base – meglio se di tipo accademico – e la disponibilità a spostarsi laddove il lavoro effettivamente c’è. A Trento siamo riusciti a creare una realtà che, nel giro di 10 anni, è stata in grado di assumere oltre 25 giovani con età media sotto i 30 anni. La volontà è quella di replicare questa esperienza alle Canarie ove il business nell’ambito dei servizi digitali è in forte crescita».

Quali sono i progetti per il futuro di Code Island?

«Nel breve termine l’obiettivo è quello di rendere la società pienamente produttiva all’interno dei processi di realizzazione dei molti progetti industriali che abbiamo in essere con le nostre strutture in Italia; successivamente vorremmo ampliare le attività con una clientela “locale” (Canarie e Spagna) oltre a partecipare a progetti di ricerca con l’Università di Las Palmas e con le società ad essa collegate».