Rachele – Sono partita per Dublino pensando a un’esperienza temporanea ma sono qui da 6 anni
Rachele, originaria di Milano, è partita per Dublino convinta che quella sarebbe stata una breve esperienza in cui mettersi alla prova e crescere in ogni senso del termine. Invece, è lì da 6 anni.
Tutto è cominciato quando un’amica, che già abitava a Dublino da qualche mese, le ha chiesto se fosse interessata a un trasferimento lì, visto che la compagnia per cui lavorava stava assumendo.
Per diversi anni Rachele ha lavorato in una multinazionale, arrivando a coordinare prima il mercato italiano e poi quello Regno Unito-Irlanda, e, poiché in quel periodo era in cerca proprio di cambiamenti, ha accettato la proposta dell’amica. I dubbi e le paure c’erano ma Rachele si è lanciata e ora lavora per una compagnia assicurativa con un contratto totalmente da remoto, che le permette di avere la massima flessibilità e di tornare per brevi periodi in Italia.
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Quando Rachele è arrivata a Dublino si è sentita come frastornata, elettrizata e spaventata al tempo stesso. Quella, poi, era la sua prima esperienza all’estero e la prima in cui avrebbe vissuto da sola. Pochi mesi dopo il suo arrivo in città è scoppiata la pandemia da Covid-19, che l’ha costretta a a vivere in isolamento in casa e a preoccuparsi per i propri cari in Italia.
Tuttavia, Rachele si è sentita accolta e protetta in città, tanto che, una volta passata l’emergenza Covid, ha deciso di restare.
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Ci sono tante cose che Rachele avrebbe voluto sapere prima di partire ma, se potesse sceglierne una, sarebbe un vocabolario che spiega tutti i modi e contesti in cui è possibile utilizzare la parola “grand”. Questa può significare che va tutto bene ma anche che oggi è stata la giornata peggiore del mondo. La differenza sta tutta in un semitono e confondersi è facile.
Non appena arrivata nella capitale irlandese, Rachele ha soggiornato in un albergo per una settimana. Questa soluzione le era stata data dalla compagnia per cui avrebbe lavorato, come aiuto nel trasferimento dall’Italia. Dopo, Rachele ha vissuto per qualche giorno in un Airbnb e, nel frattempo, scriveva in continuazione annunci di ricerca di una stanza e andava a vederne una dopo l’altra.
A un certo punto, Rachele ha trovato la prima sistemazione in una casa alquanto vecchia e in periferia, in condivisione con tre ragazzi irlandesi, che l’hanno accolta calorosamente sin da subito e che si sono potuti gustare una vera carbonara.
L’accoglienza ricevuta dalle persone del posto è ciò che forse ha conquistato definitivamente Rachele. All’arrivo il suo inglese era poco più che scolastico ma, nonostante questo, i locals l’hanno sempre ascoltata con pazienza e aiutata con la lingua.
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Per entrare in contatto con le persone non serve conoscere la grammatica a menadito ma buttarsi e, anche se si ha paura di sbagliare o di pronunciare male una parola, entrare nelle conversazioni.
Le vite degli abitanti di Dublino sono più rilassate rispetto a quelle dei milanesi. L’equilibrio tra lavoro e vita privata viene preso molto sul serio e alle 17 i computer vengono spenti, per poter dedicare la serata alla famiglia, agli amici o a sé stessi.
La vera differenza però la fa una struttura sociale in cui la tua professione non è il tuo biglietto da visita. Chi sei viene sempre prima del lavoro che fai.
Rachele, che ormai vive in città da 6 anni, ha trovato la sua stabilità. Nel primo periodo, la sua vita era scandita da un entusiasmo travolgente che con il tempo ha lasciato spazio alla routine, ma non è una cosa negativa. Dato che Rachele lavora da casa evita il pendolarismo e si siede davanti al computer molto presto, così da avere mezza giornata libera, una volta finito il lavoro, per dedicarsi alle sue passioni.
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Nel fine settimana Rachele non rinuncia al rito della pinta al bar, dove ascoltare della musica dal vivo e godere dell’autentica atmosfera irlandese. Dublino è una città cosmopolita, con molto da offrire, e lei adora esplorarla e provare cucine provenienti dai quattro angoli del mondo.

A chi vorrebbe trasferirsi a Dublino, Rachele consiglia di non sottovalutare la crisi degli alloggi. All’inizio è necessario avere un buon budget per pagarsi soggiorni, anche piuttosto lunghi, in ostello/albergo/Airbnb, fino a quando non avrete trovato una stanza o un appartamento in cui vivere stabilmente.
Un altro suggerimento che Rachele si sente di dare è quello di partire con la mentalità aperta. Dublino non è la classica metropoli europea dalla vita frenetica, dove tutto funziona efficacemente, ma è una sorta di grande paese ed è necessario accettarne i tempi.
Infine, se è vero che a Dublino può piovere molto, Rachele consiglia di non farsi scoraggiare dal clima. Il trucco è comprare una buona giacca a vento ed evitare l’ombrello, che in città nessuno usa per via del vento, perché se una persona aspetta che smetta di piovere per uscire, rischia di rimanere in casa per giorni!
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A chi, invece, vorrebbe andarci in vacanza, Rachele dice di evitare i mesi da novembre a febbraio. Questo periodo è caratterizzato da giornate molto corte, freddo e meteo instabile. Un altro suggerimento è quello di non limitarsi a visitare solo Dublino ma di esplorare anche la zona circostante. Per esempio, a pochi minuti di auto o treno dalla città ci sono il mare scintillante, campi sterminati e percorsi di hiking.

Vivere a Dublino ha permesso a Rachele d’imparare che non tutto è una corsa contro il tempo e che il modo di vivere frenetico di Milano non è l’unica opzione possibile. Dublino insegna che la qualità della vita non si misura nei traguardi raggiunti in fretta ma nella capacità di respirare, osservare il cielo e saper dire “it’ll be grand”, anche quando le cose non vanno esattamente come previsto.
Al momento, Rachele è pronta a scoprire quello che la vita a Dublino ha ancora da offrirle, anche se non esclude un ritorno in Italia, un giorno, perché le radici sono sempre un forte richiamo.
Per seguire e contattare Rachele:
Instagram: Rachele.esse
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