La piadina invade il sud della Francia

Di Enza Petruzziello

Expat da ben 13 anni, food trucker da un anno e mezzo. Patrizia Munzone, giovane e zelante siciliana, ha scelto la Francia per la sua nuova avventura professionale e di vita. Ad Arles, un anno e mezzo fa, ha aperto il suo “Seltz et Limone Food truck” con il marito Nicolas, originario di Nimes. Insieme condividono l’amore e il lavoro. Girano in lungo e largo per la costa francese con il loro furgoncino pieno di bontà gastronomiche, rigorosamente made in Italy. Partecipano ad eventi, festival, manifestazioni proponendo la vera cucina italiana, sopratutto piadine e pasta.

Originaria di Catania, Patrizia cerca naturalmente di far conoscere anche le specialità culinarie delle sue parti, e che specialità! Pasta alla norma, arancini, parmigiana e chi più ne ha più ne metta. Partita dalla Sicilia tredici anni fa, prima di trasferirsi ad Arles ha vissuto a Dublino e Barcellona. Ha viaggiato molto in Sud America, Asia, Europa in genere. Tutto questo con il suo Nicolas che conosce durante una vacanza a Barcellona.

È qui che Cupido scocca la sua freccia. «Ci siamo sposati nel 2004 e abbiamo vissuto 2 anni a Catania, poi siamo andati a vivere a Dublino per 3 anni. Il tempo nella capitale irlandese non faceva per me, così siamo andati a vivere a Barcellona, dove siamo rimasti per 6 anni. Nel frattempo abbiamo viaggiato, zaino in spalla, per 6 mesi in sud America, dal Messico all’Argentina e altri 6 mesi in Asia, 3 mesi in America Centrale (in periodi diversi), e piccoli viaggi in Europa, Turchia, e nord Africa».

Patrizia Munzone

Patrizia perché tu e Nicolas avete lasciato la Sicilia? Come mai questa scelta di trasferirti all’estero?

«È stata la voglia di conoscere, di vedere altri posti, di imparare lingue e culture diverse che ci ha portato via dall’Italia. Per Nicolas già vivere in Italia è stato un cambiamento, essendo francese. Per me il cambiamento è iniziato quando sono andata via dalla Sicilia e mi sono trasferita a Dublino».

Insieme avete vissuto prima a Dublino e poi Barcellona, due città molto diverse tra loro: una nordica, l’altra mediterranea e più vicina anche culturalmente all’Italia. Che esperienze sono state?

«Sono state entrambe delle bellissime esperienze che ci hanno insegnato cose diverse e lasciato molti bei ricordi. Quando siamo arrivati a Dublino eravamo ancora giovani e con tanti sogni, tutto ci sembrava nuovo, ogni giorno era diverso ed eravamo pronti a tutto pur di poter restare a vivere lì. Infatti siamo rimasti tre anni e abbiamo cambiato tanti lavori. A Dublino ho cominciato a lavorare nei ristoranti, prima in un fast food, facevo burger e patatine fritte! Poi ho iniziato in un ristorante italiano, inizialmente come lavapiatti, la gavetta si deve pur fare, e poi sono passata al ruolo di chef de partie. Sono rimasta un anno in quel ristorante, ho imparato tante cose e conosciuto tanta bella gente, una meravigliosa esperienza. Purtroppo il tempo piovoso e grigio ci ha demoralizzato e portato a cambiare destinazione.

Barcellona è stata un’esperienza più matura e duratura, siamo rimasti 6 anni e abbiamo anche creduto di poterci vivere per sempre. Ma non è stato così, nonostante l’amore per questa città, la voglia di cambiare e di fare altre esperienze è stata più forte. Qui non ho mai lavorato nella ristorazione, ho fatto altro, sopratutto lavori nei call center. Altre esperienze e altro tipo di gente conosciuta».

Nel 2015 la decisione di trasferirvi ad Arles. Conoscevate già la città oppure avete fatto un salto nel buio?

«Conoscevo già la Francia, ci ho passato parecchio tempo dal momento che mio marito è francese. Arles non la conoscevamo ma avevamo un’amica che ci viveva e un giorno andandola a trovare abbiamo deciso di viverci. Arles è una piccola città e forse stanchi delle metropoli abbiamo scelto di abitare in un posto più tranquillo. Tutto è a portata di uomo, si può tranquillamente girare in bicicletta e lo stress è molto inferiore rispetto alla vita in una grande città».

patrizia munzone food truck

Come sono stati gli inizi ad Arles e come si vive qui? Penso al costo e alla qualità della vita, ai servizi ecc.

«Vivere qui all’inizio è stato perfetto, tutto era più accessibile, niente metro o mezzi di trasporto, solo bicicletta per poter andare nel centro città. Meno caos, meno negozi, meno gente e meno stress. Il costo della vita non è eccessivo, non ci sono parecchi posti dove uscire la sera, almeno non come a Barcellona e Dublino, ma siamo nel sud della Francia dunque il tempo è mite e il mare non è molto lontano. Certo, con il tempo la piccola città comincia a starmi stretta…».

I food truck rappresentano la nuova frontiera per quanto riguarda il “cibo da strada”. Sono sempre di più gli eventi, le fiere e le sagre animati da questi furgoncini che offrono la possibilità di gustare panini gourmet, specialità regionali, delizie etniche e molto altro ancora. Quando e come nasce l’idea di aprire il “Seltz et Limone Food truck”?

«Un anno e mezzo fa abbiamo deciso di aprire un food truck. L’idea di avere un nostro ristorantino era nell’aria già da tanto, ma non sapevamo dove aprirlo, per via dei nostri spostamenti frequenti. Il camioncino ci ha convinto perché in realtà non ha un posto fisso, ci spostiamo ogni giorno e siamo sempre con lo zaino pronto. A volte partiamo due/tre giorni per festival o eventi e questo ci permette di annoiarci di meno, almeno non ne abbiamo il tempo. Lavorare e viaggiare può essere affascinante ma anche molto stancante, a volte partiamo alle 4 del mattino e ritorniamo a casa a mezzanotte, e siamo sempre in strada, col freddo, vento o caldo pazzesco. Tante ore di lavoro e tanto impegno, niente a che vedere con i lavori che abbiamo svolto in precedenza. Oltre al lavoro di ristorazione dietro c’e anche un lavoro di ricerca, di pubblicità, siamo sempre in contatto con qualcuno, facciamo tanti preventivi per compleanni, matrimoni feste private. Partecipiamo ad eventi a pagamento dove però non sappiamo il guadagno che avremo..è vero il food truck sta diventando sempre più di moda, ma appunto spesso viene visto come un’attrazione e ci si dimentica che dentro c’è gente che ci lavora e ci vive».

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Parlaci del “Seltz et Limone Food truck”. Come si compone e che tipo di cucina offrite ai vostri clienti?

«Seltz et limone è un camioncino verde che prende il nome dalla tipica bevanda siciliana “seltz e limone” composta da limone acqua seltz e sale. Offriamo una cucina fresca e fatta in casa. Usiamo prodotti di stagione e le nostre farine sono bio. La nostra specialità è la piadina romagnola fatta da noi ogni giorno, i salumi e formaggi sono italiani e proponiamo circa 6 tipi di piadine al giorno. Inoltre abbiamo anche taglieri di salumi e formaggi, insalate e piatti del giorno, sopratutto pasta fresca e lasagne. Per finire i tipici dolci italiani, tiramisù e panna cotta, tutti realizzati in casa. Cerchiamo di usare prodotti freschi, le verdure sono di stagione e adesso stiamo cercando di usare prodotti biologici. Le nostre farine per esempio sono bio e locali, le verdure ci stiamo lavorando, alcune vengono dal nostro piccolo giardino dove coltiviamo pomodori, insalate, zucche e tutto quello che ci riesce far crescere!!».

Come hai detto tra le vostre specialità ci sono la piadina e la pasta, che preparate rigorosamente a mano. Ma appena puoi proponi anche piatti della cucina tradizionale siciliana. Chi ti ha trasmesso la passione per la cucina?

«Mi é sempre piaciuto cucinare così come mangiare, fin da piccola amavo sperimentare e inventare nuovi piatti. Quando ho lavorato a Dublino come chef de partie, ho capito che mi piaceva fare questo mestiere, non era noioso e dava molto spazio alla creatività. Quando posso, dipende anche dagli eventi, propongo specialità della cucina siciliana, come arancini, caponatina e cannoli, e poi i classici, parmigiana, bruschetta, caprese. Veniamo chiamati anche per eventi privati come compleanni e matrimoni ed è qui che posso sbizzarrirmi con tante buone ricette, proponendo menu a buffet vari e tipici».

Nel vostro furgoncino verde accogliete ogni giorno tantissimi clienti. Quali sono i piatti più apprezzati? E che rapporto c’è con chi viene a mangiare i vostri piatti.

«Non è sempre facile portare una cucina che non è quella del posto, la piadina qui non è molto conosciuta, nella zona siamo il solo food truck a proporla. Attiriamo la gente più curiosa, quella che vuole provare che ha voglia di cambiare, ma ancora molti restano scettici e preferiscono non allontanarsi dal burger e patatine fritte!! Quelli che provano la nostra piadina non si aspettano di mangiare un prodotto così fresco, e ritornano sempre a farci i complimenti. Abbiamo anche molti clienti italiani, cha hanno voglia di mangiare i loro piatti e i loro prodotti. Accogliamo sempre i nostri clienti col sorriso e spieghiamo a tutti che cosa é la piadina, da dove viene e come é preparata. Molti non sanno neanche cosa mangiano, pensano che sia una pizza, un wrap, un burrito…non hanno mai visto una piadina, ma ci provano e sono sempre soddisfatti».

Sempre in giro per eventi, manifestazioni e festival in lungo e largo per la costa francese. Raccontaci una tua giornata tipo.

«Dipende da quanto lontano andiamo e dal tipo di evento a cui partecipiamo. Normalmente in settimana lavoriamo per la pausa pranzo, abbiamo dei posti davanti ad aziende e scuole. In questo caso ci svegliamo per le 8, carichiamo il camion con tutta la preparazione – che di solito cuciniamo il giorno precedente – e partiamo per il posto del giorno. Ci installiamo e cominciamo a tagliare i salumi, formaggi le verdure, mettiamo l’acqua della pasta, se quel giorno è nel menù, e poi stiriamo le piadine e iniziamo a cuocerle. Le prepariamo un po’ prima del servizio, non possiamo farle al momento come in Italia, lo spazio in un camion è limitato e la gente non vuole aspettare tanto tempo. Il servizio varia, ma normalmente va dalle 12 alle 15. Infine sistemiamo, puliamo tutto il camion e torniamo a casa, pronti a rifare la preparazione per il giorno successivo! Se invece partecipiamo a un festival o un evento musicale, come spesso accade in estate, la nostra giornata cambia orari, solitamente il servizio inizia alle 18 e può durare anche fino alle 2 di notte».

In Italia spesso a porre un freno alle ambizioni dei giovani è una burocrazia farraginosa e lenta, oltre naturalmente ai costi. È stato difficile aprire un’attività del genere in Francia? Penso agli aspetti burocratici e naturalmente economici.

«Aprire la nostra attività non è stato per niente difficile, non so in Italia come sarebbe stato, ma qui è stato abbastanza veloce. Forse ci abbiamo messo un po’ più del previsto, trovare il camion non è stato facile, ci è voluto qualche mese, poi lo abbiamo messo a norma con gas, elettricità e tutto il materiale necessario per una cucina. Abbiamo anche partecipato a dei corsi organizzati dalla camera di commercio, non avendo mai avuto un’attività abbiamo preferito essere informati prima sulla gestione, contabilità ecc. I costi non sono stati eccessivi, nella media per un’attività del genere. Oltre all’assicurazione del veicolo ci vuole un’assicurazione civile, ma qui le assicurazioni non sono per niente care, molto meno comunque dell’Italia. La cosa più difficile è trovare i posti e gli eventi, questo è un lavoro costante, si è sempre alla ricerca di un festival, un mercato, una mostra. In Francia diciamo che il “food truck” sta diventando di moda e oramai anche nei matrimoni sono presenti, ma la scelta è vasta, qui nel sud siamo in parecchi, c’è tanta concorrenza e devi cercare di distinguerti dagli altri».

E con la vostra piadina siamo certi che ci riuscirete. Sei andata via dall’Italia tanti anni fa. Come è cambiata la tua vita da quando sei partita?

«La mia vita non è cambiata perché sono andata via dall’Italia, è cambiata perché sono cresciuta. Non ho mai pensato di poter vivere sempre in Italia, fin da giovane volevo andarmene, fare nuove esperienze e imparare nuove lingue e culture. Ed è quello che ho fatto!».

Ti manca l’Italia e ci torneresti?

«Non mi manca. Può sembrare strano, ma sto bene dove sono. Torno comunque spesso in Italia, non solo in Sicilia a trovare la mia famiglia ma anche in vacanza, quest’estate sono stata appunto in Emilia Romagna. Trovo che l’Italia sia un bel posto per fare i turisti, ci vado volentieri, ma per viverci non ci tornerei più».

Progetti o sogni per il futuro?

«Ho sempre un progetto in testa, vorrei aprire un locale, un alimentari italiano. L’idea c’è ma il luogo ancora no! Non so se Arles sia la città giusta per questo tipo di negozio, dunque per adesso resta solo un progetto».

Per contattare Patrizia potete scriverle una Email a:

seltzetlimone@outlook.fr

Questa la pagina Facebook del Seltz et Limone Food truck:

www.facebook.com/seltzetlimone/.

Questo il sito internet :

https://seltzetlimone-56.webself.net/