Paolo e Barbara: i loro primi 6 anni in Sudafrica tra Covid e speranze

Di Enza Petruzziello

Li avevamo lasciati qualche anno fa alle prese con la loro nuovissima Guest House “Kaia Tani” in Sudafrica. Li ritroviamo oggi, sempre lì, sempre impegnati nella gestione della loro struttura ricettiva a Phalaborwa, piccola cittadina della provincia del Limpopo.

Paolo Croce e sua moglie Barbara tracciano insieme a noi di Voglio Vivere Così un bilancio di questi primi 6 anni in Sudafrica. Dopo un periodo non facile per colpa del Covid, adesso da circa un anno le cose sembrano nettamente migliorate.

«Questo ci dà speranza – dicono – ma, lavorando per circa il 75% con l’Italia, commercialmente parlando, abbiamo e stiamo tutt’ora passando un periodo da “incubo”». Un periodo che si spera passi in fretta e che, già a partire da questa estate, le cose tornino alla normalità.

Paolo e Katia: così accogliamo i turisti in Sudafrica dopo il Covid

Ecco cosa ci hanno raccontato.

Paolo, Barbara quando vi abbiamo intervistati la prima volta eravate alle prese non solo con l’apertura della vostra Guest House Kaia Tani” in Sudafrica, ma anche con la vostra nuova vita. Un bilancio di questi primi 6 anni in Sudafrica da un punto di vista personale e professionale?

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Barbara: «Da parte mia, ho iniziato realmente una nuova vita che chiamo la mia seconda vita! Mi sono da subito sentita a casa in Sudafrica. Fin da quando venni per la prima volta per visitare questo stupendo Paese. Stiamo parlando ormai di 9 anni fa. Vivendo qui, si impara a non dare importanza ad alcune cose “superflue”, tipo l’abbigliamento firmato (senza dimenticarsi il “saper vestire” che distingue gli italiani nel mondo), le macchine di lusso, i ristoranti da 5 stelle. Questo, alla fine, ti fa vivere in un modo più semplice apprezzando anche le piccole cose che la vita ti offre. Se poi hai la possibilità di fare un lavoro che ami, cosa chiedere di più? Siamo diventati guide certificate per il Parco Nazionale Kruger e per le regioni del Limpopo e Mpumalanga. Io, che adoro chiacchierare, mi dedico alle gite “sociali” come il Township Tour dove porto i miei ospiti a visitare le township ed i villaggi intorno a Phalaborwa ma con il massimo rispetto dei locali. Il giro è stato studiato da me quindi non si incontrano altri turisti. Sono luoghi che ormai vivo per la maggiore, soprattutto durante il mio tempo libero e li conosco molto bene. Paolo porta invece gli ospiti al parco per i safari ed in altre gite dove si rimane a contatto con la natura come, per esempio, al Blyde River Canyon: il terzo canyon più grande al mondo».

Paolo: «Semplifico dicendo: “Happy wife, happy live!!!”. A parte questo, anche se comunque consiglio agli uomini di seguire questa regola fondamentale, io amo gli animali e la fotografia. Avere il Kruger come parco sotto casa non ha prezzo. Siamo a 2 minuti dal gate quindi, anche se ho solo 2-3 ore libere, prendo la macchina fotografica e vado a trovare i miei animali. Quando sono con gli ospiti, spiego loro i comportamenti degli “abitanti del Kruger” così da far capire come mai hanno certi atteggiamenti. Mostro e spiego come distinguere le impronte, le feci, i suoni così da facilitare la ricerca degli animali. In questo modo diventiamo tutti delle “guide” ed insieme collaboriamo per individuarli. Vorrei solo specificare che le gite menzionate da Barbara sono per far capire come ci siamo “organizzati” noi 2, in base a quello che personalmente ci piace di più, ma ne abbiamo un’infinità di attività da proporre ai nostri ospiti».

Guest House “Kaia Tani” in Sudafrica

Insignita per ben 6 volte consecutive del prestigioso “Certificato di eccellenza” del portale TripAvisor, la vostra Guest House unisce l’ospitalità italiana all’anima africana. Avete cambiato qualcosa oppure la pensione è rimasta la stessa?

«Abbiamo creato una camera in più e costruito la nuova reception con un ufficio extra, oltre a svolgere numerose manutenzioni per rinnovare e migliorare la struttura. Come servizi a favore dell’ospite, abbiamo creato una carta dei vini rigorosamente sudafricani e già selezionati precedentemente da noi. Per non rovinare la loro qualità, li conserviamo alla corretta temperatura in una apposita vetrinetta refrigerata. Abbiamo aggiunto ad ogni camera un frigorifero; abbiamo ampliato la scelta per il breakfast a buffet (oltre quello a caldo che prepariamo al momento dell’ordinazione); cambiato tutte le TV nelle camere; coperta l’intera guest house da un ottimo segnale wifi e, ovviamente, gratuito; abbiamo cambiato le prese della corrente nelle camere così da rendere disponibile una ricarica USB con il semplice cavo e senza trasformatore; diamo a tutte le camere degli adattatori perché quelli universali non coprono i nostri tipi di attacchi della corrente. Le jeep sono di nostra proprietà ed inoltre, essendo guide, siamo molto più elastici per la prenotazione delle attività, e abbiamo preso accordi anche per un’azienda specializzata per i transfer. Chi non vuole noleggiare la macchina, possiamo prenotare (o possono farlo i nostri ospiti direttamente) un transfer da Johannesburg a noi. Usando il link affiliato, oltre ad essere portati fino al Kaia Tani, ricevono uno sconto sul prezzo del servizio. Ci siamo organizzati anche con dei pacchetti già pronti ed offerte per chi non vuole dedicare tempo all’organizzazione del viaggio, ma desidera essere accompagnato per tutta la vacanza da guide italiane. Insomma, cerchiamo di “coccolare” sempre più il nostro ospite. Ecco perché sulla nostra fattura c’è la scritta: “I nostri ospiti arrivano come clienti e ripartono come amici!”».

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Guest House “Kaia Tani” in Sudafrica

In tutti questi anni avete accolto tantissimi italiani e stranieri. Che tipo di emozioni vi hanno lasciato? E com’è il rapporto con i vostri ospiti?

«Da pazzi, decidemmo questo cambiamento di vita mentre eravamo in grado di “farfugliare” poche frasi in inglese. Ora che possiamo comunicare liberamente con le persone che arrivano da tutto il mondo, è una sensazione unica. Soprattutto per me (Barbara ndr.) che amo socializzare e chiacchierare con persone con esperienze ed abitudini diverse dalle mie!».

Inevitabile una domanda sul Covid. Gli ultimi 2 anni non sono stati semplici, soprattutto per il settore turistico e alberghiero. Come è andata a voi?

«Tanto per parlare liberamente… un disastro!!! Incominciamo solo ora ad avere copiose prenotazioni dagli italiani e dal resto del mondo. Abbiamo quindi passato 2 anni dove si lottava per poter coprire almeno i costi fissi. Penso che sia stato il momento più stressante della nostra vita.

Paolo: «Sono un libero professionista da ormai quasi 40 anni, ma è la prima volta che mi sono trovato con le spalle al muro e senza soluzioni per combattere la mancanza di lavoro. Siamo passati dall’avere tutto prenotato, a dover chiudere la struttura a febbraio 2020 per 6 mesi. Siamo abituati a ricevere mail di prenotazioni e non di disdette. È stato un incubo!!!».

Guest House “Kaia Tani” in Sudafrica

Com’è attualmente la situazione in Sudafrica dal punto di vista dei contagi e dei vaccini?

«A parte l’uso della mascherina e del disinfettante, è ormai 1 anno che viviamo “normalmente”! Anche con Omicron, tanto temuta in Europa, non abbiamo avuto problemi. Ma qui ricadiamo su un discorso più politico e commerciale che di salute, perché la dottoressa sudafricana che scoprì questa variante, lo disse subito che era molto contagiosa ma con sintomi non gravi. Omicron fu dichiarata come variante “nata” in Sudafrica quando invece fu semplicemente “scoperta” qui da noi. Ciò, inevitabilmente, ha portato ad altre cancellazioni. Ora il governo sudafricano permette di entrare nei confini anche con un semplice documento che dimostra di essersi sottoposti ad almeno 2 vaccinazioni senza dover più presentare un tampone negativo. Speriamo sia la volta buona che si possa ricominciare a vivere serenamente».

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In tanti vivono sentimenti contrastanti di ansia e panico al pensiero di mettersi in viaggio verso un Paese così lontano. Voi che ci vivete: è quindi tranquillo tornare a viaggiare e visitare il Sudafrica?

«Lo è sempre stato e lo è ancora oggi. Abbiamo innumerevoli prenotazioni di famiglie con bimbi anche di 3-4 anni che visitano il Paese. Tutti ci dicono che non hanno mai provato una sensazione di insicurezza. Un’altra affermazione comune da parte loro è che non pensavano di trovare un Paese così bello e vario come paesaggio oltre alla gente molto cordiale e disponibile. Insomma: viviamo in un paradiso».

Guest House Kaia Tani

In tutti questi anni avete mai avuto dei ripensamenti sul vostro trasferimento in Sudafrica?

«Assolutamente no!!! Come si fa a non “accettare” di vivere una vita serena (momenti Covid a parte!) facendo il lavoro che ti piace?».

Come sono trascorsi gli ultimi 6 anni della vostra vita, lontano dall’Italia? Ci siete ritornati qualche volta?

«Se dobbiamo pensare che sono passati già 6 anni, non ci sembra vero! Sembra ieri che eravamo in aeroporto a Milano per imbarcarci in questa nuova avventura. Riceviamo diversi inviti per andare in Italia, da parte di amici, parenti ed anche dai nostri ospiti dopo che esserci conosciuti al Kaia Tani ma, “SCUSATECI ITALIANI”, qui siamo così felici e sereni, che non riusciamo a staccarci da questa nuova casa neanche per una vacanza! L’ultima che abbiamo fatto era nel 2019, una settimana a Cape Town. Sempre in Sudafrica, certo, ma alla partenza dell’aereo per recarci là, a Barbara scesero 2 lacrime perché stava lasciando il Limpopo, la nostra regione. Vi immaginate se dovessimo prendere un aereo per l’Italia?».

Un episodio divertente che vi è capitato?

«Sicuramente ce ne sono stati diversi. Il primo, però, non si scorda mai. Arrivò in struttura una coppia ed al momento del check-in notammo che entrambi ci guardavano in modo strano. Dopo la presentazione della struttura, ci chiesero: “Ma voi avevate una gelateria a Bareggio?”. Per concludere, erano dei clienti del nostro precedente lavoro! È difficile distinguere le persone quando le rivedi al di fuori dell’ambiente in cui ti sei conosciuto… soprattutto a 8500 Km di distanza».

Qualcosa o qualcuno che vi è rimasto nel cuore?

«Facendo molte attività, viviamo quasi tutte le giornate con i nostri ospiti. Per noi in quel momento non si tratta di lavoro, ma ci sembra di essere in gita con degli amici e questa atmosfera piace tanto ai nostri ospiti e anche a noi. Certo, siamo sempre professionali fornendo tutte le informazioni inerenti all’attività che stiamo svolgendo, ma nel frattempo si ride e si scherza realmente come se stessimo facendo una gita domenicale. Pertanto ogni ospite lascia un ricordo».

Guest House “Kaia Tani” in Sudafrica

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E al contrario un avvenimento che vi ha destabilizzato?

«Per nostra fortuna, c’è stato solo un episodio ci ha spiazzato. Quando siamo diventati proprietari del Kaia Tani, il 1° luglio del 2016, tutti gli ospiti con prenotazioni da quella data in poi furono avvisati del cambio di proprietà. Nei primi giorni di agosto 2016 arriva una coppia. Dopo aver parcheggiato la macchina, la facciamo accomodare alla reception per la registrazione. Non si vollero neanche sedere e con un tono aggressivo ci dissero: “Prima di fare il check-in vogliamo sapere cosa è cambiato con la nuova gestione!”. Ci sentimmo cedere le gambe. Una volta spiegato che per il momento niente era stato modificato nella gestione e nelle attività, ci fu risposto: “Speriamo e staremo a vedere!”. Beh, come già detto in precedenza ma con una piccola modifica: “arrivarono come ‘nemici’ e ripartirono come amici».

Perché gli italiani in vacanza dovrebbero soggiornare da voi?

«Perché ci sono Barbara e Paolo. A parte gli scherzi, perché sono seguiti fin da subito. La prima nostra mail serve per pianificare insieme la vacanza e diamo subito dei prezzi così da capire se si è nel budget del richiedente o no. Con la seconda solitamente si ha già un programma quasi completamente accordato e le successive comunicazioni sono per consigli o risolvere dei dubbi che normalmente vengono alle persone che si recano a 8500 Km lontano da casa. Portiamo i nostri “amici” ospiti per mano così da apprezzare la vacanza una volta giunti in loco».

Come vedete il futuro?

«Siamo convintissimi che sarà meglio che negli anni pre-Covid. La gente ha voglia di tornare alla normalità, di viaggiare ed apprezzare tutto ciò che di bello la vita offre. Noi saremo qui per aiutarli a vivere al meglio l’intera vacanza!».

Per contattare Paolo e Barbara ecco i loro recapiti:

Indirizzo e-mail: info@kaiatani.com.

Sito internet della loro Guest House: https://kaiatani.com/.

La pagina Facebook: https://www.facebook.com/KaiaTaniGuestHouse.