Max, chef a Palma di Maiorca

Cinque spiagge, una più suggestiva delle altre, con ombrelloni e sdraio a disposizione dei turisti per otto euro il giorno.  Giardini e strade curatissimi. Intorno, colline con vari sentieri per trekking, aree pic-nic dotate di bagni chimici, cassonetti per la raccolta differenziata dei rifiuti, tavolini, panche e barbecue, a disposizione di chi vuole farsi un bell’arrosto per strada. Il clima ricorda quello della Sardegna. E le donne? Stupende, senza scendere nei particolari. I ritmi lenti, anzi lentissimi. Sacrosanta è la siesta dalle 14 alle 16 di tutti i giorni. E guai a chi non la rispetta. Questa è Peguera, un piccolo centro a venti chilometri da Palma di Maiorca, che Max, milanese, di professione cuoco, ha scelto per cambiare vita.

Peguera dove si trova Palma di Maiorca

Prima di lasciare il capoluogo lombardo, non era mai stato a Maiorca, l’isola più grande delle Baleari. Aveva visitato solo Minorca ed Ibiza. Poi, il colpo di fulmine per questa terra che definisce stupenda. Ed in particolare, per il piccolo comune, Peguera, appunto, che si trova nella provincia di Calvia, una delle realtà più ricche della Spagna e dell’ Europa, in grado di offrire molti servizi. Tipo: wifi libero in buona parte del comune, centri sportivi per tutte le tasche, piscina coperta, campi da tennis, di basket, di calcio, di golf, palestra con corsi sempre finanziati dal comune e accessibili con una tessera annuale di 50 euro.

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Gli aspetti meno conosciuti dell’isola e del piccolo centro si scopriranno in questa intervista, che Massimiliano rilascia dopo il suo pisolino.

Intanto, la domanda d’obbligo. Perché ha mollato il Belpaese?

Belpaese? Forse era tale vent’anni fa. Almeno Milano è diventata invivibile. E non alludo solo agli effetti dell’inquinamento. Per sopravvivere in quella città e in maniera decente servirebbe un reddito da 35 mila euro l’anno.Altrimenti fai fatica ad arrivare a fine mese.

A Maiorca la vita è meno cara?

Molto meno che in Italia e a Milano. I prezzi sono più bassi almeno del venti per cento. La benzina ora è ad 1,2 euro. Gli stipendi, certo, sono più bassi. Ma la qualità della vita e’ molto più alta.

Palma di Maiorca

Perché ha scelto Palma di Maiorca?

Dal punto di vista geografico è abbastanza vicina a Milano, dove, comunque, ho mantenuto le radici e dove, comunque, in caso di necessità, torno. In un’ora di volo atterro a Malpensa.

Ci ha detto che non conosceva Maiorca.

Sì, ero stato a Minorca e ad Ibiza, troppo piccole e con esigue possibilità di lavoro. Qui ho trovato un impiego da chef.

Com’è stato l’impatto con questa terra?

Arrivando a inizio stagione, l’impatto e’ ottimo, si respira aria di vacanze. Gli abitanti sono cordiali. Ho impiegato un bel po’ per abituarmi al loro saluto affettuoso. Una piacevole abitudine.

Un milanese su un’ isola. Non sarà stato semplice adattarsi!

Ho avuto un po’ di difficoltà con la lingua, ma non troppo. E’ abbastanza simile all’italiano, per cui riesci a farti quasi sempre capire.  Nel giro di tre quattro mesi parli “l’itagnolo”, un melange tra italiano e spagnolo. Dopo il primo anno, con l’aiuto della tv e magari di qualche dizionario, parli e capisci abbastanza bene lo spagnolo. L’accento italiano ti rimane, ma ho scoperto che e’ considerato sexy dalle spagnole, per cui me lo tengo volentieri.

PEGUERA, MAIORCA Palma di Maiorca

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Ci sono molti connazionali?

Abbastanza, ma non troppi. L’isola e’ più una colonia tedesca, per cui ci sono tanti tedeschi. Al secondo posto, gli inglesi. E poi tanti nord europei. E’ un’isola multietnica. E ogni tanto trovi anche qualche spagnolo. I mallorchini vivono soprattutto nelle zone centrali: Inca, Manacor, llucmajor, Santany, piccoli comuni tranquilli, dove le maggiori attività produttive sono l’agricoltura e l’allevamento.

A cosa ha dovuto rinunciare, per vivere a Maiorca?

Solo alla nebbia e alle zanzare. Quest’anno non ne ho vista una. Qui c’e quasi tutto quello che trovi a Milano: IKEA, Castorama, Leroy Merlin, centri commerciali con gli stessi negozi che si trovano in Italia. Parlo di Zara, Benetton ed altri. In più, cinema multisala, Mc Donald’s. I più nostalgici possono trovare persino gli spaghetti della Barilla, pelati e altri prodotti alimentari italiani

L’aspetto più piacevole della vita a Maiorca?

Il relax, i ritmi sono molto più lenti rispetto a quelli milanesi. Per fare un esempio, si può fare la colazione al bar solo seduti. Non si può ordinare un caffè al bancone. Ci si deve sedere e aspettare la cameriera, che arriva con un sorriso e un saluto. Poi si potrà gustare brioche e cappuccino. La siesta dalle 14 alle 16 é sacra. Guai a chi scoccia in quelle due ore. Non esiste quasi il traffico, i semafori a Palma sono quasi tutti sincronizzati. Per questo, non sei mai  costretto a stare fermo per tanto tempo con un rosso.

Ci parli del mare, del colore della sabbia, del cielo di Maiorca.

Le posso solo dire che ci sono colori meravigliosi. Tutte le sere sulla mia terrazza mi godo un tramonto stupendo. Non mi stanco mai. A quell’ora sono in compagnia dei gabbiani, che sembrano svolazzare felici in riva al mare. Vivo sulla spiaggia, per cui sento il profumo del mare. Sulla spiaggia d’estate si respira più il profumo dei vari abbronzanti e delle creme solari. Anche quello particolarmente gradevole.

Se le dico Maiorca cosa mi dice?

Pace, tranquillità.

Secondo lei è unica? La può paragonare ad altri posti?

Non so se ci siano posti simili. Spero proprio di sì. Il paesaggio mi ricorda quello della Sardegna.

Ma cosa rende speciale questa terra?

Sicuramente gli abitanti. Anche gli stranieri si lasciano trascinare dall’allegria degli spagnoli.

Paguera Palma di Maiorca

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Come si trascorrono in genere le giornate?

Beh, le posso raccontare come si svolge la mia. Alle dieci e trenta mi sveglio. Poi m’infilo il costume e mi tuffo in piscina. Una doccia e la colazione. Dalle 11.30 alle 15 lavoro. Segue una siesta fino alle 16. Poi un caffè. A quel punto asciugamano sulla spalla e via in spiaggia fino alle 18.  Torno al lavoro fino alle 23. E’ a quell’ora che comincia la movida. Tanta. Bisogna stare attenti a non esagerare, altrimenti anche qui si corre il rischio di non arrivare a fine mese.Maiorca è solo un posto di divertimento, o ci sono angoli paradisiaci, dove si può vivere in totale relax?

Il divertimento e’ a Magaluff. Lì, c’è  una specie di carnevale tutte le sere, da aprile a ottobre. Tantissimi gli inglesi. E c’è per questo la possibilità che scoppino risse.

VIVERE A PEGUERA, MAIORCA, BALEARI Palma di Maiorca

Ci indica qualche spiaggia, dove si possa leggere un libro all’ombra di un ombrellone e sentire solo il rumore del mare?

Cala Mondrago, De Es Trenc: sono le più famose, immerse in parchi naturali, davvero stupende. E poi ci sono miriadi di piccole calette paradisiache, come Cala del mago, la mia preferita.  Tantissime. In quattro  anni forse ne ho viste la metà.

Ci sono tradizioni particolari? Feste, cerimonie originali?

Tante anche queste. Abbiamo San Sebastian, e Sant’Antonio. Si scende tutti in piazza a mangiare, bere e ballare. Si accendono falò e si  bruciano pupazzi, che sembrano diavoli. Obiettivo: esorcizzare il male. La mia preferita è la festa di San Juan, più o meno all’inizio di giugno. Le spiagge si illuminano di candele. Bisogna vestirsi di bianco, e toccare il mare a mezzanotte, esprimendo un desiderio. Una festa molto suggestiva. Tutte le spiagge si riempiono di gente quella notte.

Com’è la cucina?

La cucina spagnola e’ poco creativa, ma saporita. I piatti tipici sono: paella, fideo, pisto, callos, cocido madrileño, e pochi altri. Però, abbiamo le tapas che ci salvano, piattini di assaggini, tipo polpo alla gallega, gamberi all’aglio, peperoncini fritti, datteri e bacon. Per il resto, ci sono ristoranti di qualsiasi Paese e cucina.

Servizi pubblici: come sono?

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Da 10 e lode. Se non vuoi andare al Municipio, puoi fare i certificati con il bancomat. Il servizio sanitario mi ha stupito molto. Il tuo medico ti prescrive degli esami, e direttamente dal suo pc prende l’appuntamento per fare degli esami. A quel punto ti dice dove devi presentarti e a quale ora. L’esito degli esami arriva al medico curante. Tutto tramite internet e senza pagare un euro. Ma perché in Italia questo non succede?

Com’è il clima?

Simile a quello che c’è in Sardegna: mite e piacevole. Non troppo caldo d’estate e non troppo freddo d’inverno.

Vivere a Palma di Maiorca, Peguera

Come sono i collegamenti con l’Italia?

Da aprile a ottobre c’è un volo diretto a Milano con Easyjet. Settanta  euro per andata e ritorno. Da novembre a marzo bisogna fare scalo a Barcellona. Via nave, occorrono due notti. Si fa scalo sempre nella città in Catalogna. Per due persone in cabina ed una macchina, si pagano circa 300-500 euro. Ma il prezzo varia a seconda della stagione.

C’è lavoro per un italiano? E solo nel settore turistico?

Non solo nel settore turistico, anche se l’economia e’ fondata quasi interamente sul turismo. Ho amici che lavorano in ufficio come programmatori, qualcuno fa consegne, un altro vende prodotti per parrucchieri. E, ovvio, tanti gli impiegati in hotel e ristoranti.

Non sente nostalgia per il suo Paese?

No.

Non le manca niente?

Solo il Daelli, il mio più caro amico, che viene spesso a trovarmi.

Quali sono gli aspetti che non riesce a sopportare?

La pulizia delle strade alle 7,30 del mattino, a volte mi sveglia.

Come sono le donne?

Stupende, evito particolari.

Consigli a chi voglia venire a vivere dalle sue parti?

Il consiglio che do’ a tutti quelli che arrivano, e’ di non esagerare con fiesta e movida, ma non mi ascolta nessuno. E qualche volte vedo qualcuno rovinarsi.