Marika: il mio paesino toscano mi stava stretto, così sono partita per l’Australia

A cura di Maricla Pannocchia

“Il modo migliore per venire qui in Australia, se avete meno di 35 anni, è il Working Holiday Visa”, dice Marika, originaria di un paesino toscano, Sansepolcro, che le va stretto da sempre. “A un certo punto, ho sentito il bisogno di fare la valigia e andarmene”, prosegue la donna che, dopo aver lavorato per 5 anni nella macelleria della famiglia, in seguito a una discussione con la madre, avvenuta nel dicembre 2013, ha deciso di partire.

E così, Marika, che ora lavora come assistente di laboratorio, è finita in Australia, un Paese in cui trovare un alloggio non è impossibile, ma trovarne uno economico e carino è tutta un’altra questione. Fra i pro, oltre alla natura mozzafiato, la possibilità di crescere e imparare tante cose nuove (Marika, ad esempio, ha imparato anche a tosare le pecore!). “Qui ho fatto cose che, in Italia, non avrei mai immaginato di poter o voler fare”, dice la donna, “Se volete trasferirvi all’estero, andate sul sito del governo del Paese che avete scelto e informatevi su come dovrete muovervi a livello burocratico. Poi, fate un’esperienza breve lì, per capire se vi piace davvero. L’importante, in ogni caso, è buttarsi!”

MARIKA MARTINI AUSTRALIA

Ciao Marika, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…

Ciao, sono Marika, ho 35anni e sono di Sansepolcro, un paesino ai piedi dell’Appennino toscano dove scorre il fiume Tevere. Da piccola sognavo di diventare veterinaria, mangaka, parrucchiera, insegnante di educazione fisica… mi sono diplomata al liceo artistico di Arezzo e, dopo un anno di ISEF a Perugia, ho iniziato ad aiutare i miei genitori con la macelleria di famiglia, dove poi ho lavorato per 5 anni. Sono una gran chiacchierona e una delle mie più grandi passioni è la pallavolo.

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Quando e perché hai deciso di lasciare l’Italia?

In realtà, Sansepolcro mi e’ sempre andata stretta. Allora come adesso è difficile esprimere i sentimenti che provo per il mio paese, però non l’ho mai sentito “mio” e ho sempre avuto la voglia e, in un certo senso, l’urgenza, di andarmene. Quindi, in realtà, ho sempre sognato di fare un’esperienza diversa e di trasferirmi altrove, finché la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata una discussione che ho avuto con mia mamma nel dicembre del 2013.

Adesso vivi in Australia da 6 anni ma, prima, hai vissuto a Londra per 3 anni. La capitale inglese è stata la tua prima meta fuori dai confini italiani?

Sì, Londra è stata la mia prima esperienza all’estero. Ripensandoci adesso mi viene da ridere, quando andavo a scuola odiavo l’inglese, l’Inghilterra e tutto quello che vi era collegato. Inoltre, diciamo che, di conseguenza, come materia non era esattamente il mio forte. Quando mi sono trasferita a Londra non parlavo praticamente una parola d’inglese. In realtà, il mio piano era quello di andare a fare la stagione in Spagna e imparare lo spagnolo,poi però si presentò l’occasione di andare a Londra, così feci un biglietto di sola andata, e quella fu la mia prima volta nella capitale inglese, dove sono rimasta per 3 anni.

Cosa puoi raccontarci del tuo periodo a Londra? Di cosa ti occupavi?

Il mio periodo a Londra è stato e sempre sarà uno dei più belli che io abbia mai vissuto. Londra è una città bellissima, che mi ha dato e aiutato tanto, e che, per quanto strano possa sembrare, non mi ha mai fatto sentire sola. Dopo 3 mesi andavo ovunque in bicicletta, e Londra è bellissima in bici. Ho creato delle bellissime amicizie, con persone di varie età e provenienti da contesti sociali molto diversi fra loro, che non mi sarei mai immaginata di incontrare in Italia. Ho lavorato in 2 Deli italiane, la prima a Fulham, dove ho iniziato come lavapiatti mentre imparavo l’inglese, e la seconda a Victoria, dove ho iniziato come cameriera e, dopo poco più di anno, sono diventata manager del mio negozio. Nonostante al lavoro fossi circondata da Italiani, ho sempre cercato di parlare e praticare l’inglese il più possibile, leggendo tutto quello che trovavo in inglese, ascoltando la radio o la tv, con i miei coinquilini non italiani cenavamo o uscivamo insieme… Dopo qualche mese trovai una squadra di pallavolo e lì mi si è aperto un mondo. Il livello era in generale più basso di quello Italiano però lì ci sono tantissime attività che ruotano intorno a questo sport. Ho giocato in tornei sparsi per l’Europa, campeggiato un po’ ovunque, conosciuto una marea di persone e, in generale, mi sono divertita molto.

Com’era la tua vita quotidiana?

Ad essere sincera la mia vita quotidiana era molto simile a quella italiana, ma all’ennesima potenza. Lavoravo sempre 5 o 6 giorni alla settimana, a seconda dei turni. Il negozio chiudeva alle 20, quindi tutte le mie serate erano libere, però da manager non finivo più tardi delle 17. Allenamento di pallavolo o beach volleyball, una o due volta alla settimana, con capatina al pub a seguire, lezioni di salsa 1 o 2 volte alla settimana e il fine settimana partita e/o a ballare con gli amici e non. Il giorno libero, se il tempo era brutto, era sempre una buona occasione per riposarsi a casa. Quando cenavo a casa spesso lo facevo con il mio compagno di stanza, un ragazzo olandese conosciuto nella prima casa in cui ho vissuto, oppure ci trovavamo con le amiche a casa di qualcuna per una serata tranquilla a guardare la tv e a chiacchierare.

MARIKA MARTINI AUSTRALIA

Come mai, poi, hai deciso di trasferirti in Australia?

Lavorare per la mia compagnia non era più piacevole, ed era un po’ che volevo cambiare. Mi sono trovata a un bivio, Londra è un città dove c’è tutto e, di conseguenza, che può darti tutto, se sai cosa vuoi, ma se non lo sai può farti perdere senza che te ne accorgi. Avevo voglia di viaggiare e fare esperienze diverse e, durante un torneo a Rotterdam, conobbi un gruppo di ragazzi australiani che mi misero la pulce nell’orecchio così, una volta tornata a Londra, ho fatto la domanda per il visto Vacanza Lavoro (WHV) che fu accettata in pochi minuti (in realtà, non me ne accorsi fino a 2 settimane dopo).

Quali sono, secondo te, le differenze e i punti in comune fra lo stile di vita australiano e quello britannico?

È difficile da dire per me, Londra è una metropoli e, di tutte le persone che ho conosciuto, nessuno era inglese, mentre in Australia ho sempre vissuto e lavorato in situazioni sperdute nell’entroterra, lontano da città o grandi centri abitati ma sempre circondata da australiani ruspanti e interessanti. Sicuramente uno dei punti in comune, purtroppo, è l’abuso di alcolici tanto. Una delle differenze che caratterizza gli australiani, invece, è il loro approccio più tranquillo e lento alla vita, secondo me, che a Londra, ma in realtà anche a Sansepolcro, è molto diverso. Una delle cose che più mi piace dell’Australia è il fatto che non si può fumare ovunque e anche ad eventi all’aperto ci sono delle aree designate per i fumatori, cosa che, da non fumatrice, apprezzo moltissimo.

Dove abiti precisamente in Australia e di cosa ti occupi?

Al momento, durante la settimana, abito a Cunderdin, 2 ore a Est di Perth, per lavoro, e il fine settimana a Perth, dal mio compagno. Lavoro in un istituto agrario: Western Australian College of Agricuture Cunderdin, come “assistente di laboratorio”, che qui chiamano Technical Officers. La scuola è pubblica e ce ne sono 5 in tutto lo Stato, ha un convitto e una fattoria operativa al 100% con mucche, pecore, maiali, galline, campi che vengono coltivati, falegnameria, officina meccanica e carpentiere, dove ai ragazzi viene insegnata la pratica sul campo, insieme a materie teoriche come l’inglese, la matematica, biologia ecc… Abbiamo solo le 4e e le 5e, quindi ragazzi dai 15/16 anni ai 17/18. Io affianco l’altro TO, che lavora in questa scuola ormai da 30 anni, in tutti gli aspetti riguardanti le pecore e insegniamo ai ragazzi tutto quello che le riguarda. (amministrare anti-vermi, vaccini, riconoscere se sono malate, come curarle, come aiutarle se, quando hanno gli agnellini, questi sono incastrati, ecc.). Tra le varie cose che imparano, ci sono anche la tosatura delle pecore, come sistemare il vello della lana e come definirne la qualità. E poi portiamo i ragazzi alle varie fiere agricole dove si tengono competizioni di tosatura. Le domeniche, fino a un mese fa, lavoravo anche come badante per una signora di origini italiane con la malattia di Huntington, che però purtroppo non ha più bisogno del mio aiuto.

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Come ti sei organizzata per il trasferimento?

In entrambi i casi, ho messo nello zaino tutto quello che pensavo mi sarebbe servito e sono partita.

Come funziona, a livello burocratico, per vivere e lavorare in Australia?

L’Australia, se sei giovane e hai intenzione di stare per 2 o 3 anni e di fare quei lavori che gli australiani non vogliono fare, ti accoglie a braccia aperte. Un po’ meno se sei avanti con l’età e se hai delle condizioni che potrebbero poi gravare sul loro sistema sanitario. Fare domanda e prendere il visto vacanza lavoro, se hai meno di 35 anni, è molto facile e veloce. Sul sito del governo trovi tutte le info per fare la domanda, costi e cosa ti serve. Se vuoi studiare, puoi fare dei brevi corsi, dove però sei limitato nelle ore di lavoro, o puoi frequentare l’università che, tuttavia, ha dei costi proibitivi se non sei cittadino australiano. Se non sei più giovanissimo ma hai un mestiere certificato alle spalle, sempre nel sito del governo c’è una lista con tutte le “skills” di cui l’Australia è carente, ed essa ti dà tutte le informazioni per iniziare a preparare i documenti se decidessi d’intraprendere questa strada. Ci sono tante strade, in generale consiglierei a chiunque voglia fare questo passo di andare sul sito del governo australiano, “Department of Home and Affairs – Australian Governament”, e di cercare il visto più adatto alla propria situazione.

Come ti sei mossa per trovare un alloggio? Quali sono i costi medi?

In 6 anni ho vissuto in po’ ovunque nell’Australia Occidentale e, per 3 mesi, nel Nuovo Galles del Sud. Per la maggior parte delle volte ho trovato situazioni dove, con il lavoro, era compreso l’alloggio e l’affitto era gratis, o si pagavano solo le bollette. Anche adesso la scuola mi mette a disposizione una stanza in una casa da condividere per la quale, facendo delle ore extra di lavoro, non devo pagare l’affitto. Il mio compagno a Perth è stato fortunato, ha trovato una casetta economica per i tempi (360$ alla settimana) che però è un po’ una catapecchia, senza aria condizionata. Al momento le case e gli alloggi in generale sono molto scarsi e carissimi ovunque, non so dire i costi medi, dipende dalle zone in cui ti trovi, anche Perth stessa è piena di zone con costi diversi, però mi ritengo molto fortunata. Al mio arrivo nel 2017, il primo affitto che ho pagato erano 150$ a settimana per condividere la camera con’un altra ragazza in una casa con altri 5 bacakpackers, praticamente una mezza fregatura. Quando abitavamo a Newcastle, nel 2018, pagavamo 250$ a settimana tra me e il mio compagno per una stanza in una casa con un’altra coppia e avevamo tutto incluso, probabilmente adesso chiederanno anche il doppio di quella cifra.

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Come valuteresti servizi come la sanità, la burocrazia e i mezzi pubblici?

La sanità la trovo una via di mezzo tra il sistema italiano e quello americano, hanno la “medicare card”, che è una sorta di codice fiscale che utilizzi per i servizi sanitari, copre la maggior parte delle spese, però si paga quasi tutto e poi una parte ti viene rimborsata. Le urgenze all’ospedale con la medicare sono coperte, almeno lo sono state nell’unico caso in cui ho avuto bisogno del Pronto Soccorso. L’ambulanza è privata, quindi si paga. Se hai un abbonamento annuale paghi solamente intorno ai 60$, altrimenti può arrivarti il conto a casa anche di 1000$. La medicare viene pagata con le proprie tasse, però se guadagni più di un tot (non mi ricordo esattamente quanto) conviene l’assicurazione privata in quanto più economica delle tasse da pagare sulla medicare. I dentisti, come nella maggior parte dei Paesi, sono privati, e ho trovato che qua ci sono tanti che si specializzano in cose diverse, oltre ad avere il dentista generico, ti mandano sempre da qualcun’altro anche per fare cose specifiche come una devitalizzazione, e in generale sono cari quanto in Italia, almeno per le mie esperienze. La burocrazia la trovo più veloce e meno complicata di quella Italiana, anche nelle cose come aprire e chiudere il conto in banca, fare la dichiarazione delle tasse, riavere i soldi indietro, convertire la patente o il semplice andare alle poste personalmente, infatti, non ho mai avuto problemi e ho sempre trovato queste operazioni abbastanza veloci. Anche per il mio visto temporaneo e poi per la residenza permanente sono stati veloci. Per quanto riguarda i mezzi di trasporto, non li prendo spesso, l’Australia Occidentale è uno stato molto vasto, ci sono pochissime linee ferroviarie o bus che escono da Perth, però, in generale, le poche volte che ho preso i mezzi erano puntuali e puliti sia quelli intorno a Perth sia quelli che uscivano centinaia di chilometri dalla città. Quelli nei paesini sperduti, invece, vanno prenotati per tempo online, perché non c’e’ una stazione di servizio dove puoi fare il biglietto, e se non prenoti prima il bus nemmeno si ferma, anche se sei alla fermata ad aspettare (ovviamente, questo in zone fuori da Perth, nel mezzo al nulla).

Che consigli daresti a chi vorrebbe trasferirsi all’estero ma non sa da dove cominciare?

Smettete di pensarci e fate il primo passo, non importa in quale direzione lo farete, ma fatelo. Fate una ricerca nel sito del governo di quel Paese per vedere cos’è richiesto per immigrare, comprate il biglietto e andate per qualche giorno. Cercate sui gruppi FB, contattate quell’amico, conoscente, amico dell’amico che vive lì e fatevi dare delle dritte. Prendetevi un periodo e magari fate un esperienza di Woofing/HelpX/WorkAway nel Paese dove vorreste andare, per vedere se vi piace veramente e se potreste vivere li. In generale, se siete soli e nulla vi blocca in Italia, comprate quel biglietto di sola andata, prenotatevi un ostello e andate. Non importa cosa fate, l’importante è farlo! (Woofing/HelpX/WorkAway sono dei siti o app dove potrete trovare alloggio e alle volte vitto gratis, in cambio di poche ore di lavoro al giorno, si trova un po’ di tutto, fattorie, ostelli, posti dove aiutano gli animali incidentati).

E quali a chi, in particolare, vorrebbe vivere e lavorare in Australia?

Come ho detto prima, se siete sotto i 35 anni fatevi il WHV. Una volta in Australia, fate subito gli 88 giorni di lavoro specifico e dopo rilassatevi, viaggiate, esplorate e conoscete persone. Quando siete in Australia, parlate con la gente, come in tutti i Paesi il miglior modo di trovare lavoro è il passaparola. Non siate pigri e datevi daffare. Se, invece, avete più di 35 anni, guardate nel sito del governo e vedete un po’ quale tipo di visto può fare al caso vostro, in generale “if there is a will, there is a way.”

Quali sono state le difficoltà principali che hai dovuto affrontare e come le hai superate?

Una delle difficoltà più grandi che devo affrontare è la cultura dell’alcol che hanno. Io non bevo nessun alcolico e non l’ho mai fatto mentre in Australia molta vita sociale ruota intorno all’alcol, sopratutto in certe realtà un po’ sperdute. Non c’è molto che io possa fare al riguardo, quindi ci convivo, e alle volte evito semplicemente certe situazioni. A parte ciò, da quando sono vicino a Perth ho fatto un po’ fatica a stringere legami di amicizia, tutti sono sempre impegnati e, in generale, mi sono sentita un po’ sola, essendo anche lontana dal mio compagno durante la settimana e in realtà a Cunderdin, se non giochi a netball, hockey o football australiano nessuno ti considera, ma ci sto lavorando. Da quando non lavoro più la domenica, ho trovato un gruppo che gioca a pallavolo e a beach volleyball a Perth, e dai ragazzi che prendono lezioni di salsa, quindi pian piano mi sto formando il mio gruppetto di amici, e in generale, se mi sento sola e triste, mi faccio una passeggiata tra le pecore della fattoria, con la mia musica preferita per tirarmi su il morale.

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Hai avuto modo di esplorare luoghi al di fuori dei principali sentieri battuti?

In 6 anni di vita in Australia, con l’eccezione di Darwin, ho visitato tutto il Paese, compresa la Tasmania, dormendo nella mia Suzuki Liana, e dico che sì, ho visitato da i posti più turistici ai sentieri meno battuti, e ho anche vissuto in alcuni di questi.

Che consigli daresti a chi vorrebbe visitare l’Australia?

Se volete venire in vacanza vi consiglio di pianificare bene il percorso perché l’Australia è molto grande, i voli interni sono costosi e le distanze sono enormi per chi, come noi, è abituato all’Europa. Ci sono climi diversi che attraversano il Paese e ce ne veramente per tutti i gusti, zone tropicali, montagne con piste da sci, parchi nazionali bellissimi… Consiglierei anche, se il tempo è limitato, di lasciar perdere Sydney e Melbourne, ma di concentrarsi in zone pù’ rurali e sperdute. Noleggiate un camper, o una 4×4 con la tenda sul tetto, e andate all’avventura.

Cos’hai imparato, finora, vivendo all’estero?

Ho imparato che i piani sono fatti per essere stravolti, che al mondo c’è ancora tanta gente meravigliosa che, anche se non ti conosce, è pronta ad aiutarti, che la domanda più stupida è quella che non abbiamo mai fatto e che non mi dispiace affatto sporcarmi le mani e fare/provare sempre cose nuove che non avrei mai nemmeno immaginato di fare quando ero in Italia. Alla fine, ho imparato che in realtà non sono poi così malaccio e posso fidarmi di me stessa… Oh,e ho anche imparato a tosare le pecore.

Progetti futuri?

In realtà di progetti futuri non ne ho, ho lasciato Sansepolcro 9 anni fa cercando di scoprire cosa volevo fare da grande, e ancora non lo so, quindi, come ho fatto finora, prenderò le opportunità che mi si presenteranno davanti. Se qualcosa inizierà a stufarmi, cambierò e vedremo dove capiterò nel frattempo.

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E-mail: marrabbio87@gmail.com