Giacomo – nato e cresciuto in Italia da genitori provenienti da Hong Kong, ho vissuto lì per 7 anni sentendomi sempre parte di entrambi i mondi

Nato e cresciuto a Rimini da genitori originari di Hong Kong, Giacomo si è sempre sentito “una persona di mezzo”: italiana per educazione e stile di vita, hongkonghese per radici e mentalità.

Giacomo – che parla italiano, inglese e cantonese – ha frequentato l’università in Italia, conseguendo la laurea triennale in Economia del Turismo all’Università di Bologna. Giacomo ha la doppia cittadinanza, quella italiana e quella di Hong Kong, e a 22 anni si è trasferito lì, con la moglie originaria del Kirghizistan, e la figlia, che oggi ha quasi 3 anni. La famiglia è rimasta a Hong Kong per 7 anni.

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Giacomo Wong Hong Kong

La decisione del trasferimento è nata dalla voglia di vivere nuove esperienze, di lasciarsi alle spalle la solita routine e anche dal volersi mettere alla prova. Del resto, Giacomo si è sempre sentito parte di entrambi i mondi – quello italiano e quello di Hong Kong – e la scelta di trasferirsi proprio a Hong Kong, dove già vivevano le nonne, gli zii e i cugini, è venuta naturale.

Dal punto di vista lavorativo, inoltre, gli stipendi sono molto più alti rispetto a quelli italiani e le opportunità sono più numerose.

Il sogno di Giacomo è sempre stato quello di diventare calciatore professionista e, una volta conseguita la laurea, ha deciso di provare a realizzarlo, giocando nella massima serie di Hong Kong e arrivando a sostenere un provino per una squadra di prima divisione che però, purtroppo, non ha dato i risultati sperati.

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A quel punto Giacomo si è domandato se tornare in Italia o restare a Hong Kong, scegliendo la seconda opzione. Il ragazzo ha iniziato subito a mandare curricula alle varie aziende italiane lì e dopo neanche un giorno è stato contattato da Gianni Caprioli al Mercato by Giando (oggi Mercato Gourmet), per un lavoro come assistant sales manager.

Giacomo si occupava della gestione del negozio, di taglio e affettaggio dei formaggi, del servizio clienti, della gestione della merce e degli ordini ai fornitori italiani. Quell’esperienza gli ha insegnato molto ma dopo un anno di lavoro ha deciso di cambiare impiego, perché lavorare anche nei fine-settimana e nei giorni festivi gli impediva di avere una vita sociale.

Giacomo Wong Hong Kong

Giacomo ha iniziato a lavorare per Bravo Fine Foods, importatore di prodotti italiani per hotel di lusso e ristoranti stellati, dov’è rimasto per sei anni, prima lavorando come Operation & Administration Manager, poi come Procurement Manager. Negli anni in cui vi ha lavorato, Giacomo ha visto l’azienda crescere, passando dai 5 dipendenti di quando vi è entrato ai 50 di sei anni dopo.

Hong Kong è molto efficente, con una burocrazia più snella di quella italiana, con pratiche che spesso è possibile fare online e tempi rapidi, e una sanità pubblica di buon livello, seppur con tempi di attesa piuttosto lunghi. C’è anche la sanità privata, che è ottima ma decisamente costosa.

I mezzi pubblici sono tra i migliori al mondo. Il servizio di metropolitana (MTR)è puntualissimo, pulito e capillare. Ciò permette alle persone di spostarsi ovunque senza difficoltà.

Dal punto di vista dell’alloggio, per i primi cinque anni Giacomo ha vissuto nell’appartamento dello zio a Mong Kok, una delle zone più dense e caotiche della città, mentre negli ultimi due anni la famiglia si è trasferita ad Ap Lei Chau, grazie all’aiuto dei colleghi di lavoro.

Quella è un’isola di Hong Kong più tranquilla, dove loro vivevano al 18° piano di un palazzo di 24 piani, in un bilocale di circa 35 mq. Sì, gli spazi erano piccoli ma la vista molto bella, con il lungomare sotto casa, e in più l’ufficio in cui Giacomo lavorava distava solo 10 minuti a piedi dall’appartamento.

 

Per Giacomo, adattarsi alla vita lì è stato relativamente semplice perché esteticamente è un local e, in più, i suoi parenti che vivono lì lo hanno aiutato molto a integrarsi. All’inizio, tuttavia, il suo cantonese non era perfetto, dato che Giacomo non lo aveva mai veramente studiato ma lo aveva appreso in famiglia. Questo rivelava il fatto che non era cresciuto lì ma, con il tempo e la pratica, anche il suo cantonese è migliorato.

Le persone del posto lavorano tantissimo e all’apparenza sembrano sempre fredde e di fretta. La vita è più frenetica rispetto a quella italiana, con un grande focus sul guadagno, molta competizione e pochi momenti di pausa. Sotto questa corazza, però, le persone rivelano anche spirito di sacrificio e un grande senso di responsabilità.

La sua vita quando viveva lì, prima di metter su famiglia, era piuttosto frenetica con il lavoro dal lunedì al venerdì e i fine-settimana fuori con gli amici. Con l’arrivo della figlia, tutto è cambiato. Quando non lavorava, Giacomo passava il tempo con la sua famiglia, per esempio facendo passeggiate sul lungomare tra le barche dei pescatori. Erano momenti semplici ma bellissimi. Con una neonata, non era sempre tutto rilassante ma, nel loro piccolo spazio, lui e la sua famiglia erano felici.

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Vivere a Hong Konh ha fatto maturare tantissimo Giacomo, che è diventato più responsabile e consapevole, imparando cosa significa costruire qualcosa da zero e sostenere la propria famiglia. Un ringraziamento va a sua moglie. Insieme, hanno imparato molto, anche dai momenti difficili, e oggi sono una vera squadra.

Giacomo Wong Hong Kong

A chi sta pensando di trasferirsi a Hong Kong, Giacomo dice che quello non è un posto per tutti. Per avere successo è necessario conoscere bene l’inglese (lingua ufficiale, oltre il cantonese), avere competenze specifiche, la capacità di adattarsi a vivere in spazi piccoli per gli standard italiani pur pagando affitti alti e la disponibilità a lavorare duramente (con 2-3 settimane di ferie l’anno).

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A chi sta pensando di andarci in vacanza, invece, Giacomo dice che, se conoscete l’inglese, potrete muovervi in autonomia grazie al servizio della metropolitana, semplice e che porta ovunque, e alla sicurezza e organizzazione generali.

Oggi Giacomo, che a Hong Kong come lavoro part-time faceva la guida in italiano, aiuta i viaggiatori italiani a scoprire Hong Kong oltre i suoi luoghi più turistici, quindi, si mette a disposizione dei lettori che stanno pianificando un viaggio lì.

Vivendo a Hong Kong Giacomo ha imparato sulla sua pelle il signifcato del detto “No pain, no gain” (se non soffri, non ottieni nulla). L’uomo ha imparato che, con disciplina e sacrificio, è possibile crescere molto in campo lavorativo e oggi è orgoglioso non solo di sostenere la sua famiglia ma anche di viaggiare con la moglie e la figlia in Paesi come Giappone, Corea del Sud, Thailandia, Vietnam, Filippine e Indonesia.

Quando viveva a Hong Kong, Giacomo tornava in Italia una volta l’anno per rallentare, respirare e sentirsi a casa. In più, in Italia poteva mangiare nuovamente bene a prezzi accettabili. A Hong Kong il cibo italiano costa il doppio o il triplo di quello che costa nel Bel Paese.

Per il futuro, Giacomo e la moglie vogliono far crescere la figlia in Italia almeno per tutta la durata delle scuole elementari, poi l’idea è di tornare a Hong Kong perché, dopo aver vissuto per sette anni lì, Giacomo si sente più hongkonghese che italiano.

Il suo sogno è di aprire una sua agenzia di viaggi attraverso la quale accompagnare gli italiani alla scoperta della “sua” Hong Kong.

Per seguire e contattare Giacomo:

Social (Facebook/Instagram): Giacomo Wong

Email: wonggiacomo20@gmail.com