Eleonora: il fascino irresistibile di Barcellona, Spagna

Nell’ immaginario comune Barcellona è una città da sogno, spettacolare per le sue architetture, i suoi paesaggi e per le opere dei suoi estrosi artisti. Da sempre è una delle mete più gettonate tra gli italiani che decidono di emigrare all’interno dei confini dell’Unione Europea.

Anche se i tempi sono cambiati e le difficoltà, soprattutto quelle legate alla crisi, incidono profondamente sulla qualità della vita, ciononostante rimane una realtà pulsante di vita e piena di voglia di sperare. Viene da pensare che l’animo spagnolo così spensierato, vivace, improntato all’ allegria sia l’atteggiamento di cui più ci sarebbe bisogno per superare angosce e frustrazioni del mondo.

Questa voglia di andare avanti con allegria a dispetto di tutti i malesseri che ci circondano è l’aspetto che più colpisce di questa intervista ad Eleonora che in questa intervista ritrae sfumature e colori di questo meraviglioso paese.

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Barcellona Spagna

Quando sei arrivata a Barcellona e perché hai deciso di restarci ?

Sono a Barcellona da settembre, prima però ho vissuto un anno a Palencia (Castilla y Leon) e 4 mesi a Valencia. E’ questo paese che ha scelto me. Sin da piccola sognavo di viaggiare e farmi un’ esperienza all’estero. Dopo la prima volta che ho visitato Barcellona come turista sono rimasta affascinata da come tantissimi aspetti (paesaggistici, culturali, sociali) riescano a mescolarsi armoniosamente in questa città. In realtà Barcellona è stata una mia scelta, le altre due città sono state destinazioni lavorative. La Spagna mi ha sempre accolto a braccia aperte ed è stato proprio il suo carattere cordiale ed accogliente che me lo ha fatto prediligere al Belpaese!. La Spagna non è l’America, non si viene in Spagna per fare soldi o carriera, si viene in Spagna perché è qui che regna il detto “vivi e lascia vivere”!

Hai trovato lavoro?

Gestisco un negozio parte di una grande catena di moda italiana. Non è una mia attività, comunque lavoro in questo campo da ottobre.

Cosa ti ha colpito della vita di questo paese?

L’atmosfera di positività. Anche in questi periodi di crisi, in cui molte persone sono rimaste senza lavoro, non si nota la negavitivà e l’oppressione delle strade italiane….molto spesso il tutto si risolve con un solo cubata il sabato sera, piuttosto che molti! Poi, generalizzazioni a parte, ognuno ha la sua condizione e non voglio certo sminuire la gravità della situazione attuale!

Qual è la tradizione più consolidata in questo paese?

Mi ha molto stupito l’attaccamento alla famiglia, soprattutto in Castilla y Leon, dove vivevo lo scorso anno. In realtà non credo che ci sia una tradizione comune a tutta la Spagna, qualcosa che è molto diffuso in tutto il paese è una elevata presenza di bar.

Quali sono i personaggi che ti affascinano di più?

Scontato da dirsi: Zapatero! Avrà fatto molti errori, ma d’altronde è un uomo politico e per di più in uno dei momenti più difficili….ma ha fatto anche molte cose positive. Ci vorrebbe un po’ di Zapatero in Italia!

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Cosa ti manca di più dell’Italia?

Chiaramente il caffè espresso e la mia famiglia.

Barcellona Spagna
 

Come è cambiato il tuo ritmo di vita ?

Mi svegliavo, aprivo la finestra e fuori c’era la cappa con il sole o con la nebbia! Salivo sull’autobus e dovevo stare attenta non solo a non sbattere contro nessuno, ma anche che nessuno sbattesse contro di me…nel tal caso dovevo chiedere scusa io!

Andavo a lavoro e dovevo combattere contro un egocentrismo lampante. Lavoravo in un negozio, entravano molti “superuomini”, molti neppure salutavano, molti rispondevano male, pochi riuscivano ad essere carini o almeno neutrali. Qui in Spagna mi sveglio e vedo il sole (ma dipende dalle località), esco e salgo nella metro dove sbattere contro altre persone è pressochè normale. Vado a lavoro e molti sono carini, molti mi salutano, molti mi chiamano “reina”, pochi sono scortesi!

Quanto diversi sono da noi gli spagnoli ?

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In Italia si vive per apparire….in Spagna ultimamente l’apparenza sta prendendo piede, ma sempre in misura inferiore rispetto all’Italia. Quando lo scorso anno sono andata in banca e ho visto un banchiere con dread lunghissimi ho perso tutti i miei punti di riferimento da brava italiana!!!!

Qual’ è l’aspetto meno conosciuto di questa terra ?

Che non tutto il paese è sole, flamenco e paella. Esiste un nord freddo e esistono anche zone in cui gli spagnoli sono diffidenti.

Una lezione che ti è venuta dalla tua esperienza in Spagna ?

Ho imparato la fiducia nell’affrontare le cose.

C’è qualche episodio che ti ha colpito durante la tua permanenza ?

Lo scorso anno appena arrivata a Palencia (Castilla y Leon) ero spaesata nonostante la città fosse abbastanza piccola. Incontrai una giovane coppia in strada e chiesi dove trovare un bar de tapas. Loro si offrirono di accompagnarmi. Una volta arrivati ordinarono molte cose, tutte tipiche per farmele provare e senza neppure sapere il mio nome, mi pagarono il contro. Io, quasi imbarazzata, ne chiesi il motivo e mi risposero “Non facciamo niente tutto il giorno, il minimo che possiamo fare è aiutare le persone!”

Che cosa ami di più della cucina spagnola ?

I dolci…sono grassissimi, ma buonissimi!

A cura di Raffaele Ganzerli