Alberto: dopo 15 anni a Siviglia ormai vengo considerato un vero andaluso

A cura di Maricla Pannocchia

Originario della provincia di Varese, Alberto ha lasciato l’Italia a 19 anni, decidendo di andare a vivere per qualche mese in un Paese dal costo della vita economico. Dato che, in quegli anni, c’era il boom economico in Spagna, Alberto ha scelto proprio quella nazione.

L’uomo, adesso 37enne, vive in Spagna da 15 anni e, dopo aver abitato in varie città del Paese, si è trasferito a Siviglia. “Ho visto la città cambiare molto nel corso degli anni”, racconta Alberto, “quello che più colpisce è la sua crescita turistica. Questo è un fattore positivo, dato che offre possibilità lavorative in una delle zone con più disoccupazione d’Europa, ma è anche una caratteristica negativa perché, pian piano, la città sta perdendo la propria identità. “

Al mattino, Alberto – che ha cambiato decine di mestieri – lavora nel marketing digitale per un’azienda di abbigliamento mentre al pomeriggio si dedica, con partita IVA spagnola, al suo blog, un portale utile ai turisti italiani che vogliono visitare l’Andalusia autonomamente.

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A chi sogna di trasferirsi a Siviglia, Alberto racconta che, anche se gli stipendi sono generalmente bassi, se si vive una vita senza troppi vizi, è ancora possibile farlo in maniera economica.

Siviglia con Alberto (

Ciao Alberto, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…

Ciao, sono Alberto, ho 37 anni e vengo da Castelseprio, piccolo paese della provincia di Varese. Sono un geografo riconvertito al marketing digitale e, ormai da diciotto anni, vivo in Spagna, per gran parte del tempo a Siviglia.

Quando e perché hai deciso di lasciare l’Italia?

Quella di lasciare l’Italia, per me, non è stata una scelta pianificata bensì una conseguenza di eventi. Avevo 19 anni, ero stanco del Nord Italia e decisi di fare un’esperienza all’estero dalla durata di qualche mese. Per i prezzi economici, l’affinità della lingua e per il boom economico di quegli anni, che coinvolgeva la Spagna, decisi di trasferirmi a Valencia.

Come mai, poi, hai scelto di trasferirti proprio a Siviglia?

Dopo aver vissuto in molte città della Spagna (Valencia, Barcellona, Cordoba, Malaga e Madrid), la mia scelta è ricaduta su Siviglia, perché è quella che mi ha offerto le migliori opportunità lavorative, assieme alla qualità della vita che desidero, cosa che le grandi metropoli non mi hanno garantito.

Come descriveresti la città?

Siviglia è una città a misura d’uomo. È possibile raggiungere qualunque punto della città a piedi o in bicicletta. Questa è una città calda in tutti i sensi, sia dal punto di vista climatico sia a livello umano. Questa cosa all’inizio è molto positiva ma, alla lunga, può anche rilevarsi stancante.

Che cambiamenti hai notato, sia positivi sia negativi, da quando sei arrivato lì a oggi?

Sicuramente da quando mi sono trasferito fisso a Siviglia, ormai da oltre dieci anni, quello che più colpisce è la crescita turistica della città. Questo è un fattore positivo, dato che offre possibilità lavorative in una delle zone con più disoccupazione d’Europa, ma è anche una caratteristica negativa perché, pian piano, la città sta perdendo la propria identità.

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Di cosa ti occupi?

Alla mattina mi occupo di marketing digitale per un’azienda di abbigliamento presente anche in Italia e al pomeriggio lavoro in proprio con partita IVA per il mio blog. Si tratta di un portale utile ai turisti italiani che vogliono visitare l’Andalusia autonomamente.

È facile, per un italiano, trovare lavoro lì?

Se ci si adatta non è così difficile, anche se, come detto, questa è una delle zone con più disoccupazione in tutta Europa.

Quali sono i settori in cui è più semplice essere assunti?

In questo momento sicuramente il settore turistico: hotel, ristoranti e aziende turistiche. Questo settore è quello in cui si trovano le maggiori opportunità ma le condizioni lavorative sono spesso pessime. Prima di cominciare il mio lavoro attuale, ho lavorato come cameriere, come receptionist e in un teatro di spettacoli di flamenco. Le condizioni di lavoro sono sempre state al limite.

Pensi che gli stipendi siano in linea con il costo della vita?

Se non si hanno molte pretese e si fa una vita da quartiere, Siviglia può essere ancora economica e perciò i salari, che sono principalmente bassi, possono ancora garantire una buona vita.

Puoi dirci il costo di alcuni beni e servizi di uso comune?

Fare la spesa a Siviglia è leggermente più economico del farlo nelle città capoluogo di provincia d’Italia. Quello che è veramente economico è uscire a bere qualcosa o a mangiare. Lo svago qui è molto più conveniente rispetto all’Italia. Per fare un esempio, una birra può costare 1,50€. La benzina, invece, è aumentata parecchio anche qui e ora costa circa 1,60€/litro.

Gestisci anche un blog e una pagina Instagram in italiano in cui dai consigli su come scoprire l’Andalusia. Da cosa nasce il bisogno di raccontare il posto in cui vivi?

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Il blog è sorto come hobby mentre stavo lavorando per un ufficio di valorizzazione culturale. Per lavoro, visitavo paesi che conoscevo e che credevo potessero avere potenziale turistico anche per gli italiani e perciò ho iniziato a scrivere al riguardo.

Riesci a usare il blog e/o la pagina IG in modo professionale?

Sì, è un lavoro vero e proprio. Ho aperto partita IVA in Spagna e, grazie a collaborazioni e affiliazioni, riesco ad avere uno stipendio.

Che consigli daresti a chi vorrebbe aprire un blog o una pagina social sul luogo in cui vive?

Prima di tutto deve essere qualcosa che piace fare. Ci vogliono una buona idea, tanta costanza e i primi anni non si ottengono risultati immediati. Per questo, non bisogna vederlo come un lavoro ma come qualcosa di piacevole. Questo i lettori e i followers lo notano.

Cosa bisogna avere, dal punto di vista burocratico, per vivere e lavorare lì?

Bisogna fare una serie di documenti. Per prima cosa bisogna richiedere il NIE (Numero Identificativo Extranjeros) e, successivamente, bisogna iscriversi alla Seguridad Social (come l’INPS). È consigliabile avere un conto bancario spagnolo e un numero di telefono spagnolo. Per ultima cosa, bisogna richiedere l’Empadronamiento, ovvero il domicilio per usufruire dei servizi comunali.

Come ti sei mosso per cercare un alloggio?

Dipende un po’ dal periodo della mia vita. Ho vissuto in appartamenti condivisi, sono stato in affito e ho comprato casa, perciò, in base al momento, mi sono mosso diversamente. Comunque, ho trovato alloggio quasi sempre consultando i portali più importanti su Internet, relativi ad affitti e vendita di case.

Quali sono i prezzi medi e le zone in cui, secondo te, è possibile vivere bene spendendo il giusto?

Un altro effetto negativo del turismo è l’esplosione dei prezzi immobiliari, sia per quanto riguarda gli affitti sia l’acquisto. Ora è molto più vantaggioso affittare a turisti, rispetto ad affittare alle persone del posto e, per questo motivo, molte zone sono diventate praticamente off-limits. È quasi impossibile affittare in centro a meno di 800 Euro il mese. Per questo, bisogna cercare in periferia. Il quartiere di San Pablo-Santa Justa, per esempio, offre ancora qualche opportunità non così cara.

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Come sei stato accolto dalla gente del posto?

Sono stato accolto sempre molto bene in qualunque città abbia vissuto. I sivigliani, in particolare, sono socievoli e, come anticipato, a volte, questo può essere anche esagerato. Qui è difficile passare inosservato, passeggiare senza che qualcuno t’interrompa o prendere un mezzo pubblico senza che qualcuno ti rivolga la parola.

Come descriveresti le loro vite?

Gran parte dei sivigliani “vivono la calle”, ovvero passano tantissimo tempo fuori casa. Gli piace proprio stare in strada, sia per passeggiare sia per bere una birra in una terrazza, anche in inverno. Saranno il clima e le tante ore di luce ma questo è il fattore che più sorprende degli abitanti di Siviglia.

Com’è una tua giornata tipo?

M sveglio alle 6.30 e vado in ufficio in bicicletta, per iniziare alle 7:00. Anche se il mio lavoro è piuttosto flessibile, finisco quasi sempre alle 15:00, che è quando torno a casa e pranzo. Durante il pomeriggio, se non ho altri impegni, dedico un paio di ore al blog, prima di passeggiare con il cane e cenare verso le 21.00.

Siviglia con Alberto

Quali sono state le principali difficoltà da affrontare e come le hai superate?

Le principali difficoltà sono state durante la crisi economica spagnola, quando era davvero difficile trovare lavoro in Spagna, con tassi di disoccupazione che arrivavano sino al 40%. Per fortuna, mi sono sempre adattato e, cambiando decine e decine di lavori, sono cresciuto sia a livello professionale sia umano.

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E quali, invece, le gioie e le soddisfazioni?

Sicuramente vedere come un progetto partito come un hobby si sia convertito, anche grazie a tanta dedizione, in un lavoro extra su cui ora posso contare.

C’è una comunità d’italiani? Ne fai parte?

So che a Siviglia ci sono tanti italiani e vedo sui social che spesso si riuniscono. Per ora non ho avuto il bisogno di farne parte ma non mi precludo niente.

Che consigli daresti a chi vorrebbe trasferirsi lì?

Immagino che, come in ogni posto nel mondo, bisogna munirsi di pazienza, spirito d’adattamento ed empatia. È vero che si pensa che l’Italia e la Spagna siano molto simili ma, onestamente, ci sono tante abitudini e diversi fattori culturali che bisogna saper assimilare anche qui.

E quali a chi vorrebbe andarci in vacanza?

Chiaramente di consultare il blog andalusiaviaggioitaliano.com o i miei social. Qui le persone troveranno tutte le risposte a qualunque dubbio e, nel caso ci fosse bisogno, sono sempre disposto ad aiutare anche personalmente, via e-mail.

Puoi consigliare ai nostri lettori dei posti poco conosciuti che, secondo te, valgono una visita?

La prima cosa che mi viene in mente è un tour dei paesini bianchi della provincia di Cadice. Borghi bianchi in mezzo alla natura dove poter passeggiare tranquillamente, mangiar bene e godersi i fantastici e in alcuni casi sorprendenti paesaggi. Se devo fare qualche nome: Setenil de las Bodegas, Vejer de la Frontera, Zahara de la Sierra, Grazalema o sulla costa Conil e Tarifa.

Cos’hai imparato, finora, vivendo lì?

Mi sono sorpreso di come le persone, io ne sono un esempio, siano facilmente malleabili. Dopo oltre quindici anni in Spagna, le persone mi considerano praticamente come un andaluso qualunque, dimenticandosi delle mie origini.

Progetti futuri?

Continuare a crescere.

Per seguire e contattare Alberto:

alberto@andalusiaviaggioitaliano.com

Sito web: www.andalusiaviaggioitaliano.com

Social: @siviglia_con_alberto