La Repubblica Sudafricana è un paese caleidoscopico, contraddittorio e meraviglioso. Ha caratteristiche europee, pur essendo un Paese lontanissimo dall’Europa. Allo stesso modo, è un paese africano pur conservando caratteristiche uniche e non riscontrabili nel resto del continente.
Il termine “Nazione Arcobaleno” usato dal Premio Nobel per la pace, Arcivescovo Desmond Tutu, all’indomani della transizione democratica che ha sancito lo smantellamento dell’apartheid, condensa la straordinaria ricchezza e diversità di etnie, credi religiosi, e paesaggi che caratterizzano il Sud Africa di oggi.
La sede dei Mondiali 2010 si estende su un territorio vasto quasi quanto l’Italia, la Francia e la Germania unite, ospitando una popolazione di circa 46 milioni di persone composta da quattro gruppi razziali principali: neri, bianchi, colorati e asiatici (soprattutto di origine indiana).
Malgrado gli effetti delle profonde divisioni che hanno segnato il paese durante l’apartheid siano ancora visibili ed esistano tuttora, le diverse razze ed etnie che compongono il popolo sudafricano hanno progressivamente imparato a vivere insieme ed anche a celebrare le rispettive differenze.
L’ “arcobaleno” si riflette anche nella dimensione culturale e linguistica: esistono 11 lingue ufficiali che richiamano le differenti etnie o gruppi razziali. La lingua più parlata in assoluto è lo zulu, ma l’inglese rimane la lingua veicolare.
Le enormi diversità presenti nel paese prendono la forma di paesaggi sempre diversi, che alternano scorci tipicamente africani a suggestive scogliere mozzafiato.
Simboli di questa punta d’Africa sono il Parco Nazionale Kruger, residenza non solo di zebre, giraffe, antilopi, gazzelle, ma anche dei più famosi “Big Five”, cioèo il rinoceronte, il bufalo, il leopardo, il leone e l’elefante, e i pinguini e le balene della provincia di Western Cape.

Chi, per qualsiasi motivo, è stato in Sudafrica, se ne innamora perdutamente. Nonostante i mille problemi che assillano questo angolo di mondo, la criminalità crescente, la disoccupazione e la forte incidenza di alcune malattie, non si può rimanere indifferenti al fiume di sensazioni che avvolgono i visitatori di questo paradiso climatico: otto mesi di sole all’anno e un inverno mite come pochi altri.
Terry è nata in Sudafrica nel 1962. Dal 1991 vive a Bergamo dove ha aperto una scuola d’inglese, ma torna a salutare gli amici praticamente ogni anno. La sua storia è davvero degna della “nazione arcobaleno”: padre italiano, madre sudafricana. “Crescere in Sudafrica vuol dire crescere a contatto con diverse lingue e abituarsi a ritmi di cambiamento vertiginosi. Viverci vuol dire crescere a contatto con gli stanieri. Il Paese ha spazi incredibili, e per certi versi la vita è più facile rispetto all’Italia. Un esempio per tutti: acquistare casa è più facile, le banche non sono severe come quelle italiane”.

A Johannesburg, la madre di Terry promuoveva i prodotti italiani. Poi, negli anni Ottanta, le sanzioni Onu contro il Sudafrica resero difficile, se non impossibile, continuare a lavorare in questo settore. L’embargo rendeva impossibile lavorare con società estere. Era vietato esportare e importare col Sudafrica. Nel ’91 Terry si trasferisce in Italia, ma da allora torna in Sudafrica tutte le volte che le è possibile.
“La comunità italiana sudafricana è aperta e allo stesso tempo legatissima alle proprie tradizioni - spiega Terry - Rai International è un vero e proprio punto di riferimento per gli italiani all’estero”.
Sono 30mila i residenti italiani in Sudafrica, molti dei quali lavorano nel settore delle costruzioni e nel commercio. “Il nucleo storico è quello dei minatori, arrivati qui alla fine dell’800”, spiega il direttore dell’Istituto nazionale per il Commercio Estero a Johannesburg Gianpaolo Bruno. “Durante la seconda guerra mondiale il Paese ospitava i prigionieri di guerra italiani deportati dal Nord Africa. L’immigrazione degli anni a seguire è invece legata alle tante imprese di successo italiane che lavorano qui”. Fenomeno che non accenna a diminuire, anzi è aumentato grazie al benefico impatto della Coppa del Mondo sull’economia locale. “Sono stati fatti investimenti importantissimi, la connessione ad Internet è migliorata e sono appena stati installati i cavi oceanici che serviranno le reti di comunicazione”.

“Il sistema di gestione delle tasse – continua il direttore dell’Italian Trade Commission –è molto simile a quello inglese. La gestione è più semplice rispetto a quella italiana, e l’Iva è ferma al 14%. Lo stipendio medio di un operaio specializzato non va al di sopra dei 3-400 euro al mese, mentre gli stipendi dei manager sono altissimi, arrivano anche a 3-400mila euro l’anno”.
Sono davvero tante le imprese italiane che lavorano in Sudafrica. Per chi cercasse lavoro, è importante sapere quali sono: Fiat Auto, Magneti Marelli, Comau, Duferco, che ha impiantato un’acciaieria, Techint, che ha acquisito il controllo di una societa’ sudafricana di fornaci siderurgiche.
E poi ancora Parmalat Sud Africa, leader in alcuni importanti segmenti del mercato agro-industriale; Mario Levi, produttore di pelletterie per auto. Da citare anche Luxottica, Pirelli, Ferrero, tutte aziende con filiali di distribuzione per la commercializzazione dei propri prodotti.

Ulteriori investimenti sono stati effettuati da Iveco (veicoli industriali), Sicad (nastri adesivi per imballaggio), Filk e Silmar (catename in oro), Maccaferri (meccanica), BLM (macchine per la lavorazione dei metalli), Bonfiglioli (riduttori industriali), Carel (componenti per impianti di condizionamento), Pegaso Yachting (cantieristica da diporto). La Cooperativa Muratori e Cementisti (CMC) di Ravenna si e’ aggiudicata, in joint venture con Impregilo, un appalto del valore di circa 650 milioni di euro per la costruzione di infrastrutture associate ad un grosso impianto idro-elettrico presso la diga di Ingula, a circa 300 chilometri a sud di Johannesburg (dati ICE).
Last but not least, qualche anno fa la società Agusta Westland si è aggiudicata la fornitura di 30 elicotteri da combattimento, con una opzione per altri 10 da fornire eventualmente nei prossimi anni.
Il governo Sudafricano ha investito 15 miliardi di dollari per le infrastrutture legate ai Mondiali. Secondo le stime della Grant Thornton, la società di consulenza che ha redatto il rapporto di impatto finanziario presentato al Comitato internazionale per l’assegnazione della Coppa del Mondo, l’evento sarà in grado di iniettare nell’economia del Paese risorse addizionali pari a circa 3 miliardi di dollari, creando 160mila nuovi posti di lavoro, anche nel settore manifatturiero. L’enorme esposizione mediatica dei Mondiali dovrebbe garantire un aumento del flusso turistico anche nei prossimi anni, con conseguente aumento del giro d’affari previsto per il settore.
Il Paese si compone di nove province, ciascuna con il proprio parlamento ed il proprio governo.

Il cuore produttivo economico dell’intera nazione si concentra nel Gauteng, attorno ai grandi centri urbani di Pretoria, sede del governo, e di Johannesburg, sede della borsa valori. Johannesburg, Cape Town e a Durban sono indubbiamente le città più importanti del Paese dal punto di vista turistico, economico e politico.
Cape Town è la regina tra le città sudafricane. E’stata eletta buen ritiro da diversi italiani eccellenti, come Rocky Agusta e l’industriale biellese Giulio Bertrand. “E’ senz’altro la città più gradevole, per i nostri gusti europei”, spiega il direttore dell’Ice di Johannesburg. E’ la città dove si concentrano le maggiori opportunità, è la più frequentata dai visitatori internazionali”.
Per valutare la qualità della vita delle città sudafricane e fare paragoni bisogna in ogni caso tenere conto di uno dei problemi più assillanti del Paese: la sicurezza. “Johannesburg vanta uno dei livelli di criminalità più elevati al mondo”, continua Gianpaolo Bruno. “Non si può girare da soli o a piedi, sono pochissimi i posti dove si può circolare liberamente senza problemi. I maggiori centri di interazione sociale sono... i centri commerciali! Questo, per un italiano, è a volte drammatico”.
La sicurezza, in Sudafrica, è un vero e proprio business. Il mercato delle sicurezza privata – bodyguard, scorte, vigilanza – non conosce crisi.
Terry prova a dare la sua spiegazione di questo fenomeno: “ Ho vissuto il Sudafrica dell’Apartheid, so cosa voleva dire vivere in Sudafrica in quegli anni. E’ vero che la libertà di uscita esisteva solo per i bianchi, ma è anche vero che la microcriminalità che assilla oggi il Paese un tempo non c’era”.
Per avere un segno evidente di quanto questo problema sia vero e sentito, basta dare una veloce lettura alle informazioni pratiche riportate da molte guide turistiche, dove si legge che il furto e l’omicidio – a volte anche di turisti – sono eventualità da tenere in considerazione prima di organizzare un viaggio nella Repubblica Sudafricana ”.

Nonostante questo, la strepitosa bellezza del Paese, le sue affascinanti contraddizioni, le opportunità di lavoro e di vita che regala Cape Town, “metropoli creativa” tra le più vivaci al mondo, rendono il Sudafrica unico e imperdibile.
Per chi volesse saperne di più, l’ufficio Ice è a vostra disposizione: scrivete a johannesburg@ice.it, specificando di essere lettori di voglioviverecosi !
Leandro Diana
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I.C.E. - Italian Trade Commission
42 Chester Road, Parkwood, 2193
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P.O. Box 1261 Parklands 2121,
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c/o I.C.E. 42 Chester Road, Parkwood 2193
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P.O. Box 536
Highlands North, Johannesburg 2037
Tel: +2711 3273888
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Camera di Commercio Italo-Sudafricana di Città del Capo
43-47 Commercial Street,
Scalabrini Centre 8001, Cape Town
Sud Africa
Tel. +2721 4659599
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