Vivere in Venezuela, terra di Hugo Chavez

Salto Angel è la cascata piú alta del mondo. Insieme alle 250 isole incontaminate dell’arcipelago Los Roques e alle splendide spiagge di Isla de Margarita rappresentano nell’immaginario collettivo il Venezuela.

Caracas, la capitale venezuelana, raccoglie oltre 6 milioni di abitanti, e racchiude in sè tutte le contraddizioni che una città figlia del boom del petrolio puo’ sperimentare: enormi grattacieli, ricchi quartieri residenziali, estese baraccopoli nelle periferie.

Secondo le proiezioni dell’Istituto venezuelano di Statistica, la popolazione del Venezuela si compone di circa 28,8 milioni di abitanti. La popolazione residente di origine italiana è di circa 600 mila abitanti.

Alfredo Giorgi, direttore dell’Istituto per il Commercio Estero italiano con sede a Caracas, vive sulla propria pelle gli effetti della globalizzazione, che spinge a trovare opportunità in tutto il globo: “mio figlio lavora in Australia, il resto della mia famiglia è in Italia”, ci spiega con la calma di chi sta raccontando la cosa piu’ normale al mondo.

Giorgi è a Caracas da tre anni, ed è convinto che il Venezuela sia un’enorme opportunità per le imprese italiane: “Le nostre produzioni e i nostri prodotti di eccellenza sono molto richiesti.

In particolare, qui servono macchinari e tecnologia italiana per inplementare il tessuto industriale del Paese”.

L’elenco delle aziende italiane che lavorano nello stato sudamericano è lunghissimo.

Tra le imprese italiane più presenti a Caracas, vanno ricordate Alitalia, Agip, Impregilo, Iveco e Pirelli. Troverete una sintetica lista alla fine di questo articolo.

Tantissimi venezuelani lavorano nel settore petrolifero, settore in ulteriore crescita grazie agli investimenti statali che nei prossimi anni dovrebbero arrivare a ben 50 miliardi di dollari.

Rimangono pero’ evidenti in tutto il Paese i limiti di un’economia basata esclusivamente sul comparto petrolifero ed improntata ad una sempre più estesa politica statale assistenzialista, che consuma gran parte del proventi ottenuti creando essenzialmente rendite improduttive.

Alfredo Giorgi ricorda un altro fattore importantissimo da considerare: “in Venezuela c’è un alto tasso di criminalità. L’insicurezza generale puo’ dunque frenare ogni tipo di iniziativa che viene portata avanti”.

I documenti ufficiali del Ministero per lo Sviluppo Economico si spingono oltre, parlando addirittura di “una costante erosione delle garanzie giuridiche a tutela degli operatori economici” cosa che contribuisce enormemente al calo degli investimenti diretti esteri nel Paese.

Il turismo, nonostante tutto, rimane uno dei settori dove poter investire: “il governo venezuelano ha annunciato di voler promuovere il flusso turistico, in particolare nei siti più conosciuti”, spiega Giorgi.

Il Venezuela possiede circa 2.700 chilometri di costa caraibica, 1.000 di costa atlantica, un clima variegato che va dal tropicale al montano e una varietà morfologica e faunistica. Secondo gli ultimi dati pubblicati dal Ministero per il Turismo, durante il 2008, l’occupazione alberghiera media ha raggiunto il 75,95% a livello nazionale.

Il Ministerio de Turismo, per incrementare il turismo nazionale ha definito il Plan Nacional Estrategico de Turismo 2007/2012 (PDT), individuando sette poli di sviluppo, che si caratterizzano per possedere i maggiori elementi di attrazione di carattere naturale, culturale e produttivo, per i turisti nazionali ed internazionali.

Ecco l’elenco:

– Polo de desarrollo N° 1: Stati Falcon, Yaracuy e Carabobo;

– Polo de desarrollo N° 2: Stati Anzoategui, Sucre, Monagas e Nueva Esparta;

– Polo de desarrollo N° 3: Stato Bolivar;

– Polo de desarrollo N° 4: Stati Tachira, Merida e Trujillo;

– Polo de desarrollo N° 5: Isole Los Roques y Las Tortugas;

– Polo de desarrollo N° 6: Stati Sud Guarico e Cojedes;

– Polo de desarrollo N° 7: Stati Aragua, Miranda, Vargas, il nord del Guarico e Distrito

Capital;

Questi sono i luoghi da considerare se state meditando di vivere di turismo in Venezuela.

Molti italiani, d’altra parte, hanno fatto da tempo un investimento del genere: A Gran Roque, maggior centro abitato dell’arcipelago di Los Roques che raccoglie centinaia di atolli corallini, vivono molti italiani titolari di alberghi e pensioni. I nostri connazionali sono talmente numerosi che l’italiano è considerato la seconda lingua dell’arcipelago.

Ma a Los Roques non esistono case in vendita. Per investire in un’attività turistica, molti consigliano dunque l’isola Margarita, che vanta ben 170 km di spiagge meravigliose.

Qui è possibile comprare un appartamento da 60 metri quadrati a circa 50mila euro. L’isola è anche un porto franco, molti beni di prima necessità sono quindi a buon mercato.

“Bisogna avere ben chiaro quale progetto portare avanti, una volta arrivati in Venezuela. Non è un Paese dove ci si puo’ improvvisare imprenditori”, avverte il direttore Ice Alfredo Giorgi.

“Anche per quel che riguarda il mercato della casa, considerate che ben due milioni di persone non hanno un’abitazione. Questo comporta un mercato in continuo movimento”. Un’altra tegola di incertezza in un Paese bellissimo quanto instabile. Nell’economia come nelle scelte politiche.

A cura di Leandro Diana

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Tel.: +58 241 8240967 / 8259085

Instituto Italiano para el Comercio Exterior

Departamento para la Promoción de Intercambios Comerciales

de la Embajada de Italia

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Fax: +58 241 8240967 / 8259085

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