Oliver è una persona sempre alla ricerca di nuove esperienze, una persona a cui piace conoscere gente nuova, mescolarsi con le diverse culture e viaggiare, con la consapevolezza che nei suoi viaggi sarà solo e che dovrà affrontare tutto con grinta e coraggio.

Italiani a Barcellona

“Provengo da un piccolo paese di nome Thiene, in provincia di Vicenza. Lavoravo come tecnico per una piccola ditta, lavoro che mi portava in giro per il mondo. Personalmente sono una persona sempre in cerca di nuove esperienze, così dopo aver soggiornato brevemente in Inghilterra e in Francia, ho deciso di provare anche la Spagna. A Barcellona ci sono arrivato seguendo il mio istinto e un mix di eventi che hanno facilitato la decisione. Sinceramente, non avevo previsto per quanto tempo ci sarei rimasto, in quel periodo per me la cosa più importante era quella di immergermi completamente e di vivere appieno quella che ad oggi rimane la più profonda e significativa esperienza della mia vita. Ho vissuto tutto come se fossi tornato un ragazzino e il fatto di non parlare e capire la lingua del posto, mi ha permesso di capire esattamente come ci si sente ad essere uno “straniero”. E`stata dura, veramente dura vivere in una città di quasi 2 milioni di abitanti, per me che provenivo da un paesino di 25.000 anime! A volte mi sembrava di essere muto, incapace di parlare, scrivere e ascoltare, con la netta sensazione che tutti i miei sensi si fossero persi per strada. Ma è proprio in queste occasioni che si incontrano le persone “giuste”! Ogni volta che ci ripenso, sorrido e penso che nella vita nulla accade per caso, anche la peggiore delle esperienze può servire a prendere con maggiore serenità qualunque decisione!”

☞ Vuoi investire in Spagna? Ti spieghiamo come aprire un'attività a Barcellona! ☜

Immagino il tuo disagio iniziale… e poi cosa è successo? Sei riuscito a trovare un’occupazione?

Sì, non è stato facile, ma nemmeno troppo difficile. Sono tecnico in installazioni di sistemi industriali per Spagna e Portogallo. La questione è che, quando esci dal tuo ambiente familiare, nessuno ti conosce e ti favorisce! Devi conquistarti il rispetto e la stima sul campo, partendo ovviamente sempre dall’ultima fila e in questo caso, a mio parere, l’umiltà è la qualità migliore per andare avanti.

C’è qualche agenzia a cui fare riferimento per la ricerca di un lavoro?

Sì, qui come in Italia, ci sono agenzie che si occupano di questo, ma ormai quasi tutto passa per internet. Le offerte di lavoro sono varie e, tra tutte, spiccano quelle riguardanti il turismo e il settore alimentare. In quest’ultimo caso, le opportunità si moltiplicano visto la rinomata fama del Bel Paese, gli stipendi però sono di gran lunga inferiori a quelli italiani.

In cosa consiste il tuo lavoro?

Il mio lavoro è molto vario e si svolge in tutto il territorio spagnolo e portoghese. Può capitarmi di passare le classiche otto ore in ufficio a Barcellona, come anche di passare giornate intere a viaggiare o lavorare, senza che riesca a rendermi conto delle ore che passano.

Italiani a Barcellona

Cosa puoi dirci di Barcellona?

La città è molto bella, ricca di arte, storia e modernità. E’difficile annoiarsi. Dal mare alla montagna, dagli spettacoli, ai musei, ai negozi e tanto altro, un mix di cose differenti da fare, a seconda della stagione, della voglia e del portafogli. I trasporti funzionano benissimo, a differenza dell’Italia purtroppo, tanto che l’auto diventa un optional! La gente del posto si mescola con i tanti turisti provenienti da tutto il mondo e con gli immigrati, che diventano sempre più importanti per lo sviluppo dell’economia di Barcellona e provincia. Come in tutte le grandi città, ci sono quartieri sicuri e di alto livello come l’Example o altri più pericolosi, come il Raval o la Mina. In ogni caso, è facile evitare i pericoli e le brutte esperienze con un po’ di buon senso. A Barcellona, come in tutta la Catalunya, la lingua ufficiale è il catalano e non è raro avere colloqui con persone che si rifiutano volutamente di parlarti in spagnolo o che, per il fatto di essere italiano, ti guardano in modo differente. Per poter vivere bene nelle grandi città, bisognerebbe entrare quanto prima nella mentalità locale, facendola propria; prima ci si riesce, prima si inizia a vivere bene. E’ molto importante non fermarsi mai alla prima impressione, avere una grande pazienza e tanta voglia di rimettersi in gioco!

☞ Ecco tutto quello che devi sapere per trovare lavoro in Spagna

Se volessi trasferirmi a Barcellona, cosa mi consigli di fare in primis?

Le prime due cose da fare sono: la ricerca di un alloggio e il documento di residenza, che viene rilasciato in una mattina (la burocrazia è decisamente più semplice e snella di quella italiana). Per quest’ultimo serve un indirizzo di residenza. Una volta fatto questo, ci si sistema con la sanità ed un eventuale conto bancario. L’uso telematico dei pagamenti è molto sviluppato, economico e veloce. Per la ricerca di un appartamento sicuramente è consigliabile rivolgersi ad un’agenzia. I prezzi e i requisiti, variano anche di molto, in base alla zona in cui si sceglie di abitare. Ovviamente bisogna partire dal presupposto che, vivere in capitali europee, ha un costo decisamente superiore rispetto ad altre zone.

Come trascorri le tue giornate?

Durante la settimana, se mi capita di rimanere a lavorare in città, mi piace fare delle lunghe passeggiate, della buona attività fisica e anche prepararmi delle buone cene a base di pesce, visto che qui è a buon mercato ed è molto buono. Normalmente il fine settimana, frequento le spiagge del Maresme o della Costa Brava, vicine a Barcellona. Di sera invece, mi piace molto andare a teatro o a qualche Musical.

Spagna Vs Italia: in cosa primeggia l’una sull’altra?

Le differenze sostanziali tra i due Paesi, si riscontrano nella burocrazia, nei trasporti e nelle infrastrutture. La differenza, decisamente abissale, rende la vita meno stressante e decisamente più semplice. Purtroppo anche qui ha colpito la globalizzazione e tutto si sta uniformando al resto d’Europa, togliendo pian piano, quella parte originale, caratteristica di tutti i Paesi. Vengono effettuati degli ottimi investimenti in lavori pubblici, senza eccessivi sprechi di denaro pubblico; i politici percepiscono stipendi che non hanno nulla a che vedere con quelli dei politici italiani e molte delle pratiche pubbliche si possono tranquillamente svolgere tramite internet, cosa che, in città come questa, è praticamente indispensabile. Credo che, tutto questo, permetta alle persone di godersi più la vita rispetto a noi italiani, presi come siamo a pagare gli errori di una cattiva e sbagliata politica nazionale.

► Leggi la Guida Definitiva per trasferirti a vivere a Barcellona! ◀

Italiani a Barcellona

C’è da dire però, che anche la Spagna sta attraversando un momento alquanto critico in campo lavorativo..

Purtroppo devo confermare che il livello dei disoccupati spagnoli sta aumentando giorno dopo giorno, in modo vertiginoso, battendo tutti i record. Anche in questo Paese la moria di industrie è giornaliera, accentuata dal fatto che la Spagna non ha rilevanti industrie proprie. Le multinazionali colpite dalla crisi mondiale, spesso sono costrette a sacrificare stabilimenti spagnoli per salvare i propri centri di lavoro principali. Regioni che normalmente tirano l’economia nazionale, come la Catalunya, sono costrette a fare i conti con i tagli imposti dal Governo per sostenere l’emergenza disoccupazione, arrivata ormai sopra il 20% dei potenziali lavoratori.

Nonostante tutto hai deciso di restare in Spagna, perché?

Il mare, il sole e il clima in generale contribuiscono a trattenermi qui. Adoro parlare spagnolo, mi piace conoscere gente diversa e mescolarmi con le diverse culture. Qui ogni giorno può essere un giorno nuovo, in cui imparare sempre qualcosa di interessante. E poi, sinceramente, di vedere quelle facce da pere morte (per non dire altro) dei nostri politici, proprio non ne ho voglia!

Se ti chiedessi tre buoni motivi per vivere in Spagna, quale sarebbe la tua risposta?

Poca burocrazia, luoghi bellissimi e la mancanza di quel senso di giudizio tipicamente italiano.

Tra le due realtà, quella italiana e quella spagnola, quale credi sia quella idonea per vivere un futuro tranquillo e dignitoso?

Sinceramente credo che i due Paesi siano molto simili, anche se lo stile, il gusto per il bello e le tradizioni italiane sono decisamente uniche al mondo. Per me, adesso, si vive meglio in Spagna, almeno fino a quando l’Italia non tornerà ad essere degna del nome che porta.

Italiani a Barcellona

Sei soddisfatto della scelta fatta anni addietro?

Sì, sono molto soddisfatto. È stata una scelta che mi ha profondamente cambiato. Tuttavia, nonostante la Spagna sia riuscita a regalarmi molto di quello che ho cercato inutilmente in Italia, sento che il mio destino è in un altro posto, anche se, sicuramente, non chiuderò mai definitivamente le porte a Barcellona e ai buoni amici che ho incontrato qui fino ad oggi.

Quattro anni a Barcellona… più gioie o più dolori?

Le esperienze più dolorose, sono quelle che si ancorano nel cuore, quelle che non si dimenticano, quelle che ti fanno prendere un aereo per tornare a casa. Con il passare degli anni, si impara a non odiare nulla di quello che ti ha fatto soffrire, al contrario si imparano ad apprezzare tutte le occasioni che ci permettono di superare i nostri limiti. Per me le felicità si mescolano alle difficoltà, perché ad ogni angolo di strada, si incontrano persone di cuore disposte ad aiutarti. E’ sempre bene partire con le idee chiare e con la consapevolezza che nel nostro viaggio saremo soli e che tutto andrà affrontato con grinta e coraggio. Il giorno che andrò via da Barcellona, riempirò la valigia di colori, suoni e magia di un’esperienza davvero fantastica. Ho vissuto momenti che mai avrei immaginato di vivere nella mia vita, momenti che non basterebbe un libro per raccontarli, perché i quattro anni vissuti qui, sono stati vissuti intensamente, in tutti i sensi. Se ci si apre al mondo, il mondo si apre a te, ma per fare questo bisogna soprattutto essere flessibili e disposti a capire che in qualunque posto decidiamo di vivere, saremo sempre degli ospiti in un Paese che non è il nostro. Quindi rispettare e tollerare la civiltà che ci accoglie, è senza dubbio la parte più importante del nostro viaggio.

Ne approfitto per inviare un saluto e un in bocca al lupo a tutti!

Oliver

oliver.rossi.46@gmail.com

A cura di Nicole Cascione

Per conoscere meglio la Spagna: www.tierra.it