Matteo: mi sono re-inventato a Tenerife

A cura di Maricla Pannocchia

Quando abitava in Italia, Matteo si sentiva come soffocare tra uno stile di vita in continuo peggioramento, costanti aumenti delle tasse, pedaggi e obblighi vari. Il suo lavoro come agente di commercio per la grande distribuzione, inoltre, portava sempre meno risultati. Ecco che l’uomo ha deciso di trasferirsi con la madre a Tenerife.

Sull’isola, Matteo si è re-inventato. Dopo aver lavorato, inizialmente, come barman presso un bar d’italiani, l’uomo ha messo a frutto le sue competenze nello sport e ora è coach di crossfit di livello 2. “Quando sono arrivato non parlavo lo spagnolo, ho frequentato un breve corso ma è stato grazie al mio lavoro, che mi ha fatto conoscere tante persone, che ho imparato veramente la lingua”, racconta Matteo.

È molto importante, secondo Matteo, non recarsi a Tenerife senza avere un piano, perché le cose potrebbero non andare come previsto. Fra i pro del vivere lì, l’uomo, amante del caldo e del mare, inserisce sicuramente il clima e lo stile di vita più rilassato, nel quale le persone non giudicano e il focus non è sui soldi e le apparenze. Fra i contro ci sono le difficoltà tipiche del trovarsi su un’isola.

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Matteo Brambilla Tenerife

Ciao Matteo. Quando e perché hai deciso di lasciare l’Italia?

Ciao a tutti! Ho deciso di lasciare l’Italia nel 2015 ma era già qualche anno che avrei voluto farlo. Sono sempre stato attratto dal clima estivo e dal mare. Ciò che mi ha spinto a lasciare l’Italia è stato il senso d’insoddisfazione che provavo stando lì tra peggioramento della qualità della vita, aumenti continui di tasse, pedaggi e obblighi vari. Inoltre, mi stavo rendendo conto che, con il passare del tempo, il mio lavoro di agente di commercio per la grande distribuzione portava sempre meno risultati.

Ora vivi a Tenerife. Come mai hai scelto proprio quest’isola?

L’ho scelta un po’ perché, ai tempi, ne parlavano in molte persone e un po’ perché, comunque, facendo parte dell’Unione Europea, è facile trasferirvisi. Direi, quindi, che mi sono trasferito proprio a Tenerife e non su un’altra isola perché era quella di cui sentivo parlare di più da altra gente.

Quando ci sei andato per la prima volta e cosa ti ha conquistato?

Sono venuto qui per la prima volta nel novembre del 2016 ed è stato un colpo di fulmine. Non saprei identificare un qualcosa di specifico che mi ha colpito, diciamo che mi sono innamorato un po’ di tutto quello che compone quest’isola. All’inizio, ci sono stato poco, solo per una settimana, quindi, ovviamente, non ho potuto conoscere sin da subito ogni aspetto di Tenerife e della vita qui. Come accennavo prima, poi, adoro il mare e il clima caldo, quindi questo ha contribuito a farmi scegliere questa meta per il mio trasferimento.

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Come hanno reagito amici, parenti e conoscenti davanti alla tua scelta?

Al momento della partenza, avevo divorziato da mia moglie da un anno e l’unica mia parente stretta era mia mamma, che è venuta con me. Non sarei potuto partire senza di lei. Per quanto riguarda gli amici, a quelli più stretti l’ho detto quasi subito mentre, agli altri, a pochi giorni dalla partenza. Alcuni sono rimasti a bocca aperta, altri mi hanno scoraggiato ma la maggior parte è stata entusiasta e mi ha augurato buona fortuna. Il mio migliore amico Cristian si è perfino commosso, perché era dispiaciuto della mia partenza, anche se era felice nel vedermi iniziare questa nuova avventura.

Matteo Brambilla Tenerife

Come ti sei organizzato prima della partenza?

Prima di partire ho frequentato vari corsi come quello per barman, bagnino o per imparare a mixare come DJ. Il mio scopo era non solo cambiare posto in cui vivere ma anche cambiare lavoro. In effetti, qui a Tenerife poi ho cambiato totalmente professione. Per fortuna, praticavo crossfit ed è stato facile conseguire un certificato come istruttore.

Di cosa ti occupi?

Sono coach di crossfit di livello 2 e insegno nel box La Jaula a Las Chafiras.

È facile, per un italiano, trovare lavoro lì?

Dipende. All’inizio ho trovato un lavoro come barman presso un bar d’italiani ma poi la fortuna ha voluto che il mio box cercasse disperatamente un coach e così ho iniziato a insegnare lì. In principio, il titolare era un po’ titubante per via della fama che gli italiani hanno qui sull’isola ma poi la mia competenze l’ha fatto ricredere.

Come ti sei mosso, tu, per trovare lavoro?

Mi sono messo alla ricerca di un lavoro dandomi daffare e portando curricula ovunque.

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Credi che sia importante parlare lo spagnolo sin dall’arrivo?

Quando sono arrivato non parlavo lo spagnolo e ho frequentato un breve corso per impararlo. Devo dire, tuttavia, che l’ho imparato veramente durante il mio lavoro, insegnando alla gente del posto. Non vi dico le risate quando, durante il lavoro, mescolavo italiano e spagnolo.

Come funziona, dal punto di vista burocratico, per vivere e lavorare lì?

Io sono stato aiutato dal mio titolare e da Cristina, l’amabile titolare di una agenzia immobiliare, e non ho avuto alcun problema. Io sono dipendente quindi non saprei dire come funziona dal punto di vista burocratico per chi vuole avviare una propria attività. In generale, per la documentazione necessaria, è tutto abbastanza semplice. Basta avere i requisiti richiesti.

Pensi che gli stipendi siano in linea con il costo della vita?

Trovare alloggio per chi non ha una casa di proprietà non è proprio facile. Molto dipende, poi, dallo stile di vita che si vuole fare. Io ho scelto di vivere in maniera semplice, quindi riesco a mantenermi senza troppi problemi. Ci tengo a precisare che ho un appartamento mio.

Puoi dirci il prezzo di alcuni beni e servizi di uso comune?

In generale direi che i costi possono cambiare anche di molto in base al posto dove compri.

Matteo Brambilla Tenerife

Come ti sei mosso per trovare un alloggio?

Per trasferirmi ho contattato Cristina, titolare di un’agenzia immobiliare, per trovare un appartamento in affitto. In seguito, ho cercato un appartamento da comprare e mi sono mosso leggendo annunci, rivolgendomi all’agenzia e sfruttando le conoscenze fino a quando non ne ho trovato uno che faceva al caso mio.

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Quali sono i costi medi e le zone in cui è possibile vivere bene spendendo il giusto?

Vivendo nelle zone più turistiche, ovviamente, si spende di più. Io, ad esempio, vivo a sud, a Costa del Silencio, e questa zona è un po’ più vivibile di Los Cristianos e Las Americas. Direi che, in generale, specialmente per la questione affitti, il nord è più economico.

Come sei stato accolto dalla gente del posto?

Gli italiani, appena arrivati, non sono ben visti dalla gente del posto. Frequentando i locals, poi, si riesce a entrare in confidenza con loro e a creare dei rapporti di amicizia. Nel mio caso, sono stato aiutato dal mio lavoro, che mi ha permesso di conoscere molte persone.

Quali sono, secondo te, le differenze e gli eventuali punti in comune fra lo stile di vita a Tenerife e quello in Italia?

Direi che questo è uno degli aspetti più belli perché, venendo qui, puoi crearti il tipo di vita che vuoi, ripartendo da zero. In Italia vivevo nella mia cerchia di amicizie e conoscenze, avevo un certo status sociale che tutti ci sentiamo, in qualche modo, obbligati a mantenere. Tutto ruota intorno al lavoro, ai soldi, allo sfoggio dei beni materiali e via dicendo. Qui, invece, puoi permetterti di essere ciò che sei realmente e nessuno ti giudica. Questa è la parte che preferisco dell’isola, dove la qualità della vita prevale su tutto il resto.

Com’è una tua giornata tipo?

Dipende dal turno che faccio in palestra ma, in generale, lavoro 6 ore il giorno e dedico il resto del tempo a me stesso. Preferisco vivere di giorno in giorno. Vado in spiaggia, al mare o nella natura, oltre ad allenarmi al box. Nel fine-settimana mi riposo. La sera esco poco, avendo abbandonato la vita notturna, visto che ho già dato quando vivevo in Italia.

Come valuteresti servizi come la sanità e i mezzi pubblici?

Mia madre, purtroppo, è venuta a mancare per un tumore e, nel suo percorso, i medici hanno fatto ciò che era possibile, visto che la sua malattia non era curabile. Mia madre è stata assistita con molta cura sin dal primo giorno. Per esempio, le hanno fatto una TAC nel giro di 5 giorni, le hanno dato l’appuntamento con un oncologo nel giro di 10 e l’hanno sottoposta a una biopsia nel giro di 15 giorni. I mezzi pubblici sono abbastanza efficienti, compatibilmente con il traffico dell’isola.

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Quali sono state le difficoltà più grandi da superare?

Ho dovuto vendere tutto ciò che avevo in Italia per portare qui il meno possibile. Molti oggetti erano legati ai miei genitori o nonni.

E quali i momenti di gioia e soddisfazione?

Ogni mattina mi sveglio carico e con entusiasmo, senza guardare l’orologio e senza avere il pensiero opprimente delle scadenze, dell’IVA o di Equitalia.

Che consigli daresti a chi vorrebbe trasferirsi a Tenerife?

Sicuramente di avere una professione specializzata. Non è possibile venire qui dicendosi “intanto vado, poi vedrò” perché si rischia di non trovare quello che si cerca.

Quali sono i pro e i contro del vivere lì?

Tra i vantaggi del vivere qui metterei, prima di tutto, il clima, poi i costi generalmente inferiori a quelli italiani e lo stile di vita che, come ho detto, è molto differente da quello del mio Paese natale. I contro, invece, non saprei… forse direi che, a volte, il fatto di vivere su un’isola può essere un po’ limitante.

Che suggerimenti hai per chi, invece, vorrebbe andarci in vacanza?

Consiglierei di non fermarsi solo ai posti turistici ma di visitarla tutta.

Ogni quanto torni in Italia e cosa ti manca di più del tuo Paese natale?

Mi mancano gli amici.

Progetti futuri?

Tendo a non pianificare. Al momento mi concentro sulla mia vita com’è ora. Per il futuro, vedremo.

Per seguire e contattare Matteo:

E-mail: bibc.brambilla@gmail.com

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