Ludovica Valentina: professoressa a Barcellona

Di Matteo Melani

Se l’inglese è la lingua più parlata quando ci muoviamo fuori dai nostri confini, l’italiano mantiene sempre il suo fascino e la sua raffinatezza. “La nostra lingua è amata per i grandi autori che nella storia l’hanno resa famosa con le loro opere”, dice a Voglioviverecosi.com Ludovica Valentina, professoressa di Lingua e letteratura italiana all’Università di Barcellona.

All’estero l’amore per la nostra lingua è molto sentito, tanto che sono aumentati gli insegnamenti legati alla letteratura italiana. Secondo gli ultimi dati del rapporto “L’italiano nel mondo che cambia”, gli studenti stranieri che si sono avvicinati al nostro idioma sono 2.065.787. Il 56% del totale (1.164.434 studenti) si concentra nelle scuole pubbliche, seguono le scuole degli enti gestori, le università e le Società Dante Alighieri, istituzione per la diffusione dell’italiano.

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Numeri che confermano l’interesse per la nostra tradizione linguistica a tutti i livelli: dai bambini dei primi anni scolastici fino ai giovani adulti. L’apprendimento contempla la nostra tradizione letteraria a tutto campo.

Si va dai classici come Alessandro Manzoni, da cui molti registi hanno preso spunto per realizzare film e documentari su “I Promessi Sposi”, fino agli autori contemporanei. Ma lo studio si allarga anche ad altri ambiti come il cinema, la storia dell’arte o la musica. Infatti in giro per il mondo si possono vedere spettacoli teatrali che mettono in scena racconti italiani.

Com’è facile immaginare nei paesi dell’Ue c’è il maggior numero di studenti. Se Francia e Germania sono due nazioni rivali nel calcio, nella passione per la nostra lingua invece sono degli alleati. Infatti Oltralpe sono 274.898 mentre in Germania ammontano a 237.910 e molte università a prezzi contenuti offrono corsi di italiano. La lingua infatti non conosce diversità o luoghi comuni. Sempre in Europa, un altro paese dove l’italianità è apprezzata è proprio la Spagna. “

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Tra italiani e spagnoli c’è moltissima empatia”, spiega Valentini. “Tanti si appassionano alla nostra cultura e ciò è determinato dalle iniziative che fa la comunità italiana”. Il detto “l’unione fa la forza” rimane valido in tutti i contesti, anche fuori dal nostro Paese, dove i nostri connazionali emigrano in cerca di nuove opportunità mantenendo le proprie origini. Oltre a migliorare la propria vita, essi contribuiscono alla valorizzazione della nostra identità.

La diffusione delle nostre tipicità Made in Italy alimenta l’amore per la nostra Italia. Oltre che per le vendite, i prodotti di moda e design raccontano lo stile italico e attirano le nuove generazioni a passare del tempo da noi per vacanza o formazione. Molti giovani vengono in Italia in Erasmus o per imparare un mestiere artigianale in un’azienda affermata.

Ma l’amore per l’Italia si espande anche oltre il continente europeo. Malgrado in Asia l’italiano sia ancora poco valorizzato, a Pechino si sta allargando anche alle facoltà scientifiche. Si tratta di un rafforzamento del rapporto fra i due paesi, dato che in terra cinese ci sono tante imprese italiane e tanti cinesi vengono ad investire in Italia. Anche in Canada e negli Stati Uniti la nostra identità è rappresentata in diverse categorie lavorative, basti pensare ai tanti ristoranti che si possono vedere a New York o a San Francisco.

Oggi il mondo è sempre più aperto e le barriere geografiche sono sempre più sottili. Questa condizione- la globalizzazione- ha portato nuove opportunità di lavoro, generando posti nei paesi che ospitano prestigiosi marchi di multinazionali.

Se non tutti gli economisti e i sociologi sono concordi che l’interconnessione abbia portato benefici reali all’economia, senza dubbio la conoscenza è diventata più accessibile rispetto a decenni fa. “Mi sto impegnando- dichiara la professoressa Ludovica Valentini- a creare un sistema di insegnamento online dell’italiano in nome di un mondo sempre più unito”.