Lorenzo, in Australia  mi sono reinventato come fotografo

Originario di Roma, Lorenzo – 40enne, ex restaurant manager e ora fotografo – è partito alla volta di Sydney nel 2012, con un Working Holiday Visa, per poi tornarci l’anno successivo e stabilirsi definitivamente lì.

Nonostante, all’arrivo, l’uomo si sia sentito spaventato, adesso che vive stabilmente a Sydney non la cambierebbe mai. Il costo della vita è allineato agli stipendi e la città offre moltissimo in ogni settore. Inoltre, Lorenzo è stato accolto sempre benissimo dalle persone del posto, anche se fare amicizia con i locals non è facile.

La difficoltà più grande, per Lorenzo, era il non saper parlare l’inglese ma, sforzandosi di parlarlo nonostante gli errori, adesso l’uomo comunica benissimo anche in quella lingua e si gode i frutti della sua nuova carriera nel mondo della fotografia.

Lorenzo Passalacqua

Ciao Lorenzo, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…

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Ciao a tutti, sono Lorenzo, ho 40 anni e vengo da Roma. Lavoro nella ristorazione da anni perché amo il contatto con i clienti e l’adrenalina che provo il sabato sera quando ci sono 400 prenotazioni. Negli ultimi due anni ho portato la mia passione per la fotografia a un livello superiore, con la licenza da operatore di drone e fotografo aereo.

Quando e perché hai deciso di lasciare l’Italia?

Sono venuto qui in Australia per la prima volta nel 2012, per schiarirmi le idee dopo una relazione di 5 anni finita male. Usai il Working Holiday Visa e m’innamorai di questo Paese. Per questo ci sono tornato nel 2013, per rimanerci in pianta stabile.

Vivi a Sydney da 8 anni. Come mai hai scelto di trasferirti proprio lì?

A dir la verità non l’ho scelto. È stato casuale e sicuramente il fatto di avere un amico qui ha contribuito. Vivendoci, posso dire che non la cambierei mai. Il clima è fantastico, le spiagge sono meravigliose e la qualità della vita è incredibile.

Ricordi cos’hai provato appena arrivato?

Ho pianto. Non ero mai stato così lontano da casa prima. Avevo uno zaino da 15 chili e nessuna idea di cosa fare. Il primo sentimento è stato sicuramente la paura, anche perché non parlavo l’inglese.

Puoi parlarci meglio del Working Holiday Visa?

All’inizio ho fatto il Working Holiday Visa e non ho mai pensato di rinnovarlo facendo le farms. Non erano per me, amo le città e non saprei vivere in un posto con meno di 50.000 persone. Tornai con un visto turistico, che trasformai poi in uno student visa. L’esperienza della scuola mi è piaciuta tantissimo, se si è bravi a gestire i soldi si riesce ad avere una vita decente mentre s’impara qualcosa di nuovo e si lavora.

Sei stato a lungo restaurant manager. Puoi raccontarci delle tue esperienze in merito?

Quello che più era diverso dalle mie esperienze romane era l’attenzione al cliente. Qui tutti hanno paura di un reclamo perché cercano sempre di rimediare un dessert gratis o uno sconto usando ogni scusa. La seconda cosa che mi ha impressionato è quanto si punti sul team. Ho sentito tantissime volte la frase “no team, no win”, dedicando ore al training per i nuovi arrivati per non lasciare nessuno indietro. Si vince insieme e si perde insieme.

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È facile trovare lavoro nella ristorazione? Che consigli daresti a chi vorrebbe farlo?

È molto facile trovare lavoro in questo campo, anche senza esperienza. Ho due consigli che credo siano fondamentali. Il primo è, se non avete esperienze, non mentite spudoratamente sul CV. A un manager con 20 anni di esperienza bastano 5 minuti per capire se avete scritto una bugia o meno. E se mentite su un pezzo di carta, perche dovrei fidarmi di voi? Il secondo riguarda un aspetto che reputo fondamentale, ovvero, l’atteggiamento. Se non sapete fare il lavoro guardate, imparate, fate domande. Siate propositivi. Io, personalmente, preferivo prendere una persona senza esperienza ma desiderosa d’imparare un mestiere piuttosto che una persona con esperienza ma senza una buona attitudine.

Cosa ti ha spinto, poi, a mollare quella strada per diventare fotografo?

Mi sono rotto il ginocchio lavorando e ho subìto 3 operazioni. Ancora oggi il mio ginocchio è in pessime condizioni. Il Covid-19 ha solamente aumentato le mie possibilità di cercare una strada diversa.

Hai qualche suggerimento per aspiranti fotografi?

Non mollate mai. Lo scrivo perché la maggior parte delle persone fallisce non per mancanza di abilità ma, semplicemente, per la paura di non farcela. Prefissatevi un obiettivo e perseguitelo. Io diventerò l’Australian Photographer of the Year 2023. Lo so. Accadrà.

Cosa caratterizza la tua fotografia? Che messaggi vorresti trasmettere attraverso le tue foto?

L’uso del drone mi fa avere una prospettiva diversa sulle coste e sui paesaggi dell’Australia. Cerco di avere più dettagli possibili e di far sembrare la schiuma delle onde come se fosse un dipinto.

Presto uscirà un tuo libro fotografico. Ti va di parlarne?

È un progetto iniziato 17 mesi fa e fa vedere tutte le Rock Pools di Sydney da un’angolazione verticale, facendole sembrare delle porte nell’oceano. È un atlante che descrive e racconta ogni piscina, da nord a sud.

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Pensi che gli stipendi siano in linea con il costo della vita?

Totalmente. Spesso la gente paragona Sydney al proprio paese di nascita, dimenticandosi che non puoi paragonare Sydney a un piccolo paese siciliano. Da romano vi dico che Roma costa di più.

Puoi dirci il costo di alcuni beni e servizi di uso comune?

Latte fresco 1.20 $

Benzina 1.80$

Pasta Garofano 3$

Prosciutto di Parma 55$

Un litro d olio 15$

Come valuteresti servizi come la sanità, la burocrazia e i mezzi pubblici?

Venendo da Roma, dove gli autobus notturni sono dei fantasmi e la criminalità nelle metro è altissima, questo posto è il paradiso. Google dice i tempi di passaggio dei mezzi e spesso non tardano neanche di un minuto. Pulizia e senso di sicurezza ti fanno viaggiare sempre tranquillo, anche di notte.

Come ti sei mosso per cercare un alloggio?

Ho usato vari siti come Domain e Flatmate. Prima era molto più facile trovare un alloggio e, ormai, vivo nella stessa casa da 6 anni.

Quali sono i prezzi medi e le zone in cui, secondo te, è possibile vivere bene spendendo il giusto?

Non credo si debba parlare di spesa giusta ma di spesa intelligente. Amo Pyrmont e le zone centrali, mi ricordano il caos romano e mi sento a casa. A me piace vivere in case nuove e attrezzate con piscina e palestra, sacrificando la vicinanza al mare. Ogni zona è “giusta” se vi fa stare bene.

Come sei stato accolto dalla gente del posto?

I locals sono abituati agli stranieri. Persino quando non parlavo una parola d’inglese trovavo lavoro e tutti hanno sempre cercato di aiutarmi. Credo che l’ostacolo, per chi arriva qui, sia pensare costantemente che le persone del posto stiano esprimendo giudizi negativi sul suo conto. Andate tranquilli, sono andato al casinò con il pigiama e nessuno mi guardava o rideva. Ho sentito molto l’accoglienza australiana.

Come descriveresti le loro vite?

Non ho amici australiani perché sono molto freddi e, di solito, non riescono ad avere una conversazione se non hanno una birra in mano. I locals non hanno quasi nessun hobby o storia che ti arricchisce. Sono molto dediti al lavoro e al sabato sera.

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Quali sono state le principali difficoltà da affrontare e come le hai superate?

Sicuramente il fatto di non parlare inglese. Non potendo fare amicizia per via dei limiti di comunicazione la solitudine era molta, e spesso ho pensato di mollare. Ho superato la difficoltà non vergognandomi di parlare in inglese. Sbagliavo ogni tempo verbale e le congiunzioni, allora, usavo il linguaggio del corpo per farmi capire. Dopo 8 anni di vita qui, ho 8 al mio test Ielts d’inglese orale, senza averlo mai studiato.

E quali, invece, le gioie e le soddisfazioni?

Sentirsi mentore di ragazzi che arrivavano a lavorare come diamanti grezzi e vederli splendere in 6 mesi. Ho contatti con molti di loro, che mi ringraziano ancora.

Che consigli daresti a chi vorrebbe trasferirsi lì?

La cosa più difficile è trovare il coraggio di comprare il biglietto aereo. Non abbiate paura. Lanciatevi.

E quali a chi vorrebbe andarci in vacanza?        

Il costo della vita, paragonato agli stipendi che ci sono in Italia, richiederà molti soldi. Preparatevi a spendere più di quello che pensate. Partite per almeno 3 settimane e andate alla scoperta dei posti al di fuori delle grandi città, perché quella è la vera Australia.

Cos’hai imparato, finora, vivendo lì?

Ho imparato che nulla è impossibile in questo Paese, se davvero metti tutto te stesso nel raggiungere i tuoi obbiettivi.

Progetti futuri?

Un altro progetto fotografico chiamato “Valanga”, che riprende i surfisti che sembrano scappare da delle valanghe create da onde altissime.

Per seguire e contattare Lorenzo:

E-mail: dronelikelorenzo.com

Sito web: www.dronelikelorenzo.com

Instagram:    dronelikelorenzo