Lavorare in Cina

La Cina, conosciuta anche come la Fabbrica del Mondo, è una grande potenza mondiale, una terra enorme, segnata da una cultura millenaria.

Quindi, trovare un lavoro all’estero, in particolare quiin Cina, non è molto difficile, l’aspetto senza dubbio più complesso riguarda invece le possibilità di accesso nel Paese.

E’ risaputo infatti che la Cina non è un Paese democratico, basti pensare che per preservare l’armonia al suo interno, il governo ha messo in atto da vari anni una politica di restrizione della rete Internet.

Mentre alcuni siti Web sono completamente bloccati (Facebook, Youtube o Twitter, solo per citare i più celebri), altri sono accessibili, ma caricano molto lentamente (come Gmail o La Repubblica).

Nonostante questo, le possibilità di investimento nel Paese sono davvero molte, basti pensare che attualmente in Cina ci sono più di 1.500 aziende italiane, ripartite fra: Produzione di macchinari; Meccanica; Servizi e imprese e Settore gastronomico.

Per poter entrare nel Paese però è necessario ottenere un visto. A tal proposito è bene sapere che ve ne sono di diverso tipo.

C’è il visto turistico, della durata di 30 giorni, che può essere rinnovato (per un massimo di 90 giorni). Per ottenerlo è consigliabile rivolgersi ad un’agenzia viaggi. Sono necessari: passaporto, biglietti d’aereo e prenotazione alberghiera.

Poi esiste il visto di lavoro (categoria Z), per ottenere il quale occorre una lettera da parte dell’azienda cinese, a cui si aggiunge, una visita medica da effettuare in ospedali designati dal governo. Un altro tipo di visto è quello della Formazione di lunga durata, richiesto soprattutto dagli studenti che desiderano soggiornare in Cina per più di sei mesi. Ed ancora, il visto per la residenza, per tutti coloro che desiderano trasferirsi definitivamente in Cina.

Per richiederlo occorre risiedervi da più di tre anni ed il visto ne dura massimo 10. Ottenerlo è molto difficile, poichè occorrono anche varie certificazioni rilasciate da enti locali. Anche i giornalisti per accedere nel Paese hanno bisogno di un visto specifico, che però viene rilasciato solo dopo importanti controlli anche relativi alla testata di riferimento che, in alcuni casi, deve avere una sede di rappresentanza in Cina.

Poi c’è il visto di visita, utilizzato per brevi soggiorni per motivi di studio o di affari. Solitamente tale visto ha una durata di massimo sei mesi e per richiederlo occorre una lettera dell’azienda o ente cinese che ospiterà lo straniero.

Infine c’è il visto di transito, per un passaggio inferiore alle 24 ore: usato da chi deve solo attraversare la Cina per recarsi in altri luoghi. Una volta individuato il tipo di visto necessario, i documenti da presentare sono: Passaporto valido con scadenza superiore ai 6 o 18 mesi a seconda della durata del visto richiesto; Modulo richiesta del visto con fototessera.

Permesso di lavoro rilasciato dal Ministero Cinese delle risorse umane e Lettera di invito dall’ente autorizzato o dall’azienda.

Per richiedere i visti cinesi ci si deve rivolgere all’ufficio visti di Roma (Sito web: www.visaforchina.it/ROM_IT/ E mail: [email protected]) e Milano (E-mail: [email protected] Sito web: www.visaforchina.it/MIL_IT/) o al consolato di Firenze (Email: [email protected]).

Le domande per ottenere il visto devono essere inoltrate ad uno dei Cvasc di Roma e Milano o dal consolato cinese di Firenze, dietro la compilazione di un modulo online(www.visaforchina.org/ROM_IT/howtogetavisa/quickaccess/index.shtml) che verrà successivamente stampato e presentato allo sportello, nel momento in cui si richiederà il visto, unitamente alla presentazione di determinati documenti.

Il visto, privo di data indicante la durata del soggiorno, potrà essere utilizzato nei tre mesi successivi all’emissione.

Una volta arrivati in Cina, ci si dovrà sottoporre ad una serie di esami medici, a seguito dei quali, ci si dovrà recare presso una stazione di polizia o un ufficio immigrazione per convertire il visto Z in un permesso di soggiorno temporaneo pari alla durata del contratto di lavoro.

Tra le professionalità più richieste ci sono gli architetti, oltre ai manager con un background di addetti alle vendite, risorse umane o con un’esperienza nel settore dei servizi.

Ma anche insegnanti di lingue. Ogni giorno infatti, ci sono migliaia di professori certificati che giungono in Cina e che trovano facilmente un’occupazione.

Un altro importante settore è quello legato alla cucina italiana: lo sviluppo urbano e la creazione di una nuova classe media cinese ha creato un bacino sempre più vasto di persone amanti della nostra cucina. Infine, il settore delle costruzioni risulta ricco di opportunità: tecnici specializzati in Università europee sono molto apprezzati in Cina.

Ovviamente la conoscenza del mandarino può diventare determinante durante la selezione. Quindi, iscriversi ad un corso universitario è utile, perché permette di imparare la lingua.

Per quanto riguarda il curriculum da presentare, è preferibile che sia privo di errori e senza esagerazioni nelle autovalutazioni in campo linguistico.

Inoltre, è bene distinguere sempre, con chiarezza, tra cinese mandarino e cantonese. Per rispettare la privacy di ognuno, nel CV non bisogna inserire mai nomi di persone da cui non si sia ricevuta una precisa autorizzazione.

Dopo aver redatto il proprio CV, è possibile consultare le opportunità di lavoro tramite internet. Sono numerosi i siti a cui poter fare riferimento, primo fra tutti Chinajob (www.chinajob.com/). Qui è possibile trovare vari annunci di lavoro. Altri portali sempre in lingua Inglese sono Chinahot (www.chinahot.com/) e Monster.

Un altro portale ricco di opportunità professionali, dall’assistente di ufficio, al supervisore, agli interpreti di lingua cinese è MyCinaOggi (www.cinaoggi.it/my/). O ancora dei siti locali come quelli di seguito, con inserzioni in lingua cinese:

www.zhaopin.com/

www.chinahr.com/

www.51job.com/

Cliccando sul seguente link invece è possibile inserire il proprio CV e consultare le diverse offerte di lavoro proposte dalla Camera di Commercio italiana in Cina: www.cameraitacina.com/index.php?nav0=95&nav1=119&setlang=2.

Ed ora qualche curiosità sulla Cina.

E’ bene sapere che il costo della vita è decisamente più basso rispetto all’Italia, soprattutto per quel che riguarda i trasporti pubblici e il cibo.

Proprio riguardo alle infrastrutture, il governo cinese ha investito una grande quantità di risorse nella creazione di treni veloci, aeroporti moderni, sistemi metropolitani all’avanguardia ed autostrade. Spostarsi su molte di queste infrastrutture risulta anche abbastanza economico, essendo queste ultime ancora sovvenzionate dallo Stato.

Per quanto concerne il cibo invece, a Shanghai si può ancora mangiare con pochi euro.

Per concludere, se siete pronti a partire per la terra dei dragoni e ad immergervi in una tra le civiltà più antiche, non ci resta che augurarvi Buon viaggio!

Di Nicole Cascione