Irene: sognavo la Nuova Zelanda ma ho costruito la mia vita in Australia
A cura di Maricla Pannocchia
Irene cammina da sempre fra i libri. Adesso che si occupa di biblioteche e cultura, è quasi scontato, ma anche da ragazza, Irene sedeva sulla poltrona, un libro sulle ginocchia, lo sguardo che scorreva sulle parole che la proiettavano in mondi lontani, al di là della sua bella Firenze.
Sorpassando confini, dapprima con la mente e poi con viaggi fisici, Irene ha sempre cercato di andare oltre e, quando le si è presentata l’opportunità di studiare all’estero, grazie al conseguimento di una borsa di studio, non se lo è fatta ripetere due volte. La ragazza non vive la partenza come una fuga ma come un investimento su sé stessa anche se, man mano che la data stampata sul biglietto aereo si avvicina, il suo cuore sembra come rompersi in due.
Da una parte, mette le ali, smanioso di superare veramente quei confini che, sin da bambina, seguiva con la punta di un dito, su una qualche mappa, quasi come a volerli cancellare, ma dall’altra parte sanguina all’idea di salutare i suoi cari. Questi hanno accolto la sua decisione con un po’ di paura, soprattutto perché sanno che, in caso di emergenza, lei non potrà raggiungerli subito. Tuttavia, con il tempo, capiscono che Irene ha fatto la scelta giusta.
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Il volo è lungo, la direzione è l’Australia. Irene atterra a Melbourne e si ritrova catapultata in una realtà completamente diversa da quella in cui è nata e cresciuta. La ragazza si guarda intorno, la bocca spalancata, lo sguardo curioso, quel brivido di adrenalina che la coglie di sorpresa mentre cammina per le strade di quella città che sarà la sua casa per ben sette anni. In realtà, se avesse potuto scegliere, Irene sarebbe andata in Nuova Zelanda, ma ha vinto una borsa di studio per l’Australia e quindi si adatta, imparando a osservare ciò che la circonda, sapendo che ora è nuovo e un giorno le sarà familiare.
A un certo punto, Irene lascia Melbourne per Sydney, dove vive adesso, lavorando come responsabile ad interim dell’Archivio e della Biblioteca di Ricerca presso l’Australian Museum, il museo pubblico più antico dell’Australia. Camminando fra le sue sale, la donna percepisce il vero senso del passaggio del tempo, della scoperta e ritrova quella sua passione per l’andare oltre i confini, verso l’ignoto, che non vuol dire per forza viaggiare ma anche ritrovarsi ad ammirare opere risalenti a tempi ormai passati, per fare una sorta di viaggio indietro nel tempo e ritrovarsi, anche solo con le emozioni e con la mente, in un contesto completamente nuovo. Inoltre, Irene ama costruire connessioni attraverso i libri, creando spazi che favoriscano gli scambi fra culture e che siano accessibili a tutti.
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Nonostante la donna ami il proprio lavoro, ai suoi connazionali che stanno pensando di trasferirsi in Australia dice che trovare un impiego non è necessariamente semplice. Ci sono alcuni settori, come quello della ristorazione, in cui è relativamente semplice inserirsi, anche senza avere titoli di studio australiani, ma è comunque obbligatorio frequentare dei corsi sulla salute e sulla sicurezza. Chi vuole lavorare nei settori professionali, invece, dovrebbe avere delle certificazioni locali, perché spesso vengono chieste, anche se quello che può fare davvero la differenza è la conoscenza o meno dell’inglese, sommata alle capacità pratiche.
Lavoro a parte, l’Australia è un territorio immenso, ancora in grado di offrire tante opportunità, in cui è la natura a farla da padrona. Spazi sconfinati, animali, scorci mozzafiato fanno parte della vita quotidiana di chi, come Irene, abita in Australia. Natura a parte, nelle città australiane si vive bene: certo, il costo della vita è alto, ma lo sono anche gli stipendi, comparati a quelli medi italiani.
In più, Irene gode di servizi pubblici efficienti e di un generale senso di sicurezza. La parte che può impattare di più il budget è quella relativa agli affitti che, in città come Sydney, possono aggirarsi intorno ai 350-400 USD a settimana. Per quanto riguarda la sanità, le cure base sono coperte grazie a Medicare mentre i servizi specialistici restano a pagamento e costosi.
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Irene ha imparato, giorno dopo giorno, ad adattarsi alla sua nuova vita, anche grazie alle persone del posto. Gli australiani l’hanno accolta con un atteggiamento disponibile e informale, che l’ha fatta sentire subito a suo agio. Le loro giornate sono generalmente ben equilibrate fra lavoro e tempo libero ma la vita sociale è solitamente frammentata, legata al quartiere, quindi, fare amicizie profonde può non essere facile.
Nel corso degli anni, Irene ha assistito a vari cambiamenti, vedendo un Paese che si evolve continuamente.
L’Australia si apre sempre di più dal punto di vista culturale e delle collaborazioni internazionali ma, come accennato in precedenza, i costi sono aumentati da dopo il Covid-19, soprattutto per quanto riguarda gli affitti. Anche il clima è cambiato, rispetto ai primi anni di permanenza di Irene lì, e adesso le estati sono più lunghe.

Nonostante Irene si sia sentita ben accolta da subito, la mancanza di casa si è fatta sentire più di una volta. Il sapere di essere geograficamente lontana dai suoi cari non è stato semplice. A questo, la donna ha dovuto sommare le difficoltà dell’imparare tutto daccapo: le regole del lavoro, come funziona la burocrazia e, in generale, il sistema del suo nuovo Paese.
A volte, Irene si è come rinchiusa in sé stessa, quasi a volersi fare piccola piccola, vittima di quei dubbi sul non essere all’altezza. Con tante novità che la circondavano, molte cose da imparare, dubbi e difficoltà, certe giornate sono state particolarmente dure, ma adesso la donna guarda al passato e, con orgoglio, si rende conto di aver superato quei momenti e di essere cresciuta proprio grazie all’essere uscita dalla zona di comfort e ai problemi.
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Irene ora è serena, con un lavoro che ama, una città che conosce sempre di più a ogni giorno che passa e un ritrovato rapporto con la natura. A chi sta pensando di trasferirsi in Australia, la donna consiglia di prepararsi ad affrontare la distanza da casa e di mettere in conto che ci sarà da adattarsi a procedure e sistemi diversi da quelli conosciuti. Secondo Irene, la flessibilità e lo spirito di adattamento sono le qualità che davvero permettono alle persone di costruirsi una vita in Australia.
Per quanto riguarda la sua, di vita, Irene guarda al passato senza voler cambiare niente, neanche i momenti difficili, e al futuro sapendo di voler continuare a lavorare nella valorizzazione delle collezioni e dei servizi culturali per pubblici diversificati, con un’attenzione crescente alla mediazione interculturale. Le piacerebbe anche dedicare più tempo alla ricerca e alla scrittura, per condividere riflessioni sul ruolo delle biblioteche e dei musei nel mondo contemporaneo. Tutto questo senza mai smettere d’imparare. Del resto, in Australia, scoprire qualcosa di nuovo ogni giorno – che sia sul Paese, sugli altri o su sé stessi – non è poi così difficile.
Per seguire e contattare Irene:
LinkedIn: https://www.linkedin.com/in/ireneguidotti/
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