Quando e come nasce l’idea del «Mercato del lavoro»?

Il «Mercato del Lavoro» nasce nel settembre del 2009 dall’esigenza di mettere a disposizione delle aziende un ulteriore strumento per “incontrare” risorse umane motivate e qualificate, mentre per i candidati è un appuntamento per cercare lavoro. Il giornale fa riferimento al portale www.ilmercatodellavoro.com visitato mediamente al giorno da circa 7000/8000 mila visitatori nel quale gli utenti possono inserire gratuitamente il proprio annuncio di cerco/offro lavoro.

Il Mercato del Lavoro

Che tiratura ha?

Il «Mercato del Lavoro» è un quattordicinale di 32 pagine in vendita nelle edicole con una tiratura di circa 20mila copie a uscita.

In cosa «Il Mercato del Lavoro» si differenzia dalle altre testate di settore?

Il «Mercato del Lavoro» non è solo un giornale di annunci di lavoro.  È questa peculiarità che crediamo essere la maggiore forza della nostra testata editoriale. Un giornale di informazione a 360 gradi sul mondo del lavoro! All’interno delle sue pagine il lettore si trova davanti a una diversa gamma di argomenti: dapprima pagine dedicate alle news sul lavoro e gli appuntamenti di settore (recruitment day, job meeting ecc.) raccolti in parte nella rubrica “Forse non sapevi che…” e “Giovani e lavoro” per poi abbracciare argomenti dedicati alla “formazione” (stage, borse di studio, concorsi, premi, tirocini, corsi gratuiti ecc.) che crediamo essere un’informazione necessaria, soprattutto per i neolaureati e laureati, dato che oggi la scuola e l’università non sono strumenti adatti, non solo a indirizzare i giovani verso il proprio futuro, ma, soprattutto, a fornire le competenze e quella “pratica” necessaria per acquisire quella marcia in più per entrare nel mercato del lavoro. Le aziende, soprattutto quelle piccole e medie, oggi non hannno spesso risorse e tempo per seguire la formazione del candidato (un tempo si andava a “bottega”) ed ecco che i ragazzi sono costretti, dopo tanti anni di studio e tanti sforzi economici, a investire ancora su se stessi attraverso master, corsi, stage (più o meno seri) per acquisire le capacità e le competenze che il mondo del lavoro richiede per essere più competitivi possibile. Ma non solo formazione, ovviamente. All’interno del giornale i nostri lettori possono trovare pagine dedicate alle offerte di lavoro, anche suddivise per settori. In questo periodo dell’anno, ormai alle porte della stagione estiva, dedichiamo box specifici soprattutto al settore del turismo e ristorazione, insieme a quelli sempre attuali della GDO, della moda e delle banche, fino a una “carrellata” delle maggiori opportunità del momento che provengono dalle maggiori aziende e multinazionali. Appuntamenti fissi sono le offerte di lavoro che ci provengono dall’Eures e dall’AFOL di Milano, annunci sempre aggiornati e nuovi. Un ultimo sguardo è quello verso le opportunità di lavoro e formazione che provengono dall’estero.

Come è organizzato il lavoro della vostra redazione? Come trovate e selezionate gli annunci e le notizie?

Il «Mercato del Lavoro» seleziona le più importanti notizie riguardanti il mondo del lavoro delle maggiori testate on-line dei quotidiani nazionali e regionali e delle agenzie di informazione, mettendole a disposizione dei propri lettori (da sottolineare che ormai sempre più aziende invitano a inserire il cv esclusivamente nei rispettivi siti web che noi segnaliamo puntualmente insieme alla notizia). Inoltre la nostra redazione lavora e si muove in collaborazione con le maggiori Agenzie del lavoro e Centri per l’Impiego che cadenzalmente ci forniscono le proprie offerte di lavoro che vengono inserite nelle apposite pagine dedicate alla ricerca di lavoro suddivise per regioni.

Secondo la vostra esperienza come vanno le cose in Italia dal punto di vista lavorativo? Ci sono settori che lasciano intravedere qualche spiraglio di miglioramento? Ed è vero che per alcune posizioni le aziende faticano a trovare personale?

Secondo i dati di Bankitalia, dopo la lieve ripresa del 2011, si è registrato nuovamente un aumento della disoccupazione 2012 (+ 9.6%) e a essere penalizzati sono sempre i giovani. Certo non è facile, sono tempi duri in cui l’economia è in profonda crisi: il mondo del lavoro è caratterizzato da una maggiore flessibilità e precarietà, e l’insicurezza e le difficoltà, sempre crescenti, non permettono di guardare con speranza al proprio futuro. È proprio di questi giorni la notizia che sono maggiori le opportunità per chi si laurea in una materia scientifica. Lo segnalano con chiarezza i dati dell’Università degli studi di Milano attraverso Barbara Rosina del placement dell’università: «l’82% dei suoi laureati magistrali ha infatti un’occupazione a un anno dal conseguimento del titolo. Si va dal 100% di chi ha studiato matematica al 97% degli informatici, il 90% dei fisici, l’88% dei chimici e il 75% dei biologi. Sono richiesti dalle aziende multinazionali ma anche da quelle medie e piccole dei settori informatico, chimico, cosmetico, farmaceutico ma anche del bancario e dell’assicurativo – ed è ampia la gamma funzioni di inserimento: dalla tecnica alla ricerca, dal marketing alla produzione, dal commerciale all’information technology». Per quanto riguarda la vostra domanda se è vero che le aziende faticano a trovare candidati che corrispondano alle proprie esigenze io abbraccio l’opionione del gruppo Hays, uno dei principali leader nel settore del recruitment dei manager, che enumera tra le maggiori cause di ciò «la mancanza di particolari know how»: un problema che non interessa solo l’Italia, ma che è riscontrabile a livello globale». «La percezione più comune tra i nostri clienti» dichiara Carlos Manuel Soave, managing director di Hays Italia «è che i candidati che si apprestano oggi ad affrontare una nuova ricerca del lavoro non abbiano un livello sufficiente di capacità personali». Aggiungo che quello che, forse, manca a molti giovani neolaureati, e non solo, è la scarsa padronanza della lingua inglese, e una certa debolezza che riguarda le cosiddette “soft skill”: lavorare in gruppo, comunicazione, problem solving e gestione del tempo. Forse sarebbe utile l’inserimento delle “soft skill” nella didattica universitaria, in stage durante il percorso di laurea attraverso maggiori partnership azienda/università, rafforzando i servizi di placement delle università, e potenziare, ma già dalle scuole superiori, l’insegnamento dell’inglese e dei nuovi mezzi di comunicazione.

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Il Mercato del Lavoro

Ci sono fiere di settore particolarmente serie e accreditate?

Da qualche anno a questa parte abbiamo visto nascere e strutturarsi sempre più maggiormente le cosiddette “fiere del lavoro”. Naturalmente «Il Mercato del Lavoro» ha partecipato negli anni a questi appuntamenti nelle varie città d’Italia, illustrando e omaggiando i visitatori di una copia del giornale.  Sulla serietà di questi eventi, personalmente e da chi vi ha appunto partecipato, posso affermare che le giornate sono ben organizzate e strutturate, e i responsabili delle risorse umane delle aziende presentano a laureandi, neolaureati e giovani professionisti, presso i propri stand e nel corso di incontri in aula, le proprie politiche di recruiting, l’iter del processo di selezione, e raccolgono, infine, i curriculum dei candidati interessati.

Ma la domanda a mio avviso fondamentale è l’utilità o meno delle fiere. In questo periodo di profonda crisi economica è ancora utile parteciparvi? A mio parere sono poche le aziende che partecipano a questi eventi con un obiettivo legato esclusivamente al recruiting (che, invece, è banale anche dirlo, essere l’unico scopo per cui vediamo tante file di giovani e meno giovani, con in mano i propri cv, davanti agli stand aziendali). Probabilmente una delle maggiori cause è il minor numero di posizioni aperte; così accade spesso che questi appuntamenti finiscano per apparire quasi e solo una “vetrina” per le aziende e per gli organizzatori. Ma detto questo, sono dell’opinione sia da un punto di vista di chi è nella redazione di un giornale di lavoro, ma anche come ex coordinatrice e organizzatrice di master e corsi di formazione, che «partecipare a una fiera del lavoro non deve significare assolutamente trovare un lavoro», così come frequentare un corso o un master. La partecipazione a una fiera non dovrebbe ridursi a una stanca replica del rito della consegna del cv, ma dovrebbe essere vissuta come un primo momento di confronto con la realtà aziendale e del lavoro più in generale. Questo deve essere lo spirito! All’interno delle fiere sono organizzati incontri, dibattiti, seminari o workshop nel corso dei quali è possibile stare in contatto con i responsabili delle più note e prestigiose aziende ed assistere a una presentazione aziendale. A volte ci sono incontri in cui i responsabili ti aiutano a compilare i curriculum e ti danno tutte quelle informazioni utili per essere più preparati possibile nella propria ricerca di lavoro. Forse, non sottovaluterei neanche l’aspetto umano intrinseco che possiamo riscontare partecipando a queste fiere: un’occasione per incontrare coetanei, fare nuove amicizie, raccontarsi esperienze personali e professionali, uscendo comunque arricchiti da una giornata diversa. Quindi, concludendo, credo che sia sempre utile partecipare a questi eventi ed è questa la ragione per cui la redazione del «Mercato del Lavoro» nella propria rubrica dedicata agli “appuntamenti” vi seleziona le diverse “ferie di lavoro” e Job Meeting presenti sul territorio nazionale.

In un momento come questo, il vostro giornale, ha visto un incremento delle vendite?

Per quanto riguarda le vendite del nostro giornale in questo momento storico, l’andamento delle vendite è stabile e copre un bacino di utenti eterogeneo che probabilmente cambia quasi a ogni numero (o almeno così ci auguriamo, perché ciò significherebbe che i nostri clienti hanno trovato un’occupazione). L’incremento vero e proprio possiamo invece vederlo online, dove la portata dei social network e del sito web aumenta visibilmente giorno dopo giorno e dove sempre più giovani (sopratutto la fascia tra i 25 e i 35 anni) trovano nel «Mercato del Lavoro» un punto di riferimento per seguire le ultime offerte e per restare sempre aggiornati sulle regole del mercato e su come muoversi al suo interno.

Il Mercato del Lavoro

Avete qualche particolare progetto per il futuro?

Più che un “progetto” è un augurio affinché le difficoltà che stiamo attraversando oggi possano trovare presto una soluzione… ed è a questo proposito che (grazie anche alla vostra collaborazione) abbiamo da pochissimo inaugurato una nuova rubrica: “Come costruire il proprio futuro: istruzioni per l’uso” nella quale invitiamo i nostri lettori ad avere il coraggio di mettersi in gioco e cogliere le opportunità che la vita ci può offrire, nonostante la crisi, nonostante le difficoltà così come possiamo leggere nel cappello introduttivo alla rubrica: «È proprio per questo motivo, con questa rabbia nel cuore, che abbiamo deciso di pubblicare sul nostro giornale le storie di chi è riuscito a fare della propria passione un lavoro, a volte “inventandosi” un’attività. Speriamo che questo possa essere fonte di ispirazione per chi cerca lavoro, per chi sogna di cambiare vita e per chi ha delle idee innovative, ma che non sa come svilupparle. Forse le nostre parole vi sembreranno utopistiche, ma a volte è bello aggrapparsi a un sogno e credere che sognare, anche in questo Paese sia possibile. A volte bisogna trovare la forza in noi stessi e nelle nostre possibilità e non permettere mai a nessuno di infrangere il nostro sogno. Attraverso queste storie noi desidereremmo spronare le persone a “provarci”, “crederci” e “osare” nell’inseguire il loro piccolo-grande sogno, qualunque esso sia. Concludo naturalmente ringraziando la redazione di “Voglio Vivere Così” per la collaborazione che ormai da mesi ci vede vicini nel comune intento di dare un maggiore servizio possibile ai nostri utenti.

Dott.ssa Cristina Romagnolo

Redazione «Il Mercato del Lavoro» ( www.ilmercatodellavoro.com)

Intervista a cura di Geraldine Meyer