Giorgia: vivo a Tenerife da 14 anni

A cura di Maricla Pannocchia

Giorgia, originaria di Roma, si è trasferita a Tenerife con i genitori quando era ancora una studentessa delle scuole superiori. “Frequentavo l’ultimo anno, quando i miei hanno preso la decisione di vendere tutto e acquistare un biglietto di sola andata per Tenerife”, ricorda Giorgia che ora, a 34 anni, è mamma di due bambine e insegnante di lingua spagnola.

Proprio perché la donna vive sull’isola da 14 anni, ricorda come, al suo arrivo, la famiglia non abbia faticato a trovare casa. “Oggi non è difficile trovare un lavoro, soprattutto nell’ambito turistico o in quello della ristorazione” dice Giorgia, “ma la vera difficoltà è trovare una casa in cui vivere.” I prezzi per un affitto possono arrivare anche fino a 1000 Euro il mese e la donna consiglia di guardare ai paesini del nord per sperare di trovare ancora qualcosa a un prezzo giusto.

Anche il costo della vita in generale è aumentato ma non gli stipendi. Tuttavia, Giorgia si trova bene a Tenerife ed è orgogliosa di essere riuscita a crearsi una realtà che le permette di passare molto tempo con le sue bambine. Per il futuro, la donna non esclude di trasferirsi altrove con la famiglia, per sperimentare una nuova lingua e una nuova cultura ma, anche in quel caso, Tenerife le resterà sempre nel cuore.

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Ciao Giorgia, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…

Ciao a tutti, sono Giorgia, vengo da Roma ma vivo a Tenerife da 14 anni. Ho 34 anni e sono contenta della mia vita lavorativa e personale. Sono mamma dal 2019 e ho due splendide bambine. Sono un’amante della cultura, della fotografia e della cucina. Passo il tempo libero nei vari eventi culturali organizzati sull’isola, in spiaggia o nella natura.

Quando e perché hai deciso di lasciare l’Italia?

Nel settembre 2010 arrivai qui a Tenerife con i miei genitori che, al tempo, hanno preso questa decisione. Ovviamente ero felicissima anche se, nei primi tempi qui, ho riscontrato qualche difficoltà.

Dove vivi precisamente?

In questo momento vivo nella zona di LasChafiras (zona industriale), a pochi chilometri dall’aeroporto. I primi anni, come quasi tutti, ho vissuto a Los Cristianos, poi nella Costa del Silencio e, per un altro periodo, di nuovo a Los Cristianos. Il trasferimento fu una scelta della mia famiglia ed io la presi bene, vedendola come una grandissima opportunità di crescita personale.

Come hanno reagito amici, parenti e conoscenti davanti alla tua scelta?

Sicuramente molti hanno visto la decisione presa dai miei genitori come una pazzia. Abbiamo venduto tutto e siamo partiti con un biglietto di sola andata.

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Come ti sei organizzata prima della partenza?

Il transferimento fu organizzato con un anno di tempo (durante il mio ultimo anno di scuola superiore). I miei genitori in quell’anno riuscirono a vendere la nostra casa e anche l’attività che avevano. Per le nostre cose personali, contrattammo un’azienda di trasporto.

Di cosa ti occupi?

Dalla metà del 2015 ho iniziato a insegnare la lingua spagnola, principalmente agli italiani, però ho avuto studenti provenienti da tutte le parti del mondo. Inoltre, collaboro con una piattaforma online che offre lezioni di spagnolo per i ragazzi delle scuole medie italiane.

È facile, per un italiano, trovare lavoro lì?

Penso che in questo momento il lavoro sia relativamente facile da trovare (ovviamente, avendo una buona conoscenza delle lingue). La cosa più difficile è trovare una casa in cui vivere.

Quali sono i settori in cui è più semplice essere assunti?

Tenerife è un’isola turistica, quindi, direi che i lavori che hanno a che fare con turismo e ristorazione sono quelli più facili da trovare.

Pensi che gli stipendi siano in linea con il costo della vita?

In questo momento no. Io vivo qui da molti anni e, per esempio, pago un affitto giusto. Negli ultimi anni il costo della vita è aumentato (sopratutto quello delle case) invece gli stipendi sono sempre gli stessi. Posso dire che non ho visto alcun aumento degli stipendi, da quando sono qui.

Puoi dirci il costo di alcuni beni e servizi di uso comune?

I prezzi possono essere diversi a seconda dello stile di vita di ognuno, ad esempio, se vuoi comprare solo prodotti italiani sarà molto caro, invece, comprando prodotti locali, puoi risparmiare (però qui, come in Italia, i prezzi negli ultimi anni sono lievitati). La benzina costa 1 Euro circa mentre i prezzi delle assicurazioni sono più bassi di quelli italiani.

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Come funziona, invece, per avviare un’impresa lì come stranieri?

Per avviare un’attività non ci sono differenze tra uno spagnolo o uno straniero (ovviamente, devi avere tutti i documenti in regola, fra cui il NIE). In Spagna è possibile aprire la Partita Iva (autonomo) tramite la quale, nei primi anni avrai, uno sconto della quota dell’autonomo (si paga ogni mese).

Cosa bisogna avere, dal punto di vista burocratico, per vivere e lavorare lì?

Come cittadini europei abbiamo più facilitazioni a livello burocratico rispetto a chi viene da Paesi extra-europei. I documenti fondamentali per lavorare sono: NIE (numero identificativo straniero), numero seguridad social (l’Inss) ed empadronamiento (domicilio). L’Italia, invece, richiede l’iscrizione all’AIRE, se vivi per più di 6 mesi all’estero.

Come ti sei mossa per cercare un alloggio?

Quando siamo arrivati abbiamo affittato un appartamento turistico e, in quel mese, abbiamo trovato un affitto diretto con il proprietario (una cosa difficilissima ora). A quei tempi, bastava andare in giro e trovavi tantissimi cartelli con scritto “se alquila” (si affitta).

Quali sono i prezzi medi e le zone in cui, secondo te, è possibile vivere bene spendendo il giusto?

Ora Tenerife è cara da qualsiasi parte, gli affitti possono costare anche 1000 Euro il mese. Nei paesini piccoli, nella zona nord, forse si può ancora trovare qualcosa a un prezzo giusto.

Come sei stata accolta dalla gente del posto?

Io mi sono integrata con le persone del posto perché mi sono interessata alla loro cultura, alle loro tradizioni e, ovviamente, alla lingua. I canari ti accettano bene se vedono dalla tua parte un vero interesse nell’integrarti e non nel vivere in un ghetto con il clima primaverile.

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Come descriveresti le loro vite?

I canari, per lo stile Italiano, potrebbero essere considerati lenti, vivono senza stress. Fanno le cose con molta calma (per molti aspetti mi sembra meraviglioso però in altri contesti potrebbero velocizzarsi un po’ ). I locals sono persone che si godono la vita andando in spiaggia, alle feste, in montagna, facendo trekking, praticando sport, ecc.

Com’è una tua giornata tipo?

La mia vita è centrata principalmente sulle mie bambine. Sveglia alle 7 per prepararle per mandarle a scuola, dove rimangono fino alle 16 (iniziano alle 9). Normalmente, dalle 9.30 fino alle 14.00 lavoro e, nel pomeriggio, vado al parco giochi con le mie figlie. Nei fine settimana, come ho detto prima, vado ai tanti eventi gratuiti organizzati dai comuni (ci sono anche molte attività per bambini) oppure in spiaggia, in piscina o si organizza un pranzo con gli amici in montagna o in qualche ristorante.

Quali sono state le principali difficoltà da affrontare e come le hai superate?

La difficoltà maggiore è stata farmi degli amici, anche perché fino ai 23 anni ero terribilmente timida. Con il tempo ho superato quella mia timidezza, cercando di uscire dalla mia zona di confort.

E quali, invece, le gioie e le soddisfazioni?

La soddisfazione più grande è essere riuscita a crearmi un’attività da sola. Anni fa avevo creato anche un’associazione culturale (mi piacerebbe riattivarla). Sono orgogliosa anche di essere riuscita a organizzarmi senza problemi per riuscire a stare con le mie bambine.

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C’è una comunità d’italiani? Ne fai parte?

Sì, c’è una comunità d’italiani, tuttavia, non ne faccio parte, anche se ho amici e conoscenti italiani. Frequento principalmente persone di diverse nazionalità (adoro stare in mezzo a diverse culture), ad esempio venezuelani, inglesi, spagnoli, tedeschi, polacchi…

Che consigli daresti a chi vorrebbe trasferirsi lì?

Sono 14 anni che do sempre lo stesso consiglio: venire prima in vacanza e vedere se ti può piacere l’isola e, poi, venire con dei risparmi che ti possano permettere di vivere almeno 6 mesi senza lavorare. Girare tutta l’isola e trovare il tuo posticino (per ognuno è diverso) e, soprattutto, aprirsi a scoprire un nuovo luogo, con la sua lingua e la sua cultura.

E quali a chi vorrebbe andarci in vacanza?

Sicuramente consiglio di affittare una macchina e visitare le bellezze naturali che l’isola offre e di non fermarsi solo alla zona sud (molto artificiale). Ancora, suggerisco di provare piatti tipici, visitare la Cueva del Viento, Masca, il drago milenario, il Teide e la laguna, Puerto de la Cruz, Garachico…

 

Se potessi tornare indietro, faresti qualcosa diversamente?

Non credo. Sono felice delle decisioni prese che, anche se sbagliate, mi hanno portata a essere la persona che sono ora .

Cos’hai imparato, finora, vivendo lì?

Tenerife mi ha dato la vera libertà. È un posto dove non vieni giudicato per come ti vesti o per il lavoro che fai. Qui guardano veramente a come sei come persona, pertanto, sei libero di sperimentare senza giudizi.

Progetti futuri?

Magari in futuro cambierò di nuovo vita con la mia famiglia, per conoscere un nuovo posto e una nuova lingua. Anche in quel caso, però, Tenerife sarà sempre parte di me.

Per seguire e contattare Giorgia:

E-mail: giorgiacallori@gmail.com

Instagram e Tik Tok: giorgia_spanishclass