Anche gli artigiani italiani guardano verso Dubai

“Molti artigiani e altrettanti piccoli imprenditori sono preoccupati e sperano nell’effetto annuncio; ovvero che entro il prossimo 15 ottobre la gran parte dei 3,7 milioni di dipendenti del settore privato che non si sono ancora vaccinati lo facciano”. Così, si legge in apertura del recentissimo comunicato dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre pubblicato lo scorso 25 settembre.

Le ultime misure restrittive per il contenimento della diffusione di Covid-19 imposte dal decreto legge n. 127/2021, infatti, prevedono che a partire dalla metà del prossimo mese la certificazione sarà obbligatoria per accedere ai luoghi di lavoro, sia per ciò che concerne il settore pubblico, sia nell’ambito delle aziende private.

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“Se ciò non dovesse avvenire”, si continua nelle News della CGIA, “tante aziende potrebbero trovarsi nella condizione di dover bloccare la propria attività lavorativa” a causa dell’improvvisa assenza di tecnici e operai altamente specializzati che costituiscono il nocciolo duro dell’industria italiana.

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A preoccupare, dunque, gli imprenditori del Tricolore, già fortemente provati da una crisi economica dilagante ormai da diversi anni, sono oggigiorno le difficoltà di gestione della pandemia ancora in atto che li vincola e impedisce loro il necessario prosieguo della produzione.

Tuttavia, ciò non accade in tutto in mondo, poiché ci sono Paesi che hanno saputo riorganizzarsi con grandi velocità ed efficacia: gli Emirati Arabi Uniti, in questo si sono rivelati sin da subito un’eccellenza esemplare. Fin dai primi mesi di epidemia, infatti, il governo degli UAE è intervenuto a protezione dell’economia dei Paesi del Golfo Persico, che si è dimostrata e ancora si dimostra tra le più stabili del pianeta, soprattutto durante il periodo pandemico.

Il settore medico, poi, ha mostrato tutta la sua competenza e agevolezza nel contrastare l’emergenza sanitaria registrando i risultati di maggior successo del globo, come suggeriscono i dati pubblicati dal Financial Times già nella prima fase di inoculazione.

Inoltre, lo scorso 27 settembre l’Agenzia di Stampa Emiratina, WAM, riferisce che il Ministero della Salute e della Prevenzione Emiratino, MoHAP, ha annunciato di aver condotto oltre 261.852 test Covid-19 aggiuntivi nelle ultime 24 ore, utilizzando apparecchiature di test medici all’avanguardia.

“Tra tutti gli UAE, Dubai è diventato il faro dell’intero Golfo: il suo modello di sviluppo costituisce emblema per comprendere i trand che animano le più moderne città globali”, afferma Daniele Pescara, CEO di Falcon Advice, società che si occupa di investimenti internazionali negli Emirati Arabi Uniti nell’ambito della costituzione e del trasferimento delle società nel Paese. “Non stupisce, pertanto, che da anni i più illuminati imprenditori dello Stivale ed esteri abbiano voluto investire in quest’oasi felice”.

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Con la sua esperienza decennale, l’imprenditore Veneto ben conosce la realtà economica Emiratina e riceve ogni giorno decine di nuove richieste di apertura societaria in questo luogo.

“Soprattutto in un prolungato periodo di difficoltà diffusa, il bacino di privati e aziende che cercano certezze economiche al fine di tutelare il proprio patrimonio si accresce quotidianamente. Ed è proprio trasferendo le proprie risorse in questi Paesi sicuri a livello economico e legale e altamente vantaggiosi nella fiscalità, che si può beneficiare delle grandiose opportunità offerte da queste aree fortunate”.