Stella: l’esperienza con il Working Holiday Visa in Australia
A cura di Maricla Panocchia
La valigia è lì, nel centro del letto, e sembra quasi guardarla. Stella poggia le mani chiuse a pugno sui fianchi e osserva quel trolley marrone, comprato apposta per l’occasione. L’emozione di andare al grande centro commerciale, sapendo che ne sarebbe uscita con una valigia per l’Australia. L’Australia! Così lontana per lei, nata e cresciuta in un paesino della provincia di Pavia, con una vita che, come un treno mai in ritardo, l’ha portata da una stazione a quella successiva.
Prima le scuole dell’obbligo, poi l’università in cui ha studiato scienze naturali, tre anni di convivenza con un ragazzo, la fine della storia e il ritorno nella casa dei genitori… In sottofondo, c’era sempre quel sogno. Una valigia marrone, forse quella che ora troneggia sul suo letto perfettamente rifatto, forse un’altra, ma pur sempre il simbolo di una vita in movimento, di un passo verso il diverso.
Stella, del resto, ha sempre provato una profonda curiosità per tutto quello che non conosceva, che l’ha portata a viaggiare spesso e, nell’ultimo periodo prima della partenza per l’Australia, a scegliere di passare dei mesi all’estero, proprio per cambiare completamente sguardo sul mondo.
La destinazione precisa del suo viaggio è Perth. Stella siede sul bordo del letto, che oscilla delicatamente, e carezza la targhetta sul bagaglio. Anche se, all’inizio, i genitori e le altre persone a lei vicine sono rimasti sorpresi dalla sua scelta, con il passare del tempo l’hanno accettata, anche con un certo entusiasmo. Forse questo ha che fare anche con la presenza di Giancarlo, che in Australia ci vive da un pezzo e si è detto subito disposto ad aiutare Stella, se mai avesse deciso di partire anche lei.
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La donna, in realtà, non ha mai conosciuto Giancarlo, anche se questo ha vissuto per anni nel suo stesso paesino. Tuttavia, si sente in qualche modo riconoscente a questa persona che subito si è mostrata entusiasta nel darle una mano.
Il giorno della partenza arriva e Stella, accompagnata dai genitori, varca le porte di quell’aeroporto dove tante altre volte è già andata, per prendere un volo per un breve ma intenso viaggio. Stavolta, però, il viaggio sarà ben più lungo, e non solo per via dell’apparentemente interminabile volo aereo, con una manciata di scali da affrontare.
Stella ha scelto di andare in Australia con il Working Holiday Visa, un tipo di visto specificamente pensato per giovani fra i 18 e i 35 anni, di varie nazionalità (fra cui quella italiana), per permettere loro di vivere, viaggiare e lavorare in Australia per un massimo di 12 mesi. Per Stella, questo visto rappresenta una boccata di aria fresca e, nonostante il magone nel vedere i genitori farsi sempre più piccoli, mentre lei avanza nella fila per imbarcare il bagaglio, tutto, dentro di lei, sembra accendersi, come un fuoco di artificio che illumina la notte buia.
L’Australia l’accoglie con tante opportunità ma anche con uno stile di vita tranquillo. La giovane donna non ha mai creduto che lì avrebbe trovato il Paese dei balocchi, come fanno credere in molti, e, forse per questo, in assenza di aspettative eccessive, Stella s’integra con una certa facilità, soprattutto nella comunità italiana di Fremantle, e questo la porta anche a trovare facilmente lavoro.
Viene assunta in un hotel di Fremantle, dove fa le pulizie, per poi passare a lavorare nelle case private e nelle residenze per anziani. Arriva anche il passaggio, alquanto classico per chi si reca in Australia con un WHV, del lavoro in una farm. Per quanto riguarda l’alloggio, grazie a Giancarlo, che è molto attivo nella comunità italiana di Fremantle, Stella trova subito una stanza in casa di un’anziana italiana, all’ottimo prezzo di 165 dollari australani a settimana. Più avanti, Stella si trasferisce in casa di una signora nepalese che vive da sola.
Sono proprio gli anziani a fare da sfondo alla vita della giovane in Australia. Stella, infatti, conosce solo persone italiane e principalmente nonnini e nonnine. Le loro storie la portano indietro di anni e le mostrano un’Australia e un modo di vivere diverso da quelli che lei conosce. Seduta sulla comoda poltrona rosa nel salottino della signora Concettina, la proprietaria della casa in cui Stella ha la camera in affitto, la giovane ascolta rapita la voce della signora, a volte melodiosa e altre quasi meccanica, mentre questa narra del suo arrivo in Australia, quando aveva soltanto i vestiti che indossava.
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Con il tempo, sia Concettina sia gli altri italiani emigrati in Australia che Stella conosce, sono riusciti a trovare buoni lavori e ad avere delle vite, non certo prive di problemi, ma comunque serene. La sua quotidiana è fatta anche degli inviti da parte degli anziani: la serata di bingo il martedì, quattro chiacchiere a casa di qualcuno o la passeggiata con la signora Renata nei dintorni di Perth, sempre con un rigoroso pic-nic da portare con sé.
Nonostante la bella accoglienza da parte degli anziani della comunità italiana di Fremantle, a volte, Stella si sente sola. Spesso cerca di non far sentire a casa di come, a volte, la solitudine la colga di sorpresa. Ci sono momenti in cui il ricordo di una serata con gli amici o di una pizzata in famiglia la travolge all’improvviso, facendole saltare un respiro e inumidire gli occhi di lacrime. A Perth, Stella non fa amicizia con persone della sua età e, in un particolare periodo, la nostalgia di casa è così forte che la giovane donna pensa seriamente di rientrare in Italia.
I giorni scorrono così, con una sorta di coperta invisibile e malinconica addosso, mentre Stella si sforza di godere della compagnia della signora Concettina e degli altri anziani, di concentrarsi sul lavoro, di approfittare dell’opportunità di abitare in una città come Perth, con mezzi pubblici costosi ma efficienti e molte cose da fare e da vedere, ma nel semplice sentire un messaggio vocale della madre o nel guardare i profili social degli amici in Italia, quel senso di voler essere con loro sembra acutizzarsi sempre di più.
Con l’acquisto della macchina, pagata grazie al primo lavoro, Stella inizia a girare di più e a conoscere persone vicine alla sua età che l’aiutano a integrarsi ancora di più nella sua nuova realtà. L’amore per la famiglia e gli amici rimasti in Italia non diminuisce ma la sua nuova rete di amicizie porta via quella patina di malinconia e le permette d’iniziare a vivere l’esperienza con maggior entusiasmo. Il periodo migliore, poi, è quello della farm. Le altre persone che lavorano con lei vivono a loro volta a Fremantle e, quindi, partono tutti da lì per poi andare al lavoro. Lì c’è da sfacchinare ma il gruppo è affiato, un mix di culture, e, nonostante l’impegno richiesto dalle mansioni, tutti ne alleggeriscono il peso con battute e vicinanza.
Quello che Stella non si aspetta è che l’Australia le porti anche l’amore ma, quando conosce un amico del suo coinquilino, un ragazzo cileno, qualcosa scatta in lei e, dopo circa un mese, scopre di esserne innamorata. Lui ricambia ma, poichè è lì con il visto da studente e i costi sono troppo alti da sostenere, decide di tornare in Cile. Stella rimane in Australia per finire le farms, di modo da poter eventualmente tornare, un giorno, poi lo segue nel suo Paese. Adesso, Stella si trova proprio in Cile, dove lavora in una pesquera che produce centolla (king crab). Se ripensa al suo recente periodo in Australia, un sorriso nasce sul suo volto, e non solo perché quell’esperienza l’ha portata fra le braccia del suo attuale compagno.
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L’Australia è stata un’occasione per vivere con leggerezza, senza preoccuparsi troppo delle spese (data la situazione particolare e, per molti aspetti, vantaggiosa, di chi parte con un WHV), in cui ritagliarsi ore da passare da sola, per esempio passeggiando lungo una bellissima spiaggia a poca distanza dal centro città, ma anche in cui, dopo il difficile periodo iniziale, mescolarsi a persone provenienti da altri Paesi, portatrici di culture diverse.
Il suo unico rimpianto, forse, è di aver esplorato poco il Paese e di essersi concentrata quasi esclusivamente sul lavoro. A chi sogna di partire a sua volta per l’Australia, Stella consiglia di avere una buona base d’inglese e di tuffarsi in quell’esperienza, senza farsi frenare dalla paura. È sempre meglio, poi, avere già una buona rete di contatti al momento dell’arrivo perché, quando si è lontani da casa, questo spesso si rivela fondamentale.
Per quanto riguarda Stella, forse un giorno tornerà in Australia per visitare tutto quello che non ha visto durante la sua permanenza lì nel 2024 ma, al momento, il piano è di andare, con il suo ragazzo, in Portogallo.
La valigia è lì, nel centro del letto, e sembra quasi guardarla. Stella poggia le mani chiuse a pugno sui fianchi e osserva quel trolley marrone. La destinazione sarà nuova, nella “sua” Europa, ma tutta da vivere con un compagno e le esperienze che l’hanno resa la persona che è. Il futuro? Stella pensa che il Portogallo non sarà la meta finale ma che lei e il suo ragazzo cercheranno un posto in cui vivere in tranquillità e in cui trovare due buoni lavori.
E, anche quella volta, la sua fedele valigia marrone, simbolo dei vari passaggi di una donna che ha scelto di guardare oltre l’orizzonte, andrà con lei.
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