Lascia il lavoro e si trasferisce in Norvegia. La storia di Bryan

Una nuova vita in Norvegia

Di Nicole Cascione

Possono le pagine di un libro aiutare a prendere una decisione cruciale quale quella di mollare tutto e partire? Certo che sì! E’ quel che è successo a Bryan, 33 anni, di cui 13 passati nell’esercito. Ad un certo punto si è stancato, ha avvertito la netta percezione di vivere una vita che non voleva, e la lettura del libro di Francesco Grandis “Sulla strada giusta”, l’ha aiutato nella scelta.

Ha lasciato il lavoro, ha venduto casa e una larga parte dei suoi beni materiali ed è partito in Norvegia, dove, dopo aver fatto un sopralluogo preventivo, ha deciso di stabilirsi.

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✎ Tutto quello che c'è da sapere per trasferirsi a vivere in Norvegia

Bryan, cambiare vita grazie anche alla lettura di un libro. Sembra una cosa impossibile eppure tu l’hai fatto. A 33 anni, dopo 13 anni di lavoro nell’esercito hai mollato tutto e sei partito. Non sei mai stato assalito da timori, dubbi, perplessità?

Naturalmente. Dopo il diploma ho iniziato a lavorare quasi subito e, dopo 13 anni, ormai avevo il posto fisso e una stabilità economica. A metà dicembre del 2015 avevo anche comprato un appartamento. Insomma, includendo amici e famiglia, avevo tutto quello che normalmente si può desiderare. Anche se già avevo opportunità lavorative quasi certe, è stato un po’ come lanciarsi col paracadute le prime volte: anche se hai un dispositivo di salvataggio garantito al 99%, quell’1% dà sempre un po’ di effetto.

Perchè hai scelto la Norvegia?

La “scelta” della Norvegia è arrivata grazie a un’amica che viveva a Tromsø da ormai quasi 8 anni. Quando le ho parlato della mia insoddisfazione generale e della mia voglia di viaggiare un po’, vedere il mondo, dare quel che ancora ho da dare invece di sprecare la mia vita seduto in un ufficio, lei mi ha suggerito di tentare una nuova vita da qui.Mi è sembrata una buona idea, avrei comunque voluto vedere la Norvegia prima o poi, quindi non è stata una vera e propria scelta, semplicemente ho accolto la prima opzione utile e sensata che si è presentata alla mia porta.

Hai pianificato il tuo viaggio o sei partito all’avventura?

Penso di poter dire un po’ e un po’. Le opportunità lavorative non erano assolutamente confermate quando presi la decisione di congedarmi, a febbraio, ma le probabilità di trovare un lavoro erano decisamente alte, quindi ho deciso di tentare. Una volta presentata la domanda di congedo, ho iniziato a vendere o regalare buona parte dei miei beni materiali e, prima di partire, ho venduto casa, quindi avevo dalla mia parte qualche soldo per star tranquillo. Ho caricato il resto delle mie cose in macchina e son partito, dormendo a casa di amici in Austria e in Germania durante i primi giorni di viaggio, poi dormendo in auto e in tenda fino a Tromsø e i primi giorni di permanenza qui.

Di cosa ti occupi?

Ora lavoro come guida e musher presso una compagnia che si occupa di cani da slitta. La stagione invernale e, di conseguenza, il contratto, terminano ad Aprile, quindi fra un po’, e ancora non so cosa farò a quel punto…ho un sacco di idee, ma nessun piano preciso.

Cosa significa ricominciare da zero in una nuova terra e lontano dagli affetti? Ma soprattutto, emotivamente e logisticamente è stato facile o hai riscontrato qualche difficoltà?

Ho dovuto ricominciare praticamente da zero, la fortuna di avere già un paio di amici qui mi ha permesso di avere un giro di conoscenze abbastanza rapidamente e col lavoro attuale sto conoscendo persone interessanti, ma tra tutte queste nuove persone, con poche sono riuscito a creare un vero legame. Emotivamente il primo mese è stato il più duro, poi pian piano ci ho fatto l’abitudine e ora sono più che altro assorbito dal lavoro. Dal punto di vista logistico, quando sono arrivato a Tromsø ho dormito in tenda e inizialmente meditavo di rimanervi, ho fatto acquisti per la stagione invernale più che adeguati, ma con l’attuale lavoro, ho dovuto capitolare dopo due giorni particolarmente ventosi in cui quasi non ho dormito. Fortunatamente la compagnia mette a disposizione dei dipendenti camper e case in affitto, quindi ora ho una stanza in una casa con altri colleghi.È un bene anche perchè alcuni giorni ho finito di lavorare completamente zuppo da testa a piedi…quindi un po’ di comfort non credo faccia male. Quassù, in linea di massima, non è difficile trovare lavoro e non è difficile trovare un alloggio, il problema è che gli alloggi in città non sono i più economici, si parte da 400/450€ per una stanza di 4mq per non parlare dei parcheggi, a pagamento praticamente ovunque.

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Norvegia per tutti o per pochi?

Se non si può fare a meno del clima e del cibo italiani, la Norvegia del Nord è l’ultimo posto dove andrei a vivere.

Quassù, sopra al circolo polare Artico, dal 21 novembre al 21 gennaio non sorge mai il sole, si possono avere massimo 3-4 ore di luce al giorno, l’acqua è sempre gelida, anche d’estate, in cui comunque la temperatura ambientale normalmente non supera i 15°/ 20° nelle giornate più calde. Sulla costa la temperatura non scende sotto i -10°/-15°, ma nell’entroterra arriva tranquillamente a -30°/-40° e il fatto che sia più secco non significa che durante una bufera di neve non si geli ugualmente!

La neve generalmente si fa vedere tra ottobre e novembre e se ne va verso aprile e maggio, mentre la Norvegia del Sud è estremamente piovosa.

D’estate andare a camminare per boschi può facilmente diventare una tortura: avendo lavorato per 12 anni a Venezia mai avrei pensato di trovare più zanzare qui che nella laguna veneta!Se riuscite a sopportare tutto questo, comunque, la Norvegia può ripagarvi con panorami splendidi, colori altrettanto splendidi e, ovviamente, con le aurore boreali.

Come e in cosa è cambiata la tua vita da quando ti sei trasferito?

A parte il non avere più, a portata di mano, punti fissi con cui orientarmi, la mia vita è cambiata più nella consapevolezza che nello stile, al momento. Per ora sto lavorando per la maggior parte del tempo, nei giorni liberi faccio anche un secondo lavoro, cercando di mettere da parte soldi ed esperienze per il futuro. A differenza di prima, però, sto lavorando per scelta, perchè ho una miriade di idee e di cose che voglio fare, ma non ho più paura di rimanere senza lavoro, di lasciare tutto per ricominciare. Insomma, paracadute o no, saltare non fa più la stessa paura. Ho messo alla prova le capacità che sapevo o sospettavo di avere, ne ho acquisite altre, ho fatto nuove esperienze e ho scambiato informazioni ed esperienze con persone nuove. Mi manca una parte della vita di prima, ma finchè sono qui cerco di trarne il massimo.

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Sicuramente lavorare nell’esercito ha temprato il tuo carattere, perchè non è facile buttarsi tutto alle spalle per l’ignoto. Qualche consiglio a chi vorrebbe fare il tuo stesso passo?

Volendo rifarmi una vita all’estero, ho prima voluto viaggiare per verificare se quel che avrei trovato fosse sufficientemente compatibile con la persona che sono. Ho voluto vedere la Norvegia in uno dei suoi periodi più difficili e sono venuto qui a gennaio, durante il periodo senza sole e con poca luce. Deciso che sì, andava bene, ho cominciato a informarmi su come funziona l’immigrazione in Norvegia e ho fatto il passaporto, non necessario, ma utile se si vuole andare in Paesi extraeuropei, idea che sto ancora considerando. Per fare un passo simile credo sia inutile dire che bisogna avere le idee chiare: il primo periodo può essere veramente duro, e “primo periodo” può voler dire anche un anno, può voler dire non trovare mai ciò che si cerca. Non posso dare consigli perchè prendo le mie decisioni e me ne assumo la responsabilità, ma non posso parlare per gli altri. L’unica cosa sensata è che solo chi non fa nulla non può sbagliare, non può fallire.Chi decide di agire deve essere pronto al peggio e non farne un dramma, eventualmente. Ogni scoperta, ogni tecnologia, ogni evoluzione dell’uomo è arrivata grazie a chi ha tentato, pur con rischi e con fallimenti, lungo la strada. Ma nel mondo serve anche chi rimane nel suo, segue la corrente e decide di lavorare per tenersi stretto quello che ha.

Grazie ai primi, innoviamo, grazie agli altri finalizziamo tali creazioni.

Nessuno dovrebbe aver paura o sentirsi in colpa per essere com’è.

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