Valerio, Vivo a Naples, Florida

Valerio, originario di Catania, ha lasciato l’Italia nel 2012, per fare un’esperienza di vita diversa. “Non sono andato via perché non avevo lavoro, visto che avevo la mia azienda di marketing e lavoravo come security in un centro commerciale, ma solo per fare una piccola esperienza e magari tornare in fretta a casa” racconta l’uomo.

Le cose, naturalmente, non sono andate così, perché Valerio vive ancora a Naples, bellissima cittadina della Florida, dove la gente è accogliente e il clima è meraviglioso. La vita negli Stati Uniti in generale è molto più cara rispetto a quella in Italia, per questo, l’uomo suggerisce di fare bene i conti prima di pensare a un trasferimento lì.

Aprire un’azienda è relativamente facile, grazie alla burocrazia snella e veloce, tuttavia, gli Stati Uniti non sono adatti a tutti. “Il ‘problema’ è che negli Stati Uniti si lavora il triplo di quanto non si faccia in Italia ma, a differenza di quello che succede nella nostra amata terra, qui la meritocrazia funziona. Il lavoro viene premiato, sia in termini di gratificazione sia in termini economici” racconta Valerio, che ha un’azienda di marketing e fotografia e una caffetteria.

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Fra i programmi futuri dell’uomo? Trascorrere 6 mesi l’anno in Italia e gli altri 6 mesi in Florida.

Valerio Alfio Di Falco

Ciao Valerio, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…

Ciao a tutti, mi chiamo Valerio Di Falco e sono nato e cresciuto a Catania. Ho finito i miei studi superiori e, dopo aver frequentato l’università d’ingegneria, ho cominciato a lavorare, perché ho preferito avere una stabilità economica piuttosto che continuare gli studi. Ho fatto tantissimi lavori ma quello che più mi ha gratificato è stato aprire la mia azienda di marketing.

Quando e perché hai deciso di lasciare l’Italia?

Ho lasciato l’Italia nel 2012 per fare un’esperienza di vita diversa. Non sono andato via perché non avevo lavoro, visto che avevo la mia azienda di marketing e lavoravo come security in un centro commerciale, ma solo per fare una piccola esperienza e magari tornare in fretta a casa.

Ora abiti negli Stati Uniti. Dove, precisamente? E cosa ti ha spinto a trasferirti proprio lì?

Ora vivo a Naples, in Florida, dove abita quasi tutta la mia famiglia. Mi sono trasferito qui perché mio fratello Luca si era trasferito anni prima. Non conoscevo la città di Naples e, quindi, ero molto dubbioso se rimanere ma dopo qualche mese ho capito che mi trovavo in un angolo di paradiso.

Puoi raccontarci com’è stato il procedimento burocratico per avere i documenti necessari a vivere e lavorare negli Stati Uniti?

Non è stato semplice ma, grazie alla compagnia dove ho cominciato a lavorare, ho ottenuto un visto e poi l’ho rinnovato ogni anno. Adesso sono in attesa della residenza, ottenuta tramite il business.

Che consigli daresti ad altri italiani che vorrebbero tentare questa strada?

Consiglierei di fidarsi di persone competenti e di non chiedere consigli sui social. Quello che ho constatato è che gli Stati Uniti non sono per tutti. Arrivato qui devi capire che sei in un altro mondo, con una cultura civica diversa. Non pensare di portare l’Italia qui ma adeguati alle leggi e alle usanze del posto senza però dimenticare le tue origini.

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Hai notato dei cambiamenti, nella città in cui vivi, da quando sei arrivato a ora?

Naples è cambiata tantissimo da quando sono qui, adesso è una città molto frequentata dai turisti. Inoltre, è cambiata anche demograficamente, prima l’età media era molto più alta mentre adesso i giovani hanno cominciato a popolarla, rendendola un po’ più moderna e, quindi, più divertente.

Quali sono, secondo te, i pro e i contro del vivere lì?

I pro sono città pulitissima, gente perbene e clima bellissimo. Non ho nessun contro da riportare.

Di cosa ti occupi?

Ho un’azienda di marketing e fotografia e una caffetteria con annesso market italiano. Per anni ho girovagato come manager tra vari ristoranti di Naples ma, dopo qualche anno, ho deciso di continuare quello che facevo in Italia, creando Animamu, la mia compagnia di marketing e fotografia. Ho sempre avuto il pallino della cucina e così, durante il Covid-19, ho pensato di aprire una caffetteria con l’intento di creare quell’atmosfera che solo le caffetterie italiane possono avere.

È facile, per un italiano, trovare lavoro lì?

Gli italiani hanno sempre una marcia in più ma il problema è la lingua. Penso che in Italia lo studio della lingua inglese non sia a livelli altissimi, infatti molti hanno problemi di comunicazione, almeno all’inizio.

Quali sono i settori in cui è più semplice essere assunti?

Sicuramente in quello della ristorazione.

Pensi che gli stipendi siano in linea con il costo della vita?

Il “problema” è che negli Stati Uniti si lavora il triplo di quanto non si faccia in Italia ma, a differenza di quello che succede nella nostra amata terra, qui la meritocrazia funziona. Il lavoro viene premiato, sia in termini di gratificazione sia in termini economici.

Puoi dirci il costo di alcuni beni e servizi di uso comune?

Ecco come fare per andare a vivere in America: i documenti necessari e molto altro!

Il cibo è molto più caro rispetto ai prezzi italiani, ad esempio 1 kg di pane può arrivare a costare anche $10. La benzina invece costa poco, infatti le cilindrate delle macchine in media sono alte.

Come ti sei mosso per cercare un alloggio?

Mi sono rivolto ad amici realtors. In base al tuo budget puoi trovare facilmente un appartamento o una casa, visto che comunque l’offerta è molto alta. Purtroppo il costo medio degli alloggi è molto diverso rispetto a quello che c’è in Italia. Qui con meno di $2k trovi solo alloggi in zone lontane dal centro o non molto grandi.

Quali sono i prezzi medi e le zone in cui, secondo te, è possibile vivere bene spendendo il giusto?

Nella zona in cui mi trovo il costo della vita è alto ma, se ti sai muovere nei vari markets, puoi spendere il giusto.

Come sei stato accolto dalla gente del posto?

Come ho scritto prima, la gente a Naples è molto cordiale e, quindi, mi ha accolto molto bene, a differenza delle persone che ho incontrato a Miami (piccola esperienza di 6 mesi).

Ogni quanto torni in Italia? Cosa ti manca di più dell’Italia quando sei negli Stati Uniti e viceversa?

Prima di aprire la caffetteria andavo ogni anno e ci rimanevano almeno per 2 mesi mentre adesso vado ogni 2 anni. L’Italia, secondo me, non ha eguali nel mondo in termini di cibo e bellezze naturali però quando sono lì mi manca l’organizzazione che si trova negli Stati Uniti.

Quali sono state le principali difficoltà da affrontare e come le hai superate?

L’unica difficoltà che ho trovato all’inizio è stata la lingua, che in Italia non viene insegnata a dovere, ma l’ho superata in fretta. Adesso parlo sia inglese sia spagnolo in modo fluido.

E quali, invece, le gioie e le soddisfazioni?

Le soddisfazioni sono tante, soprattutto nel mio lavoro. In realtà, l’attività della caffetteria era iniziata quasi per gioco, era soprattutto un qualcosa che volevo realizzare per tenere impegnati i miei genitori ma devo dire che, man mano che il tempo passava, i riscontri positivi cominciavano a essere talmente tanti che mi hanno fatto appassionare.

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C’è una comunità d’italiani? Ne fai parte?

Naples è piena d’italiani perbene e con cui puoi instaurare una bella amicizia. Inoltre, faccio parte di un fan club della squadra di calcio della mia città, Catania, e ogni tanto incontro altri conterranei per farci quattro risate e parlare anche un po’ in siciliano.

Valerio Alfio Di Falco

Che consigli daresti a chi vorrebbe trasferirsi lì?

Preparatevi a capire che si lavora tanto e il tempo libero è poco. Diciamo che l’America non è per tutti e, soprattutto, non è per chi è abituato a non seguire le regole in modo rigido. La cosa positiva è che qui tutta la burocrazia è molto veloce e questo ti rende la vita molto più facile quando ti serve un documento o devi creare un’ azienda.

E quali a chi vorrebbe andarci in vacanza?

Organizzate tutto prima di partire, tipo entrate nei parchi ecc. I beni e servizi qui costano tanto rispetto all’Italia. Una cosa importante è la mancia, qui è sacra, perché in tanti lavori il salario non è altissimo e i lavoratori campano soprattutto grazie alle mance.

Se potessi tornare indietro, faresti qualcosa diversamente?

Penso che, se potessi tornare indietro, avrei aperto la mia caffetteria molto prima. Per il resto, rifarei tutto quello che ho fatto.

Cos’hai imparato, finora, vivendo lì?

Sono migliorato tanto nell’essere puntuale.

Progetti futuri?

Ovvio: vivere 6 mesi in Italia e 6 mesi qui.

Per seguire e contattare Valerio:

E-mail: valeriodifalco@gmail.com

Sito web: www.mercatoitalianousa.com

Social: @mercatoitalianonaples