Valentina: ad Amsterdam perchè ho trovato la mia dimensione

A cura di Maricla Pannocchia

Nei Paesi Bassi, precisamente ad Amsterdam, Valentina ci è finita un po’ per caso, in seguito a un tirocinio. Amsterdam, però, l’ha fatta innamorare ed è la città che adesso chiama “casa”. Qui la ragazza ha creato “Insolit Amsterdam“, una società nella quale, grazie a un gruppo di giovani guide professioniste, accompagna i viaggiatori italiani alla scoperta della vera Amsterdam ma anche dell’intero Paese.

Valentina è una ragazza con le idee chiare e mette in guardia chi sogna di cambiare vita e magari di mollare l’Italia per Amsterdam perchè il trasferimento, se non accompagnato da una forte motivazione e una buona organizzazione, può non essere semplice.

Tuttavia, Valentina è felice lì e ha trovato la sua dimensione. “A volte dobbiamo rinunciare ad alcuni aspetti della nostra italianità, come il buon cibo, la convivialità o il bel clima” racconta Valentina, “ma qui ho trovato la mia dimensione”.

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Ciao Valentina, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…

Ciao, sono Valentina, vengo dalla Puglia ma sono Amsterdammer da 10 anni. Dopo gli studi universitari in Italia mi sono trasferita qui e da allora sento Amsterda come “casa”. Possiamo dire che Amsterdam mi ha cresciuta e che è la mia città.

Prima di trasferirti ad Amsterdam hai vissuto a Parma e Firenze. Pensi che quelle esperienze ti abbiano aiutata a vivere all’estero?

No, non credo. Quando sono arrivata ad Amsteram avevo 25 anni e non avevo mai preso in considerazione l’idea di trasferirmi fuori dall’Italia. Vivere in Italia non ti prepara alla vita all’estero. In quasi tutte le città, fatta eccezione per Milano, l’italianità è molto presente. E’ difficile trovare una mescolanza di ambienti o di culture che ti stimolino a conoscere cosa c’è oltre l’uscio di casa tua o a parlare un’altra lingua. Chi sceglie di trasferirsi spesso lo fa dopo un’esperienza Erasmus all’estero, ma non è stato il mio caso. Mentre frequentavo l’università nessuno dei miei colleghi era partito o aveva voglia di farlo.

Quando mi sono strasferita, quindi, ho dovuto iniziare da 0. Spesso c’è un’idea romantica del trasferimento, invece prima dell’aspetto romantico della nuova vita in un altro Paese ci sono tanti ostacoli da superare o, almeno, era così 10 anni fa. Penso che ora, con l’avvento dei forum, di Instagram e della tecnologia, sia più facile e veloce rendersi conto di cosa c’è dall’altra parte e far sì che il processo di trasferimento sia il più veloce possibile. Ora possiamo contattare direttamente su Instagram chi vive dall’altra parte del mondo e conoscere i suoi racconti, il mondo al giorno d’oggi è molto più accessibile e le informazioni sono facilmente reperibili.

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Come hanno reagito famigliari, amici e conoscenti davanti alla tua decisione di trasferirti in Olanda?

Con scetticismo. Vengo da una città del Sud Italia (Taranto) e nessuno dei miei più stretti conoscenti, amici o famigliari aveva dimestichezza con una migrazione di questo tipo. C’è però da dire che sono andata via della mia città per andare all’università al Nord quando avevo 18 anni quindi avevo già capito che il Sud, con il suo calore ma con tutti i suoi limiti, non poteva fare per me. Una volta in cui i miei hanno preso coscienza di questo, seppur con timore, hanno sempre sostenuto la mia voglia di crescita e non mi hanno mai ostacolata.

Di cosa ti occupi?

Sono manager e director dell’azienda turistica InsolitAmsterdam, una società che ho fondato nel 2016 con cui progettiamo, creiamo e organizziamo visite guidate ed esperienze su misura per viaggiatori che vogliono conoscere l’anima di Amsterdam. L’azienda è il luogo in cui tutti i miei interessi trovano realizzazione, infatti qui ho unito le mie competenze storico/artistiche, acquistie in anni di studio, alla passione per il digital e il content marketing.

Ho iniziato come travel manager e guida turistica ma ora mi occupo prevalentemente della parte manageriale dell’azienda e della promozione social. Durante il periodo di pandemia mi sono anche cimentata nella produzione e realizzazione di un podcast dedicato ad Amsterdam, che si chiama “casa Amsterdam podcast”. Insomma, sperimento e imparo sempre cose nuove.

Nel lontanto 2014 ho aperto il primo blog italiano su Amsterdam che si chiama ‘In Olanda con Valentina’ in cui racconto cosa c’è da fare ad Amsterdam e do consigli a tutti i viaggiatori che vogliono vivere la città con uno sguardo aperto e di scoperta.

Come mai hai scelto proprio l’Olanda?

È stato un puro caso. Durante il mio Master di specializzazione a Firenze sono entrata in contatto con un’azienda a cui mi sono proposta per un tirocinio. Mi hanno accettata e sono stati mesi molto duri: ero praticamente da sola, il mio tutor non esisteva e ho dovuto confrontartmi con un sacco di novità, prima su tutte l’autonomia che ti viene data nel lavoro. Un concetto d’indipendenza ed efficienza che ancora oggi faccio fatica a spiegare a chi lavora in Italia.

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Come sei stata accolta dalla gente del posto?

Ero giovane e qualsiasi cosa riusciva a sorprendermi. L’impressione iniziale è che fossero tutti sileziosi e molto riservati poi ho capito che era vero, ma è proprio il modo in cui sono fatti gli olandesei. Gli olandesi sono persone che vanno dritte al punto, sanno bene cosa vogliono nella vita, sono impostate e con molte regole. Ad esempio, gli olandesi gestiscono le loro relazioni sociali con l’agenda e gli appuntamenti, anche in famiglia.

Quali difficoltà hai dovuto affrontare e come le hai superate?

Tante. Dal punto di visita lavorativo nel 2014 era difficile riuscire a creare una rete di connessioni professionali che ti supportasse nella scelta di avviare un business. La lingua è un ostacolo, la cultura è un ostacolo, la burocrazia è un ostacolo.

Dal punto di vista personale e sociale è difficile, ancora oggi, riuscire ad avere una rete di amici e di supporto che dura nel tempo. Amsterdam è un porto di mare, ho salutato così tante persone in questi 10 anni che ho perso il conto, ma questa è una cosa che da expat impari a gestire, è il prezzo da pagare. Se non ci riesci allora è possibile che tu sia tra quelli che scelgono di tornare indietro.

Quali servizi offre la tua azienda turistica? A chi sono rivolti?

Organizziamo visite guidate per viaggiatori italiani che vogliono conoscere Amsterdam ma anche le altre città olandesi. Una delle visite che piace di più è quella che porta fuori città per visitare il paese dei mulini a vento, un villaggio con case in legno verde dove la vita sembra essersi fermata.

La mia visita preferita invece è quella del centro storico o del quartiere UNESCO dove si trovano i canali. Qui do il mio meglio e il mio racconto prende forma grazie alla mia passione per questa città.

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A partecipare alle nostre visite ci sono giovani dai 20 ai 30 anni così come persone più adulte che hanno voglia di confrontarsi e scoprire cose nuove. Sono davvero trasversali e il mio team di guide è composto da professioniste under 30, quindi siamo piene di energia!

Che suggerimenti daresti a chi si appresta a visitare Amsterdam per la prima volta?

Di lasciarsi stupire e di non affrontare questa città con dei preconcetti, di non andare nei posti dove vanno tutti gli altri, di prendersi del tempo per capire la città che a prima vista può sembrare caotica e piena d’incongruenze, ma di fermarsi un attimo a pensare. Quando ti allontani del rumore del centro, Amsterdam si lascia amare.

Hai avuto modo di visitare anche altri luoghi del Paese? Quali ti hanno colpita di più?

La campagna olandese è qualcosa di stupefacente. Visitare uno qualsiasi dei villaggi o piccoli paesi dei Paesi Bassi è un’esperienza che ti cambia la vita. Ogni volta sembra di fare un viaggio nel tempo, nei luoghi che sembrano essersi fermati a quando la vita scorreva lenta, non ci sono le auto e tutto è più semplice.

Tra i miei luoghi preferiti ci sono Abcoude, Hoorn oppure i grandi parchi naturali che il Paese offre.

Quali sono, secondo te, le differenze e quali i punti in comune fra lo stile di vita olandese e quello italiano?

Domanda difficilissima, perchè penso che i punti in comune non ci siano. La vita olandese è impostata nel rispetto del tempo libero e delle capacità individuali. La felicità, la pace con se stessi e sul lavoro sono dei punti cardine che mi tengono legata a questo posto. Il famoso life/work balance. Credo che la serenità sia uno dei punti di forza di questo Paese. Il cibo è diverso da quello italiano, le abitudini sociali sono diverse, il clima è diverso, insomma ci sono molte differenze fra i due Paesi.

Gli olandesi sono estremamente indipendenti, sono in grado di fare tutto in autonomia fin da giovanissimi. Esiste un grande rispetto per le regole e un senso di civiltà che purtroppo in Italia manca. Hanno un’attitude più schietta che a volte può essere scambiata per maleducazione.

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Quali sono i ricordi più belli relativi al tuo lavoro?

In tutti questi anni da insolitAmsterdam è passata davvero tanta gente, ma c’è un gruppo che ricordo ancora. Era un gruppo dei primi anni, 8 viaggiatori di Legnano con cui avevamo fatto un gran tour dell’Olanda (qundi non solo Amsterdam). Una volta tornati a casa mi spedirono un CD con le loro/nostre foto del viaggio e con un video. Oppure un’altra volta, ricevetti una e-mail in cui il capogruppo mi ringraziava perchè la mia storia era stata d’ispirazione per suo figlio, oppure regali ricevuti. Insomma tante cose, le relazioni che riesci a instaurare con le persone sono forti e leggere la loro soddisfazione nelle recensioni che ci inviano ci riempie di gioia.

Che suggerimenti daresti a chi vuole vivere e lavorare ad Amsterdam?

Una persona che decide di lasciare il luogo che conosce per un altro, sopratutto se all’estero, deve necessariamente mettersi in gioco e imparare a vedere le cose da un altro punto di vista.

Quindi, consiglio di essere realisti (non andare a cercare l’italianità in un posto dove non esiste) e avere un obiettivo chiaro prima di partire. Amsterdam spesso è associata al sogno, all’idea di essere una città accogliente e generosa con tutti, ma non lo è. Amsterdam è una città esigente, è costosa ed è una città che marcia con un ritmo che non riesci a vedere.

Riesce a stregarti per convincerti a venire da lei ma in cambio ti chiede di rinunciare a tante cose, spesso cose importanti per noi italiani come la convivialità, il cibo, il bel meteo, la leggerezza di vivere e la luce del sole. Spesso in inverno è la cosa che ci manca di più.

Per seguire e contattare Valentina:

Facebook: https://www.facebook.com/insolita.amsterdam.tour

Instagram: https://www.instagram.com/insolita_amsterdam/

Sito web: https://www.insolitamsterdam.com/blog/

Indirizzo e-mail: insolitamsterdam@gmail.com