Valentina: ho scelto di vivere a Vancouver in Canada

A cura di Maricla Pannocchia

Si definisce un’eterna sognatrice, Valentina, poco meno che 30enne e freelance nell’ambito del digital marketing. Nonostante il forte amore per il suo Paese d’origine, nonché per la sua romantica e meravigliosa Venezia, a un certo punto la ragazza ha sentito il bisogno di spiegare le ali perché “in Italia in molti hanno solo voglia di puntare il dito e lamentarsi”.

Dopo varie esperienze, Valentina è arrivata, con il suo ragazzo, a Vancouver, in Canada. La sua vita è stimolante ma, come accade sempre in questi casi, anche lei ha dovuto affrontare delle difficoltà, che però è riuscita a superare!

Non c’è una formula segreta per diventare freelance e girare per il mondo, o per trasferirsi all’estero, senza correre il rischio di un fallimento ma, come dice Valentina, l’importante è iniziare e provarci per evitare di avere rimpianti!

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Valentina Ditadi canada

Ciao Valentina, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…

Piacere di conoscerti, sono Valentina, una ragazza italiana di 28 anni. Mi piace definirmi curiosa e solare, ma soprattutto sono un’eterna sognatrice.A volte mi sento anche un po’ romantica, probabilmente per la bellezza della mia città d’origine, uno dei nidi dell’amore: Venezia.Sono innamorata della bellezza dell’Italia e della mia immensa Venezia, in cui non ho mai smesso di perdermi e ritrovarmi. Ho un cane che amo alla follia e che, a malincuore, ho lasciato in Italia al sicuro dai miei genitori. Sono una digital marketing freelance, appassionata e interessata ma, del resto, sono requisiti chiave per questo lavoro! 🙂

Ti definisci “un’eterna sognatrice”. Cosa significa, per te, essere un sognatore e che spazio hanno i sogni nella realtà contemporanea?

Il mio essere un’eterna sognatrice significa, per me, colorare la mia vita. Mi piace inseguire i miei sogni, auspicare in un futuro migliore, insomma, vedere il bicchiere mezzo pieno anche in tempo di siccità.Molto spesso sento dire che con i sogni non si vive… Sono d’accordo, ma penso che i sogni possano darci uno scopo e una speranza. Non mi è mai piaciuto chiudere i sogni in un cassetto, tenerli in tasca e continuare a provarci non mi è mai costato niente.

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Lavori nel digital marketing, di cosa ti occupi precisamente?

Mi occupo di digital marketing da 5 anni. Ho lavorato prima in un’agenzia di comunicazione e poi in un’azienda della grande distribuzione gestendo le attività di digital marketing. Entrambe le esperienze sono state formative e ringrazio di essere stata circondata da colleghi meravigliosi, ma, alla fine, ha prevalso la volontà di mettermi in gioco e puntare tutto su me stessa.

Collaboro con le aziende per supportare e guidare la loro presenza digitale. Il mio lavoro è fatto di tante attività diverse in base ai progetti e agli obiettivI. Nello specifico, mi occupo di strategia digitale, social media, advertising online, scrittura di testi, posizionamento sui motori di ricerca (SEO) e di e-mail marketing.

In base alle esigenze del partner offro formule diverse che prevedono sia la sola consulenza strategica sia la messa in pratica e la gestione dell’attività stessa.

Che consigli daresti a chi sogna di lavorare nel tuo settore?

Non vedo sogno più realizzabile: provateci, nulla è impossibile! Consiglio di studiare, una base è fondamentale. Suggerisco anche di essere curiosi. In questo settore restare aggiornato è vitale.

Cosa ti ha spinto a lasciare l’Italia?

Sono innamorata della bellezza dell’Italia: la nostra arte, i nostri paesaggi e soprattutto la nostra cucina mi hanno sempre resa orgogliosa della bellezza infinita del mio Paese. Eppure ho scelto di andarmene. Il motivo? Mi sentivo schiacciata dalla società.

Mi sentivo in dovere di correre, non importava la meta, ma dovevo correre per stare al passo, non importa quale passo. Inoltre, avevo l’impressione che la società non facesse altro che incattivirci e tutto finisse per essere generalizzato: “Gli immigrati ci rubano il lavoro”, “I giovani non hanno voglia di fare niente”, “Tutti gli imprenditori sono avari”, “I dipendenti guardano solo il loro sai, non ci si può fidare”… Mi sembrava che nessuno avesse più voglia d’indagare il problema e che tutti avessero solo voglia di puntare il dito e lamentarsi. Non li biasimo, stiamo correndo una maratona lunghissima, con l’ansia di rispettare il tempo imposto dalla società, quindi dove possiamo trovare le energie per chiederci altro?

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Volevo riprendere possesso del mio tempo e dei miei sogni.

Lavori come freelance, quali sono gli aspetti positivi e quali quelli negativi?

Sicuramente potersi organizzare le attività e i progetti è favoloso, perdere un po’ il contatto dell’ufficio e delle pause caffè è un aspetto un po’ meno bello.

Che suggerimenti daresti a chi vuole diventare freelance?

Fare qualche esperienza prima di mettersi in gioco del tutto. Non deve per forza essere un’esperienza da dipendente, ma, a mio parere, è importante che sia una piccola palestra per il nostro lavoro, una sorta di test.

Quali Paesi hai visitato e quali ti hanno colpita di più?

Fino al 2016, ho viaggiato molto, con compagni diversi e formule di viaggio disparate, ma sempre in Europa. Nel 2016 ho fatto il mio primo viaggio oltreoceano, in Brasile. A seguire Thailandia e Canada, dove mi trovo attualmente.Sicuramente, rispetto alle differenze culturali, questi tre Paesi mi hanno colpita. In Brasile la pericolosità e il poco valore che viene dato alla vita umana, all’inizio, sono stati aspetti che non riuscivo a comprendere e, sicuramente, ai quali non volevo abituarmi. Alla fine sono serviti per farmi apprezzare ancora di più la libertà e la sicurezza di cui godo.

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In Thailandia, invece, il grande rispetto che i locali hanno per gli altri è un approccio a cui m’ispiro anche oggi nella mia quotidianità.

Come strutturi la tua giornata?

Mi sveglio, faccio colazione controvoglia (non mi piace mangiare al mattino), leggo le mail e organizzo i task della giornata. Solitamente gestisco le call con i clienti italiani fra le 7 e le 9 del mattino (in Italia sono le 16-18), poi mi metto a lavoro ma spesso, nel corso della mattina, mi prendo anche del tempo per fare sport o una passeggiata. Arriva l’ora del pranzo, dove, da buona italiana, tendenzialmente mangio pasta con un sugo fatto in casa (sì, espatriare fa di necessità virtù e mi ha resa almeno un po’ cuoca). Dopo pranzo mi rimetto a lavorare, tendenzialmente fino all’ora di cena o poco prima.

Dove ti trovi in questo momento?

In Canada, a Vancouver (non ancora troppo Raincouver per ora!)

Valentina Ditadi canada

Quali difficoltà hai dovuto affrontare e come le hai superate?

Le difficoltà sono tante: dai permessi alla burocrazia, dalle amicizie alle questioni pratiche (ad esempio, andare a fare la spesa senza un’auto). Il mio ragazzo, con me anche in questa grande avventura, è un’enorme roccia in ogni mio momento di sconforto!

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Quali sono state le esperienze più belle vissute finora?

Sicuramente incontrare tante nuove persone con esperienze da condividere e nuovi punti di vista da scoprire e con cui confrontarsi.

Hai mai pensato di aver fatto il “passo più lungo della gamba”?

No, penso che a tornare indietro si faccia sempre a tempo. Sicuramente la mancanza della famiglia si fa sentire, ma la tecnologia permette di alleviarla e di riuscire a essere sempre in contatto!

Le soddisfazioni più grandi che hai avuto finora?

Sapere che il mio inglese non è poi così male! 🙂

Che consigli daresti a chi sogna di cambiare vita ma non sa da dove cominciare?

Il mio consiglio è semplicemente quello d’iniziare! Non c’è un manuale da studiare o una strada sicuramente giusta, non c’è un modo per assicurarsi di non fallire. Sicuramente, però, provando si possono evitare i rimpianti e il chiedersi “Come sarebbe stato se…”

Pensi che potresti tornare a vivere in Italia in pianta stabile?

Mai dire mai!

Sei innamorata del nostro Paese. Quali sono, secondo te, i suoi aspetti positivi?

Sono innamorata della bellezza dell’Italia: la nostra arte, i nostri paesaggi e soprattutto la nostra cucina mi hanno sempre resa orgogliosa della bellezza infinita del mio Paese.

Progetti per il futuro?

Troppi, ma per scaramanzia preferisco tenerli per me e vivermi la vita giorno per giorno. 🙂

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