Simone – Nel 2014 sono partito per un anno in Australia e sono ancora qui

Simone, originario della provincia di Monza, ha deciso di lasciare l’Italia molti anni fa, entrando in Australia con il Working Holiday Visa (quando il limite di età massima era ancora fermo a 30 anni).

Ora Simone è cittadino australiano ed è felice della scelta presa in passato, quando ha deciso di andare in Australia per quello che avrebbe dovuto essere “un anno di prova”.

In Italia, Simone aveva una bella vita: un buon posto di lavoro a Milano come web developer /SEO e si trovava bene con i colleghi e in città. Nonostante questo, le sue giornate erano scandite da spostamenti, ufficio, orari e routine.

Simone Australia

Simone aveva una sensazione interna che non lo abbandonava mai e che, a un certo punto, ha deciso di seguire. Quando gli è diventato chiaro che stava buttando via il suo tempo, Simone ha preso una decisione forse drastica, che lo ha portato all’estero.

Il punto di svolta è stato quello che avrebbe dovuto essere un momento di felicità, ovvero, il contratto per un lavoro a tempo indeterminato. Simone, però, non si è sentito contento, ma si è immaginato a vivere in quel modo per anni e si è reso conto di volere altro.

Ecco che Simone ha iniziato a guardarsi intorno, scegliendo Londra come destinazione del suo trasferimento, dove ha migliorato l’inglese e ha continuato a lavorare nel suo settore in un portale per italiani. Dopo 4 anni di vita lì, però, Simone si è reso conto che neanche quell’esistenza faceva al caso suo e così, dato che suo fratello Daniele si era appena trasferito in Australia e gli raccontava di quanto si trovasse bene lì, e che Simone stesso ha sempre avuto una passione per il Paese, ha deciso di andarci a sua volta.

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Ottenuto il suo primo (e ultimo) Working Holiday Visa, nel 2014 Simone è partito con un biglietto di sola andata per l’Australia. L’idea era, come già accennato, quella di fare un’esperienza di un anno e poi vedere cosa sarebbe successo. Le cose però sono andate diversamente, perché, più di 10 anni dopo, Simone è ancora in Australia.

Simone Australia

Nonostante la partenza sia stata dolorosa per la lontananza dalla famiglia, Simone sapeva che era la cosa giusta da fare. In più, i suoi cari erano abituatI ad averlo lontano, dato che viveva a Londra da 4 anni.

Fino alla fine del 2019, Simone ha vissuto a Melbourne, poi è andato a Sydney, dove ha conosciuto Sara, e, nel luglio 2020, poco prima della chiusura dei confini, la coppia è riuscita a spostarsi in Queensland, dov’è rimasta per cinque anni. Lo scorso anno, Simone e Sara hanno deciso di partire per un’avventura on the road in caravan, con lei incinta, il figlio di 17 mesi e il gatto.

Dopo aver percorso circa 14.000 km fra strade infinite e outback, vedendo paesaggi meravigliosi e vivendo tante esperienze, la famiglia è arrivata a Perth, dove vive ora. La vita di Simone è molto diversa da quella che aveva in Italia; in Australia le sue giornate non sono mai uguali ma hanno un ritmo in cui Simone si riconosce.

Ora Simone segue studenti e persone che vogliono andare in Australia, passando molte ore al computer o al telefono, ma riesce comunque a ritagliarsi del tempo per la famiglia. In tutti questi anni, infatti, Simone ha lavorato duramente per avere una migliore gestione del proprio tempo, così da non essere più legato agli orari fissi o a un cartellino da timbrare.

La sua azienda offre servizi agli italiani che vogliono trasferirsi in Australia e Simone lavora in questo campo da quando è arrivato lì. Questo però, nel tempo, è diventato più di un semplice lavoro ma è una sorta di missione che gli permette di aiutare le persone a fare un passo importante, che lui stesso ha affrontato anni fa.

La burocrazia in Australia è più snella di quella italiana e molte cose possono essere sbrigate online, in tempi piuttosto rapidi e senza troppi passaggi inutili. La sanità è molto all’avanguardia però c’è una carenza di personale ed è per questo motivo che il settore sanitario offre ottimi sbocchi ai professionisti in cerca di un trasferimento in Australia.

I mezzi pubblici funzionano bene nelle città ma, per chi vive o deve spostarsi al di fuori di queste, è meglio avere una macchina.

Simone Australia

Per la ricerca di un alloggio, Simone si reputa fortunato perché, appena arrivato, si è appoggiato al fratello che viveva già lì. Ci sono molti servizi utili per chi cerca un posto in cui vivere, fra cui gruppi Facebook o siti come Flatmates.au. Trovare casa oggi, però, è molto più difficile rispetto a quanto non lo fosse dieci anni fa.

Simone consiglia sempre ai suoi clienti di non inviare mai soldi dall’Italia, perché le truffe esistono anche lì e non sono così rare. È bene prenotare un alloggio solo una volta in cui si è in Australia. Questo non solo per via di possibili truffe ma anche per aver modo di vedere la casa, capire bene dove si trova, chi sono i coinquilini e via dicendo.

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Il consiglio di Simone è sempre lo stesso da anni: prenotare un ostello o albergo per una/due settimane e poi cercare una casa in cui vivere una volta in cui si è in Australia.

Simone si è sempre sentito ben accolto in Australia, dove gli italiani sono visti in maniera positiva. Tuttavia, se è semplice fare due chiacchiere con le persone, costruire amicizie profonde richiede più tempo, anche perché ci sono delle differenze culturali fra l’Australia e l’Italia.

Gli australiani generalmente hanno uno stile di vita molto rilassato e orientato a un buon equilibrio fra lavoro e tempo libero. Le persone trascorrono molto tempo all’aria aperta, in spiaggia o a fare sport. Lì il focus non è sull’apparire ma sul vivere bene.

Simone è rimasto colpito dai rapporti fra le persone: lì non ci sono formalismi, tutti si danno del “tu”, anche quando parlano con il loro boss.

Simone Australia

In dieci anni di vita lì, Simone ha visto molti cambiamenti, soprattutto dopo la pandemia da Covid-19. L’atmosfera è diversa rispetto a quella che c’era quando lui è arrivato, con maggiori controlli riguardo ai visti e più attenzione dedicata a certi temi. Inoltre, l’Australia cambia in base a come la vivi tu e al periodo della tua vita in cui sei.

Finché la vivi con il Working Holiday Visa, l’approcci in modo leggero ma quando inizi a mettere radici, avere un lavoro stabile e una famiglia, le cose cambiano. La spensieratezza iniziale passa un po’ in secondo piano ma questo non vuol dire che l’esperienza peggiori. Semplicemente, cambia.

A chi vorrebbe trasferirsi lì, Simone consiglia di sapere sin da subito cosa vorrebbe fare, una volta in Australia. Questo non vuol dire che sia impossibile cambiare idea una volta arrivati però è bene partire avendo già raccolto tante informazioni dettagliate e, per poterlo fare, è necessario avere un progetto che sia il più chiaro possibile.

Simone consiglia anche di fare attenzione a quello che si vede spesso sui social, dove video di persone che sono lì con il Working Holiday Visa fanno sembrare tutto facile o vendono servizi pur non avendo le competenze per farlo. Queste persone mostrano solo il lato bello della vita in Australia.

Se è vero che ci sono persone che guadagnano 2.000-3.000 dollari australiani a settimana lavorando nelle miniere, spesso queste persone non dicono che, per farlo, devono sgobbare per 12 ore il giorno, 7 giorni su 7. Facendo bene i conti, la paga si aggira sui 30 dollari australiani l’ora, e non è molto alta. In più, nelle settimane in cui queste persone non lavorano, non vengono pagate.

Simone Australia

Molte persone sui social lasciano intendere che lavorare nelle miniere sia un modo semplice per arricchirsi in fretta quando è vero che nelle città ci sono anche altri tipi di lavori che spesso pagano di più. Le miniere possono essere una buona opportunità per chi deve fare gli 88 giorni: permettono spesso di mettere da parte un po’ di soldi e di viaggiare durante le settimane libere però non sono la “miniera d’oro” che alcuni fanno credere, soprattutto per chi parte senza esperienza.

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Simone, quindi, si sente di dire di rivolgersi a professionisti seri per valutare il proprio trasferimeto, non a chi vende l’esperienza in miniera come qualcosa che in realtà non è, magari per poi promuovere corsi o consulenze su “come lavorare in miniera in Australia e fare tanti soldi”.

Anche chi sta pianficando un viaggio in Australia, secondo Simone, deve informarsi prima di partire. Naturalmente, c’è meno da sapere rispetto a chi pianifica un trasferimento lì ma l’Australia è enorme ed è bene sapere cosa vedere e cosa evitare. È importante anche essere consci del clima, per esempio, se vai a Melbourne in luglio ti ritrovi in pieno inverno, e molte persone scelgono l’Australia per il caldo (che, a luglio, si trova salendo al nord).

È importante sapere che, grazie agli accordi con l’Australia, l’assicurazione medica è gratuita per gli italiani. Simone suggerisce di fare le domande per il vostro viaggio nei gruppi per italiani dedicati all’Australia, che sono utili per farsi un’idea degli itinerari migliori.

Simone Australia

Vivendo in Australia, Simone ha imparato che la qualità della vita è la cosa più importante. Non ha senso lavorare duramente ogni giorno, per poi non avere tempo per sé o per i propri cari. Simone ha appreso anche che avere successo non significa per forza avere molti soldi o lavorare tanto. Lui ha imparato a rispettare i tempi degli altri e a godersi le piccole cose.

Guardando al futuro, Simone vuole continuare a crescere dal punto di vista professionale, per aiutare sempre più persone che sognano di trasferirsi in Australia in maniera consapevole, senza vendere loro illusioni ma dandogli le giuste informazioni.

Allo stesso tempo, sulla scia di quanto scritto finora, per Simone è importante continuare a mantenere un buon equilibrio fra lavoro e tempo libero e, se in futuro dovessero arrivare nuove opportunità, Simone si compoterà come ha sempre fatto, valutandole pur mantenendo i piedi per terra.

Per seguire e contattare Simone:

Instagram: simoneratti83

E-mail: simone@easyoz.com.au