Matteo Margiotta a Sidney  una città a misura d'uomo

Non ho mai studiato in un Istituto alberghiero, ho solo una grande passione per la cucina e amo cucinare. Una volta arrivato, non ho perso tempo. Ho cominciato subito a propormi a tanti ristoranti e ce l’ho fatta. Certo, richiedono il curriculum, ma è solo un fatto formale. A loro importa cosa sai realmente fare e se hai stoffa, stai pur certo che prenderanno te. Ovviamente l’impegno e l’umiltà devono essere la base di tutto. Conobbi un giorno un manager, che mi disse: ’Non importa se sei plurilaureato o specializzato, qui, a Sidney, interessa di più cosa una persona sa fare. Se si impegna. Poco peso hanno le medaglie che ha sul petto. Parole che in Italia sarebbero improponibili. Basti pensare che nel Belpaese per fare il postino devi avere conseguito il diploma di scuola superiore con un minimo  di 75 su 100”.

A Sidney Matteo fa  lo chef de partie, cioè il cuoco incaricato di  gestire una particolare area della cucina di un ristorante. E’ molto soddisfatto. Per lui l’Australia è una terra fantastica. E pensare che nella sua testa c‘erano all’inizio le Isole Cayman! Ma solo per comodità. Avendo il passaporto britannico, non avrebbe avuto problemi per il visto.

“Ho vissuto in Inghilterra -racconta- mi piace molto la cultura anglosassone, ma in questo momento della mia vita ho bisogno di un posto soleggiato. E in Australia il sole non manca mai. In più questa terra è un’ ex colonia inglese e posso trovarci quello che mi piace”.

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Sidney  una città a misura d'uomo

Ma perché ha lasciato l’Italia?

Premetto che ho sempre desiderato vivere in un contesto a misura d’uomo. Ho scelto di non vivere più in un Paese corrotto, dove: non esiste più o quasi la meritocrazia, non si dà spazio ai giovani e gli anziani tengono la loro beata sedia di potere stretta stretta. L’Italia costringe plurilaureati con tanto di master a fare i centralinisti, senza offendere questa figura professionale, o ad emigrare in un’altra nazione. Da noi la maggior parte delle persone pensa più al rendiconto personale che alla comunità e si lamenta. Ma non fa mai niente per far cambiare le cose.

Quando si parla di Australia si pensa subito alla natura, alle specie di animali più rare. E’ cosi?

Beh, è così. Sa cosa ho fatto quando sono arrivato? Ho assaggiato un buon “Jump Me” ovvero un hamburger di Canguro e me ne sono andato allo zoo per vedere gli animali più rari. Ma alla fine non devi necessariamente andare in posti particolari.

Sidney  una città a misura d'uomo

Perché?

Se stai in acqua a fare surf o semplicemente a farti il bagno, ti ritrovi in mezzo ad un branco di delfini. Può capitare di sentire all’improvviso rumori strani e di vedere le balene che nuotano a pochi metri da te. Se passeggi per le strade, hai la possibilità di ammirare immensi alberi, pappagalli dalla cresta gialla (cacatua), bandicoot, opossum.

Sembra, però, di capire che ad affascinarla sia stato altro.

Sì, mi sono subito innamorato dello stile di vita presente qui. Alludo al famoso “take it easy”. Qui le persone si godono la vita, hanno dei ritmi completamente diversi da noi. I primi giorni mi sono alzato alle sei di mattina e sono andato a fare una passeggiata sulla spiaggia. Mi creda, era affollatissima di persone di quasi tutte le età, che facevano sport, surf, yoga. C’era chi, dopo aver corso e giocato un paio di partite a beach volley, faceva la doccia, si vestiva con giacca e cravatta e andava via  al lavoro. Vuole sapere con quel mezzo?

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Prego!

Con il longboard, la bici, il monopattino. Insomma, un altro stile di vita. Qui a Sidney ci si gode la vita al cento per cento. Tante volte in Italia mi è capitato di uscire la mattina, tornare la sera a casa e pormi la stessa domanda: “Cosa ho fatto oggi? Il più delle volte mi sono sempre trovato a passare cinque giorni della settimana, sperando di viverne due. Non è normale, non si può aspettare il weekend per vivere. Qui, invece, si adotta uno stile completamente differente. Più salutare!

E gli abitanti come sono?

Sempre cordiali e disponibili ad aiutare il prossimo. Commercianti con il sorriso stampato sulle labbra e gentili, anche se esci dal loro negozio senza comprare nulla. A Roma, dove vivevo io, facevano facce brutte se uscivi a mani vuote. Qui non esistono pregiudizi. In Italia, ancora oggi, se hai un tatuaggio, un piercing o semplicemente, se sei vestito in modo differente dalla massa, ti guardano in modo strano! Insomma, noi italiani siamo più sensibili all’apparenza.

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Mi descrive il posto in cui vive?

Vivo vicinissimo a Sidney, sul mare. Ci sono tante spiagge. A me piace moltissimo. Qui puoi trovare tranquillità, ma puoi anche fare shopping. E c’è anche movida la sera. Tutto è a portata di mano.

E’ un posto sicuro?

Fino ad ora non è successo quasi niente di eclatante. Sono, però, stati avvistati degli squali. La polizia è molto presente, soprattutto nel fine settimana, sia lungo le strade che nei locali, con cani antidroga. C’è un servizio d’ordine privato nei pub. Anche le persone evitano di recare problemi. Se si beve una birra o un cocktail in più, niente macchina. O si prende il taxi o si torna a casa a piedi, barcollando.

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Se dico: trasporti, scuola, sanità, cosa mi dice?

Il traffico qui è inesistente. In città ovviamente ci sono le ore di punta, da evitare. I mezzi di trasporto funzionano alla perfezione. Metro, treno, ferry, monorotaia, bus.  E sono soprattutto puntuali. La scuola mi piace molto, ma non parlo di scuole superiori, poiché non ho avuto feedback al riguardo. Le scuole inferiori, da quello che ho visto,  portano molto spesso i bambini al mare, nei parchi a fare corsi di beach volley, corsa, salvataggio. Qui il contatto con la natura è importante. Le attività all’aria aperta sono frequenti e determinanti. Sanità: un italiano, per accordi con il governo australiano, ha una copertura di sei mesi, la cosiddetta MEDICARE. Dopo i sei mesi, se si esce e si rientra in Australia, si può chiedere di nuovo per altri sei mesi. Altrimenti, ci si affida ad una assicurazione sanitaria e ce ne sono per tutte le tasche.

Quali sono state le difficoltà iniziali?

Ho avuto solo una piccola difficoltà iniziale. Continuavo a mandare il mio  curriculum dappertutto, ma non ricevevo alcuna risposta. Un giorno un mio amico australiano  ha dato una scorsa alla mia lettera di presentazione e ha detto che qui il formato europeo non va per niente bene. Soprattutto, se si aggiunge la foto! A quel punto ho apportato qualche modifica e da quel momento il telefono non ha smesso di squillare!

Le sono serviti parecchi soldi per iniziare?

Dipende. Io sono stato per due  settimane in un ostello, poi ho trovato casa. Quando si trova casa, si va incontro ad un spesa iniziale abbastanza consistente, poiché qui chiedono due o tre settimane di rent anticipato, più due o tre settimane di bond (caparra), che vengono restituiti quando si lascia la casa. Se non sono stati fatti danni consistenti, è ovvio.

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E’ facile trovare lavoro per un italiano?

Diciamo di sì. L’importante, come ho detto prima, è impegnarsi ed essere umili.

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Chi l’ha aiutata?

Un’ amica per le pratiche iniziali, quelle relative  all’assistenza sanitaria, per avere l’ID Card e aprire un conto in banca.

Com’è il clima?

Il clima è ottimo, le stagioni sono opposte a quelle italiane. Quindi adesso comincia l’estate. L’inverno, da quello che mi hanno detto, dura solo due o tre mesi e non è molto rigido. Me lo conferma il fatto che non ho ancora visto una casa con i termosifoni!

Piatti tipici?

E’ il cosiddetto “barbie”, cioè il barbecue. Ogni occasione é buona per fare un bel po’ di carne alla griglia.

Cosa c’è di imperdibile?

Più in là io vorrei fare il Road Trip. Conosco molte persone che lo hanno fatto e mi hanno raccontato che è un’esperienza unica. Comunque, oltre alle città principali, quali: Sydney, Melbourne, Canberra, Adelaide, Perth, Darwin e Brisbane, vorrei vedere la barriera corallina a nord, le Withsundays Island e fare un’escursione nell’ Out Back.

Come sono i collegamenti con l’Italia?

I collegamenti con l’Italia prevedono almeno uno scalo. Ho viaggiato da Roma a Dubai e da Dubai a Sydney. In tutto ventidue ore di aereo e due di scalo. Un bel viaggetto!

Come hanno preso i suoi la decisione di lasciare l’Italia?

I miei non sono stati un problema. Anzi, mi hanno appoggiato. E devo loro tanto.

Le manca l’Italia?

Per niente. Mi manca una “pellegrina”.

Non tornerà mai più?

Non tornerò per viverci. L’Italia è solo un bellissimo posto di vacanza.

Consigli a chi voglia lasciare la Penisola?

Se senti una cosa, falla! Non giudicare con gli occhi degli altri, non limitarti solo per la paura di sbagliare o per le distanze. Ascolta solo te stesso e vai. Questo, comunque, è un consiglio che vale per tutto.

A cura di Cinzia Ficco