Come diventare Travel Blogger

Il travel blogger è una professione che ha avuto grande successo soprattutto nei Paesi anglosassoni. In Italia non è ancora emersa questa tendenza, ma sembra vi siano ampi margini di crescita. I requisiti fondamentali per diventare un travel blogger sono principalmente tre: una grande passione per i viaggi, dimestichezza con il web e con tutto ciò che è collegato ad esso e soprattutto una grande voglia di raccontare le proprie avventure e disavventure a tutti coloro che ne sono interessati.

Non è ritenuta propriamente una professione in Italia, poiché risulta davvero molto difficile riuscire a guadagnare qualcosa svolgendo questo lavoro. Si stima infatti che, per mezzo dei banner pubblicitari, il guadagno dovrebbe aggirarsi intorno ai 300 euro annuali, ma dietro il mestiere del travel blogger c’è molto altro. Ogni travel blogger infatti ha l’opportunità di visitare agriturismi ed hotel del tutto gratuitamente, con la promessa di scrivere una recensione sul proprio blog a fine visita.

E così, dopo una gita fuori porta in un agriturismo, in un hotel o in un bed&breakfast, il travel blogger racconta la sua personale esperienza, corredando il post con foto accattivanti e con video che rappresentino al meglio l’esperienza vissuta. In tal modo, diventa un vero e proprio punto di riferimento per i suoi lettori, nonché un soggetto interessante dal punto di vista commerciale per agenzie di viaggio e strutture turistiche. Al fianco dei viaggi tradizionali, vi sono quelli più “avventurosi”, svolti in sella ad una bici o ad una moto, o quelli più specifici e curiosi. È il caso di Jools Stone, denominato lo “zar delle ferrovie”, un ragazzo di origini scozzesi, che si occupa esclusivamente di turismo su rotaie, dagli antichi percorsi a vapore nei Paesi Bassi e in Germania, al rinnovato Orient Express. Oppure i racconti di viaggio in bicicletta, rigorosamente in famiglia, raccontati in Familyonbikes.org. Nel Regno Unito, poi, ci sono veri e propri professionisti del settore pagati per le loro recensioni. Su tutti, spicca il nome di Oliver Gradwell, ideatore di travelbloggersunite.com. Un altro importante travel blogger è l’inglese Melvin Boecher, che ha creato www.traveldudes.org, blog che dopo qualche mese ha collezionato circa 80mila followers.

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Ed ancora, Simon Falvo che, dopo 18 anni trascorsi in banca, ha fondato il blog Wild About Travel. Simon oggi fa consulenza a 360 gradi, per tour operator, agenzie di viaggio, catene alberghiere. Scrive in inglese, rivolgendosi principalmente al mercato anglosassone.

Questi di seguito invece, sono alcuni tra i travel blogger italiani:

Fraintesa: di Francesca Barbieri, è un blog che tratta di viaggi, social media, animali e disavventure da vegetariani.

100 days: è il blog di Kinzica Sorrenti e Alessandro Olivieri. Nato da un viaggio di 100 giorni tra India e Kenya, si propone di raccontare le esperienze dei loro creatori.

Il turista informato: di Francesca Campigli e Eleonora Tramonti, è un blog che propone viaggi “fai da te” in giro per il pianeta.

Creare un blog è semplicissimo al giorno d’oggi, ma trasformare la propria passione in una professione vera e propria, che faccia guadagnare abbastanza tanto da poter vivere dignitosamente, è abbastanza difficile, almeno qui in Italia.

Come accennato inizialmente, la pubblicità non rende molto in termini economici, ma se il blog inizierà ad essere seguito gli introiti aumenteranno, soprattutto perché anche in Italia ultimamente sempre più agenzie di marketing si avvalgono di questa nuova forma di pubblicità. Diverse sono le fonti di guadagno per un blog di viaggio, ma quelle più utilizzate riguardano la vendita di prodotti affiliati (http://goo.gl/UWL2R); la vendita di spazi pubblicitari (http://goo.gl/ZWlM9), spazi che possono essere venduti per tempo di esposizione, per click ricevuti o per azioni effettuate; l’Email marketing: una newsletter per informare i lettori più affezionati delle ultime novità, che può contenere anche banner pubblicitari; l’e-commerce, che si può realizzare pubblicando il link a prodotti venduti su un altro sito web, guadagnando in tal modo una commissione su quelli venduti tramite il proprio sito; una guida all’acquisto: dove è possibile leggere recensioni su determinati prodotti acquistabili su Amazon, prodotti che, se acquistati, rendono al blogger una commissione del 10%.

Il travel blogger inoltre, può scrivere per testate specializzate, vendere servizi fotografici, farsi pagare per interventi in pubblico o organizzare contest fotografici sponsorizzati dalle aziende. Tante sono le strade da percorrere per fare in modo che la propria passione si tramuti in qualcosa di redditizio, l’importante è saper attirare il lettore, incuriosirlo, coinvolgerlo, affinché continui a seguire il vostro diario di viaggio.

A cura di Nicole Cascione