Alle radici dell’attuale crisi economica

L’attuale situazione finanziaria internazionale trae origine dalla crisi del sistema bancario esplosa nel 2007/2008 negli Stati Uniti. Vi ricordate ? In quegli anni fece scalpore il tracollo del sistema di cartolarizzazione dei mutui adottato dalle banche americane. In Italia fu nota come la “crisi dei mutui subprime“.

Con una serie di articoli, di cui oggi la prima puntata, cercheremo di spiegare nel modo più semplice possibile cosa è successo all’epoca e perché ciò ha avuto ripercussioni fino ai giorni nostri. Dette ripercussioni influenzarono i sistemi bancari e finanziari dei paesi occidentali, l’economia e la politica di paesi come Italia, Grecia, Spagna in prima linea e il mercato immobiliare. Queste le ripercussioni dirette ma enormi furono anche le conseguenze indirette perché questa crisi è una crisi delle banche e le banche in una economia di tipo capitalista ricoprono un ruolo centrale.

Questa storia comincia negli Stati Uniti negli anni ’90.

Il sistema di concessione dei mutui per l’acquisto di case era per cosi dire un sistema di “manica larga”. Per semplificare al massimo potremmo affermare che a quell’epoca se avessimo voluto comprare una casa del valore di 100.000 dollari avremmo potuto ottenere dalla banca un mutuo di 110/120 mila. L ‘eccedenza poteva essere usata per far fronte a spese di ristrutturazione ad esempio. Ora forse non tutti sanno che l’ attività di concessione di mutuo (che fa parte dei cosiddetti impieghi, i cui proventi entrano nella parte attiva del conto ecomomico) è al tempo stesso altamente lucrativa per la banca e altamente rischiosa.

Lucrativa per via degli interessi che la banca guadagna dai clienti e rischiosa perché se il cliente non paga le rate la banca può incorrere in perdite anche pesanti. Il rischio che la banca corre dipende da vari fattori. Uno di questi è la corretta valutazione della capacità del cliente di far fronte, nel tempo, all’impegno finanziario assunto con la sottoscrizione del mutuo.

Altro criterio riguarda la corretta valutazione delle garanzie adottate proprio per rendere il credito più liquido e esigibile possibile. Una di queste garanzie ad esempio è la classica ipoteca. Quando un mutuo è ampiamente garantito dall’insieme delle varie precauzioni e garanzie che la banca dovrebbe assumere si dice mutuo “prime”. Quando le garanzie sono inferiori al valore erogato dalla banca si definisce mutuo “subprime”. Quindi un mutuo “subprime” è un prestito il cui valore non è totalmente garantito dalle garanzie fornite o dalla capacità di rimborso del debitore.

La banca infatti sa perfettamente che se un debitore non paga le rate l’immobile sarà messo all’asta, ma la base d’asta è normalmente inferiore al valore dell’immobile. Per questo uno dei criteri di garanzia normalmente adottati dalle banche consiste nel concedere prestiti non superiori al 75/80 % del valore del bene oggetto di prestito. Bene, tutte queste precauzioni tipiche del sistema italiano di concedere mutui , negli Stati Uniti non erano adottate nel senso che si concedevano mutui per importi superiori al 100% del valore del cespite e si chiudeva un occhio, e a volte anche due, sulle altre forme di tutela. E quindi era molto diffusa l’abitudine di concedere i famosi mutui “subprime”. Ciò era incentivato dall’alta concorrenza tra banche e dal fatto che qualcuno aveva inventato un sistema per scaricare il rischio di questi mutui “poco garantiti ” sulle spalle di altri soggetti. Ma questo lo vedremo la prossima puntata.

N.d.a.: questo articolo non vuole essere eccessivamente “tecnico ” pur trattando di un argomento molto “tecnico”.

Non si tratta di una lezione di tecnica bancaria ma di un’opera con intento divulgativo.

 

Stefano Gentile
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