Mollare tutto e partire in camper: destinazione Fuerteventura

A cura di Nicole Cascione

Mollare tutto e partire in camper: destinazione Fuerteventura. E’ quello che hanno fatto Stefania e Luciano. Lui responsabile della sicurezza di una grande azienda con un’ottima retribuzione mensile; lei proprietaria di una cascina in bioedilizia che affittava regolarmente. “Minimalismo e risparmio” questi gli aggettivi che accompagnano ora la loro vita. Stefania e Luciano lavorano creando contenuti su YouTube utili per semplificare la vita, con varie tematiche, autoproduzione, minimalismo, cambio di vita, cucina a basso costo semplice e veloce e vita vissuta: “Lavoriamo nel network ed essendo appena arrivati sull’isola, al momento cerchiamo di goderci tutti i momenti. Viviamo il qui e ora, non siamo sprovveduti, ma abbiamo capito che la vita è breve e non possiamo vivere nel passato o nel futuro. Se arriveranno opportunità le prenderemo in considerazione volentieri”.

Mollare tutto e partire in camper

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Chi è Stefania Rossini?

Stefania è una persona che per tutta la vita ha sognato di vivere al mare. Mi è sempre piaciuto reinventarmi, imparare cose nuove ogni giorno, il mio obiettivo è vivere senza rimpianti, la vita ha una data di scadenza e non ho mai voluto sopravvivere per la “sicurezza”. Ho perso tutto molte volte e ho cambiato vita almeno quattro volte ed ogni volta ho cercato di avvicinarmi al mio sogno, l’ultima (giugno 2025) con Luciano ce l’ho fatta. Amo farmi qualsiasi cosa in casa, un tempo giravo l’Italia per seguire corsi di autoproduzione, ho scritto libri con case editrici diverse ed ora scrivo e pubblico da sola i miei manuali pratici. Cerco di condividere tutto ciò che imparo nei miei social, perché credo che la condivisione sana, fatta con amore porti al bene. Ho cercato negli anni di far diventare le mie passioni un lavoro. Per anni con i miei figli e il mio ex marito abbiamo vissuto in una cascina in bioedilizia ristrutturata, con un mutuo e un prestito, dove avevamo un grande orto, frutteto e producevamo quasi tutto. I miei figli sono cresciuti nella natura, a piedi scalzi mangiando pane fatto in casa, verdura dell’orto, con le televisioni di tutto il mondo che venivano a fare interviste per il nostro stile di vita, ora c’è YouTube, anni fa c’erano i giornalisti a casa nostra.

Quando e perché, ad un certo punto, tu e il tuo compagno Luciano avete deciso di trasferirvi a vivere in camper insieme ai vostri gatti?

Era agosto 2019, conoscevo Luciano da pochissimi mesi e mi fece una domanda a me nuovissima: Dove vuoi andare in vacanza? In realtà non c’era un posto in particolare, volevo però riabbracciare una mia carissima amica conosciuta sui social e vista una sola volta nella vita, così gli ho risposto: voglio riabbracciare Silvia. Abbiamo guardato dove Silvia e il suo compagno si erano da poco trasferiti: FUERTEVENTURA. Luciano ha organizzato subito il viaggio e a fine ottobre 2019 abbiamo messo piede per la prima volta a Fuerteventura, posto di cui, prima di allora, non ne conoscevamo l’esistenza. L’ isola da subito ci ha stregato, la sua energia è pazzesca, è lei che ti sceglie o ti manda via. Lei ci ha scelti. Abbiamo vissuto una settimana bellissima e all’aeroporto prima di partire ci siamo fatti una pazza promessa: CI TRASFERIAMO QUI. Tornati a casa e alla realtà abbiamo iniziato subito a cercare tutti i contro dell’isola, ogni luogo ha i suoi pro e i suoi contro, così come ogni scelta, dovevamo capire se faceva per noi. Così nei 5 anni successivi siamo venuti sul posto almeno 2/3 settimane all’anno, per capire se fosse il posto giusto per noi. A fine giugno 2025 io, Luciano e i nostri gatti in camper siamo arrivati a Fuerteventura definitivamente, senza volo di ritorno.

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Mollare tutto e partire in camper

Di cosa vi occupavate prima del vostro cambio di vita?

Luciano era responsabile della sicurezza di una grande azienda, posto fisso, sereno, di responsabilità ma molto sicuro e con un’ottima retribuzione mensile. Io avevo un affittacamere, nella cascina in bioedilizia dove vivevamo, un lavoro che in quel luogo, non essendoci concorrenza, andava a meraviglia. Ora è tutto in svendita.

Ora invece di cosa vi occupate?

Ora invece lavoriamo su YouTube, creando contenuti utili per semplificare la vita, con varie tematiche, autoproduzione, minimalismo, cambio di vita, cucina a basso costo semplice e veloce e vita vissuta. Lavoriamo nel network ed essendo appena arrivati sull’isola, al momento cerchiamo di goderci tutti i momenti. Viviamo il qui e ora, non siamo sprovveduti, ma abbiamo capito che la vita è breve e non possiamo vivere nel passato o nel futuro. Se arriveranno opportunità le prenderemo in considerazione volentieri.

Per circa tre mesi avete vissuto in camper.

Sì, siamo venuti qui in camper e ci abbiamo vissuto l’anno scorso per 3 mesi, mesi in cui siamo stati veramente bene. Ovviamente vivere in camper ha i suoi pro e i suoi contro. I lati positivi sono molti: libertà di movimento, viaggi dove vuoi, quando vuoi, senza dipendere da hotel e orari, inoltre come abbiamo fatto noi, puoi spostarti e cercare il lavoro dei tuoi sogni e andare a vivere vicino al tuo lavoro. Contatto con la natura, puoi svegliarti ogni giorno in luoghi diversi, puoi ammirare albe e tramonti, cose che il vivere in una casa non ti permette di fare. Risparmio economico: niente mutuo, affitto, bollette e sicuramente spese complessive inferiori. Vita decisamente più semplice, minimalista: elimini ogni cosa superflua e ti concentri su ciò che conta davvero. E’ un’esperienza trasformativa, ti aiuta a conoscere meglio te stessa, impari ad adattarti ai cambiamenti e a vivere con più consapevolezza. I contro invece non sono molti. Ovviamente per me/noi: il doversi spostare sempre per cercare cestini dell’immondizia, acqua, corrente e zone di sosta. Ormai i camperisti hanno vita difficile in Italia. Sul lago di Garda ad esempio, dove abbiamo vissuto in camper tre mesi, o paghi i campeggi (e in quel caso non vale la pena vivere in camper) oppure è meglio scegliere altri luoghi. Un altro aspetto negativo sono gli spazi ridotti, ma questo può essere un pro perché non ti permette di dare per scontato nulla. Noi qui a Fuerteventura abbiamo deciso di vivere in una piccola casa, in camper con dei gatti abituati alla campagna era difficile; inoltre qui con il camper legalmente puoi vivere 6 mesi poi devi lasciare l’isola e il costo dei traghetti non è per nulla economico.

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Da quando avete intrapreso questo stile di vita, come e in cosa siete cambiati?

Il minimalismo e il risparmio. Ho iniziato quando ho acquistato la cascina che poi abbiamo trasformato in bioedilizia, l’avevamo presa con mio papà e all’improvviso a 60 anni un infarto lo ha portato via. Avevo un lavoro part time e tre bimbi piccoli. In un attimo ho perso papà, lavoro e dignità di donna libera. Mi sono ritrovata a casa, con un mutuo enorme e un solo stipendio, dopo qualche settimana di smarrimento ho capito che la vita mi aveva messo davanti a una enorme sfida: o cadevo e trascinavo giù anche i figli, oppure cercavo soluzioni per ripartire. Ho scelto la seconda, perché credo che un genitore non educhi con le parole, ma con l’esempio e quindi con loro ho iniziato a farmi tutto in casa, coinvolgendoli anche se piccoli. Quando è arrivato Luciano nella mia vita, 6 anni fa, ha sposato questo stile di vita e abbiamo continuato insieme a cercare soluzioni per liberare il nostro tempo, uno dei valori più importanti, preceduto solo dai figli e dalla salute. Ora invece lavoriamo su YouTube, creando contenuti utili per semplificare la vita, con varie tematiche, autoproduzione, minimalismo, cambio di vita, cucina a basso costo semplice e veloce e vita vissuta. Lavoriamo nel network ed essendo appena arrivati sull’isola, al momento cerchiamo di goderci tutti i momenti. Viviamo il qui e ora, non siamo sprovveduti, ma abbiamo capito che la vita è breve e non possiamo vivere nel passato o nel futuro. Se arriveranno opportunità le prenderemo in considerazione volentieri.

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Insieme cerchiamo di imparare e sperimentare ogni giorno, questo stile di vita ci ha unito ancora di più.

Mollare tutto e partire in camper

Qual è il momento più bello della giornata?

Aver tolto la sveglia la mattina, non perché non abbiamo obiettivi, progetti e lavoro da svolgere anzi, se ti prendi la responsabilità di vivere come vuoi, hai spesso il doppio del lavoro, ma lo svolgiamo quando vogliamo. Gestire il nostro tempo come vogliamo, essere padroni di scegliere dovrebbe essere una cosa normale per tutti. Questo, ripeto, non significa vivere come i figli dei fiori e senza responsabilità. Significa guardarsi allo specchio ed essere sinceri con noi stessi. Non volevamo vivere di rimpianti, frustrati e infelici, usando i social per vomitare la nostra frustrazione come vediamo spesso, volevamo invece utilizzare i social per portare positività e dare spunti per essere felici.

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Quali sono i posti in cui avete vissuto?

In camper abbiamo vissuto nel cortile di casa nostra, quando stavamo svuotando casa, sul lago di Garda per lavoro e attraversato la Spagna per 15 giorni quando siamo venuti qui a Fuerteventura, ed ora, una volta alla settimana, partiamo e andiamo in spiagge meravigliose per goderci la vita e lavorando da remoto, lavoriamo anche lì, davanti al tramonto.

Uno sguardo al passato ed uno al futuro. Cosa vi manca della vostra vecchia vita e cosa invece vedete nel vostro futuro.

Stefania: mi mancano i miei figli, per fortuna una vivrà presto con noi, e a tal proposito vorrei condividere un video che ha chiesto mia figlia di divulgare perché stanca di leggere cattiverie in merito : Non chiedetevi dove sono, chiedetevi cosa sto costruendo per loro

Mi manca anche la mia casa, ristrutturata come volevo io con una cifra economica altissima, coibentata a meraviglia, fatta veramente con un’edilizia che qui non esiste proprio, ma nemmeno in Italia esiste una mentalità tale. Mi manca il verde, anche se qui stiamo realizzando l’orto sul terrazzo. Per il resto non mi manca nulla, sono partita dopo avere lavorato tantissimo su me stessa e facendo pace con la mia parte che mi faceva sentire in colpa. Sono partita serena, consapevole che se volessi, potrei tornare indietro o andare in qualsiasi altra parte del mondo, quando e come voglio. Fare questi passaggi mi rendo conto che è cosa da pochi, perché significa guardarsi davvero in profondità, significa essere sinceri al 100% con se stessi, guardandosi negli occhi ogni mattina e rispondendo con onestà sempre: Sei felice? Cosa puoi migliorare? Come puoi migliorare? Nel mio futuro non vedo nulla, lascio che sia l’oggi a decidere il domani, avendo comunque tanti progetti e sogni.

Luciano: difficile dire cosa mi manca della mia vecchia vita, perché negli ultimi anni è stata costellata da molteplici cambiamenti. Cercando di riassumere quel che porto dentro di me, sicuramente, mi mancherà il veder crescere le figlie, come anche il condividere il quotidiano con i miei genitori. Anche se per loro tali scelte sono state incomprensibili, negli ultimi anni, ho riscoperto in me la passione di parlare con franchezza e sincerità come mai avevo fatto fino ad ora. E questo ha fatto bene sia ai miei genitori che alle mie figlie che hanno visto un figlio/padre sì premuroso, ma schietto nel dire le cose come stanno. La mia vita è sempre stata costellata di certezze e di scelte canoniche dettate da quegli schemi che la società ha preconfezionato per ogni periodo della mia vita. Risultati scolastici, ottima posizione lavorativa, una famiglia perfetta, una reputazione nella società, insomma, una serie di fattori da mettere nel mio personale curriculum vitae da mostrare a tutto il mio entourage. Ebbene, tutto questo sistema di valutazione per essere riconosciuto ed accettato dalla società, non mi mancherà affatto. E vuoi sapere il perché? Ad esempio, ho lasciato un lavoro e occupavo una posizione di rilievo dove per tanti anni ho dato il meglio di me in tutti i sensi, sia di presenza che di responsabilità come uomo azienda, ma senza tralasciare anche l’aspetto dell’umana comprensione nei confronti del prossimo. Nel momento in cui ho capito che tutti questi fattori erano illusori come, la carriera, la responsabilità, la reputazione, il giudizio altrui, ecc., uno ad uno sono venuti meno, e ho sentito l’esigenza di cambiare strada perché tali aspetti non mi rappresentavano ed erano lontani anni luce dal mio attuale modo di vedere e pensare. Ecco, tutte queste apparenze, non mi mancheranno affatto, perché ora ho bisogno di altri stimoli per sentirmi vivo. Tanto per dare un senso a ciò che ho scritto, mi sono tatuato sulla pelle la scritta EXUVIA che non è altro che il significato etimologico della muta di alcuni animali che cambiano letteralmente la pelle. Un significato profondo per simboleggiare un cambiamento interiore e la rinascita del mio nuovo io.

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