“Brisbane è stata una scelta arrivata dopo settimane di ricerca su quella che sarebbe stata la città migliore dalla quale partire in questo Paese enormemente vasto. L’ho scelta perché, pur essendo una grande città, una metropoli, è perfettamente vivibile, mi piace definirla “a misura d’uomo”. Ho optato per una meta diversa da quella della maggior parte degli europei che vengono qui nella terra dei koala, escludendo le molto più caotiche e costose Melbourne e Sydney e scegliendo poi Brisbane che oltretutto ha il clima migliore dell’intera Australia”.

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Precedentemente hai vissuto a Londra. Per quale motivo hai poi optato per l’Australia?

Mi trasferii a Londra il 29 Febbraio 2012 come prima tappa di un viaggio che pianificavo sarebbe stato un lungo percorso di vita. Durante quel periodo trascorso in Inghilterra imparai la lingua, lavorai e misi da parte tutti i miei risparmi, per poter raggiungere il mio obiettivo: il trasferimento in Australia. A luglio 2013 finalmente mi sedetti davanti al computer e compilai i moduli online per il visto Working Holiday Visa che mi avrebbe appunto permesso di entrare in Australia, viaggiare e lavorare nello stesso tempo per un anno. Dopo cinque giorni arrivò la conferma che il visto era stato approvato. Devo ammettere che quello fu uno dei giorni più eccitanti e soddisfacenti della mia vita…ce l’avevo fatta!

Di cosa ti occupavi in Italia e di cosa ti occupi attualmente?

In Italia ho conseguito il diploma in Grafica pubblicitaria e fotografia nel 2005. Ho lavorato come grafica per alcuni anni, ma ho presto realizzato che la vita da ufficio in un’area come la bassa modenese non avrebbe mai fatto per me. Nell’ultimo periodo, prima di trasferirmi a Londra, lavorai in un paio di mercatini dell’usato, uno dei periodi più belli della mia vita lavorativa. Non avrei mai creduto che lavorare in un negozio di cose usate mi avrebbe dato così tanto, anche se comunque mi sbagliavo. Infatti, nonostante la bellissima esperienza, sentivo che era arrivata l’ora di voltare pagina, anzi di chiudere un libro ed aprirne un altro che sentivo finalmente mio, solo mio. In questo momento sto cercando di sviluppare la mia passione per la fotografia e farla diventare un lavoro. Diventare fotografa di viaggi, natura e paesaggi è un altro sogno che spero diventi realtà. Ho un portfolio online dove sono pubblicati alcuni dei miei lavori che considero migliori: www.otherviewpics.wordpress.com

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Oltre ad essere appassionata di fotografia, hai anche aperto il blog: www.intornosottosopra.com. Ce ne parli?

Il mio bisogno di condividere, di scrivere, di esprimermi liberamente e di aiutare altre persone a viaggiare o anche solo a sognare di farlo tramite la lettura dei miei post, mi ha spinto ad aprire il blog www.intornosottosopra.com . Scrivendo e pubblicando le mie foto voglio che chi visita Intorno Sottosopra venga catapultato ovunque io mi trovi e possa sentire dentro di sé quelle emozioni e sensazioni che io stessa provo sulla mia pelle.

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Quali sono gli argomenti trattati?

In Intorno Sottosopra racconto le mie esperienze di donna viaggiatrice. Pubblico post che aiutano a risolvere problemi burocratici, descrivendo ad esempio, passo dopo passo come ottenere un visto o acquistare un’auto qui in Australia, ottenere l’assicurazione sanitaria, ecc… Scrivo di curiosità, delle mie impressioni ed opinioni riguardanti fatti che mi accadono o cose che vedo. Cerco inoltre di spingere le persone a viaggiare, ad espandere i propri limiti, a smettere di avere pregiudizi su persone diverse o cibi e luoghi diversi…Uno dei miei obiettivi è quello di spingere i genitori italiani (nella speranza ce ne siano tra i lettori del mio blog) a mandare i propri figli a studiare all’estero, come ad esempio la lingua inglese in Inghilterra durante l’estate. Ci sono numerosi corsi durante tutto l’anno e il costo è davvero irrisorio, ma i benefici che i giovani ne trarrebbero sono impagabili. Ci sono bambini a Londra che parlano fluentemente tre lingue all’età di 10 anni.

E’ stato facile per te trovare un’occupazione lavorativa a Brisbane?

Trovai lavoro in meno di due ore nella zona sud della città. Era Natale e stavo passeggiando non distante da casa da circa mezz’ora consegnando i cv. Dopo un’ora e mezza venni richiamata per un colloquio ed alla fine mi ritrovai a lavorare in un coffee shop, dove ho trascorso circa sei mesi. Molti sbagliano volendo trasferirsi in una città come Brisbane convincendosi di trovare lavoro in centro. C’è una concorrenza spaventosa e se non si parla l’inglese consiglio di non perdere tempo cercando lavoro nella zona principale della città. Meglio spostarsi nelle periferie o addirittura in cittadine più distanti dalle solite rotte battute praticamente da tutti e oramai sature.

Quali sono le maggiori differenze che hai riscontrato tra la tua città natale, Londra e Brisbane?

L’energia di Londra credo non abbia paragoni fino ad ora; è semplicemente elettrizzante in ogni aspetto e in ogni sua parte. I trasporti poi sono impeccabili. Bus e metropolitana arrivano ovunque e circolano sempre, i mezzi sono puliti e sicuri e soprattutto in orario. Purtroppo il lato negativo di Londra sono i soldi: il salario è basso paragonato a quello australiano, ma sempre più alto di quello italiano. Durante la mia permanenza a Londra dovetti trovare due lavori, uno a tempo pieno e uno part time per poter mettere da parte abbastanza per i miei progetti di viaggio futuri. In Australia la differenza maggiore che si nota è sicuramente il clima, paradisiaco per la maggior parte dell’anno. Per non parlare dei salari, se ci si impegna e si è in gamba qui si guadagna bene e si riesce a risparmiare parecchio. In entrambi i Paesi, in Inghilterra e in Australia, ho notato un grave problema con l’alcool, bevono tanta birra praticamente a tutte le ore.

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Quali sono le bellezze di Brisbane?

Brisbane come ho detto non è enorme, conta circa 2.4 milioni di abitanti e dopo averci vissuto circa otto mesi posso dire di averla vista tutta, cosa che non posso invece dire di Londra dove nonostante ci abbia vissuto praticamente il doppio del tempo, ci sono zone a me sconosciute. Una zona fantastica di Brisbane è chiamata Kangaroo Point, a sud est della città; Southbank, con la sua piscina artificiale, è meta della gioventù di Brisbane e di numerosi turisti. West End è un’altra meta da non perdere, specialmente se piace mangiare e piace la cultura un po’ hippie. Per una passeggiata romantica consiglio di andare sul lungofiume del Brisbane River per godere delle luci del centro. Una gita sul traghetto chiamato City Hopper (gratis) è da non perdere.Quali sono i pro e i contro del viverci?

Il bello della vita a Brisbane è che, essendo a misura d’uomo, la si può visitare facilmente, ha numerosi parchi e zone verdi, molte attività per tutti i gusti, dallo yoga nel parco ai mercatini sparsi per la città. I trasporti gratuiti sono davvero validi come il traghetto e il bus, ma non arrivano ovunque e l’orario durante il quale i servizi sono attivi è davvero limitato: in parole povere è consigliabile avere un’auto. Vi sconsiglio di venire a Brisbane per la cultura, perché rimarreste delusi. I musei sono piuttosto aridi, freddi e a mio avviso non interessanti. Non ci sono molti eventi come concerti o spettacoli teatrali. Non è una città eccitante come probabilmente lo sono Sydney e Melbourne, ma come punto d’inizio per una vita qui, credo che Brisbane sia perfetta: clima migliore dell’intero Paese, centralità della posizione, vicinanza ad alcune delle bellezze naturalistiche più importanti dell’Australia, come la barriera corallina, e vicinanza alle due coste più famose del Queensland: Gold Coast e Sunshine Coast, dove il divertimento è assicurato. Nel mio blog troverete alcuni dettagliati posts dedicati all’argomento della vita qui in Australia e specialmente a Brisbane.

Un aspetto curioso della vita australiana:

Ce ne sono parecchi a dire la verità. Il limite di velocità massimo è di 100 km/h anche in autostrada (che non si paga). La benzina costa in media 0,95c / 1,00 Euro al litro. Non esistono code negli uffici postali o in banca e questa è una cosa che gli italiani apprezzano enormemente. Gli australiani odiano le scarpe, tutte! E a volte anche le ciabatte. Si notano spesso persone senza scarpe ovunque, al supermercato, in città. A volte ci sono bambini che dopo la scuola escono e hanno le scarpe in mano. Poi ovviamente ci sono gli animali per i quali l’Australia è famosa. Canguro, koala, diavolo della Tasmania, pappagalli e poi quelli un tantino più pericolosi come coccodrilli, ragni, serpenti e squali…ma tranquilli, perché in verità incrociare questi ultimi non è proprio così frequente, anzi, direi piuttosto raro.

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Secondo te l’Australia è per tutti?

No. Il viaggiare come stile di vita e non come una vacanza decisamente non è per tutti, soprattutto se si ha come meta un luogo a 16 mila chilometri da casa. Credo che si debba avere un innato spirito nomade, tanto spirito di adattamento, a volte una grande predisposizione alla solitudine, perché questa è inevitabile e prima o poi arriva. Il mio sesto senso è decisamente molto più accentuato ora che me la devo cavare da sola, nessuno è vicino in caso di emergenza e il giudizio sulle persone si affina sempre di più con il tempo. Il pregiudizio su culture, persone, usanze, cibi, punti di vista diversi diventa un ascoltare, osservare, sperimentare, capire, immedesimarsi, migliorarsi ed aiutare gli altri.

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C’è qualcosa che ti manca del Bel Paese?

Questa è una domanda che mi fanno praticamente tutti coloro che incontro. Ragazzi italiani che incrocio nella mia avventura australiana mi chiedono: “Ma come fai a vivere bene e serenamente senza la tua famiglia vicina, senza lasagne e tortellini, senza la facilità di esprimerti nella tua lingua madre, senza i luoghi familiari che ti hanno circondata fin da piccola…non ti manca tutto questo?” Sinceramente non sento la mancanza di nulla di tutto questo. Anzi, è proprio il volere allontanarmi da quello che conoscevo e che mi era così familiare che mi ha fatto decidere di partire. Lo dico spesso: bisogna uscire dalla propria zona di comfort e mettersi alla prova per crescere. Ora poi con internet si è vicini a famiglia ed amici con un click. La vita che ci è stata donata va vissuta nel presente e intrappolare se stessi in una situazione o routine che ci opprime e non ci rende felici diventa lentamente un carcere nel quale ci auto-imprigioniamo.

Quali sono i tuoi progetti futuri? Pensi di restare in Australia o di fare ritorno in Italia?

Ancora non ne sono sicura. Mi piacerebbe rimanere, perché qui vedo possibilità, un futuro che potrebbe rendermi felice e l’opportunità di realizzare il mio obiettivo di diventare fotografa. Sono vicina a posti incredibilmente belli, che lasciano con il fiato sospeso e inoltre viaggiare per l’Asia è economicamente fattibile da qui. Mi sento felice in Australia. Vedremo cosa mi riserverà il futuro, ma una cosa è certa: tornare definitivamente in Italia non è assolutamente tra le mie opzioni.

Quindi deduco che non ci sia nulla che eventualmente ti indurrebbe a tornare nel Bel Paese?

L’unica cosa per cui tornerò in Italia saranno la famiglia e le vacanze. Fare la turista in Italia è un sogno, diciamolo.

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A cura di Nicole Cascione