Mario e la sua attività di jeep safari in Polinesia

A cura di Nicole Cascione

Mario Orto è una vecchia conoscenza di Voglio Vivere Così. Trasferitosi in Polinesia nel lontano 2009, finalmente “con molto impegno, perché in Polinesia non è facile farsi spazio”, è riuscito a coronare il suo sogno e a mettersi in proprio, abbandonando la compagnia con cui lavorava prima, per aprire SAFARI MARIO MOOREA, la sua attività di Safari 4X4.

Mario raccontaci praticamente di cosa ti occupi.

Praticamente io sono la prima Guida Turistica (italiana) con il Patentino, che parla italiano.

Questo è un aspetto molto importante perché qui ci sono altre persone che parlano poco e male la lingua italiana, ma non sono italiane, ed altre che si spacciano per guide, ma non hanno il patentino. Di cosa mi occupo? Semplice!

L’ospite arriva in Hotel (Sofitel) e prenota l’escursione, l’hotel mi contatta ed io arrivo con il mio Jeep 4×4 (attenzione però, perché non sempre l’hotel mi contatta direttamente. Bisogna chiedere appositamente di me, perché può capitare che la struttura alberghiera abbia un contratto con un altro fornitore.

Quindi è sempre consigliabile chiedere alla struttura di voler fare il safari con me). Recupero gli ospiti e li porto in giro a visitare le bellezze di Moorea, la mia isola.

Andiamo a visitare i campi di Ananas, la Montagna magica, “vista sulla laguna di Moorea a 360°”, il Bel Vedere dove è possibile ammirare le 2 baie insieme, la distilleria per gustare dei succhi di frutta prodotti a Moorea e la scuola agricola, dove degustiamo le marmellate ed un succo di ananas appena spremuto!

Successivamente andiamo a visitare anche il Marae, antico tempio sacro Polinesiano dove, fin poco tempo fa, facevano sacrifici umani. Tutto condito con buonumore, allegria e interessanti informazioni sulla cultura e storia della Polinesia e di quest’isola. Normalmente il giro dura 4 ore ed è possibile farlo sia di mattina che di pomeriggio.

Quando e per quale motivo è nata l’idea di dare vita a questo progetto?

Il Progetto SAFARI MARIO MOOREA non è nato subito. Quando sono arrivato a Moorea (che in Polinesiano vuole dire Geco Giallo “Moo = Geco – Rea = Giallo”) nel lontano 2009, avrei dovuto stare solo 6 mesi. All’epoca ero assistente turistico per Club Paradiso (www.clubparadiso.it), un Tour Operator che si occupa principalmente della Polinesia.

Non credevo proprio di aprire un’attività qui e rimanerci a vivere, sei mesi per me bastavano, poi però ho chiesto di ritornare e stagione dopo stagione sono rimasto qui. Purtroppo però, la crisi economica ha colpito anche me ed il T.O. non aveva più i fondi per pagarmi, così ho deciso di rimanere qui e sfruttare le mie conoscenze su Moorea.

Ho iniziato a lavorare per un’altra agenzia di safari del posto e continuare a collaborare sempre con il T.O. Club Paradiso, fino a quando non è nata l’idea di mettermi in proprio, soprattutto per offrire un servizio in più alla mia clientela.

La mia intenzione era quella di spendere del tempo in più, così da offrire maggiore attenzione alla clientela che, nel periodo estivo da Maggio ad Ottobre, era rappresentata maggiormente da italiani. Così a Settembre del 2009 ho preso coraggio e mi sono lanciato in una nuova avventura, rischiando tutto e mettendomi in proprio in un Paese “straniero”.

Fortunatamente avevo già il vantaggio di essere conosciuto ed apprezzato nel mio lavoro per serietà e puntualità, cosa molto importante e da non sottovalutare, quando si lavora con strutture alberghiere. Così ho potuto mettere in pratica l’esperienza accumulata in tanti anni di lavoro come assistente turistico in giro per il mondo.

E’ stato molto difficile, da un punto di vista burocratico, avviare la tua attività?

Normalmente un turista quando arriva in Polinesia non può rimanere più di 3 mesi, deve arrivare con il biglietto di andata e ritorno, ma poi, una volta entrato nel territorio, nessuno può mandarti via.

All’arrivo in aeroporto a Tahiti, il doganiere non ti mette il timbro nel passaporto perché la Polinesia è francese, pertanto teoricamente potremmo entrare solo con la carta di identità, visto però che il tragitto dall’Italia è lungo ed il volo fa scalo negli USA, è obbligatorio il passaporto, di conseguenza nessuno ti controlla il visto d’entrata perché non c’è.

Una volta entrati nel Paese si può aprire una specie di partita IVA che qui si chiama Numero Tahiti, il numero che identifica la tua attività, ed in quel momento si può lavorare come “patentato”.

Ad esempio, se dovessi avere bisogno di una guida perché sono malato o perché ho bisogno di un secondo mezzo, posso ingaggiare qualcuno che lavori e pagarlo a giornata senza versare contributi, finito il lavoro tutto finisce.

Ovviamente a fine anno si pagano le tasse a seconda del guadagno percepito, oltre che 25.000 Franchi Polinesiani pari a 210 € ogni anno, a fronte della tassa per il Numero Tahiti.

Se invece si viene assunti da un Hotel, bisogna considerare che la struttura alberghiera deve avere per legge un limite del 5% di personale straniero per coprire le esigenze della clientela straniera, il resto devono essere solo polinesiani, oppure essere assunti come stagisti, con paga molto bassa ed un contratto che varia dai 3 ai 6 mesi.

Il modo più facile è appunto avere il proprio Numero Tahiti, ma per poter esercitare come guida turistica devi avere un patentino e fare un esame che viene sostenuto a Tahiti in due sessioni: scritto ed orale e tutto in lingua francese.

Da quel momento in poi si può lavorare per una azienda come guida turistica e la paga varia dai 42€ alle 50€ per un Safari di 4 ore e più. In alternativa, se si desidera avviare un’attività come la mia, bisogna acquistare una Jeep 4×4 ed ottenere l’autorizzazione dal Ministero dei Trasporti per poter circolare (possono passare dai 3 ai 9 mesi), a quel punto si può scegliere il veicolo, farlo attrezzare per il trasporto dei clienti e farlo omologare, e passano altri 4 mesi.

Non ci sono molte pratiche burocratiche da espletare, è solo che va via molto tempo, senza calcolare che ora i “vecchi” o le grandi società di safari sull’isola vogliono bloccare le nuove licenze.

Da quando ti sei messo in proprio che riscontro hai ottenuto?

Per fortuna sto ottenendo un buon riscontro, basta vedere le recensioni presenti su TripAdvisor (www.tripadvisor.it/Attraction_Review-d6921391). Mi piace coccolare e curare il cliente fin nei minimi dettagli, magari facendo un Tour che dura anche più di 5 ore, invece di fare un Tour veloce e lasciare il cliente insoddisfatto.

E’ molto importante poi il passaparola, il cliente che viene a fare il Tour con me, incontra altri clienti nel corso della vacanza e consigliano il mio safari.

Ho un riscontro positivo anche da parte dei clienti delle navi da Crociera, che prenotano il safari ancora prima di arrivare in loco, leggendo le recensioni su TripAdvisor, questo anche perché il mio prezzo è molto competitivo rispetto a quello venduto sulle navi da crociera. L’unico neo degli italiani è la stanchezza che li accompagna.

Molto spesso arrivano sull’isola stanchi del viaggio precedente e preferiscono stendersi a riposare sulle spiagge degli Hotel, perdendosi in tal modo la natura e la bellezza incontaminata di Moorea, nonostante sappiano che sull’isola esista una guida italiana che ci vive da 6 anni.

A tutti coloro che vorranno venire qui e a quelli che ci sono stati, consiglio sempre Moorea (65 chilometri di circonferenza), per ammirare l’interno della Caldera e la natura rigogliosa ed incontaminata con campi di ananas ovunque, invece Bora Bora (solo 30 chilometri) per godere della Laguna (spettacolare, ma molto turistica) e delle attività nautiche.

Quali sono i servizi che offri ai tuoi clienti?

Una guida prudente, una Jeep confortevole, la degustazione delle marmellate e l’assaggio dell’ananas di Moorea, molto più dolce e delizioso rispetto all’ananas Africano, un’atmosfera serena e sorridente con tante risate e molta cultura e simpatia, e anche una sosta ad un negozio di perle, dove vengono mostrate le meravigliose perle Nere Polinesiane.

Polinesia

Quali sono le bellezze dell’isola che un turista non deve assolutamente perdere?

Assolutamente non può perdersi il Safari con me a Moorea! Quattro ore (minimo) di puro divertimento, con visite in posti esclusivi.

Moorea è splendida, è un antico vulcano, tutte le isole della Polinesia sono vulcaniche e offrono splendide vedute. Imperdibile è la Montagna magica, dove c’è una delle migliori viste sulla baia di Opunohu (dove è arrivato originariamente il capitano Cook).

Poi c’è la valle Vulcanica, luogo in cui, grazie al microclima, è possibile raccogliere ananas piccoli ma da un gusto straordinario. Da visitare anche il Belvedere, parte centrale della caldera del vulcano, da dove è possibile ammirare la baia di Cook e quella Sacra di Opunohu.

Una passeggiata andrebbe fatta anche alla distilleria, dove vengono lavorati gli ananas raccolti nella valle e trasformati in succhi di frutta, alcool e vino. Poi non possiamo dimenticare il tempio Sacro, dove venivano fatte cerimonie e sacrifici umani.

Per concludere c’è la laguna di Moorea, una delle lagune più pure per qualità dell’acqua, perché avendo 11 pas (apertura nella Barriera corallina) ha un maggiore ricambio di acqua ed è frequentata da luglio a fine settembre dalle balene che ci portano i loro piccoli.

Quali sono i pro e i contro del vivere in Polinesia?

Questa è una bella domanda. Molti mi hanno scritto chiedendomi come è la Polinesia, in tanti la paragonano ad un paradiso e sognano di venirci a vivere, lasciando così l’Italia, un Paese in piena crisi economica.

La Polinesia non è un Paese da mollo tutto e…. Il mio caso, come anche quello di altri italiani che vivono qui, è “strano ed è stato dettato dal destino”. Se si hanno molti soldi va bene, in tal modo se in un anno non si riesce a trovare lavoro, c’è sempre un gruzzoletto da parte. Ma in quel caso, se si hanno molti soldi, personalmente sceglierei di rimanere in Italia.

Non saprei da dove iniziare… Prima i Pro o i contro?

Iniziamo dai Contro, così ci chiariamo le idee.

La Polinesia è un Paese caro, sotto tutti i punti di vista. Io vivo a Moorea, in una stanza con cucina e camera da letto insieme che mi costa 500€ di affitto al mese.

A Papeete con quei soldi si prende solo una stanza con bagno in comune e cucina e a volte per una casa si possono arrivare a spendere 1.500€, calcolando che qui non ci sono condomini e le case non sono come quelle italiane.

Non è facile trovare lavoro: o te lo crei oppure se ottieni il Numero Tahiti devi riuscire a lavorare tutti i giorni per poterti mantenere. Uscire la sera ed andare al ristorante costa parecchio, si parte minimo dai 150€ per un antipasto, un piatto principale e una bottiglia di vino (scadente) per 2 persone.

Il mio abbonamento internet a 2 mega mi costa 80€ al mese, per non parlare del cellulare….Gli abbonamenti partono circa dai 100€ al mese. La carne e le verdure costano parecchio, visto che sono prodotti importati dalla Nuova Zelanda o dall’America.

Per fare un esempio: un chilo di pomodori mezzi verdi e marci costano 8€ al Kg, un litro di vino tipo Tavernello costa 10€, mezzo chilo di pasta Barilla costa 1€.

Anche le auto e i computer costano molto. L’anno scorso avrei voluto acquistare un nuovo Mac per casa, ho paragonato i prezzi di qui con il sito americano ed europeo e ho notato che lo stesso prodotto costava 700€ in più rispetto al prezzo che c’era in Europa.

Probabilmente l’unica cosa che costa meno dell’Italia è la benzina e circa 1,30€ al litro. E poi… cosa si fa la sera? Qui le giornate sono più corte rispetto all’Italia, in questo periodo è inverno ed il sole tramonta alle 17:30 invece a dicembre (estate) 18:30 non di più.

Se si vive a Tahiti, la capitale, ci sono più occasioni di svago: locali notturni, discoteche, concerti e cinema. Ma qui a Moorea o in una delle 188 isole perse nel Pacifico (la Polinesia francese ha una grandezza pari a tutta l’Europa inclusa Inghilterra, Tunisia e Marocco) che cosa si fa?

Se si hanno i soldi si può andare a mangiare fuori, ma senza bere troppo perché le distanze sono lunghe, poichè non ci sono mezzi pubblici la sera e se non si ha la macchina non ci si muove.

C’è da dire anche che i ristoranti chiudono massimo alle 21, non ci sono sale cinematografiche, non c’è una zona dove passeggiare e ammirare le vetrine (quanto mi mancano i portici di Via Roma a Torino) oppure una gelateria per prendere un gelato o una piazzetta illuminata in cui fermarsi a fare due chiacchiere la sera.

L’illuminazione stradale poi qui a Moorea la si trova solo in una parte dell’isola e a volte non funziona. Di giorno si lavora e la sera si sta a casa o a cena da amici.

La serata solitamente termina presto, massimo alle 21:00 e la mattina ci si sveglia presto qui in Polinesia. Personalmente alle 6:30, ma molta gente si sveglia già alle 5:00 del mattino e non per andare in fabbrica. Senza calcolare che se abito a Torino e voglio andare a Londra o a Madrid o a Parigi il biglietto del volo mi costa sulle 200€, tranne se non trovo un volo low cost.

Qui per poter vedere un Paese “civilizzato” devi andare a Los Angeles oppure in Nuova Zelanda o in Giappone o in Australia, e parliamo di voli minimo di 6 ore per la nuova Zelanda, senza contare i costi, che variano dai 900 A/R ai 1200 A/R a seconda della stagione.

Pertanto è impensabile trascorrere un fine settimana fuori porta, si potrebbe fare verso qualche altra isola, ma anche in questo caso i collegamenti sono molto complicati. Ad esempio, a volte diventa difficile andare a Papeete la sera da Moorea (Moorea dista solo 30 minuti di navigazione da Papeete) perché l’ultima nave da Moorea parte alle 16:30 e non c’è un ritorno in serata, quindi si è costretti a rimanere a Papeete da amici o in Hotel.

Ho voluto evidenziare bene tutti i lati negativi del posto, anche perché sono le domande che solitamente mi pongono i turisti durante il safari.

E per quel che riguarda i lati positivi?

La vita qui in Polinesia è paradisiaca, si vive con un ritmo meno stressante che in Italia, le persone sono molto disponibili ed amichevoli e si accontentano di poco o quasi. Anche se vivono nelle baracche, se possono aiutarti lo fanno con tutto quello che hanno.

Quando giro per Moorea tutti mi salutano e mi rispettano, se dovessi avere un problema sono pronti ad aiutarmi e questo mi fa sentire parte della comunità. Vivere in un’isola come questa è come vivere in un piccolo paese, tutti sanno tutto di tutti.

Ormai dopo 6 anni mi sento perfettamente integrato. Per non parlare poi del paesaggio, delle viste splendide e mozzafiato, delle spiagge coralline e del mare cristallino.

Qui il vero guadagno sta nella serenità e nella tranquillità giornaliera, anche se ci sono problemi di lavoro si sorride e si cerca una soluzione… bevendoci sopra una birra Hinano.

Sono in molti a scriverti dall’Italia per avere consigli su come trasferirsi in Polinesia e come cercare lavoro. Cosa consigli loro in linea di massima?

E’ vero, in questi ultimi mesi parecchie persone mi hanno scritto per chiedermi informazioni su cosa fare per trasferirsi in Polinesia ed aprire un’attività o per trovare lavoro.

Come dicevo precedentemente, la vita qui non è come quella che si vede in fotografia: cocco, palme e spiagge coralline. La prima cosa da considerare è la scelta dell’isola in cui si desidera vivere, tra le 188 isole suddivise in 5 arcipelaghi. E’ molto importante essere consapevoli che ogni isola ha una caratteristica diversa, molti sono atolli e altre come Moorea, Bora Bora e Tahiti, sono isole vulcaniche.

La vita è semplicissima, in alcune isole non hanno ancora la corrente elettrica e si vive a stretto contatto con la natura.

Molti, a questo riguardo, mi scrivono che sono capaci di vivere di niente, ma vi posso assicurare che non è facile. Per esempio, non ho la TV in casa, i programmi italiani non si vedono (poco male, visto la bassezza che hanno raggiunto) e a volte mi chiedo che ci sto a fare qui…

Ho conosciuto molti francesi che si sono trasferiti qui per cambiare vita e dopo 6 mesi sono scappati disperati, perché non riuscivano a trovare lavoro e non riuscivano ad integrarsi nella cultura polinesiana.

Qualcuno in passato mi ha scritto che vorrebbe proporre ai turisti delle attività nautiche, come immersioni o altro. Ma i turisti non li puoi contattare per strada o andare in spiaggia e proporre la tua attività come i senegalesi a Rimini. Bisogna avere un contratto diretto con le strutture alberghiere e proporsi in tal senso, ma vi assicuro che non è facile avere un contratto con loro.

Qualcuno mi scrive anche di voler aprire un ristorante, cosa possibile a Tahiti o a Moorea, ma bisogna investire un sacco di soldi e attendere i turisti, perché la clientela italiana solitamente ha tutto incluso nel pacchetto vacanza, quindi difficilmente esce fuori a pranzo o a cena.

A Bora Bora è ancora peggio, quasi tutte le strutture alberghiere sono su un Motu, pertanto il turista è praticamente “prigioniero” della struttura alberghiera.

Il consiglio che mi sento di dare è quello di venire qui in Polinesia per un periodo di 3 mesi per valutare bene cosa si vuole fare e poi decidere. Ovviamente conoscere la lingua francese o la lingua inglese è di fondamentale importanza.

Quali sono le richieste più comuni che ti rivolgono?

Le più comuni sono quelle riguardanti il lavoro, se è facile trovarlo, e poi quanto costa un affitto. Questo è molto relativo, perché i prezzi cambiano dalla posizione della casa se è fronte mare, all’interno di una valle e soprattutto i prezzi variano a seconda dell’isola che si sceglie, Tahiti è molto molto cara.

Anche l’istruzione ha un ruolo fondamentale, immaginatevi di trasferirvi qui con un bambino di 10 anni che non parla francese, in un posto dove le lezioni sono tutte in francese. Qualcuno mi ha chiesto se c’è l’Università.

Ci sono i primi corsi per matematica, medicina e lingue, ma poi si deve andare a studiare in Nuova Zelanda, in Australia, in Francia o in America.

Per quel che riguarda la sanità, qui sotto certi aspetti è simile all’Italia, sotto un certo reddito non si paga, ma superato tale reddito si paga tutti i mesi, perché con il Numero Tahiti è come se avessimo una Partita Iva. Io ad esempio pago circa 100€ al mese. In ogni isola c’è un ospedale, ma quello più importante è a Tahiti, Moorea ha un piccolo centro di primo soccorso, ma per i casi più gravi e visite specialistiche si va a Tahiti.

Fino a 15 anni fa si partoriva ancora in casa, ora non è più possibile per legge e si deve andare in ospedale. Ovviamente in Italia si va in ospedale all’ultimo momento e solo in casi eccezionali ci si ricovera prima, qui invece si è obbligati a ricoverarsi minimo una settimana prima, se non 15 giorni, tutto questo per via dei trasferimenti complicati tra le isole.

Grazie Mario per questa tua precisa analisi sul posto. Ma, tornando a te, hai altri progetti in cantiere?

Attualmente non ho progetti a breve termine.

Piuttosto sto cercando di migliorare sempre di più per offrire un servizio perfetto, di qualità ed eccellenza, alla mia clientela, ed essere partecipe dei loro sogni. In fondo il mio lavoro è quello di far scoprire l’isola e desidero che la scoperta dell’isola di Moorea diventi un ricordo indelebile nella mente di tutti i miei clienti e un’emozione unica.

A lungo termine sì, probabilmente ritornerei a vivere in Italia, magari in Sicilia, terra ricca di profumi, storia e cultura.

Per contattare Mario e per prenotare tramite email il Safari a Moorea:

www.safarimario.com

[email protected]

Moorea – Polinesia Francese

www.tripadvisor.it/Attraction_Review-d6921391

www.clubparadiso.it