Maria Clara: Brisbane (Australia)

A cura di Maricla Pannocchia

Ha le idee chiare, Maria Clara, che vive da tempo a Brisbane, dove, dopo diverse esperienze, ha messo in piedi Dreamin’ Australia, un’education agency che offre supporto agli studenti che vogliono frequentare gli istituti australiani. Ama l’Australia, i suoi spazi sconfinati e la vita nelle città (“sono solo 7 e quasi tutta la gente abita nelle capitali”) ma ha le idee chiare.

Tempo 10 anni e pianifica di tornare in Italia, nella sua Otranto, perché, come dice lei, “l’Australia non è un Paese per vecchi ma di transizione, vieni qui per fare dei soldi, metterli da parte e goderti la pensione a casa”.

Nell’intervista, Maria Clara fornisce consigli utili e pratici per chi sogna di trasferirsi in Australia anche se, purtroppo, l’iter burocratico non è dei più semplici. Chi ha meno di 36 anni può contare sul Working Holiday o sullo Student Visa ma chi è più avanti con gli anni e magari ha già famiglia deve rivolgersi a un avvocato esperto in materia perché il processo d’immigrazione è molto rigido.

“Inoltre, bisogna ricordare che l’Australia è davvero lontana”, dice Maria Clara, “Se si fa un lavoro normale, con uno stipendio nella media e poche ferie, è possibile tornare in Italia solo una volta ogni 2-3 anni”.

Nonostante queste difficoltà per chi sogna di trasferirsi in Australia, Maria Clara ne decanta anche le bellezze naturalistiche e quindi, anche solo per tastare il terreno prima di un eventuale cambio di vita, perché non inserire questa enorme, meravigliosa terra nei piani per le prossime vacanze?

Maria Clara: Brisbane (Australia)

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Ciao Maria Clara, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…

Ciao, mi chiamo Maria Clara, ho 45 anni e vivo in Australia da 14 anni. Sono originaria di Otranto, in Puglia, e ho studiato Conservazione dei Beni Culturali con indirizzo archeologico all’Università di Lecce, per poi fare un Master in Marketing del Turismo (da brava pugliese salentina che faceva “le stagioni estive”) e la certificazione DITALS dell’Università per stranieri di Siena per insegnare Italiano come seconda lingua.

Nella vita ho fatto tutti i lavori possibili e immaginabili, molti nel turismo (essendo di Otranto, una località turistica famosa) come guida escursionistica a cavallo, animatrice per bambini, nei villaggi vacanze, come guida turistica, insegnante di Italiano, tata di “lusso” all’estero, blogger, education agent e giornalista.

Hai sempre saputo che avresti vissuto fuori dall’Italia o è un bisogno che si è sviluppato nel tempo?

Da piccola o all’università non ci ho mai pensato, è stato un incidente: sono arrivata in Australia dopo aver conosciuto il mio ex partner australiano che insegnava Inglese in una scuola in Salento.

Come mai hai scelto proprio Brisbane?

Appunto perché la città del mio ex partner, in cui ho finito per ambientarmi meglio di lui.

Di cosa ti sei occupata nel primo periodo e come sei arrivata a creare il tuo blog?

Nel primo periodo ho insegnato Italiano, ho fatto la cameriera e poi la tata “di lusso” nel senso che ho lavorato come una vera e propria governante/istitutrice di altri tempi per famiglie facoltose che avevano bisogno di una presenza costante. Parlando due lingue ed essendo laureata, ero considerata uno status symbol (fa un po’ ridere).

Mi annoiavo e, 10 anni fa, ho cominciato un piccolo blog quello che, adesso, è stato assorbito da www.dreaminaustralia.com per raccontare agli italiani come si vive in Australia ed è diventato un grande successo, proprio nel momento in cui il blog stava diventando un mezzo di comunicazione importante. Mi ha aiutato a scoprire e capire l’Australia perché, da brava archeologa, ho ricercato, studiato e mi sono sforzata di capire. Un marinaio mi ha detto una volta: “Bisogna essere competenti dell’ambiente in cui si vive”.

Di cosa ti occupi adesso?

Mi occupo di Dreamin’Australia, che è un’education agency. Dreamin’Australia si occupa di formazione in Australia (scuole d’inglese, formazione e Università). L’education agent è un broker che si occupa di trovare l’istituto e il corso più adatto alle esigenze dello studente e di gestire la burocrazia per l’iscrizione e l’arrivo. Questa figura non è pagata dagli studenti e non applica commissione, perché è pagata dagli istituti che rappresenta. In più abbiamo prezzi fuori mercato molto più convenienti di quelli esposti nei listini ufficiali degli istituti proposti.

Durante la pandemia il gruppo editoriale italiano IL GLOBO mi ha offerto la posizione di corrispondente per Queensland e Northern Territory. Il giornale esce 2 volte a settimana nelle edicole australiane da ben 75 anni.

Maria Clara: Brisbane (Australia)

Com’è la tua vita quotidiana?

La mia vita quotidiana ruota intorno ai miei studenti qui in Australia: “Clara mi sento male, consigliami un medico, Clara la mia scheda del trasporto pubblico non funziona, Clara l’insegnante mi odia” e così via…

Per il giornale sono molto coinvolta nelle attività dei vari enti italiani tra associazioni regionali e iniziative del made in Italy. Tutto teso al mio ritorno annuale di due mesi a Otranto in cui non vedo l’ora di fare il “triangolo della morte” casa-spiaggia-baretto della piazza con gli amici di sempre e la famiglia.

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Prima della pandemia, lavorando in remoto potevo spostarmi ovunque come USA, Messico o Asia. Adesso mi sono ridimensionata e faccio la brava!

Com’è il rapporto costo-qualità della vita a Brisbane?

Di solito incredibilmente conveniente: stipendi alti, costi bassi, stile di vita rilassato. Adesso stiamo subendo le conseguenze di due anni di chiusura delle frontiere e della crisi mondiale. Quindi sempre meglio che in Italia, ma un po’ più complicato.

Quali sono, secondo te, i passi da fare per trasferirsi lì?

L’Australia è lontanissima ed è questo che bisogna capire. Sono 16.000Km e almeno 24 ore di viaggio e 1500 Euro per un volo andata e ritorno. Se si fa un lavoro normale (in cui non si hanno 2-3 mesi di ferie) e si hanno figli, le vacanze in Italia diventano un miraggio e si possono fare magari una volta ogni 2-3 anni.

E se i genitori sono anziani e bisognosi? Brisbane è una città perfetta, ma bisogna tenere in conto le distanze, le problematiche e i costi legati a un vero processo d’immigrazione e ai problemi nell’ottenere un visto stabile in un Paese extra Europeo e rigido. Per cui studiare o fare un anno sabbatico come i ragazzi in WHV è un conto mentre trasferirsi per tutta la vita, magari con famiglia o da adulti, è un altro paio di maniche.

Maria Clara: Brisbane (Australia)

Quali luoghi consiglieresti di vedere nelle città, da quelli più famosi a quelli meno conosciuti?

Le città australiane sono praticamente solo 7, il resto del Paese è disabitato. Non ci sono città di dimensione medie, ci sono solo 25 milioni di persone in un territorio grande come gi USA (330 milioni di abitanti) e vivono tutte nelle capitali.

Quindi in Australia si apprezza la natura. Heron Island, l’isoletta più bella del mondo in QLD, sicuramente da vedere, come Rotternest Island, l’Isola dei Quokka in Western Australia o Broom dalle spiagge rosse e l’acqua azzurrissima.

Come sei stata accolta dalla gente del posto?

Il 46% degli australiani ha almeno un genitore nato all’estero e oltre il 30% degli abitanti di Brisbane è nato in un altro Paese. Brisbane è un hub multiculturale con persone da tutte le parti del mondo. Le varie culture non sono appiattite e omologate a uno standard “australiano” ma si conservano e allo stesso tempo si mescolano creando un grande melting pot. Io frequento più l’ambiente internazionale piuttosto che quello degli australiani-australiani (massimo 3 generazioni, pelle bianca, discendenza inglese, figli dei carcerati della colonia penale vittoriana). Diciamo che sono stata accolta molto bene da “chi era arrivato prima”, poi i discendenti di origine italiana sono tantissimi, per cui non sono nulla di strano o esotico.

Prima della partenza, avevi qualche paura in particolare? Come l’hai affrontata?

No, perché sono di base incosciente, quindi non mi preoccupo finché poi le cose non accadono, però ho affrontato le difficoltà aiutando gli altri (che è il motivo per cui ho cominciato a scrivere e perché faccio il mio lavoro) e ho creato una comunità come il gruppo FB “Italiani a Brisbane”. Non siamo mai soli e ci supportiamo tantissimo.

Quali sono, secondo te, le differenze più evidenti fra gli australiani e gli italiani, che però sono simpatiche o divertenti?

Gli australiani (e gli anglosassoni in generale) non sono spontanei, non puoi dire “andiamo adesso a prendere un caffè” o “stasera fermati a cena”. Gli scoppia la testa. Devono programmare tutto. Poi non pensano “out of the box” e il governo ha un atteggiamento da “Stato baby-sitter” con un milione di regole inutili, tese a prevenire “il cittadino dalla propria stupidità” di fatto privandolo del buon senso e infantilizzandolo. In particolare, in Queensland la gente invece di dire “non si può fare”, dice “you are not allowed”, di fatto “non ti è permesso” perché magari stai prendendo una decisione un po’ fuori dagli schemi. Noi siamo abituati ad arrangiarci (con pro e contro) e da navigatori e mercanti abbiamo il senso “dell’espediente”.

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Cos’hai imparato in questi anni di vita a Brisbane?

Che la comunità e i rapporti umani sono alla base del vivere bene e che l’inverno non mi piace assolutamente.

Maria Clara: Brisbane (Australia)

A chi consiglieresti di andare a vivere proprio lì?

Ai giovani che vogliono fare un periodo di studio e lavoro e abbiano voglia di viaggiare e mettersi in discussione.

Pensi di rimanerci per sempre?

Nooo… Questo non è un Paese per vecchi, si fanno i soldini e si scappa a fare la pensione a casa (e fanno tutti così, non solo gli italiani). È un Paese di transizione, da vecchia voglio giocare a burraco con le amiche e bere gin&tonic sulle spiagge del mio mare Adriatico (55 anni, età fissata per il rimpatrio e il gin&tonic).

Hai avuto modo di visitare altri luoghi dell’Australia? Quali ti sono piaciuti di più?

Fraser Island, l’isola di sabbia più grande del mondo. Di notte la volta stellata è pazzesca e passeggiando sul bagnasciuga si smuove il fitoplancton che s’illumina di bioluminescenza.

Come funziona la sanità in Australia per gli stranieri residenti?

Mmm, meglio in Italia. C’è carenza di staff medico e infermieri e bisogna comunque avere un’assicurazione privata. Non è come negli Stati Uniti ma neanche come in Italia. Sarà che mio padre è stato medico in ospedale per 40 anni, ma questa storia della “malasanità” in Italia è una grande cavolata.

Un consiglio veloce per chi vorrebbe cambiare vita ma non sa da dove cominciare?

Se si è sotto i 36 anni un visto Working holiday o student visa si ottiene con facilità per fare una prova. Con famiglia e da più adulti bisogna sentire un agente d’immigrazione cioè un avvocato che sia esperto nella materia e vedere cosa si può fare a livello di visto secondo le proprie competenze lavorative e linguistiche.

Progetti per il futuro?

New York a maggio e Otranto a giugno per promuovere le nostre nuove offerte e iniziative (e il triangolo della morte, vedi sopra!!).

Per seguire e contattare Maria Clara:

Facebook: mariaclaravetruccio

Instagram:dreaminaustralia

Sito web: www.dreaminaustralia.com

E-mail: info@dreaminaustralia.com