Ci siamo. Un nuovo anno è appena iniziato. I buoni propositi come sempre sono tanti. Tra questi per molti c’è la speranza di trovare un lavoro, oppure magari cambiarlo perché stanchi di quello vecchio. Ma come andrà il 2017 dal punto di vista lavorativo? A dircelo sono due ricerche. La prima effettuata da Infojobs, piattaforma di reclutamento online, e la seconda dall’Osservatorio di Antal Italy, società internazionale di ricerca e selezione del personale. Per entrambe un dato è certo: nei prossimi 12 mesi a guidare il mercato del lavoro saranno ancora una volta le competenze digitali e in generale tutte quelle professioni legate alla tecnologia e all’innovazione, o a nuovi modelli di organizzazione del lavoro basato in generale sulla digitalizzazione.

Per Infojobs cinque sono i trend principali nella ricerca professionale: flessibilità, formazione interna, fiducia per il mercato del lavoro e crescita dell’utilizzo del recruiting digitale, oltre al welfare aziendale. In base a questi parametri – ci dice la ricerca – le aziende italiane guardano con fiducia all’andamento del mercato del lavoro nel 2017 e, dopo aver assunto, puntano alla formazione delle risorse interne, per migliorare la produttività e il clima interno.

Quasi un’azienda su 3, il 30% del campione, ha intenzione infatti di attuare un massiccio programma di assunzioni nel 2017 per fare fronte alla ripresa del mercato, mentre ben il 44,7% proseguirà la campagna di recruiting già iniziata negli scorsi anni, seppur in numero limitato dal momento che la maggior parte delle assunzioni è stata fatta precedentemente. Solo il 12,6%, invece, prevede di non effettuarne di nuove a causa della situazione del mercato e del venir meno delle agevolazioni fiscali.

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Per trovare le risorse di cui si ha bisogno, il canale online risulta lo strumento principe utilizzato dalle aziende per scovare i migliori talenti. Seguono il passaparola, il sito aziendale, i canali legati a Università e Master e le Società di ricerca e selezione del personale.

Ma quali saranno le professioni più ricercate? Per l’Osservatorio di Antal Italy sono tre: i multichannel architect, gli esperti nell’analisi e nel trattamento di big data e quelli in sicurezza informatica. I primi si occupano di disegnare l’architettura dei software, definendo processi, specifiche e integrazione tra sistemi, device e app. Secondo i dati si è assistito a una crescita del 27% della domanda per questo ruolo.

Purtroppo però non ci sono abbastanza candidati con queste competenze ecco perché, per assicurarsi un multichannel architect, le imprese sono disposte a concedere una retribuzione annua lorda di 35mila euro per le figure junior, fino ad arrivare ai 70mila euro per chi ha un’esperienza decennale. Anche gli esperti dei big data possono contare su un settore che è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni toccando il 26% nel 2016. Un trend, sottolineano gli analisti, che continuerà per altri due anni.

Infine ci sono i professionisti dell’It security. Dal 2014 sono in crescita gli investimenti per la sicurezza delle infrastrutture informatiche. La digitalizzazione, l’uso dei dati sensibili e personali ha resto quanto mai impellente il bisogno di sicurezza informatica tanto che dal 2014 sono in crescita gli investimenti da parte delle aziende in questo settore. Basti pensare che i posti di lavoro sono aumentati di oltre il 35% dal 2015 al 2016 e continueranno a salire di un ulteriore 21% nel 2017.

E le altre professioni? Saranno molto ricercati gli online store manager, i data scientist, i consulenti fiscali, gli addetti alle gare della Pubblica Amministrazione e i procurement manager.

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