Lavorare in Germania: la storia di Simone

Mi chiamo Simone, ho 28 anni e la mia avventura in Germania ha avuto inizio come spesso hanno inizio tutte le avventure: con una ricerca e un auspicio. La ricerca, come é facile intuire di questi tempi, é quella di un buon lavoro e l’auspicio, di conseguenza, é quello di un futuro migliore. Non mi soffermeró troppo sulle ragioni che mi indussero a lasciare il mio paese, ritengo che l’attuale situazione italiana gia´ la si conosca bene e non richieda piú approfondimenti o discussioni nelle sue cause quanto piuttosto una decisa reazione nei suoi effetti. La mia fu quella di partire. Dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere ebbi la fortuna di iniziare subito a lavorare, trovai posto all’interno di un circuito museale privato nella mia cittá e, sebbene questa occupazione mi garantisse una certa sicurezza (benché al minimo sindacale, si intende), il mio inquadramento all’interno del contratto cosí come il lavoro nelle sue mansioni non mi avrebbero mai consentito un avanzamento di livello, condannandomi quindi a una sorta di stasi professionale.

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Decisi pertanto che non aveva senso barattare gli anni migliori della mia vita, quelli in cui potevo ancora dimostrare al mondo il mio reale valore, con una sicurezza effimera. Venni a sapere da un amico che lavorava all’estero, che una nuova start-up tedesca di sua conoscenza che si occupava di online marketing e, nello specifico, del nuovo settore del “couponing”, offriva una internship (tirocinio o “praktikum” in tedesco) per lavorare sulla loro piattaforma di vendita italiana: il sito sconti.com. Era richiesto un buon livello di inglese in quanto lingua ufficiale dell’azienda, data la sua presenza su piú paesi dell’Europa, in Russia e in America Latina; ed eventualmente la conoscenza del tedesco. Possedevo a pieno la prima caratteristica e non mi mancava nemmeno la motivazione per acquisire la seconda, pertanto, una volta reperiti i contatti, inoltrai la mia candidatura, feci un colloquio telefonico e venni scelto.

In un paio di settimane lasciai il lavoro, feci i bagagli e mi trovai catapultato all’interno della Panna Cotta GmbH. Sebbene il nome fosse di chiara ispirazione italiana, l’azienda ospitava decine di giovani impiegati provenienti da diversi paesi del mondo e, ovviamente, anche dall’Italia. Entrato nel team, le parole chiave del mio nuovo lavoro erano: coupon, eCommerce, sconti e tutto ció che potesse avere a che fare con il risparmio in rete. L’ambiente era completamente diverso da quello in cui avevo in precedenza lavorato: ero passato dall’austeritá e l’atmosfera culturale di un museo e le sue esposizioni, ad un contesto in cui a regnare erano la tecnologia e la velocitá. Superata la timidezza iniziale, cominciai a lavorare sodo per poter diventare autonomo nel minor tempo possibile e ci riuscii, in questo sia i miei colleghi connazionali che tutti gli altri team mi aiutarono molto.

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In poco tempo iniziai ad appassionarmi all’argomento, nonostante, ripeto, consistesse per me in una materia completamente nuova. Come giá accennato, questo settore parla una lingua piú anglofona che altro, visto probabilmente i luoghi in cui si é sviluppato, e questo, data la mia formazione linguistica, mi stimolava parecchio. In particolare era il business model dell’azienda a richiamare il mio interesse e l’effettiva quantitá di denaro che si poteva risparmiare acquistando sulla nostra pagina sconti.com. Sostanzialmente, noi avviavamo una collaborazione fra negozi online, di cui stilavamo un profilo sul nostro sito elencando tutte le loro offerte, codici sconto e link utili. Di seguito, il nostro compito consisteva nel promuovere i loro coupon sia individualmente che all’interno di pagine speciali o campagne di stagione (come, ad esempio, in occasione delle festivitá) .

Venendo ora a ció che salta all’occhio lavorando all’estero, sebbene in Italia non avessi mai lavorato all’interno di un settore come l’online marketing, piú in generale posso affermare che le differenze sul piano professionale si notano. Sia in positivo che in negativo, questo é chiaro. Per quella che é la mia personale esperienza posso testimoniare che l’efficenza tedesca (soprattutto nei tempi: i trasporti ne sono un esempio) é indiscutibile, e la fama che vantano di essere precisi ha le sue fondatezze. Quanto ai ritmi di lavoro, qui sono sí per certi versi piú alti rispetto a quelli a cui siamo abituati in Italia, ma ritengo che nonostante si tenda a dedicare una maggiore quantitá di tempo al lavoro, in Italia –quando ci impegnamo- riusciamo a raggiungere gli stessi risultati anche inframezzando le nostre attivitá con qualche pausa in piú. Smentisco totalmente il luogo comune che vede i tedeschi come freddi e poco accoglienti, un pregiudizio a mio parere alimentato piú dalla durezza della lingua che dall’individuo, almeno qui ad Amburgo.

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Ora sono passati mesi da quando varcai per la prima volta la soglia della Panna Cotta GmbH e, nonostante il breve periodo, penso di aver imparato e compreso diverse cose su questo paese che mi ospita. Le persone qui sembrano soffrire meno l’angoscia del “posto sicuro” forse perché in Germania ci si puó ancora reinventare e le possibilitá per farlo ci sono. Dalla mia, ora sono contento di essere qui e mi auguro che il racconto di questa mia esperienza, ancora in corso, possa essere di aiuto a tutti coloro che stanno meditanto di oltrepassare i nostri confini.